Sabato 10 Dicembre 2016

ALMANACCO DAUNO

Oggi, 26 marzo 1929, la lunga visita a S. Marco in Lamis di Riccardo Bacchelli

Oggi, 26 marzo 1929, la lunga visita a S. Marco in Lamis di Riccardo Bacchelli

Riccardo Bacchelli

Oggi, 26 Marzo del 1929, comincia la lunga visita a San Marco in Lamis dello scrittore Riccardo Bacchelli*

(dall'Agenda 2014 della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Progetto editoriale: Filippo Santigliano. Ricerca e testi: Davide Grittani. Editing e curatela: Saverio Russo, Filippo Santigliano)

*APPROFONDIMENTO

RICCARDO BACCHELLI PER STRADE E PAESI DEL GARGANO di Teresa Maria Rauzino, dal sito www.sanmarcoinlamis.eu

Nella primavera del 1929, sulle pagine della “Stampa” vedono la luce alcuni interessanti articoli che Riccardo Bacchelli scrive dal Gargano, raccolti poi nel libro “Italia per terra e per mare” (1952). Il futuro autore del “Mulino del Po” è ospite a San Marco in Lamis dell’amico Giustiniano Serrilli che non vede dai tempi dell’Università a Bologna. Mirabile è la descrizione che Bacchelli farà della cittadina garganica  nel racconto “Il brigante di Tacca del lupo”, legato alla cruenta fase del brigantaggio post-unitario."Come uno spaccato verde tra aridi colli, s'apriva, fresco d'alba, il vallone dove si stipa San Marco in Lamis, paese singolare per la distribuzione regolare delle strade ai lati della via maestra, onde le rosse, vivide file di tetti a due spioventi uguali, uguali anch'esse le case d'altezza e dimensione, si allineano e si spartiscono come un ammattonato a spina..."Partendo da questa "rusticale e civile cittadina", Bacchelli va alla scoperta di quegli aspetti del Promontorio ancora oggi di forte valenza ambientale. Impressioni di viaggio che conservano “intatte vibrazioni di sentimento e forte caratura poetica”. Nel reportage “Strade e paesi”, ripubblicato da Filippo Fiorentino nel volume “Nel Gargano dei grandi viaggiatori” (edizione Grenzi), lo scrittore bolognese percorre una bella strada che da Jacotenente, cuore della Foresta Umbra, porta a Vieste passando per Mattinata. Costruita per esigenze belliche dagli ingegneri della Regia Marina, ora i pochi automobilisti che vi transitano potrebbero sbizzarrirsi in corse spericolate, se i muli dei carbonai e i cavalli riottosi dei carrettieri, poco abituati al moderno traffico, non si parassero improvvisamente davanti in qualche tornante. “Nel qual caso - commenta - il severo e chiuso volto del montanaro garganico esprimerà, con disdegno d'ogni parola, tutte le maledizioni e i malauguri contro la polverosa e spetezzante civiltà meccanica”. La strada, ricca di mandorleti, boschi di querce e lecci, “erma, solenne, accompagnata dalla vista del mare, si inoltra fra selve, selvette e prati”. Termina a Vieste, che appare adagiata “sopra il declino d'uno scoglio nel mare, bianca, moresca e marina, simile nell'indolenza a una bella creatura spossata voluttuosamente dal bagno, che si sia sdraiata sul letto dello scoglio per prendere il sole facendosi baciar i piedi dal mare”. Vieste “dal nome leggiero e gentile come un primo bacio socchiuso”, è illuminata da un sole vivo, da una luce già estiva. Due grandi golfi e “due spiagge fuggenti, lunate”, si aprono a levante e ponente. Nella Marina Piccola si tirano a secco le paranze; su uno scoglio vicino si erge il faro. Dietro, sonnecchia il