Martedì 27 Giugno 2017

ALMANACCO DAUNO

Oggi, 31 gennaio 1965, il Foggia batte l'Inter 3-2. Padre Pio lo aveva predetto ad Herrera

Oggi, 31 gennaio 1965, il Foggia batte l'Inter 3-2. Padre Pio lo aveva predetto ad Herrera

Scambio di gagliardetti tra i capitani di Foggia ed Inter, ovvero Nocera e Picchi. La partita finirà 3-2 per il Foggia.

Oggi, 31 gennaio, nel 1965, il Foggia riceve allo Zaccheria l'Inter di Herrera, che prima della partita si reca da Padre Pio chiedendogli un pronostico. il frate predice la vittoria del Foggia. La partita, di fatti, finisce 3-2 per i rossoneri.*

(dall'Agenda 2014 della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Progetto editoriale: Filippo Santigliano. Ricerca e testi: Davide Grittani. Editing e curatela: Saverio Russo, Filippo Santigliano)

* Di seguito, ripresa dal sito www.manganofoggia.it, la cronaca giornalistica di quella partita  su “La Gazzetta dello Sport” del 1° febbraio 1965

Da 2-0 a 2-2 Poi 3-2

Il Foggia impone il ritmo

 Foggia-Inter 3-2 (0-0)

Marcatori: Lazzotti al 49°, Nocera al 54°, Peirò al 63°, Suarez al 74°, Nocera al 77°.

Foggia: Moschioni, Valadè, Micelli, Bettoni, Rinaldi, Micheli, Favalli, Lazzotti, Nocera, Maioli, Patino. All. Pugliese

Inter: Di Vincenzo, Burgnich, Facchetti, Malatrasi, Guarneri, Picchi, Domenghini, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. All. Herrera.

Arbitro: Francescon di Padova

Note – Giornata grigia e sciroccosa; terreno così così, irregolare in taluni punti ma non è certamente una novità questa. Leggeri infortuni a Burgnich, Patino e Mazzola. Ammonito Guarneri per proteste. 5 a 3 i calci d'angolo per l'Inter (due per parte nel p. t.). Stadio ricolmo: spettatori 25000 circa (16100 i paganti, 5000 gli abbonati, gli altri...clandestini) per un incasso di L. 32.500.000 che è il nuovo record per il Foggia.

Fischi all'annuncio della formazione dell'Inter e all'ingresso in campo di Herrera. Positivo il sorteggio antidoping per 1-9-7 delle due squadre.

