Martedì 06 Dicembre 2016

ALMANACCO DAUNO

Oggi, 31 marzo1995, viene ucciso Francesco Marcone, direttore dell'Ufficio del registro di Foggia

Oggi, 31 marzo1995, viene ucciso Francesco Marcone, direttore dell'Ufficio del registro di Foggia

Francesco Marcone

Oggi, 31 Marzo del 1995, sulle scale di casa viene assassinato Francesco Marcone, direttore dell'Ufficio del registro di Foggia*

(dall'Agenda 2014 della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Progetto editoriale: Filippo Santigliano. Ricerca e testi: Davide Grittani. Editing e curatela: Saverio Russo, Filippo Santigliano)

 

*APPROFONDIMENTI

Da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 1 aprile 1995:

FOGGIA, UCCISO SULLE SCALE DI CASA. Due colpi al direttore dell'ufficio del registro

di Gianni Rinaldi

Bang,bang. Due timbri di morte per il direttore dell’ufficio del registro di Foggia. Assassinato nel portone di casa in un agguato stile-mala Francesco Marcone, foggiano, 57 anni, da 4 dirigente della sezione al secondo piano del Palazzo degli Uffici Statali. Rincasa dal lavoro alle 19,15, stringendo tra le mani un paio di buste con decine e decine di pratiche. Parcheggia la “Panda”, due passi, il tempo di aprire il portone di via Figliolia 17 (una traversa del centrale corso Roma) e salire tre gradini. Il killer gli è dietro. Due revolverate alla nuca e via, inghiottito dall’ombra. Ucciso proprio come Maurizio Gucci, sei giorni fa a Milano. Ma questa volta la morte non ha tesimoni.
C’è chi ha udito due colpi, nulla più. Come un commercialista con studio al piano rialzato del palazzo. “Ho sentito le pistolettate, mi sono affacciato ed hovisto quel poveretto riverso” racconta ad un agente delle “vlanti”, mentre un collega tenta inutilmente di nascondere il cadavere alla figlia Daniela. “E’ mio padre, è mio padre” urla la ragazza riconoscendo il cappotto blu. Dove cercare le causali di un ‘esecuzione in piena regola? Magari proprio nel lavoro del funzionario. Per ora è questa la pista battuta dal pm Antonio Buccaro, dagli agenti della squadra mobile, dai colleghi della Digos, dai carabinieri. Nell’androne dove macchie di sangue colorano di rosso il lenzuolo steso sul corpo per sottrarlo alla curiosità di una folla dilagante, c’è il primo summit. Si sfogliano le pratiche che la vittima portava a casa. Dai familiari arriva una possibile traccia. “Papà aveva presentato un esposto, sì proprio qualche giorno fa. L’hanno pubblicato sulla “Gazzetta”. Ed eccolo quell’esposto, o meglio quell’…invito ai naviganti a stare alla larga da falsi funzionari, stampato il 22 marzo. Marcone in un comunicato aveva avvertito commercialisti, notai e ragionieri di non dar retta a faccendieri pronti a spacciarsi come intermediari del Registro, promettendo loro favori per il disbrigo delle pratiche. Tutto falso. Semplici e magari redditizie truffe. “L’ufficio non si avvale di figure intermediarie ma provvede alle comunicazioni ed alle notifiche direttamente ai soggetti interessati” aveva denunciato Marcone, dopo aver ricevuto una segnalazione anonima su quelle strane visite. Quanti interrogativi rimbalzano sul cadavere riverso sui gradini, illuminato dai flash della “scientifica”. Mentre un paio di agenti raggiungono la Procura alla ricerca di eventuali esposti firmati dalla vittima, altri colleghi si recano nel centrale palazzo degli uffici statali per una prima perquisizione. E’ forse in quelle stanze il segreto della morte del funzionario, descritto dai collaboratori come una persona tranquilla scrupolosa? Dopo aver lavorato una quindicina d’anni a Cerognola, da quattro anni Marcone aveva assunto la direzione dell’ufficio dove si pagano le tasse di succsiione, dove ci si occupa dei contenziosi, della valutazione di fabbricati e terreni in occasione di compravendite, dove ci si mette in fila per i pagamenti Invim. Su quelle scrivanie transitano anche affari miliardari. Cherchez l’argent…
 
