Sabato 03 Dicembre 2016

Almanacco dauno

Oggi, 18 aprile 1905, 5 morti a Foggia per lo sciopero dei ferrovieri. Sempre oggi, nel 1948, alle prime elezioni parlamentari vincono i democristiani

Oggi, 18 aprile 1905, 5 morti a Foggia per lo sciopero dei ferrovieri. Sempre oggi, nel 1948, alle prime elezioni parlamentari vincono i democristiani

Una foto dello sciopero dei ferrovieri a Foggia il 18 aprile 1905

 

 

 Oggi, 18 Aprile del 1905, sciopero dei ferrovieri: 5 morti a Foggia*

Sempre oggi, 18 aprile 1948, dopo la nascita della Repubblica Italiana, ecco le prime elezioni politiche per eleggere il Parlamento. Anche in Capitanata vincono i democristiani.

(dall'Agenda 2014 della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Progetto editoriale: Filippo Santigliano. Ricerca e testi: Davide Grittani. Editing e curatela: Saverio Russo, Filippo Santigliano)

 

APPROFONDIMENTO*

Da manganofoggia.it (a cura di Raffaele De Seneen)

 

Questa volta non sono nè diseredati, nè braccianti che scendono in lotta, è la categoria dei ferrovieri di Foggia, una delle prime e meglio organizzate, e da Foggia, anche per l'effetto che i tragici fatti avranno, lo sciopero si estenderà a Napoli, Roma, Bologna. Il braccio di ferro fra Governo e ferrovieri dura già da un po' di tempo; a Foggia si attuano forme di ostruzionismo da parte delle maestranze e degli impiegati, e già alcuni giorni prima dell'eccidio, molti ferrovieri, appartenenti ai vari servizi, si erano riuniti nella locale Camera del Lavoro, dove parlò per primo Rodolfo Asdrubali, socialista, applicato ferroviario, chiedendo agli intervenuti se intendevano riprendere l'ostruzionismo o proclamare lo sciopero generale nel caso il Governo non intendesse apportare alcun  miglioramento alla classe, ovvero se intendesse applicare leggi restrittive per i ferrovieri. "SCIOPERO GENERALE!!!" deliberò all'unanimità l'assemblea. Prese poi la parola il segretario della Camera del Lavoro, prof. Masciotta, che consigliò la calma, dicendo che il ministro Fortis, in continuità con gli atteggiamenti del precedente Giolitti, non temeva le minacce, nè gli ordini del giorno, quindi era necessario stare in guardia per non lasciarsi sopraffare, ed essere pronti per la battaglia. In previsione del giorno di paga dei ferrovieri, era stato chiesto che tale operazione fosse svolta in locali diversi dalla stazione, in Prefettura o altrove, al fine di evitare assembramenti e possibili disordini. La Società ferroviaria non volle tener conto di questo consiglio, perchè sperava di indurre ciascun  ferroviere a riprendere il lavoro, al momento della paga. Anzi, l'amministrazione ferroviaria aveva diramato un invito stampa a tutti gli scioperanti, perchè alle ore 18 ognuno si fosse fatto trovare pronto a casa sua, da dove sarebbe stato rilevato da pattuglie armate e scortato alla stazione. Ma già dalla sera precedente, pattuglioni di Pubblica Sicurezza e Guardia di Finanza, sulla scorta di una lista di nomi appositamente predisposta e fornita, si erano recati da molti ferrovieri per invitarli a seguirli dicendo loro che erano desiderati dalla Direzione. Risultati inutili i consigli di prudenza, già alle 5,30 del mattino, una massa di circa 500 ferrovieri e di altrettanti curiosi, si era radunata innanzi ai cancelli della stazione aspettando ognuno il proprio turno. Nel frattempo, fra due fratelli, tali Russi, uno ferroviere frenatore scioperante e l'altro in servizio, si accese una discussione che degenerò in un tafferuglio terminato con l'arresto di due contadini. Gli scioperanti, immediatamente, reclamarono la liberazione degli arrestati, ma le autorità vi si opposero, e mentre dal lato opposto all'assembramento avanzava la cavalleria, i carabinieri, sguainate le sciabole, cominciarono a tirare piattonate. Fattasi