Mercoledì 07 Dicembre 2016

Almanacco dauno

Oggi, 10 Agosto 1915, nasceva l'aeroporto "Gino Lisa" di Foggia: dopo 100 anni ancora non riusciamo a farlo volare

Oggi, 10 Agosto 1915, nasceva l'aeroporto "Gino Lisa" di Foggia: dopo 100 anni ancora non riusciamo a farlo volare

La costruzione del Gino Lisa nel 1915 (Ph. Studio Di Nanno)

Oggi, 10 Agosto del 1915, il Corpo aeronautico del Regio Esercito Italiano comincia i lavori per la costruzione dello scalo aereo Foggia Sud, poi Gino Lisa*

(dall'Agenda 2014 della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Progetto editoriale: Filippo Santigliano. Ricerca e testi: Davide Grittani. Editing e curatela: Saverio Russo, Filippo Santigliano)

 

* LA STORIA DELL'AEROPORTO GINO LISA DI FOGGIA

(Studio Di Nanno)

Impostato e realizzato per conto del Corpo Aeronautico del Regio Esercito Italiano, tra il mese di settembre e il mese di ottobre dell’anno 1915, l’aeroporto fu realizzato a circa 3 Km. a sud di Foggia ed occupò inizialmente una superficie pari a 13.875 m2. Inizialmente chiamato “Foggia Sud” esso fu sede di una apprezzata scuola di pilotaggio nata appositamente per curare l’addestramento dei futuri piloti del Corpo Aeronautico del Regio Esercito Italiano, su velivoli “Farman 12″. Per questo motivo l’aeroporto venne dotato di moderni hangar metallici, officine riparazioni, casermette e capienti magazzini. Successivamente su di esso venne istituita una Sezione Difesa Aerea, dotata aerei da caccia e batterie antiaeree. Nel gennaio dell’anno 1917 vi fu trasferita la Scuola “Caproni”, precedentemente ubicata presso l’aeroporto di Malpensa (Milano). Nel settembre 1917 la scuola di pilotaggio di Foggia venne destinata, in base agli accordi intercorsi tra il governo italiano e quello americano, all’istruzione dei piloti del Corpo Aeronautico dell’Esercito degli Stati Uniti. Sull’aeroporto foggiano, ufficialmente ribattezzato dagli americani “Eight Aviation Istruction Center”, si brevettarono in poco più di un anno 411 cadetti dell’aviazione militare americana comandati dal Magg. Fiorello La Guardia. Il 19 giugno 1921 l’aeroporto venne con una cerimonia solenne intitolato al Tenente Pilota Gino Girolamo Lisa, Medaglia d’Oro al Valor Militare della 1 a Guerra Mondiale. Dal 1922 il “Gino Lisa” fu aperto oltre che al traffico aereo militare anche a quello civile circostanza che gli consentì di ospitare, per alcuni anni, le tappe foggiane del Giro Aereo d’Italia e del Raduno Aereo Internazionale del Littorio. Nell’anno 1925, nel quadro di un progetto di potenziamento voluto da regime in favore della Regia Aeronautica, l’aeroporto fu sottoposto ad una serie di importanti lavori di ristrutturazione e ampliamento. AI termine dei lavori venne costituita la Scuola di Pilotaggio di 2° Periodo, divenuta in seguito Scuola Caccia Terrestre, dalla quale si brevettarono molti famosi piloti da caccia della Regia Aeronautica tra i quali vanno sicuramente menzionati Luigi Gorrini, Teresio Martinoli e Franco Lucchini, e i pluridecorati piloti dauni Giuseppe Pesola, Luigi Rovelli, Raffaele Notari e Antonio Lippi. In seguito ad accordi segreti stipulati tra il governo italiano e quello tedesco sul Gino Lisa furono inviati per addestrarsi alla caccia e al volo acrobatico un cospicuo numero di piloti appartenenti alla Luftwaffe. Nel 1937 sull’aeroporto foggiano giunsero, per essere addestrati all’utilizzo dei velivoli Fiat CR 32, una settantina di piloti dell’Aeronautica Nazionalistica Spagnola. Due anni dopo, ed esattamente nel 1939, l’aeroporto fu interessato dalle operazioni militari miranti all’occupazione dell’Albania e quando l’anno successivo l’Italia dichiarò guerra alla Grecia vi furono basati alcuni dei reparti aerei italiani e tedeschi coinvolti nelle operazioni. Per l’occasione fu allestito un ospedale da campo, gestito dalla Croce Rossa Italiana, in cui i feriti italiani rimpatriati dal fronte albanese potevano ricevere le prime cure. La decisione di Mussolini di entrare in guerra in anticipo, dovuta all’errata convinzione che in poco tempo la Francia e l’Inghilterra si sarebbero arrese consentendogli di potersi sedere al tavolo dei vincitori al prezzo di pochi morti, fece sì che le forze militari italiane si trovassero a combattere una guerra a cui non erano ancora preparate e che nell’arco di pochi anni le videro impegnate a combattere su un vasto scacchiere che andava dal Mediterraneo all’Africa Settentrionale, dalla Russia ai Balcani fino alla Grecia. Sull’aeroporto di Gino Lisa il numero dei velivoli della Regia Aeronautica in transito, destinati a svolgere compiti di supporto e copertura ai reparti operanti sul fronte dell’Africa Settentrionale, era andato sensibilmente aumentando, ma fu con la dichiarazione di guerra alla Grecia consegnata il 28 ottobre del 1940, che i vertici della Regia