Castello: i suoi cannoni non rimbombano più dagli spalti.Il piroscafo bisettimanale delle Tremiti anima “la gentilezza deserta” delle onde primaverili. Sulle scogliere del golfo volano stormi di gabbiani. Alcune massaie versano in mare cestelli di immondizia, e i “rauchi volatori vi s'avventano, facendo godere la più bella giostra e schermaglia e ronda di voli che si possa desiderare”. Trabucchi e torri puntellano la litoranea tra Vieste a Peschici: “Fremono al vento fresco le lunghe braccia, le gracili impalcature e i cordami delle gran reti a bilancia, che si sporgono sull'Adriatico pescoso dalle rupi nelle vicinanze d'ogni paese della riviera – commenta. - Dappertutto vi sono gabbiani, come, dappertutto, la storia racconta terremoti e rovine di saraceni, di pirati dalmati, di turchi bestiali in questi paesetti, ai quali oggi il mare dà tanta pace quanta già diede guerra nei tempi andati”. E continua: “La maggior dolcezza della costiera è da Pèschici a Rodi, che si guardano di lontano, candide sulle loro due rupi alte al capo della spiaggia piena d'amenità. Pèschici era un paese poverissimo, senz'acqua, affastellato sullo scoglio. La gente viveva in parte in caverne scavate dentro la roccia tenera. Veramente a Pèschici la miseria stringeva il cuore, e vi si conosceva la mancanza di molte cose di prima necessità. Ebbene, Pèschici ha nome d'essere il paese che dà le più belle ragazze del Gargano. E devon esser belle assai, giudicando da quel che ho potuto scorgere passando. Ornate di collane e orecchini maiuscoli di vecchia filigrana, velate col fazzoletto o collo scialle, laboriose e riposate, salde donne sono le garganiche; contente dei loro uomini, contenti questi di loro: gran principio di ordine e di civiltà”. Passato Pèschici, Bacchelli attraversa l'ultimo lembo della grande pineta (Marzini) che riveste quel tratto di costa, prima di lasciare il posto agli aranceti di Rodi Garganico. Inoltrandosi verso l’interno, prende la strada che conduce a Vico, “entratura alla regione dei grandi boschi interni”. Da Vico si reca a Ischitella, “aprica e ben murata”, dove un Francesco Emanuele Pinto, principe d'Ischitella, elevò ai primi del ’700 “un palazzo di castigata grazia mirabile” . Approfitta poi di un lento tramonto “aureo ed argentino” per recarsi a Carpino, “bianca sul gran piano verde” e a Cagnano. Osserva il Monte d'Elio incupirsi contro il cielo crepuscolare, e la vasta, immota palude del lago di Varano trascolorare pian piano al tramonto. “Questo lago, e l'altro di Lesina - spiega - diffondono la malaria in questa parte del Gargano, fertile e pur bellissima. Nei prati e nei seminati, più cupi, nelle rocce e nei monti, nel color del mare e degli uliveti pallidi, c'è una gravità, una melanconia, che ben si sposa e si rivela con il tramonto”. Sul Varano, che durante la prima guerra mondiale fu un’importante base d'idrovolanti “e che potrebbe esser porto superbo”, sono state aperte due foci “per renderlo salino, risanarlo e impedir la malaria”. I tentativi di bonifica sono una storia troppo lunga e ardua da raccontare, ma quando era palude d'acqua dolce, il Varano era pescoso, e i suoi gustosi capitoni erano “celebratissimi”. Ora anche i capitoni lo stanno abbandonando.

BACCHELLI GARGANICO: ARTICOLI DI VIAGGIO E RACCONTI DISPERATI di Francesco Giuliani, dal sito www.francescogiuliani.net

