Mercoledì 07 Dicembre 2016

Almanacco dauno

Oggi, 25 Luglio 1952, muore Domenico Fioritto, il sannicandrese che fu segretario nazionale del PSI e primo presidente della Provincia di Foggia

Oggi, 25 Luglio 1952, muore Domenico Fioritto, il sannicandrese che fu segretario nazionale del PSI e primo presidente della Provincia di Foggia

Domenico Fioritto

Oggi, 25 Luglio del 1952, muore Domenico Fioritto. Nacque a San Nicandro Garganico il 3 agosto del 1872, fu primo presidente della Provincia di Foggia e segretario nazionale del PSI dal 1921 al 1923 *

(dall'Agenda 2014 della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Progetto editoriale: Filippo Santigliano. Ricerca e testi: Davide Grittani. Editing e curatela: Saverio Russo, Filippo Santigliano)

 

*CHI ERA DOMENICO FIORITTO

(di Giuseppe Masi dalla Treccani)

Nacque a Sannicandro Garganico il 3 ag. 1872 da Antonio e da Cestina Bertosa, in una famiglia della ricca borghesia terriera che vantava tradizioni patriottiche e repubblicane negli anni del Risorgimento. Compiuti i primi studi a Foggia, si trasferì a Napoli, dove conseguì la laurea in giurisprudenza. Dopo una breve esperienza repubblicana, nella quale aveva avuto grande influenza il magistero di G. Bovio, il F., nel 1894, si avvicinò al partito socialista e nel marzo 1897, arruolatosi nella formazione di A. Cipriani, partecipò allo scontro di Domokos in Tessaglia nella guerra per l'indipendenza della Grecia dai Turchi. Rientrato in Italia, si dedicò all'organizzazione del movimento operaio e socialista in Capitanata, contribuendo alla formazione di associazioni e leghe di resistenza, in cui cercava di favorire la coscienza di un nesso tra la questione economica e l'attuazione di un disegno politico socialista. Nell'aprile del 1902, a coronamento di un lungo e proficuo lavoro esplicato in tutta la provincia, fu tra gli organizzatori del primo congresso regionale dei contadini pugliesi, tenutosi a Foggia. In esso il F. presentò due relazioni, sulle leghe di resistenza e sul diritto di voto. Il congresso costituì un momento importante, perché in quella sede vennero costituite la federazione dei contadini e la Camera dei lavoro provinciale: il movimento contadino pugliese usciva quindi dallo stato di precarietà in cui si era mosso fino ad allora assumendo dignità di organizzazione. Tra i maggiori rappresentanti del movimento socialista regionale, sostenitore della corrente integralista di E. Ferri, il F. intervenne nel dibattito ideologico sorto all'interno del PSI pugliese e meridionale nei primi anni del secolo e contribuì, anche in sede nazionale ad evidenziare il grado di arretratezza delle organizzazioni politico-economiche e a stiginatizzare i limiti del contributo dato dal partito alla diffusione del movimento nelle regioni meridionali. Nel settembre del 1908, al X congresso del PSI (Firenze), il F., dopo aver affiancato G. Salvemini nella direzione del comitato nazionale per il suffragio universale, firmò l'odg della corrente rivoluzionaria, entrando nella direzione nazionale; ebbe eguale mandato anche nel XIII congresso di Reggio Emilia (luglio 1912). Nell'intervallo tra le due assemblee il F. si era allontanato dalla vita politica, dedicandosi alla professione di avvocato. Non è da escludere che alla base di questa decisione fosse stato l'attentato contro di lui verificatosi durante un suo comizio quale candidato alle elezioni provinciali (1910): alcuni "mazzieri" avevano sparato verso il podio, ferendo gravemente un operaio. Probabilmente tale episodio lo indusse ad una pausa di riflessione, per rimeditare metodi e