da "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 2 aprile 1995
La possibilità che avesse scoperto qualche magagna all'ufficio del Registro finalizzata ad evitare di far pagare le tasse dovute in occasione di una colossale compravendita immobiliare; l'eventualità che il direttore ucciso sia venuto a conoscenza attraverso lo studio di pratiche di un affare illecito; l'esposto presentato qualche giorno fa contro faccendieri che contattavano professionisti sostenendo d'essere in grado di insabbiare le pratiche presso il Palazzo degli uffici statali; un misterioso attentato avvenuto due anni fa ad un alto funzionario del ministero delle Finanze. E' molto ampio, troppo, il ventaglio delle ipotesi al vaglio di Procura e investigatori per far luce sull'omicidio dell'altra sera di Francesco Marcone, 57 anni, foggiano, direttore dell'ufficio del Registro. "Indaghiamo a 360 gradi, non possiamo escludere nessuna ipotesi", frase fatta ma che la dice lunga sulle difficoltà degli investigatori alle prese con un delitto eccellente. Eccellente perchè l'omicidio dell'altra sera potrebbe anche rappresentare l'anello di congiunzione tra la criminalità organizzata e quella mafiosa. Chi aveva l'interesse ad uccidere l'alto funzionario, persona della quale tutti parlano in termini lusinghieri? L'indagine coordinata dal sostituto procuratore Antonio Buccaro ed affidata a squadra mobile, Digos e carabinieri segue due strade che, nelle speranze degli inquirenti, dovrebbero incrociarsi: capire il movente del delitto, cercare elementi per identificare i killer. Il secondo aspetto, al momento, è quello più problematico considerata la mancanza di testimoni. Il sicario ha seguito la vittima o magari l'ha attesa davanti casa, in via Figliolia 17 una traversa di corso Roma, conoscendone le abitudini. E' entrato dietro il funzionario, sparandogli alla testa con un revolver calibro 38 (non sono stati trovati bossoli). Forse ad attendere l'autore materiale del delitto, c'era un complice in auto. E forse - lo sta verificando la polizia - il mezzo nella fuga potrebbe essere stato coinvolto in un incidente stradale.
I possibili moventi portano tutti all'attività lavorativa della vittima. In queste ore si studiano pratiche, si sentono collaboratori e familiari del funzionario, si vagliano ipotesi. Chi non aveva altra via d'uscita che l'uccisione di Marcone? E' la domanda-chiave dell'inchiesta che va avanti a ritmi serrati. Colleghi e collaboratori del funzionario sono stati interrogati sino alle tre di notte e per tutta la giornata di ieri: ieri mattina agenti della squadra mobile e della Digos hanno eseguito una serie di perquisizioni nel palazzo degli uffici statali: apposti i sigilli all'ufficio del direttore. L'ufficio registra atti di compravendita e fissa le tasse da pagare (un'aliquota fissa di 102 mila lire oppure un'aliquota proporzionale al valore del contratto); valuta i fabbricati e i beni venduti, verifica la congruità tra il valore effettivo e quanto dichiarato nell'atto; s'occupa delle tasse di successione. Per chi contesta le tesi dei funzionari e ritiene di dover pagare di meno c'è la strada del contenzioso che porta davanti alla commissione tributaria. E queste sono solo alcune delle pratiche vagliate. La polizia ha acquisito l'elenco dei circa sessanta dipendenti del Registro e le loro mansioni.
Marcone viene descritto da chi l'ha conosciuto, da chi ci ha lavorato come "una brava persona, tranquilla, scrupolosa sul lavoro, metodica, attenta". Insomma non un "passacarte", ma un funzionario che avocava a sè i casi più importanti e che magari potrebbe aver intravisto, intuito qualcosa di "sporco" dietro un atto apparentemente insignificante. Una delle poche indiscrezioni che filtrano dall'ambiente investigativo parla della possibilità che Marcone abbia scoperto qualche magagna all'interno dell'ufficio (peraltro segnalandola alla Magistratura): magari il pagamento di una tassa inferiore a quella dovuta per una grossa vendita immobiliare. Del resto le recenti e remore cronache giudiziarie raccontano dell'arresto di un ex dipendente dell'ufficio del Registro (peraltro non di Foggia), del coinvolgimento di funzionari in storie di falsi per agevolare imprenditori. In questa fase dell'inchiesta non si può scartare alcuna ipotesi (l'altra sera è stato sentito e subito rilasciato un ex dipendente dell'ufficio visto che la sua pratica era stata trovata sulla scrivania di Marcone); la polizia sta infatti verificando se ci possa essere un qualche collegamento tra l'omicidio e l'attentato del 23 dicembre '93 contro Stefano Caruso, direttore regionale delle entrate per la Puglia e diretto superiore di Marcone. Due anni fa una persona prima invitò Caruso a scendere: la vittima designata non lo fece e il misterioso pistolero sparò alcuni colpi contro casa. Caruso sentito come teste dalla polizia ha parlato del collega come di una persona per bene, stimata da tutti.