largo, la cavalleria aggirò la folla e la spinse verso il viale principale della stazione. Incominciò un fuggi fuggi generale, la maggior parte delle persone scappò verso la città e solo un centinaio restarono nel piazzale della stazione. La massa di gente, incanalata nel viale , che restava limitato dai cancelli dei giardini della stazione, seguì un percorso in linea retta, ma giunta al termine dei predetti cancelli, nei pressi della barriera daziaria, si sbandò a destra e a sinistra per i campi. In quel mentre dalla stazione giunse un picchetto di fanteria, guardia di finanza e carabinieri che prese posizione formando un cordone da un angolo del giardino all'altro. I carabinieri sciabolarono la folla e ferirono una persona. Volò qualche sasso e pare che dalla massa di gente partisse un colpo di rivoltella che ferì un soldato ad una gamba. All'improvviso, senza alcun preavviso di squillo di tromba, senza invito ad allontanarsi e pare anche senza il comando di far fuoco, i carabinieri e la cavalleria, parte rivolti verso la stazione, parte verso la città, aprirono il fuoco. Nel conseguente sbandamento generale restarono ferite tre persone, un tale Raho Michele, ferito al torace, si trascinò carponi dietro l'Opera Pia Scillitani dove morì. E' difficile oggi immaginare lo stato dei luoghi dell'epoca, la stazione non è attaccata alla città, c'è un vuoto che la separa. La folla giunta in città si disperse in tutte le direzioni, la cavalleria, schierata avanti alla Villa comunale, avanzò, e un cavalleggero, disarcionato dal proprio cavallo che si era impennato, cadde, risalì in sella, puntò il fucile e fece fuoco ferendo una donna. Due carabinieri, uno all'angolo dello stabilimento Rocco e La Capria, l'altro al riparo del Politeama, vicino ai giardini comunali, incominciarono a sparare all'impazzata. Il primo crivellò di colpi il palazzo Vaccarella,  poi colpì a morte tale Gaetano Pinto, barbiere, che trovavasi sul marciapiede del palazzo e ferì gravemente il calzolaio Occhiochiuso Giovanni. L'altro carabiniere ferì gravemente una donna con tre colpi di moschetto, uno al braccio e due alla schiena, uno studente della scuola professionale, tale dario Fares colpito alla gola, ed altri fra cui un ragazzo. Nel frattempo da un cordone di soldati schierati all'imbocco del viale della stazione partirono dei colpi, e un proiettile ferì la cameriera del Sig. Siniscalchi la quale si era affacciata ad un balcone del palazzo Vaccarella. Altri carabinieri spararono nella direzione di Corso Vittorio Emanuele ferendo altra gente fra cui il pizzicagnolo Francesco Conte colpito di striscio al capo dall'indietro in avanti, e Foglio Vincenzo, sarto, con un proiettile che dalla spalla fuoriuscì davanti perforandogli il polmone.Come si vede si spara con determinazione ed intenzione, ad altezza d'uomo, in posti vitali, molti vengono colpiti alle spalle poichè stanno scapppando in cerca di riparo. Il terrore invase tutti, i feriti continuarono a lamentarsi per terra, la notizia si diffuse per la città e i militari continuarono a sparare.

I MORTI

Pinto Gaetano, barbiere di anni 30; Raho Michele, contadino; Ponziano Raffaele, muratore, sposato da appena un mese

I FERITI

Iarussi Nicola, contadino di anni 39; Ricucci Pasquale, contadino di anni 25; Giampietro Giuseppe, stagnino ferroviario; Longo Umberto, studente di anni 18; Nuzzoli Luigi di anni 12; Occhiochiuso Giovanni, calzolaio di anni 32; Buonarota Rosaria di anni 50, coinvolta perchè alla ricerca dei due figli; Salemme Pasquale, vetturino di anni 35; Foglia Vincenzo, sarto di anni 20; Lioci Salvatore, carrozziere di anni 17; Fares Pellegrino, studente; Conti Francesco, pizzicagnolo; Cameriera casa Siniscalchi (se ne ignora il nome)

ARRESTATI: Quattro

MILITARI FERITI: Quattro, di cui uno per caduta da cavallo.