strategie di lotta. Ritornato nell'agone politico al congresso socialista pugliese (Bari, 21 apr. 1912), nel 1913 fu candidato alle elezioni generali nei collegi di Sannicandro Garganico e Foggia, ma, pur conseguendo i socialisti un successo superiore al previsto, non riuscì eletto. Nel 1914 al congresso nazionale del PSI, svoltosi ad Ancona, il F. fu accusato di appartenere alla massoneria e in seguito all'approvazione dell'odg Zibordi-Mussolini - che accoglieva il risultato di un referendum effettuato nella base, ma disertato da più della metà degli iscritti - fu costretto a dimettersi dal partito. La vicenda ebbe grande risonanza in Capitanata. Un congresso straordinario, convocato a Cerignola il 15 nov. 1914, prendeva atto con disappunto delle dimissioni del F., che da parte sua rigettò come infondata l'accusa di appartenere alla massoneria. Nonostante l'allontanamento dal partito, all'entrata in guerra dell'Italia, egli rimase allineato a difesa della neutralità. Nel dopoguerra, rientrato nel PSI solo nel 1920 - dopo che come indipendente era stato eletto consigliere comunale e provinciale di Foggia, non senza aver determinato contrasti tra i socialisti locali sull'opportunità o meno di presentare come candidato un non iscritto al partito -, svolse il suo impegno politico prevalentemente a Roma, dove si era trasferito. Nell'ottobre del 1921, nel congresso socialista, indetto subito dopo quello di Livorno, il F., legato alla corrente massimalista, fu eletto segretario nazionale. Collocatosi su una posizione di centro, condannò da un lato il collaborazionismo di F. Turati, invitandolo a non desistere dalla linea politica portata avanti dalla direzione, e dall'altro rintuzzò, fino a quando gli fu possibile, i tentativi di fusione con il partito comunista. Alla vigilia del congresso di Milano (15-17 apr. 1923) era decisamente avverso all'unificazione tra i due partiti della Sinistra. Di fronte al voto compatto della direzione che - riunitasi per ascoltare la relazione della delegazione socialista tornata da Mosca, dove aveva partecipato ai lavori del IV congresso dell'internazionale comunista - proponeva di mettere in discussione la convocazione di un congresso straordinario per decidere sul progetto di fusione predisposto dal Komintern, preferì dimettersi e non prendere parte ai lavori. Ritiratosi a vita privata, durante il periodo fascista si astenne da ogni attività politica, mantenendo un contegno dignitoso e alieno da compromessi, continuando a svolgere la professione di avvocato e interessandosi ai problemi delle bonifiche pugliesi. All'indomani della Liberazione, il F. ritornò alla vita politica. Presidente del CLN foggiano e del comitato di agitazione antifascista, intorno a lui si raccolsero tutti i socialisti di Foggia. Partecipò al congresso di Bari del gennaio 1944, nel quale sottoscrisse l'odg unitario che stabiliva la necessità di arrivare alla formazione di un governo con l'adesione di tutti i partiti democratici. Presidente della Amministrazione provinciale di Foggia, fu rappresentante della Puglia nella Consulta nazionale. Alle elezioni per la Costituente (2 giugno 1946) fu eletto nella circoscrizione Bari-Foggia. Negli ultimi anni della sua vita prese parte ai diversi congressi nazionali del partito e nel 1951 fu proposto alla presidenza del XXIX congresso di Bologna. Eletto nelle elezioni amministrative del 1952 col massimo dei voti, consigliere comunale, nel suo paese natio, fu costretto a rinunciare alla candidatura di sindaco che, per doveroso omaggio, gli era stata offerta.Morì a Sannicandro Garganico il 25 luglio 1952.