La seconda parte degli anni Venti rappresenta per Riccardo Bacchelli un periodo molto felice, dal punto di vista artistico, nel quale nascono varie sue opere. Nel 1927 dà alle stampe Il Diavolo al Pontelungo e l’anno dopo, per la stessa casa editrice, è la volta di Bella Italia, che accoglie delle novelle, delle fiabe, ma anche dei resoconti di viaggio, frutto di una prensile curiosità, che lo porta a cercare spunti nei luoghi più caratteristici, come l’Etna e le isole siciliane, ma anche più consueti, come la Torino dove ha sede il quotidiano “La Stampa”, sul quale scrive. Con la sua versatilità, la sua disciplina stilistica, il suo equilibrio di uomo e di scrittore, Bacchelli riceve numerose offerte di collaborazione, alle quali riesce a far fronte in modo egregio, calibrando la sua offerta al pubblico dei lettori. La sua firma, insomma, è una garanzia. In questa ricerca di argomenti e di spunti, che è giocoforza serrata ed intensa, era naturale che il Nostro pensasse al Gargano, ritenuto, per comune giudizio, una delle parti meno conosciute d’Italia, e dunque più stimolante ed accattivante. Per questo motivo, già da tempo aveva pensato ad un viaggio nella zona, come si deduce da una lettera scritta il 2 dicembre 1927 all’amico Giustiniano Antonio Serrilli: “Caro Serrilli chi non muore si scrive; e presto spero anche di rivederti […] Vorrei visitare il Gargano per descriverlo ai miei amici lettori. Mi ricordo che tu una volta mi ci invitasti, e fosti così bravo da dire che mi avresti fatto da guida, cosa che mi sarebbe tanto preziosa quanto piacevole, se hai sempre la stessa bontà!”.Con queste parole ritorniamo indietro nel tempo, al 1910, quando Bacchelli si iscrive all’Università di Bologna, alla prestigiosa Facoltà di Lettere, che non completerà mai; qui si imbatte nel coetaneo Serrilli, un pugliese di San Marco in Lamis, un centro collinare del Foggiano. Insieme frequentano le lezioni di Giovanni Pascoli, l’erede di Carducci sulla celebre cattedra di Letteratura italiana, esperienza di cui entrambi parleranno sempre volentieri. Serrilli riuscirà a raggiungere la meta della laurea (mentre Bacchelli dovrà accontentarsi, per così dire, del riconoscimento honoris causa), per poi ritornare nella sua terra nativa, dove avrà cura dei beni di famiglia. Di lui, scomparso prematuramente nel 1943, a 52 anni, si ricorda qualche pubblicazione dedicata al dialetto del suo paese, nel quale scriverà anche dei versi. Oltre a ciò, egli è stato un personaggio di spicco del Fascismo a livello provinciale e come tale, per gli incarichi ricoperti, il suo nome compare in alcune pubblicazioni di carattere storico. Per molti motivi, come si nota, Serrilli rappresentava una guida ideale, un personaggio davanti al quale si aprivano tutte le porte, e Bacchelli ne è ben consapevole, come si nota nella lettera appena riportata. Lo scrittore bolognese, che non aveva più rivisto il compagno di studi dopo i tempi dell’università, compie finalmente il suo viaggio, in qualità di inviato de “La Stampa”, nel marzo del 1929, ospite dell’amico per alcuni giorni nella sua casa di San Marco in Lamis. Sarà questo il centro delle sue peregrinazioni garganiche, che gli permetteranno di conoscere a fondo i vari aspetti di una realtà del tutto sconosciuta. Da questa esperienza nasceranno i sette pezzi che pubblicherà su “La Stampa” dal 19 marzo al 25 aprile. A questi andrebbe aggiunto anche Lucera, apparso il 18 giugno, che però Bacchelli, nella raccolta Italia per terra e per mare, disporrà a parte, rispetto a In Gargano. Non c’è dubbio, in ogni caso, come ricorda la stessa data del 1929, aggiunta tra parentesi dopo il titolo del brano, che egli abbia visitato la città federiciana, posta alle falde del Subappennino Dauno, e dunque dall’altro lato della provincia di Foggia, nello stesso periodo in cui era ospite di Serrilli. Dei sette contributi inviati al quotidiano torinese, uno, Le arancie dell’“Unità Italiana”, sarà incluso tra i racconti disperati, e per questo motivo ne parleremo in un successivo momento. Un altro, Primavera nel Bosco Umbra, confluirà in buona parte ne Il brigante di Tacca del Lupo, rimpolpandone la componente descrittiva, con la conseguenza di restare confinato nell’ambito giornalistico. Si spiega, così, perché In Gargano, nella terza parte del volume Italia per terra e per mare (pubblicato dalla Rizzoli nel 1952 e poi, in edizione definitiva, dalla Mondadori nel 1962), sarà formato da cinque brani. Non mancano anche delle altre differenze, che noteremo a tempo debito. Ma andiamo per ordine, concentrandoci sui sei articoli di viaggio composti per l’occasione, nei quali si spazia nel mondo garganico, tra luoghi e paesi diversi, ricchi di attrattive, di storia e di leggenda. A legare tutti gli scritti, provvede il comune atteggiamento del cittadino Bacchelli, sin dall’inizio consapevole di trovarsi di fronte ad un mondo più primitivo ed appartato. La differenza si stempera nella disposizione a cogliere la grande bellezza dell’ambiente e dei monumenti, ad avvertire il fascino derivante dalla peculiare posizione del Gargano nel quadro italiano. Di qui il piacere della scoperta, vivo in uno scrittore che entra, anche grazie all’amico Serrilli, in immediata sintonia con il microcosmo che visita, notando ovunque i segni della vitalità, della cordialità, della tenacia di fronte alle avversità, della serietà con la quale si affronta la sfida con l’esistenza; un atteggiamento di apertura che non perde mai un aureo senso della misura, tipicamente bacchelliano, e che non impedisce, pertanto, allo scrittore di evidenziare anche i difetti, si tratti della presenza della malaria, grazie ai laghi garganici, o della grande povertà di certi luoghi. E’ chiaro, d’altra parte, che la bilancia pende a favore delle note positive e che, al di là di ogni considerazione legata ai tempi in cui questi articoli vengono pubblicati, Bacchelli si compiace di rimarcare le ricchezze di uno dei tanti volti dell’Italia, di un mondo ricco di risorse, in cui un’antica civiltà si rivela con un suo volto peculiare ed affascinante. Nel complesso, dunque, si ricava un ritratto insieme credibile e denso di suggestione, in cui le varie sfaccettature del Gargano, umane, naturalistiche, artistiche, storiche, si compongono in una felice sintesi. Gli occhi di questo visitatore, che ama spaziare nel tempo e nello spazio, si posano su tutto, passando dal Santuario dell’Angelo ad un probabile santo come Padre Pio, dall’intrico di un bosco fitto e misterioso agli agrumi con il loro ineffabile odore.  Di qui, insomma, il pregio di questi articoli, ancor oggi godibilissimi, a distanza di tanti anni, con i loro ampi periodi, che fluiscono rivelando le qualità letterarie di un maestro come Bacchelli, che ama il quadro ampio e completo, ma non perde mai di vista il dettaglio, per innato bisogno, non certo per desiderio del particolare vistoso o folcloristico.