D A L   N O S T R O    I N V I A T O

Foggia, 31 gennaio

Tre a due per il Foggia, un risultato netto, pulito, inequivocabile. Una vittoria questa del Foggia, limpida, squillante, sacrosanta, nonostante un piccolo dubbio relativo all'azione del primo gol foggiano. Appunto questo gol frena gli entusiasmi del...(illeggibile) per la stupenda prestazione del Foggia e in un certo qual modo riporta nelle dovute proporzioni la sconfitta dei nerazzurri. Intendiamoci, il Foggia ha arcimeritato il successo, vinto a pieni voti, ma il modo con il quale è giunto a questo sensazionale 3-2 sui campioni del mondo induce ad una certa indulgenza verso l'Inter, sconfitta sì ma non umiliata. Ci spieghiamo subito. Dopo 4 minuti dalla ripresa del gioco il Foggia realizzava il primo goal della serie: c'era una punizione per fallo di Guarneri su Maioli, qualche metro prima dell'area di rigore, sulla destra: tirava Patino, ma Francescon faceva ripetere perché la distanza della barriera non era regolamentare. Maioli allora si incaricava di battere la punizione: il biondino calciava diritto e teso, il pallone sorvolava la barriera e si schiacciava nettamente sulla traversa per rimbalzare in campo. Mentre Di Vincenzo, che era saltato invano, ricadeva a terra e annaspava fra la segatura, sulla sfera si avventava Lazzotti e infilava a porta vuota. Suarez reclamava il fuorigioco, ma tanto l'arbitro quanto il guardalinee erano di parere contrario e concedevano il gol senza la minima esitazione. Era regolare o no la posizione del foggiano? Per noi sì, in quanto Lazzotti era giunto sul pallone provenendo da lontano, bruciando in velocità gli interisti. Purtroppo per l'Inter è stato il gol determinante, che ha caricato a mille il Foggia, un Foggia addirittura scatenato. Mai vista una squadra così piena di slancio, di vitalità, di ritmo. Già nel primo tempo il Foggia aveva giocato a velocità folle, sempre primo su tutti i palloni, impegnato in una offensiva frenetica e ubriacante. L'Inter si era prudenzialmente contratta e, anche se un po' affannata nel contenere gli slanci dell'avversario, col passare dei minuti riusciva ad organizzare una discreta barriera difensiva, benché il blocco arretrato non desse l'impressione di quella spavalda sicurezza che aveva una volta. Con un Foggia proteso in una fremente ringhiosa offensiva, le previsioni nell'intervallo erano piuttosto ottimistiche per l'Inter, perché si diceva che il Foggia sarebbe stato vittima del proprio ritmo; impossibile arrivare sino in fondo, a quella velocità. L'Inter, poi, aveva dato l'impressione di aver volutamente lasciato sfogare l'avversario per poi infilarlo nella sua vecchia maniera, cioè in contropiede. Il Foggia, invece, dopo il riposo apparve ancor più pericoloso e impetuoso che in precedenza; eppure di energie ne aveva spese parecchie! Ma proprio la condotta dell'Inter, che si era illusa di infilare il Foggia in contropiede, consentiva ai rossoneri di impostare la manovra sempre volante, veloce, con una continua varietà di temi. Il Foggia attaccava a folate, talvolta l'azione era impostata dalle ali, talaltra il piano di attacco muoveva dal centro, nel mentre anche i mediani ed i terzini appoggiavano l'attacco ereggendo una duttile diga a centrocampo. Un tourbillon e per di più su un terreno traditore, che gradatamente mise in crisi proprio la verticale formata da Picchi-Guarneri-Malatrasi. Individuato il punto più vulnerabile, il Foggia picchiò in quel settore e sempre di lì passò. Due reti le ha siglate Nocera, infatti, l'altra Lazzotti. Un secondo tempo del Foggia memorabile, un Foggia fantasioso, bello, vivo, una girandola di azioni la sua. L'Inter travolta, distrutta quasi finché ad un certo punto saltò fuori con l'orgoglio e il cuore della squadra di classe: magistrale fu il gol di Peirò, esaltante quello di Suarez: sembrava fatta, ma nel giro di 2 minuti il Foggia raggiunse quella vittoria che si era costruita con tanta commovente volontà. Fu Maioli, un Maioli che ha potuto sbizzarrirsi sostenendo l'azione di attacco della squadra, a suggerire a Nocera il gol del trionfo; e Nocera non mancò il bersaglio. C'è stata gloria per tutti i rossoneri. Molto bene in difesa hanno fatto Moschioni, che ha parato almeno due palle-gol, Bettoni, Rinaldi e lo stupendo Micelli, una partita, la sua, diligente, attenta, perfetta. In prima linea il Foggia ha avuto i suoi uomini migliori in Lazzotti, capace di spettacolari galoppate e di illuminanti suggerimenti, e Nocera scatenato, saldo, coraggioso, che anche sotto l'aspetto tecnico ha marcato dei sensibili progressi, utile e notevole l'apporto delle due ali. Favalli per esempio, con i suoi continui spostamenti ha contribuito la sua parte all'opera di sgretolamento della difesa nerazzurra. L'Inter è in crisi? Temiamo proprio di sì; anche se con l'addio al campionato l'Inter potrà dedicarsi esclusivamente alla difesa della Coppa dei Campioni. Oggi ha perso perché ha avuto la sfortuna di incontrare un grande Foggia. La squadra, però, non è più quella della scorsa stagione. Si è battuta, comunque, con l'orgoglio e la dignità della grande compagine. La sua difesa ha mostrato la corda e alle insufficienze singole (Guarneri e Malatrasi spesso sono apparsi in difficoltà rispettivamente con Nocera e Maioli) si è unita una certa mancanza di organizzazione: l'Inter però non ha macchiato il suo blasone. Suarez è stato tra i protagonisti assoluti; la sua fervida attività ha portato l'Inter alla conquista dell'effimero pareggio; le sue iniziative l'hanno portato talvolta a strafare, ma il suo ruolo di uomo chiave l'ha tenuto, e come. Corso aveva iniziato così così, ha avuto poi una impennata di classe, ma si è afflosciato alla distanza, sbagliando tra l'altro una notevole palla-gol, che avrebbe donato all'Inter il pareggio del 3-3. Come lui hanno funzionato a corrente alternata Peirò, che ha realizzato un bel gol, Domenghini e Mazzola, un po' timoroso  peraltro, nei contrasti. Di Vincenzo è apparso leggermente in ritardo in occasione del terzo gol foggiano. Nulla da eccepire sull'operato di Francescon, facilitato del resto dal contegno esemplare e dei giocatori e del pubblico foggiano.