Fonti e Bibl.: Roma, Archivio centrale dello Stato, Casellario politico centrale, ad nomen; Roma, Bibl. Fondazione Lelio e Lisli Basso, Carte Fioritto. Cfr. anche R. Mascolo, D. F. e il movimento socialista in Capitanata, Foggia 1979. Inoltre L. Tamburrano, Nell'annuale della morte di D. F. (Orazione pronunciata il giorno 26 luglio 1953), Foggia s.d. [ma 1953]. Sull'itinerario politico del F. nel movimento operaio e socialista pugliese: L. Allegato, Socialismo e comunismo in Puglia, Roma 1971, pp. 13, 48, 59, 73; F. Grassi, Il tramonto dell'età giolittiana nel Salento, Bari 1973, ad Ind.; M. Magno, Lotte sociali e politiche a Manfredonia (fino al fascismo), Napoli-Foggia-Bari s.d. [ma 1973]; M. Pistillo, G. Di Vittorio 1907-1924, Roma 1973, pp. 22, 26, 68, 78, 81, 123; R. Colapietra, La Capitanata nel periodo fascista (1926-1943), Foggia 1978, ad Ind.; M. Magno, Galantuomini e proletari in Puglia dagli albori del socialismo alla caduta del fascismo, Foggia 1984, ad Ind.; Il movimento socialista e popolare in Puglia dalle origini alla Costituzione 1874-1946, Bari 1985, passim. Sul ruolo del F. nel partito socialista italiano: F. Pedone, Il Partito socialista italiano nei suoi congressi, II-III, Milano 1961-63, ad Ind.; La Confederazione generale del lavoro negli atti, nei documenti, nei congressi 1906-1926, a cura di L. Marchetti, Milano 1962, ad Ind.; G. Trevisani, Lineamenti di una storia del movimento operaio italiano..., Milano 1965, ad Ind.; C. Pillon, I comunisti nella storia d'Italia, Roma 1967, ad Ind.; P. Spriano, Storia del partito comunista italiano. Da Bordiga a Gramsci, Torino 1967, ad Ind.; F. Pedone, Il socialismo italiano di questo dopoguerra: 1942-1945, Milano 1968, ad Ind.; D. Veneruso, La vigilia del fascismo. Il primo ministero Facta nella crisi dello Stato liberale in Italia, Bologna 1968, ad Ind.; L. Cortesi, Il socialismo italiano tra riforme e rivoluzione, Bari 1969, ad Ind.; Id., Le origini del PCI, Bari 1972, ad Ind.; T. Detti, Serrati e la formazione del Partito comunista italiano. Storia della frazione terzinternazionalista 1921-1924, Roma 1972, ad Ind.; F. Barbagallo, Stato, parlamento e lotte politico-sociali nel Mezzogiorno 1900-1914, Napoli 1976, ad Ind.; G. De Antonellis, Il Sud durante il fascismo, Manduria 1977, ad Ind.; F. Livorsi, Turati, Milano 1984, ad Ind.; F. Taddei, Il socialismo italiano nel dopoguerra: correnti ideologiche e scelte politiche (1943-1947), Milano 1984, ad Ind.; G. Tamburrano, Pietro Nenni, Bari 1986, ad Ind.; Il movim. operaio ital., Dizion. biogr., II, pp. 365 s.

 

DOMENICO FIORITTO E LE LOTTE SOCIALISTE IN CAPITANATA

(di Giuseppe Manfrin, da "Avanti della Domenica" del 10 novembre 2002 - anno 5 - numero 41)