 Nei giorni successivi furono rintracciati altri feriti, che per paura di essere arrestai si erano tenuti nascosti: Francesco Sereno ferroviere, Ruggero Curci contadino, Raffele Marella consigliere della Lega di Foggia, Giuseppe Pennella contadino.

IL DOPO ECCIDIO

Ad evitare altri incidenti, il Sindaco Valentini ottenne che la paga ai ferrovieri avvenisse in un locale del municipio, nel quale, per misure d'ordine pubblico, fu messo un buon numero di soldati e agenti della forza pubblica. Il 19 aprile, il Prefetto, Comm. Baldovino, fece affiggere manifesti con i quali si vietavano assembramenti e riunioni nelle piazze e negli altri luoghi pubblici, mentre il Sindaco, Comm. Valentini, con altro manifetso, dopo aver deplorato i luttuosi fatti verificatisi, invitava la cittadinanza alla calma. Lo stesso giorno, presso la Camera del Lavoro, stracolma di intervenuti, l'avvocato Domenico Maiolo tenne un breve discorso invitando i lavoratori a tenersi calmi e tranquilli e promettendo che il Partito socialista avrebbe subito iniziato una rigorosa inchiesta. Il deputato di Foggia, On. Pietro Castellino, deplorando i fatti accaduti, presentò apposita interrogazione al Governo. Infatti, alla Camera, nella seduta del 19 aprile, interrogarono il Ministro dell'Interno sull'eccidio di Foggia i deputati Salandra, Castellino, De Felice, Colaianni, Badaloni e De Andreis. Il Salandra denunziò i contadini della Lega di Foggia e i capi socialisti come i "veri delinquenti" e li additò con parole velenose alla vendetta del Ministro dell'Interno e della Magistratura inquirente.

Da "il Foglietto" di Lucera n. 31 del 27 aprile 1905 si riprendono le ulteriori seguenti notizie: "Ricucci Pasquale e Foglia Vincenzo, che erano stati ricoverati in grave stato all'ospedale, sono morti in seguito alle ferite riportate. Gravi preoccupazioni desta lo stato del giovanetto Lioce." Quindi i morti per l'eccido salgono a cinque.

Dichiarazione-testimonianza rilasciata dal dott. Giuseppe Manacorda, insegnante di lettere italiane nel Regio Ist. Tec. Giannone di Foggia. Dichiarazione scritta e già pubblicata da l'Avanti!: Ancora inorridito da tanto misfatto ritengo mio dovere dichiarare che la seconda carica di cavalleria avvenuta presso il mulino La Capria ebbe principio improvvisamente senza squilli nè alcun altro preavviso.  Io mi trovavo vicinissimo al cordone delle truppe e posso testificare con sicura coscienza che nessuno dei venti ragazzi o poco più, che si trovavano abbastanza lontano dalla truppa, in quel momento inveiva contro i sodati o comunque li offendeva. I pochi adulti che si trovavano con i ragazzi su ricordati ascoltavano tranquillamente i consigli che io loro davo di ritirarsi a casa. Debbo ancora aggiungere che i colpi sparati furono più di venti e che la truppa, sia avanzando, sia ferendo più d'uno al capo, mostrò di avere una efferata e inspiegabile sete di sangue. Per finire segnalo ancora che prima dell'eccidio a me  ed a una povera donna che volevamo per interessi nostri recarci alla stazione nessun altra risposta fu data da un carabiniere se non un rapido e muto spianar di fucile." "La P.S. ha negato il permesso della progettata recita al Dauno a beneficio delle famiglie dei morti e dei feriti" "La mattina del 24 l'on. Castellino giunto a Foggia, offrendo di suo 200 lire, diede inizio ad una sottoscrizione a favore delle famiglie delle vittime dei tumulti del 18. Poi si recò all'ospedale Umberto I a visitare i feriti ivi ricoverati"

Notizie collegate da Roma: "Fra gli  avvenimenti più caratteristici dello sciopero ferroviario testè cessato vi è questo. A Roma si riunirono un migliaio circa di donne, mogli e sorelle dei ferrovieri scioperanti, per discutere intorno allo sciopero. L'assemblea riuscì relativamente ordinata e l'adunanza si sciolse dopo aver approvato un ordine del giorno con cui si affermava la completa solidarietà delle donne cogli uomini nella resistenza ad oltranza".