La cronaca. Il Foggia attacca a spron battuto: al 5° Nocera va via a Guarneri, poi affrontato da Picchi tira male sul fondo. Al 15° ringhiosa entrata di Rinaldi su Mazzola: punizione dal limite. Pallonetto diabolico di Corso, che Moschioni smorza a mani aperte, perché il tiro era preciso nell'angolo ma lento. 44°: incursione di Micelli conclusa da un tiro a parabola che sorvola la traversa, con Di Vincenzo un po' incerto sul da farsi. Ripresa: il Foggia prosegue sullo stesso ritmo. Subito (2°) sfiora il gol: ancora è Micelli, libero per l'arretramento di Domenghini, ad avanzare indisturbato: tiro da 25 metri che schizza sulla parte superiore della traversa. Due minuti dopo il gol già raccontato di Lazzotti e 5' dopo il raddoppio, con l'Inter in piena...cottura. Patino dalla linea laterale pescava in profondità Nocera: Guarneri e Picchi indugiavano, il centravanti li aggirava e sull'uscita del portiere nerazzurro indovinava l'angolo basso in diagonale. Al 12° Malatrasi porgeva all'indietro verso Guarneri, che lisciava in pieno; via libera dunque per Nocera, che però sbagliava la conclusione. L'Inter si scuoteva. 13°: da Corso per Suarez; lo spagnolo in corsa scaricava sotto la traversa: Moschioni, bravissimo, deviava in angolo. Il gol arrivava al 18°: Picchi a centrocampo dava a Corso, strepitoso slalom su tre avversari, poi tocco pulito per Peirò che infilava il portiere foggiano. L'Inter si portava in avanti all'inseguimento del pareggio e Nocera, in contropiede, centrava ancora la parte superiore della traversa (26°). Tre minuti dopo l'Inter concludeva il suo inseguimento: scambio Domenghini-Mazzola; questi sgusciava fra Rinaldi e Valadè e crossava dal fondo, Bettoni respingeva quasi dalla linea bianca e Suarez appostato al limite dell'area controllava la sfera per infilarla di precisione nel sette con un pallone stupendo che ghiacciava lo stadio. Però il Foggia si riavventava sugli avversari e non passavano tre minuti che per l'Inter arrivava il gol della condanna. L'azione era impostata da Maioli, che porgeva a Nocera; Guarneri era incerto sul da farsi e Nocera lo aggirava e scaricava fulmineo di sinistro a mezza altezza, mentre Di Vincenzo si tuffava in leggero ritardo. Poi la fine, fra un tripudio di bandiere rossonere e l'entusiasmo delirante di 25mila persone.

Michele Galdi

 

Moratti lo ammette con franchezza

"Foggia meraviglioso"

Pugliese: "Era una grande Inter ma noi abbiamo tirato fuori le unghie"

Partita indimenticabile, trionfo rossonero in un tripudio di folla entusiasta, gioco-spettacolo e reti in un palpitante ed emozionante carosello: questa la limpida fotografia di un match che ha superato ogni più rosea ed ottimistica aspettativa e che ha segnato il trionfo largamente meritato del calcio provinciale. Lo spogliatoio foggiano viene preso letteralmente d'assalto ed il primo del clan rossonero a parlare è ovviamente Pugliese, il quale appare madido di sudore (è stato il dodicesimo giocatore in panchina) visibilmente commosso e felice.