Lello Vecchiarino su  "La Gazzetta del Mezzogiorno" del 2 apriile 1995:
Ecco un altro omicidio metropolitano; di quelli che sorprendono perchè la vittima è l'uomo della porta accanto. Un omicidio oscuro che però getta luce su una città dove anche questo può accadere. Quale inconfessabile intreccio - tra affari e malavita? - ha decretato la morte di Francesco Marcone? E' presto per dare risposte capaci, quantomeno, di delineare lo scenario entro cui quell'assassinio è maturato, ma potrebbe anche essere stato troppo tardi per quel funzionario dello Stato se si scoprisse che egli non aveva avvertito o sottovalutato segnali di pericolo. Si ipotizza che l'omicidio sia da mettere in relazione alla sua professione, al modo cristallino e doveroso con cui la svolgeva. E allora l'inizio di un procedimento razionale di indagine consentirebbe di individuare un plausibile spazio in cui calare una prima pista che pure inquirenti e investigatori mostrano di voler seguire. E cioè: Francesco Marcone potrebbe essere stato ammazzato a seguito di una decisione adottata o che stava per adottare a ragione del suo ufficio. Una decisione che avrebbe finito per armare la mano di chi quella decisione avversava per questioni di interessi. Ovvie contestazioni, e pur tuttavia la città ci consegna un altro giallo: con tanto di siacrio, una fredda esecuzione avvenuta sotto l'uscio di casa della vittima, e non sappiamo quanto studiato sia stato il piano per far perdere le tracce. Nessun testimone in questo ennesimo giallo. Eppure, è un giallo metropolitano.

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«Alla giuria del premio letterario quest’anno sono arrivati 75 racconti e 36 dipinti per raffigurare “paesaggi, monumenti, luoghi, persone dell’Appennino Dauno”. Nel passato il Premio Lupo ha registrato la partecipazione di oltre 700 scrittori di tutta Italia: mille racconti e 6 milioni di parole per raccontare i Monti Dauni e per parlare di lui, il nostro lupo pre-appenninico, descrivere un singolare paesaggio umano in un territorio ricco di cultura e di antichissima storia» (Giuseppe Trincucci, presidente della Commissione del Concorso Letterario)

 
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Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 
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«Quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita  nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta». Olivier Clerc, "Storia di una ranocchia"

 
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Il concorso letterario “Premio Lupo” nasce nel 2006 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Roseto Valfortore (FG), quando, al fine di generare novelle da utilizzarsi per la realizzazione di cortometraggi, si ritenne di promuovere un concorso letterario. Perché “Premio Lupo”? Si è voluto intestare il concorso al lupo, abitante supremo, austero e intelligente di questo territorio, in ragione di una comunanza rappresentativa delle diverse realtà presenti sui Monti Dauni (30 comuni).

 
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20 anni di vita politica a Cerignola e in Capitanata, senza trascurare una dimensione più ampia: quella regionale e quella nazionale vissute con i protagonisti di allora.

 
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Dopo le raccolte di poesie, l’autore decide di cimentarsi con un lungo racconto su un tema mai così attuale come quello dell’amore tra un uomo e un donna vittima della violenza che tante donne spesso subiscono e la difficoltà ad emanciparsi dall’aguzzino. L’incontro, in una di “quelle parti del Sud che ti colorano l’anima rendendola gaudente tra le mille difficoltà di vite aspre” dell’amore adolescenziale al quale lei si aggrappa per fuggire dalla prigione.

 
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Una letteratura che non porti visibili i segni dell’evoluzione culturale di un popolo (in termini di ideologie, religioni, folclore, ambiente, architettura, arte e lingua) equivale - ci si perdoni il gioco di parole - a una letteratura ‘senza storia’. È indispensabile, dunque, ‘tornare indietro’ a sentire le voci di quegli uomini, senza penalizzanti distinzioni o esclusioni, e a percepire le loro ansie in termini di imitatio e aemulatio, prima di godere in piena consapevolezza della loro conseguita coscienza di impegnati esponenti culturali e prima di indagare le cause del loro successo fino a noi.