 

 

Il Castello Edizioni

Passando di là, gettate un fiore

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In occasione del I°‭ ‬Centenario della Prima Guerra Mondiale si è voluto recuperare un episodio bellico che ne ha segnato l’incipit‭, ‬all’alba del 24‭ ‬maggio 1915‭: ‬l’affondamento‭, ‬al largo di Vieste‭, ‬del cacciatorpediniere‭ ‬‘Turbine’‭ ‬da parte dell’incrociatore austriaco Helgoland‭. 

 
Ti ho amata per sempre

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Dopo le raccolte di poesie, l’autore decide di cimentarsi con un lungo racconto su un tema mai così attuale come quello dell’amore tra un uomo e un donna vittima della violenza che tante donne spesso subiscono e la difficoltà ad emanciparsi dall’aguzzino. L’incontro, in una di “quelle parti del Sud che ti colorano l’anima rendendola gaudente tra le mille difficoltà di vite aspre” dell’amore adolescenziale al quale lei si aggrappa per fuggire dalla prigione.

 
Un invito, poi un viaggio

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Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 
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Un fotoracconto di Foggia, dei suoi cittadini e dei momenti salienti che la città ha vissuto negli ultimi anni. Dai paesaggi di rara bellezza, all'impegno civico, al mondo della cultura e del teatro, Sepalone racconta attraverso i suoi scatti cos'è Foggia attraverso le sue infinite sfaccettature

 
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Il mare nostrum è bacino di miti, che viaggiano nel tempo e nello spazio. Veleggiando sulle ali del mito, celebri eroine toccano approdi lontani, attraversando terree culture del Mediterraneo.