- Dopo la partita di oggi bisogna avere il coraggio di convincersi che il Foggia è una grande realtà. Contro una magnifica Inter, punta nel suo orgoglio, messa alla frusta e sollecitata ad esprimere il meglio di se stessa, i miei ragazzi hanno tirato fuori le unghie, realizzando il loro capolavoro di partita, controllando il gioco in una maniera veramente superlativa e gli avversari con una lucidità e con una prontezza di riflessi esemplari.

- Quando Nocera ha realizzato la terza rete, quella della vittoria, l'arbitro l'ha ammonita. Perchè?

- Bisogna essere fatti di roccia per non sentirsi spinti ad abbracciare in campo i miei "picciotti". E' stato un moto istintivo, umano, e bisogna pure comprendere quel gesto dettato dall'entusiasmo e dalla soddisfazione di vedere la squadra tornare in vantaggio.

- Che significa per lei questa vittoria?

- Due punti dal valore inestimabile. Però non ci dobbiamo troppo entusiasmare, abbandonando subito questo stato euforico del dopopartita. Il nostro impegno è di continuare sulla nostra strada e di raggiungere il più presto possibile il nostro obiettivo.

Rosa Rosa, imponente nella sua mole, non sta più nella pelle. Dice:

- Dopo tre domeniche di gioco-spettacolo da parte di questo sorprendente Foggia, è venuto il risultato. Badate bene, è venuto contro una squadra che ha giocato da par suo. Sono immensamente soddisfatto, felice che la squadra abbia entusiasmato una folla strabocchevole convenuta dalle più lontane regioni.

Nocera, autore di due magnifiche reti, è raggiante e dalla commozione stenta a parlare:

- Ho sognato per lunghe notti un gol all'Inter. Ne ho fatti due, potete immaginare la mia felicità.

Nello spogliatoio dell'Inter la consegna di Helenio Herrera è di non rilasciare alcuna dichiarazione perchè "la Federazione ha vietato di parlare". Atendiamo oltre un'ora all'uscita dello spogliatoio della comitiva milanese, nella speranza di trovare qualcuno disposto a rompere la consegna. Nulla da fare. L'Inter raggiunge rapidamente il pullman con destinazione Sorrento. Moratti, presente in tribuna alla partita, alla fine dell'incontro si è limitato a dire:

- Conoscevo il Foggia già dalla partita di Milano come un'ottima squadra. Oggi è stato semplicemente meraviglioso.

                                                                            Gustavo Cammeo

 

 

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Patino era un’ala di quelle di un tempo mai passato di moda che vivevano ai confini del rettangolo; quasi una sorta di reclusi dentro una striscia piccolissima di campo, per preparare poi gli scatti, i dribbling e gli allunghi, i cross per le teste dorate di Nocera e Oltramari, di Matteo Rinaldi che avanzava ad ogni calcio d’angolo come gli capitò di fare, tra l’incredulità collettiva, a Firenze nel debutto assoluto in serie A, segnando un gol che ammutolì lo stadio.

 
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Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 

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di AA.VV.

Da subito best-seller, alla pari del suo modello, l’Eneide si fa modello essa stessa, entrando nell’immaginario culturale e offrendosi quale inesauribile forziere di esemplarità, analogie, metafore, sentenze. Evidentemente, appartiene al ‘tesoro’ che ne deriva il titolo di questo nostro libro: antiquam exquirite matrem. L’emistichio è, notoriamente, stralciato dal comando del Timbreo a «cercar l’antica madre»: male inteso, l’oracolo fuorvia i Troiani, sicché, la trama che avrebbe potuto / dovuto essere svanisce a causa di (o semmai grazie a) questo fraintendimento, che genera errores e, con gli errores, la ‘vera’ storia del viaggio di Enea. Per altri versi, questa frase ci è parsa emblematica un po’ del lavoro esegetico, che ora spiega, ora tradisce il testo; un po’ di quello degli imitatori, che intendendo o fraintendendo, fanno comunque un testo nuovo.