 
Per sempre Zaccheria

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Per sempre Zaccheria

di Pino Autunno

Curioso che uno stadio di calcio ricordi un pioniere del basket locale. Accade a Foggia con Pino Zaccheria, morto al fronte in Albania il 4 aprile del ’41 durante il secondo conflitto bellico, ed alla cui memoria è stato intitolato l’impianto di viale Ofanto nel 1946. In molti lo hanno ribattezzato Zac, forse per un vezzo, forse per rimarcare che nel glorioso ground di via Ascoli inaugurato il 22 novembre del ’25 ed ormai prossimo ai 90 anni si sono disputate epiche battaglie. E che spesso gli avversari ci hanno rimesso le penne. Trafitti dalle acuminate lame degli irriducibili nero-rossi di Capitanata. Zac!

 
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Il lumicino della Speranza

di Piero Cicolella

La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
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di AA.VV.

La pittura, in tutte le sue espressioni, rappresenta il linguaggio comune di tutte le arti attraverso il tempo della creatività umana. Se osserviamo i grandi capolavori, ci rendiamo conto che in essi troviamo tante suggestioni, emozioni, ricordi, nonché un forte senso di compattezza, una costante circolazione di idee sempre innovative e una enorme quantità di modelli figurativi...

 
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di Cristoforo Pomara

Un viaggio tra fede e razionalità, tra trattati di medicina e perquisizioni della storia. Perché, come diceva Indro Montanelli, «in America Latina e in Italia, le storie migliori sono sepolte insieme alla verità».

 
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di Antonio Blasotta

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Vernacolo in musica 2

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Vernacolo in musica 2

di Alfredo Amatruda - Sereno Labbozzetta

Questo secondo volume di raccolta di canzoni in dialetto foggiano completa il primo "Vernacolo in Musica" e ha ancora una volta il merito di mettere in mostra pregevoli testi dei poeti dialettali Marisa Amatruda, Osvaldo Anzivino, Alfredo Ciannameo, Giuseppe Esposto, Raffaele Lepore, Urbano Marano, Guido Mucelli, Raffaele Pagliara, Ottavio De Stefano, Amelia Rabbaglietti, Raffaele Ventura, nonché - oltre ovviamente a Sereno Labbozzetta e Alfredo Amatruda - i compositori Ferdinando e Rico Garofalo e la stessa Mariateresa Labbozzetta. Un vero patrimonio culturale che abbraccia ormai un secolo e che va aggiornato e rivalutato.

 
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di AA.VV.

Papa Francesco, con la sua visita a Isernia, ha solcato in maniera indelebile la storia della nostra città. Un ricordo emozionante, intenso, l’eco del quale non si è spento nei cuori e nelle menti di quanti hanno avuto il privilegio di poterlo vedere da vicino e di ascoltare il suo messaggio d’amore, speranza, fratellanza, solidarietà per i più deboli. Questo libro vuol essere un omaggio a Sua Santità e un dono per quanti, quel giorno, non hanno potuto viverlo lasciandosi trasportare dal fervido affetto di cui è stato portatore Papa Francesco. (Luigi Brasiello, Sindaco di Isernia)

 
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di AA.VV.

Il mare è di tutti. Personaggi, racconti e vite vere lo attraversano, nutrendosi di cultura o pagando lo scotto delle ingiustizie della storia. Lì è la nostra origine, lì il nostro approdo: «il tutto o il niente, come un grande mare, circonda l’isola di naufraghi che è la vita» (Fernando Pessoa).

 
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Cosa spinge una persona a scrivere del proprio paese? Senz’altro l’amore che nutre per la sua comunità dove è nato, cresciuto e continua, pur con grandi sacrifici, a vivere. Ma non è solo questo.

 
Premio Lupo, Rassegna di pittura

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di AA.VV.

«La pittura è un viaggio circolare, nel labirinto dell’anima, dell’ispirazione, dell’espressione che ci regala libertà di stimoli e sensazioni, ci proietta nella dimensione poetica avvincente, che ci avvince ogni giorno», scrive Lina Franza nella presentazione di questo catalogo che raccoglie le opere artistiche per la prima volta in consorso al "Premio Lupo", giunto alla sua settima edizione.

 
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di Aa.Vv.

Il libro racchiude gli abstract forniti dai medici partecipanti al convegno omonimo, in programma il 19 e 20 marzo 2015 presso l'Aula Magna "Valeria Spada" dell'Università Degli Studi di Foggia.