 
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La pittura, in tutte le sue espressioni, rappresenta il linguaggio comune di tutte le arti attraverso il tempo della creatività umana. Se osserviamo i grandi capolavori, ci rendiamo conto che in essi troviamo tante suggestioni, emozioni, ricordi, nonché un forte senso di compattezza, una costante circolazione di idee sempre innovative e una enorme quantità di modelli figurativi...

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

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di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
Fortunato, anatomia di un Santo

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di Cristoforo Pomara

Un viaggio tra fede e razionalità, tra trattati di medicina e perquisizioni della storia. Perché, come diceva Indro Montanelli, «in America Latina e in Italia, le storie migliori sono sepolte insieme alla verità».

 
Grafologia e Letteratura

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Da Parini all'Alfieri, da Leopardi a Carducci, a Pascoli, D'Annunzio, Gozzano, Ungaretti, Novaro: ecco cosa ci "mostrano", attraverso la Grafologia, alcuni grandi autori della Letteratura

 
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Viviamo in mezzo alle storie e bisogna raccontarle bene, con rispetto. E’ un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. non soltanto per trasmettere sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente. 

 
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I racconti del cortile

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 Quanto tempo abbiamo trascorso sotto casa, chi in un cortile, chi in mezzo alla strada! Quante giornate ci son sembrate noiose perché esattamente l’una uguale all’altra! Eppure proprio quelle giornate sono risultate fondamentali per la nostra crescita, quella che ci ha permesso di arrivare ad essere come quegli adulti che allora osservavamo con distacco e ammirazione al tempo stesso.

 
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Un itinerario che va dall’Antichità agli Anni ’50-’70 del Secolo scorso sul modello di gestione della fase delicata del parto.

 
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Papa Francesco, con la sua visita a Isernia, ha solcato in maniera indelebile la storia della nostra città. Un ricordo emozionante, intenso, l’eco del quale non si è spento nei cuori e nelle menti di quanti hanno avuto il privilegio di poterlo vedere da vicino e di ascoltare il suo messaggio d’amore, speranza, fratellanza, solidarietà per i più deboli. Questo libro vuol essere un omaggio a Sua Santità e un dono per quanti, quel giorno, non hanno potuto viverlo lasciandosi trasportare dal fervido affetto di cui è stato portatore Papa Francesco. (Luigi Brasiello, Sindaco di Isernia)

 
Vernacolo in musica 2

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di Alfredo Amatruda - Sereno Labbozzetta

Questo secondo volume di raccolta di canzoni in dialetto foggiano completa il primo "Vernacolo in Musica" e ha ancora una volta il merito di mettere in mostra pregevoli testi dei poeti dialettali Marisa Amatruda, Osvaldo Anzivino, Alfredo Ciannameo, Giuseppe Esposto, Raffaele Lepore, Urbano Marano, Guido Mucelli, Raffaele Pagliara, Ottavio De Stefano, Amelia Rabbaglietti, Raffaele Ventura, nonché - oltre ovviamente a Sereno Labbozzetta e Alfredo Amatruda - i compositori Ferdinando e Rico Garofalo e la stessa Mariateresa Labbozzetta. Un vero patrimonio culturale che abbraccia ormai un secolo e che va aggiornato e rivalutato.

 
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di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
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Da quel momento in poi...

di Rita Colucci - Filippo Fedele

«Per Filippo e Rita il passato, ricostruito e metabolizzato, è il punto di partenza per una nuova fase. Chi, come me, c’era confronta il proprio percorso con il loro, prova a capire cosa si è perso o guadagnato, cosa è stato importante o secondario, cosa è rimasto uguale o è cambiato. I più giovani, nati negli anni dell’innovazione tecnologica, rimarranno sorpresi per le numerose domande che questo scritto genererà soprattutto in loro, che prima non c’erano. A tutti voi che vi apprestate a gustare queste pagine lievi, un avvertimento: sentirete forte la voglia di cercare al più presto qualche risposta. Non datevene troppe: le troverete semplicemente vivendo».