 

Il Castello Edizioni

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«La pittura è un viaggio circolare, nel labirinto dell’anima, dell’ispirazione, dell’espressione che ci regala libertà di stimoli e sensazioni, ci proietta nella dimensione poetica avvincente, che ci avvince ogni giorno», scrive Lina Franza nella presentazione di questo catalogo che raccoglie le opere artistiche per la prima volta in consorso al "Premio Lupo", giunto alla sua settima edizione.

 
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20 anni di vita politica a Cerignola e in Capitanata, senza trascurare una dimensione più ampia: quella regionale e quella nazionale vissute con i protagonisti di allora.

 
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Il libro racchiude gli abstract forniti dai medici partecipanti al convegno omonimo, in programma il 19 e 20 marzo 2015 presso l'Aula Magna "Valeria Spada" dell'Università Degli Studi di Foggia.

 

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Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
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 Quanto tempo abbiamo trascorso sotto casa, chi in un cortile, chi in mezzo alla strada! Quante giornate ci son sembrate noiose perché esattamente l’una uguale all’altra! Eppure proprio quelle giornate sono risultate fondamentali per la nostra crescita, quella che ci ha permesso di arrivare ad essere come quegli adulti che allora osservavamo con distacco e ammirazione al tempo stesso.

 
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di Alfredo Amatruda - Sereno Labbozzetta

Questo secondo volume di raccolta di canzoni in dialetto foggiano completa il primo "Vernacolo in Musica" e ha ancora una volta il merito di mettere in mostra pregevoli testi dei poeti dialettali Marisa Amatruda, Osvaldo Anzivino, Alfredo Ciannameo, Giuseppe Esposto, Raffaele Lepore, Urbano Marano, Guido Mucelli, Raffaele Pagliara, Ottavio De Stefano, Amelia Rabbaglietti, Raffaele Ventura, nonché - oltre ovviamente a Sereno Labbozzetta e Alfredo Amatruda - i compositori Ferdinando e Rico Garofalo e la stessa Mariateresa Labbozzetta. Un vero patrimonio culturale che abbraccia ormai un secolo e che va aggiornato e rivalutato.

 
Il Foggia del '76

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di Giuseppe Baldassarre - Domenico Carella

«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
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 «Maria, la canzone triste sviluppa, senza lamentosi pietismi, la vicenda di Maria, orfana di una giovane coppia morta durante la strage di Capaci, rimasta segnata nel fisico e nell’animo, e della sua crescita verso una sofferta consapevolezza di sé. Quello che sorprende è il modo con cui Sofia Pia Annarelli modula lo stile con l’alternare vari piani narrativi e registri stilistici e con un’attenta contestualizzazione della storia» (Mariolina Cicerale).

 
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di Cristoforo Pomara

Un viaggio tra fede e razionalità, tra trattati di medicina e perquisizioni della storia. Perché, come diceva Indro Montanelli, «in America Latina e in Italia, le storie migliori sono sepolte insieme alla verità».

 
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Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
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Il lumicino della Speranza

di Piero Cicolella

La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
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di Michele Sepalone

Un fotoracconto di Foggia, dei suoi cittadini e dei momenti salienti che la città ha vissuto negli ultimi anni. Dai paesaggi di rara bellezza, all'impegno civico, al mondo della cultura e del teatro, Sepalone racconta attraverso i suoi scatti cos'è Foggia attraverso le sue infinite sfaccettature

 
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di AA.VV.