 
Rico Garofalo, una vita per la musica

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Rico Garofalo, una vita per la musica

di Marcello e Riccardo Garofalo

 


«Il suo rapporto con il piano era una straordinaria relazione d’amore: nelle mani del Maestro il piano subiva una trasfigurazione figurale, da oggetto inanimato ad essere vivente, da strumento musicale a confidente, ad interlocutore, testimone attento delle sue ricerche continue per ottenere brillanti esecuzioni».

Gaetano Zenga

 
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Il mare è di tutti. Personaggi, racconti e vite vere lo attraversano, nutrendosi di cultura o pagando lo scotto delle ingiustizie della storia. Lì è la nostra origine, lì il nostro approdo: «il tutto o il niente, come un grande mare, circonda l’isola di naufraghi che è la vita» (Fernando Pessoa).

 
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«Per Filippo e Rita il passato, ricostruito e metabolizzato, è il punto di partenza per una nuova fase. Chi, come me, c’era confronta il proprio percorso con il loro, prova a capire cosa si è perso o guadagnato, cosa è stato importante o secondario, cosa è rimasto uguale o è cambiato. I più giovani, nati negli anni dell’innovazione tecnologica, rimarranno sorpresi per le numerose domande che questo scritto genererà soprattutto in loro, che prima non c’erano. A tutti voi che vi apprestate a gustare queste pagine lievi, un avvertimento: sentirete forte la voglia di cercare al più presto qualche risposta. Non datevene troppe: le troverete semplicemente vivendo».

 
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 «Maria, la canzone triste sviluppa, senza lamentosi pietismi, la vicenda di Maria, orfana di una giovane coppia morta durante la strage di Capaci, rimasta segnata nel fisico e nell’animo, e della sua crescita verso una sofferta consapevolezza di sé. Quello che sorprende è il modo con cui Sofia Pia Annarelli modula lo stile con l’alternare vari piani narrativi e registri stilistici e con un’attenta contestualizzazione della storia» (Mariolina Cicerale).

 
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Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.

 
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Questo libro è il frutto di un serio corteggiamento: tra Michele Panunzio, l'autore, e i suoi tantissimi e attentissimi lettori che ogni domenica mattina lo aspettano al varco di internet per leggere un suo nuovo post del blog "Forever" che tiene su "Il Mattino di Foggia"

 
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20 anni di vita politica a Cerignola e in Capitanata, senza trascurare una dimensione più ampia: quella regionale e quella nazionale vissute con i protagonisti di allora.

 
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Premio Lupo 2015

di AA. VV.

Il concorso letterario “Premio Lupo” nasce nel 2006 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Roseto Valfortore (FG), quando, al fine di generare novelle da utilizzarsi per la realizzazione di cortometraggi, si ritenne di promuovere un concorso letterario. Perché “Premio Lupo”? Si è voluto intestare il concorso al lupo, abitante supremo, austero e intelligente di questo territorio, in ragione di una comunanza rappresentativa delle diverse realtà presenti sui Monti Dauni (30 comuni).

 
Il lumicino della Speranza

Prezzo di vendita 12,00

Il lumicino della Speranza

di Piero Cicolella

La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
Processo farsa: un'invenzione di Terenzio e Molière

Prezzo di vendita 15,00

Processo farsa: un'invenzione di Terenzio e Molière

di Antonella Tedeschi

L’indagine relativa agli aspetti strutturali, linguistici e tematici delle sezioni della fabula terenziana, che maggiormente hanno influenzato la stesura di Molière, gettano luce sulla fucina dove ha lavorato il commediografo francese, che sapientemente ha adattato molteplici elementi e ha ‘confuso’ echi antichi e moderni, dotandoli di stilemi comici personalissimi.

 
Un invito, poi un viaggio

Prezzo di vendita 15,00

Un invito, poi un viaggio

di Alessia Roberta Scopece

Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 
RaccontiAMO

Prezzo di vendita 10,00

RaccontiAMO

di P. Grillo, V.M.V. Francillotti, F. Del Vecchio

Viviamo in mezzo alle storie e bisogna raccontarle bene, con rispetto. E’ un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. non soltanto per trasmettere sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente. 

 
Il Foggia del '76

Prezzo di vendita 15,00

Il Foggia del '76

di Giuseppe Baldassarre - Domenico Carella

«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

Prezzo di vendita 25,00

Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.