 
Il Maestro Rotelli

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Il Maestro Rotelli

di a cura di Rosa Labriola

ù"Il Maestro Rotelli" vuole essere un omaggio ad un conterraneo artigiano del linguaggio, ad un’artista del verso che, come altri della sua generazione, scrive per dovere morale. È concepito per celebrare l’eclettismo, la mitopoiesi e soprattutto l’onestà e il coraggio di un poeta e di un uomo d’altri tempi, vissuto a Torremaggiore.

 
Storia della Letteratura Latina

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Storia della Letteratura Latina

di Giovanni Cipriani

Una letteratura che non porti visibili i segni dell’evoluzione culturale di un popolo (in termini di ideologie, religioni, folclore, ambiente, architettura, arte e lingua) equivale - ci si perdoni il gioco di parole - a una letteratura ‘senza storia’. È indispensabile, dunque, ‘tornare indietro’ a sentire le voci di quegli uomini, senza penalizzanti distinzioni o esclusioni, e a percepire le loro ansie in termini di imitatio e aemulatio, prima di godere in piena consapevolezza della loro conseguita coscienza di impegnati esponenti culturali e prima di indagare le cause del loro successo fino a noi.

 
Maria, la canzone triste

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Maria, la canzone triste

di Sofia Pia Annarelli

 «Maria, la canzone triste sviluppa, senza lamentosi pietismi, la vicenda di Maria, orfana di una giovane coppia morta durante la strage di Capaci, rimasta segnata nel fisico e nell’animo, e della sua crescita verso una sofferta consapevolezza di sé. Quello che sorprende è il modo con cui Sofia Pia Annarelli modula lo stile con l’alternare vari piani narrativi e registri stilistici e con un’attenta contestualizzazione della storia» (Mariolina Cicerale).

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

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Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di Antonio Blasotta

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 

Prezzo di vendita 20,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

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Risonanze

Prezzo di vendita 35,00

Risonanze

di AA.VV.

"Risonanze" è finalizzato allo studio delle forme di presenza dei miti classici nelle letterature di età successive, come anche nelle arti figurative e nella musica.

 
La riconquista di Roma

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La riconquista di Roma

di Francesco Bochicchio

Ecco come la nostra nazione e la sua storia possono essere paragonate alla vita di un qualunque adolescente che affronta il suo processo di crescita, ossia la ricerca di se stesso per affermarsi ed emanciparsi.

 
I miti dei mitici alunni della I D

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I miti dei mitici alunni della I D

di AA.VV.

«So che ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio d’immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori».

Italo Calvino

 
Il Foggia del '76

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Il Foggia del '76

di Giuseppe Baldassarre - Domenico Carella

«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
Mare Omnium

Prezzo di vendita 35,00

Mare Omnium

di AA.VV.

Il mare è di tutti. Personaggi, racconti e vite vere lo attraversano, nutrendosi di cultura o pagando lo scotto delle ingiustizie della storia. Lì è la nostra origine, lì il nostro approdo: «il tutto o il niente, come un grande mare, circonda l’isola di naufraghi che è la vita» (Fernando Pessoa).

 
Il figlio di NessuNo

Prezzo di vendita 20,00

Il figlio di NessuNo

di Gino, Paolo e Vittorio Frattulino

Mino Capocollo nel momento della morte del padre Amleto viene a conoscenza di un terribile segreto: coloro che credeva i suoi genitori in realtà sono dei perfetti estranei

 
Foggiani

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Foggiani

di Gioacchino Rosa Rosa

«Quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita  nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta». Olivier Clerc, "Storia di una ranocchia"

 
Vaffankulo Bridget Jones

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Vaffankulo Bridget Jones

di Alessandro Maselli del Giudice

Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.