Papa Francesco, con la sua visita a Isernia, ha solcato in maniera indelebile la storia della nostra città. Un ricordo emozionante, intenso, l’eco del quale non si è spento nei cuori e nelle menti di quanti hanno avuto il privilegio di poterlo vedere da vicino e di ascoltare il suo messaggio d’amore, speranza, fratellanza, solidarietà per i più deboli. Questo libro vuol essere un omaggio a Sua Santità e un dono per quanti, quel giorno, non hanno potuto viverlo lasciandosi trasportare dal fervido affetto di cui è stato portatore Papa Francesco. (Luigi Brasiello, Sindaco di Isernia)

 
Il Maestro Rotelli

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Il Maestro Rotelli

di a cura di Rosa Labriola

ù"Il Maestro Rotelli" vuole essere un omaggio ad un conterraneo artigiano del linguaggio, ad un’artista del verso che, come altri della sua generazione, scrive per dovere morale. È concepito per celebrare l’eclettismo, la mitopoiesi e soprattutto l’onestà e il coraggio di un poeta e di un uomo d’altri tempi, vissuto a Torremaggiore.

 
Premio Lupo 2015

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Premio Lupo 2015

di AA. VV.

Il concorso letterario “Premio Lupo” nasce nel 2006 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Roseto Valfortore (FG), quando, al fine di generare novelle da utilizzarsi per la realizzazione di cortometraggi, si ritenne di promuovere un concorso letterario. Perché “Premio Lupo”? Si è voluto intestare il concorso al lupo, abitante supremo, austero e intelligente di questo territorio, in ragione di una comunanza rappresentativa delle diverse realtà presenti sui Monti Dauni (30 comuni).

 
Il figlio di NessuNo

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Il figlio di NessuNo

di Gino, Paolo e Vittorio Frattulino

Mino Capocollo nel momento della morte del padre Amleto viene a conoscenza di un terribile segreto: coloro che credeva i suoi genitori in realtà sono dei perfetti estranei

 
Premio Lupo 2015 - Sezione Pittura

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Premio Lupo 2015 - Sezione Pittura

di AA.VV.

La pittura, in tutte le sue espressioni, rappresenta il linguaggio comune di tutte le arti attraverso il tempo della creatività umana. Se osserviamo i grandi capolavori, ci rendiamo conto che in essi troviamo tante suggestioni, emozioni, ricordi, nonché un forte senso di compattezza, una costante circolazione di idee sempre innovative e una enorme quantità di modelli figurativi...

 
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di AA.VV.

"Risonanze" è finalizzato allo studio delle forme di presenza dei miti classici nelle letterature di età successive, come anche nelle arti figurative e nella musica.

 
In punta di piedi

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In punta di piedi

di G. Cipriani - G.M. Masselli - R. Verdone

Un itinerario che va dall’Antichità agli Anni ’50-’70 del Secolo scorso sul modello di gestione della fase delicata del parto.

 
Foggiani

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Foggiani

di Gioacchino Rosa Rosa

«Quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita  nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta». Olivier Clerc, "Storia di una ranocchia"

 
Verba puerpera

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Verba puerpera

di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
Ricordare...

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Ricordare...

di Claudia Di Dio

Cosa spinge una persona a scrivere del proprio paese? Senz’altro l’amore che nutre per la sua comunità dove è nato, cresciuto e continua, pur con grandi sacrifici, a vivere. Ma non è solo questo.

 
Grafologia e Letteratura

Prezzo di vendita 15,00

Grafologia e Letteratura

di Mario D'Ascanio

Da Parini all'Alfieri, da Leopardi a Carducci, a Pascoli, D'Annunzio, Gozzano, Ungaretti, Novaro: ecco cosa ci "mostrano", attraverso la Grafologia, alcuni grandi autori della Letteratura

 
La riconquista di Roma

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La riconquista di Roma

di Francesco Bochicchio

Ecco come la nostra nazione e la sua storia possono essere paragonate alla vita di un qualunque adolescente che affronta il suo processo di crescita, ossia la ricerca di se stesso per affermarsi ed emanciparsi.

 
Storia della Letteratura Latina

Prezzo di vendita 80,00

Storia della Letteratura Latina

di Giovanni Cipriani

Una letteratura che non porti visibili i segni dell’evoluzione culturale di un popolo (in termini di ideologie, religioni, folclore, ambiente, architettura, arte e lingua) equivale - ci si perdoni il gioco di parole - a una letteratura ‘senza storia’. È indispensabile, dunque, ‘tornare indietro’ a sentire le voci di quegli uomini, senza penalizzanti distinzioni o esclusioni, e a percepire le loro ansie in termini di imitatio e aemulatio, prima di godere in piena consapevolezza della loro conseguita coscienza di impegnati esponenti culturali e prima di indagare le cause del loro successo fino a noi.