La provincia di Foggia, offrì degli atti ribellistici, caotici, sullo sfondo municipalistico, ma si contarono a decine le azioni ben condotte, gli scioperi organizzati. Infatti "…la Capitanata – scrisse il giornalista Salvatore Ciccone su Alle radici del riformismo – offrì le maggiori possibilità ai sorgenti movimenti socialisti. Nei suoi grossi centri bracciantili fiorirono per alcuni decenni il sindacalismo anarchico e il socialismo rivoluzionario". In tale realtà ed in quella zona emerse la figura di Domenico Fioritto. Nato a San Nicandro Garganico (Fg) il 3 agosto 1872 da famiglia borghese benestante, seguì gli studi classici a Foggia e quelli universitari a Napoli dove si laureò in Giurisprudenza. Fioritto aderì al Psi nel 1894, spinto anche dagli ambienti degli intellettuali di sinistra che frequentò a Napoli, ma soprattutto dalle terribili condizioni dei braccianti e dei contadini poveri del Gargano, del Tavoliere e di tutta la Puglia.
Nel 1897, assieme ad altri volontari, andò a combattere in difesa della libertà della Grecia contro i Turchi e partecipò alla storica battaglia di Domokòs in Tessaglia. Rientrato in Italia si dedicò ad una intensa attività di propagandista ed organizzatore di sezioni socialiste e di leghe contadine. Fu tra i socialisti che dettero vita al primo organismo provinciale del Psi e del movimento contadino che terrà a Foggia nel 1902 il primo congresso provinciale.
Eletto nel Congresso nazionale di Reggio Emilia del 1912 a membro della direzione del Psi, partecipò al Congresso dell’Internazionale socialista che si tenne a Basilea nel novembre del 1912 e dove venne lanciata la parola d’ordine: "Guerra alla guerra!". Quella parola d’ordine venne fatta propria e con convinzione da Fioritto che svolse, alla vigilia del primo conflitto mondiale; una intensa opera di propaganda contro la guerra. Al Congresso nazionale del Psi di Ancona (1914); Fioritto venne riconfermato membro della Direzione del Psi, ma subì un duro attacco da parte di Serrati che lo accusò di appartenere alla Massoneria. L’attacco segnò un grave disagio per Fioritto, tale da portarlo a dare le dimissioni dal partito. Tornerà ad iscriversi al partito in occasione del Congresso provinciale di Foggia nell’ottobre del 1919.
Al XVII Congresso nazionale del Psi di Livorno (gennaio 1921), Fioritto venne nuovamente chiamato a far parte della Direzione del Psi e subito dopo il Congresso straordinario (Milano ottobre 1921) diverrà segretario generale del Psi e resterà in carica fino all’aprile del 1923.
Le posizioni di Domenico Fioritto erano quelle del socialismo massimalista, di cui fu uno dei maggiori esponenti. Fioritto, come segretario del Psi si adoperò per tener unito il più possibile il partito e non stabilì, specie dopo la scissione comunista, buoni rapporti con Mosca, anche se, tali rapporti, dopo il Congresso di Roma (1922) migliorarono al punto di vedere il Psi aderire all’Internazionale moscovita. Come Serrati, anche Fioritto, pur "…convinto assertore – come scrisse il citato Ciccone – della conquista operaia del potere politico da conquistare con la rivoluzione e non attraverso la graduale modificazione della società, secondo il riformismo, paventa la dispersione dei valori riformisti; non trova difficoltà ad opporsi – in seno al II Congresso dell’Internazionale comunista (1920), oltre alle tesi agrarie avanzate da Lenin, alle conclusioni emerse dal Congresso medesimo comportanti le 21 condizioni per la adesione del Psi alla III Internazionale, la conversione del "simbolo" del Psi nel marchio comunista, il rifiuto e l’espulsione del riformismo". Fu perciò un antifusionista. Dopo il 1923 e la sventata svendita "sottocosto" del partito a Mosca, Fioritto ebbe un lento e costante distacco ad ogni impegno politico. Intanto si affermò in Italia la violenza e la dittatura fascista e per tutto il ventennio, Fioritto non cedette mai al fascismo.
Dopo la caduta del fascismo, riprese il suo posto nel partito socialista, di cui riorganizzò validamente le fila in provincia di Foggia. Partecipò per conto del Psi, al Congresso di Bari (1944) dei Cln delle regioni liberate; fu presidente dell’Amministrazione provinciale e deputato alla Costituente (1946). La biografia politica di Domenico Fioritto si identifica, per molti versi, con le vive e umane aspirazioni, persino con le titubanze e con quelle lotte che hanno visto i socialisti riformisti della Capitanata difendere, spesso da soli, quei valori di progresso sociale, così insiti nella vita sociale di questa terra.
Domenico Fioritto morì a San Nicardo Garganico il 25 luglio 1952.