 
Premio Lupo 2015

Prezzo di vendita 20,00

Premio Lupo 2015

di AA. VV.

Il concorso letterario “Premio Lupo” nasce nel 2006 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Roseto Valfortore (FG), quando, al fine di generare novelle da utilizzarsi per la realizzazione di cortometraggi, si ritenne di promuovere un concorso letterario. Perché “Premio Lupo”? Si è voluto intestare il concorso al lupo, abitante supremo, austero e intelligente di questo territorio, in ragione di una comunanza rappresentativa delle diverse realtà presenti sui Monti Dauni (30 comuni).

 
VelEni

Prezzo di vendita 13,00

VelEni

di Fabio Amendolara

Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
Ricordare...

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Ricordare...

di Claudia Di Dio

Cosa spinge una persona a scrivere del proprio paese? Senz’altro l’amore che nutre per la sua comunità dove è nato, cresciuto e continua, pur con grandi sacrifici, a vivere. Ma non è solo questo.

 
Il lumicino della Speranza

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Il lumicino della Speranza

di Piero Cicolella

La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
Per sempre Zaccheria

Prezzo di vendita 15,00

Per sempre Zaccheria

di Pino Autunno

Curioso che uno stadio di calcio ricordi un pioniere del basket locale. Accade a Foggia con Pino Zaccheria, morto al fronte in Albania il 4 aprile del ’41 durante il secondo conflitto bellico, ed alla cui memoria è stato intitolato l’impianto di viale Ofanto nel 1946. In molti lo hanno ribattezzato Zac, forse per un vezzo, forse per rimarcare che nel glorioso ground di via Ascoli inaugurato il 22 novembre del ’25 ed ormai prossimo ai 90 anni si sono disputate epiche battaglie. E che spesso gli avversari ci hanno rimesso le penne. Trafitti dalle acuminate lame degli irriducibili nero-rossi di Capitanata. Zac!

 
Premio Lupo, Rassegna di pittura

Prezzo di vendita 15,00

Premio Lupo, Rassegna di pittura

di AA.VV.

«La pittura è un viaggio circolare, nel labirinto dell’anima, dell’ispirazione, dell’espressione che ci regala libertà di stimoli e sensazioni, ci proietta nella dimensione poetica avvincente, che ci avvince ogni giorno», scrive Lina Franza nella presentazione di questo catalogo che raccoglie le opere artistiche per la prima volta in consorso al "Premio Lupo", giunto alla sua settima edizione.

 
Quattro amici al bar

Prezzo di vendita 12,00

Quattro amici al bar

di Domenico Farina

20 anni di vita politica a Cerignola e in Capitanata, senza trascurare una dimensione più ampia: quella regionale e quella nazionale vissute con i protagonisti di allora.

 
Integrazione Sicurezza Alimentare e Nutrizionale

Prezzo di vendita 10,00

Integrazione Sicurezza Alimentare e Nutrizionale

di Aa.Vv.

Il libro racchiude gli abstract forniti dai medici partecipanti al convegno omonimo, in programma il 19 e 20 marzo 2015 presso l'Aula Magna "Valeria Spada" dell'Università Degli Studi di Foggia.

 
Premio Lupo 2014

Prezzo di vendita 25,00

Premio Lupo, settima edizione

di AA.VV.

«Alla giuria del premio letterario quest’anno sono arrivati 75 racconti e 36 dipinti per raffigurare “paesaggi, monumenti, luoghi, persone dell’Appennino Dauno”. Nel passato il Premio Lupo ha registrato la partecipazione di oltre 700 scrittori di tutta Italia: mille racconti e 6 milioni di parole per raccontare i Monti Dauni e per parlare di lui, il nostro lupo pre-appenninico, descrivere un singolare paesaggio umano in un territorio ricco di cultura e di antichissima storia» (Giuseppe Trincucci, presidente della Commissione del Concorso Letterario)

 
TraPassato&Presente

Prezzo di vendita 35,00

TraPassato&Presente

di AA.VV.

Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 

Prezzo di vendita 15,00

Il singhiozzo dell'albero assetato

di Giovanna Irmici