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

Prezzo di vendita 25,00

Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 

Prezzo di vendita 20,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

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Vaffankulo Bridget Jones

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Vaffankulo Bridget Jones

di Alessandro Maselli del Giudice

Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.

 
TraPassato&Presente

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TraPassato&Presente

di AA.VV.

Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 
Premio Lupo 2014

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Premio Lupo, settima edizione

di AA.VV.

«Alla giuria del premio letterario quest’anno sono arrivati 75 racconti e 36 dipinti per raffigurare “paesaggi, monumenti, luoghi, persone dell’Appennino Dauno”. Nel passato il Premio Lupo ha registrato la partecipazione di oltre 700 scrittori di tutta Italia: mille racconti e 6 milioni di parole per raccontare i Monti Dauni e per parlare di lui, il nostro lupo pre-appenninico, descrivere un singolare paesaggio umano in un territorio ricco di cultura e di antichissima storia» (Giuseppe Trincucci, presidente della Commissione del Concorso Letterario)

 
Un invito, poi un viaggio

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Un invito, poi un viaggio

di Alessia Roberta Scopece

Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 
I miti dei mitici alunni della I D

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I miti dei mitici alunni della I D

di AA.VV.

«So che ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio d’immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori».

Italo Calvino

 
RaccontiAMO

Prezzo di vendita 10,00

RaccontiAMO

di P. Grillo, V.M.V. Francillotti, F. Del Vecchio

Viviamo in mezzo alle storie e bisogna raccontarle bene, con rispetto. E’ un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. non soltanto per trasmettere sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente. 

 
Per sempre Zaccheria

Prezzo di vendita 15,00

Per sempre Zaccheria

di Pino Autunno

Curioso che uno stadio di calcio ricordi un pioniere del basket locale. Accade a Foggia con Pino Zaccheria, morto al fronte in Albania il 4 aprile del ’41 durante il secondo conflitto bellico, ed alla cui memoria è stato intitolato l’impianto di viale Ofanto nel 1946. In molti lo hanno ribattezzato Zac, forse per un vezzo, forse per rimarcare che nel glorioso ground di via Ascoli inaugurato il 22 novembre del ’25 ed ormai prossimo ai 90 anni si sono disputate epiche battaglie. E che spesso gli avversari ci hanno rimesso le penne. Trafitti dalle acuminate lame degli irriducibili nero-rossi di Capitanata. Zac!

 
Ti ho amata per sempre

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Ti ho amata per sempre

di Michele Sisbarra

Dopo le raccolte di poesie, l’autore decide di cimentarsi con un lungo racconto su un tema mai così attuale come quello dell’amore tra un uomo e un donna vittima della violenza che tante donne spesso subiscono e la difficoltà ad emanciparsi dall’aguzzino. L’incontro, in una di “quelle parti del Sud che ti colorano l’anima rendendola gaudente tra le mille difficoltà di vite aspre” dell’amore adolescenziale al quale lei si aggrappa per fuggire dalla prigione.

 
Da quel momento in poi...

Prezzo di vendita 15,00

Da quel momento in poi...

di Rita Colucci - Filippo Fedele

«Per Filippo e Rita il passato, ricostruito e metabolizzato, è il punto di partenza per una nuova fase. Chi, come me, c’era confronta il proprio percorso con il loro, prova a capire cosa si è perso o guadagnato, cosa è stato importante o secondario, cosa è rimasto uguale o è cambiato. I più giovani, nati negli anni dell’innovazione tecnologica, rimarranno sorpresi per le numerose domande che questo scritto genererà soprattutto in loro, che prima non c’erano. A tutti voi che vi apprestate a gustare queste pagine lievi, un avvertimento: sentirete forte la voglia di cercare al più presto qualche risposta. Non datevene troppe: le troverete semplicemente vivendo».