 
Risonanze

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di AA.VV.

"Risonanze" è finalizzato allo studio delle forme di presenza dei miti classici nelle letterature di età successive, come anche nelle arti figurative e nella musica.

 
In punta di piedi

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In punta di piedi

di G. Cipriani - G.M. Masselli - R. Verdone

Un itinerario che va dall’Antichità agli Anni ’50-’70 del Secolo scorso sul modello di gestione della fase delicata del parto.

 
I miti dei mitici alunni della I D

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I miti dei mitici alunni della I D

di AA.VV.

«So che ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio d’immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori».

Italo Calvino

 

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Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

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La riconquista di Roma

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La riconquista di Roma

di Francesco Bochicchio

Ecco come la nostra nazione e la sua storia possono essere paragonate alla vita di un qualunque adolescente che affronta il suo processo di crescita, ossia la ricerca di se stesso per affermarsi ed emanciparsi.

 
Donne del Mediterraneo

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Donne del Mediterraneo

di AA.VV.


Il mare nostrum è bacino di miti, che viaggiano nel tempo e nello spazio. Veleggiando sulle ali del mito, celebri eroine toccano approdi lontani, attraversando terree culture del Mediterraneo.

 
Maria, la canzone triste

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Maria, la canzone triste

di Sofia Pia Annarelli

 «Maria, la canzone triste sviluppa, senza lamentosi pietismi, la vicenda di Maria, orfana di una giovane coppia morta durante la strage di Capaci, rimasta segnata nel fisico e nell’animo, e della sua crescita verso una sofferta consapevolezza di sé. Quello che sorprende è il modo con cui Sofia Pia Annarelli modula lo stile con l’alternare vari piani narrativi e registri stilistici e con un’attenta contestualizzazione della storia» (Mariolina Cicerale).

 
Verba puerpera

Prezzo di vendita 20,00

Verba puerpera

di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
VelEni

Prezzo di vendita 13,00

VelEni

di Fabio Amendolara

Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
Grafologia e Letteratura

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Grafologia e Letteratura

di Mario D'Ascanio

Da Parini all'Alfieri, da Leopardi a Carducci, a Pascoli, D'Annunzio, Gozzano, Ungaretti, Novaro: ecco cosa ci "mostrano", attraverso la Grafologia, alcuni grandi autori della Letteratura

 

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Il singhiozzo dell'albero assetato

di Giovanna Irmici

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

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Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
Il Foggia del '76

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Il Foggia del '76

di Giuseppe Baldassarre - Domenico Carella

«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
I racconti del cortile

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I racconti del cortile

di Alberto Mangano

 Quanto tempo abbiamo trascorso sotto casa, chi in un cortile, chi in mezzo alla strada! Quante giornate ci son sembrate noiose perché esattamente l’una uguale all’altra! Eppure proprio quelle giornate sono risultate fondamentali per la nostra crescita, quella che ci ha permesso di arrivare ad essere come quegli adulti che allora osservavamo con distacco e ammirazione al tempo stesso.

 
Passando di là, gettate un fiore

Prezzo di vendita 15,00

Passando di là, gettate un fiore

di G. Cipriani - A. Tedeschi - V. Vescera

In occasione del I°‭ ‬Centenario della Prima Guerra Mondiale si è voluto recuperare un episodio bellico che ne ha segnato l’incipit‭, ‬all’alba del 24‭ ‬maggio 1915‭: ‬l’affondamento‭, ‬al largo di Vieste‭, ‬del cacciatorpediniere‭ ‬‘Turbine’‭ ‬da parte dell’incrociatore austriaco Helgoland‭. 

 
Da quel momento in poi...

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Da quel momento in poi...

di Rita Colucci - Filippo Fedele

«Per Filippo e Rita il passato, ricostruito e metabolizzato, è il punto di partenza per una nuova fase. Chi, come me, c’era confronta il proprio percorso con il loro, prova a capire cosa si è perso o guadagnato, cosa è stato importante o secondario, cosa è rimasto uguale o è cambiato. I più giovani, nati negli anni dell’innovazione tecnologica, rimarranno sorpresi per le numerose domande che questo scritto genererà soprattutto in loro, che prima non c’erano. A tutti voi che vi apprestate a gustare queste pagine lievi, un avvertimento: sentirete forte la voglia di cercare al più presto qualche risposta. Non datevene troppe: le troverete semplicemente vivendo».