 

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Papa Francesco, con la sua visita a Isernia, ha solcato in maniera indelebile la storia della nostra città. Un ricordo emozionante, intenso, l’eco del quale non si è spento nei cuori e nelle menti di quanti hanno avuto il privilegio di poterlo vedere da vicino e di ascoltare il suo messaggio d’amore, speranza, fratellanza, solidarietà per i più deboli. Questo libro vuol essere un omaggio a Sua Santità e un dono per quanti, quel giorno, non hanno potuto viverlo lasciandosi trasportare dal fervido affetto di cui è stato portatore Papa Francesco. (Luigi Brasiello, Sindaco di Isernia)

 
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Il concorso letterario “Premio Lupo” nasce nel 2006 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Roseto Valfortore (FG), quando, al fine di generare novelle da utilizzarsi per la realizzazione di cortometraggi, si ritenne di promuovere un concorso letterario. Perché “Premio Lupo”? Si è voluto intestare il concorso al lupo, abitante supremo, austero e intelligente di questo territorio, in ragione di una comunanza rappresentativa delle diverse realtà presenti sui Monti Dauni (30 comuni).

 
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Il Maestro Rotelli

di a cura di Rosa Labriola

ù"Il Maestro Rotelli" vuole essere un omaggio ad un conterraneo artigiano del linguaggio, ad un’artista del verso che, come altri della sua generazione, scrive per dovere morale. È concepito per celebrare l’eclettismo, la mitopoiesi e soprattutto l’onestà e il coraggio di un poeta e di un uomo d’altri tempi, vissuto a Torremaggiore.

 
Il figlio di NessuNo

Prezzo di vendita 20,00

Il figlio di NessuNo

di Gino, Paolo e Vittorio Frattulino

Mino Capocollo nel momento della morte del padre Amleto viene a conoscenza di un terribile segreto: coloro che credeva i suoi genitori in realtà sono dei perfetti estranei

 
Ricordare...

Prezzo di vendita 12,00

Ricordare...

di Claudia Di Dio

Cosa spinge una persona a scrivere del proprio paese? Senz’altro l’amore che nutre per la sua comunità dove è nato, cresciuto e continua, pur con grandi sacrifici, a vivere. Ma non è solo questo.

 
RaccontiAMO

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RaccontiAMO

di P. Grillo, V.M.V. Francillotti, F. Del Vecchio

Viviamo in mezzo alle storie e bisogna raccontarle bene, con rispetto. E’ un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. non soltanto per trasmettere sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente. 

 
Per sempre Zaccheria

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Per sempre Zaccheria

di Pino Autunno

Curioso che uno stadio di calcio ricordi un pioniere del basket locale. Accade a Foggia con Pino Zaccheria, morto al fronte in Albania il 4 aprile del ’41 durante il secondo conflitto bellico, ed alla cui memoria è stato intitolato l’impianto di viale Ofanto nel 1946. In molti lo hanno ribattezzato Zac, forse per un vezzo, forse per rimarcare che nel glorioso ground di via Ascoli inaugurato il 22 novembre del ’25 ed ormai prossimo ai 90 anni si sono disputate epiche battaglie. E che spesso gli avversari ci hanno rimesso le penne. Trafitti dalle acuminate lame degli irriducibili nero-rossi di Capitanata. Zac!

 
La riconquista di Roma

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La riconquista di Roma

di Francesco Bochicchio

Ecco come la nostra nazione e la sua storia possono essere paragonate alla vita di un qualunque adolescente che affronta il suo processo di crescita, ossia la ricerca di se stesso per affermarsi ed emanciparsi.

 
Storia della Letteratura Latina

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Storia della Letteratura Latina

di Giovanni Cipriani

Una letteratura che non porti visibili i segni dell’evoluzione culturale di un popolo (in termini di ideologie, religioni, folclore, ambiente, architettura, arte e lingua) equivale - ci si perdoni il gioco di parole - a una letteratura ‘senza storia’. È indispensabile, dunque, ‘tornare indietro’ a sentire le voci di quegli uomini, senza penalizzanti distinzioni o esclusioni, e a percepire le loro ansie in termini di imitatio e aemulatio, prima di godere in piena consapevolezza della loro conseguita coscienza di impegnati esponenti culturali e prima di indagare le cause del loro successo fino a noi.

 
Vaffankulo Bridget Jones

Prezzo di vendita 15,00

Vaffankulo Bridget Jones

di Alessandro Maselli del Giudice

Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.