Aeronautica prima e della Luftwaffe poi si convinsero dell’importanza di poter disporre degli aeroporti dauni e in particolare di Gino Lisa. In seguito alla disastrosa campagna militare italiana condotta sul suolo greco, che costrinse Adolf Hitler in persona ad ordinare l’intervento delle forze armate tedesche al fine di aiutare il suo alleato e per evitare soprattutto l’apertura di un pericoloso fronte nel settore dei Balcani, i reparti da trasporto della Luftwaffe iniziarono ad operare da Gino Lisa congiuntamente a quelli della regia Aeronautica. Partendo da Gino Lisa i velivoli tedeschi effettuarono nel solo mese di dicembre del 1940 la notevole cifra di 1.294 voli sulle Linee Foggia – Tirana e Foggia – Devoli, trasportando 12.659 uomini delle divisioni Cuneense, Julia e Acqui e riportando in patria 2.322 tra militari feriti, congelati e malati. A tal proposito è doveroso menzionare la visita svolta, sempre nel dicembre del 1940, dalla S.A. R. Maria José di Savoia, in qualità di crocerossina, all’ospedale da campo allestito presso il campo di volo del Gino Lisa. Il 20 aprile 1941, terminate le operazioni belliche contro la Grecia, la Luftwaffe chiese ed ottenne dalla Regia Aeronautica l’utilizzo del Gino Lisa, al quale fu assegnato il nome in codice “Gemse” (camoscio), e del territorio della capitanata ritenuto essenziale per le operazioni belliche delle forze aeree tedesche nel settore del Mediterraneo. Nel 1942 l’aeroporto foggiano fu potenziato si procedette alla costruzione di una pista in cemento dotata di impianto di illuminazione che consentiva la navigazione aerea notturna e di una difesa antiaerea più efficiente con l’installazione di postazioni armate con le famigerate Flak da 88 mm. Vennero, inoltre, installati sugli edifici più alti del capoluogo degli impianti per la segnalazione degli ostacoli, con particolare attenzione al Municipio, al campanile della chiesa di San Michele e sulle Officine Caproni (ubicate allora sull’area di sedime dell’lpercoop al Viale degli Aviatori). Nel biennio 1942 – 43 le attività della Luftwaffe e della Regia Aeronautica si ampliarono notevolmente, la sola aviazione tedesca aveva trasferito a Foggia la 2a Stukaschule, un reparto di aerei da trasporto Junkers Ju 52 e numerosi bombardieri medi Junkers Ju 88, Heikell He 111, Dornier Do 217 e diverse velivoli da caccia Messerschrnitt Me 109. Sul Gino Lisa fu trasferito anche l’Eprprobungsstelie Sud un unità speciale della Luftwaffe che aveva il compito di sperimentare e esaminare nuovi tipi di arma aerea e che sul poligono di Manfredonia sperimentò la OVLlRuhrsthalh X – 1 Fritz, la prima bomba radioguidata della storia dell’aviazione. Molto intensa era anche l’attività di transito dei velivoli destinati ai vari fronti, nel 1942 sul Gino Lisa transitarono 2.846 velivoli della Luftwaffe, 565 della Regia Aeronautica e 10 della francese Armeé de l’Air. Accanto all’aeroporto Gino Lisa sorsero nei primi mesi del 1942 gli impianti della CA.M.L.A. (Caproni Meccanica Leggera Aeronautica), nati inizialmente con il compito di effettuare revisioni per i velivoli della Regia Aeronautica le Officine Caproni furono successivamente utilizzate e potenziate dalla Luftawaffe a partire dagli ultimi mesi dei 1942 fino a divenire nel 1943 il più importante centro di manutenzione e riparazione a disposizione dell’aviazione tedesca nel settore del Mediterraneo. Nell’estate del 1943 nel quadro dell’operazione denominata “Avalanche”, volta alla conquista da parte degli alleati dell’aeroporto di Foggia e del porto di Napoli, il Gino Lisa fù sottoposto ad una serie di pesanti bombardamenti che seppur devastanti non riuscirono a bloccarne l’utilizzo da parte dei reparti della Luftwaffe e della regia Aeronautica. Partendo dal martoriato aeroporto foggiano i reparti delle aeronautiche italiana e tedesca condussero numerose azioni di contrasto contro le unità navali britanniche e statunitensi impegnate nelle operazioni militari In Sicilia e di rifornimento alle truppe impegnate nei combattimenti. Il 29 settembre 1943 il Gino Lisa viene occupato dalle truppe inglesi e immediatamente riutilizzato dai reparti da caccia e bombardamento medio della RAF e dalla 12a A.A.F. dell’U.S.A.A.F. acquisendo il nome di Foggia Main (Foggia Centro). Il 6 ottobre dello stesso anno due caccia Macchi MC. 205 decollarono dall’aeroporto foggiano alla volta di Roma per effettuare la prima missione della neo costituita Regia Aeronautica Cobelligerante. Dal 1944 al 1945 il Gino Lisa fu utilizzato come base per i reparti da caccia e bombardamento pesante della 15a Army Air Force statunitense oltre che come officina riparazioni per velivoli danneggiati In combattimento. Nel dopoguerra l’aeroporto fu utilizzato fino al 1946 dall’U.S.A.A.F come deposito per i propri velivoli, nel 1947 fu ceduto all’Aeronautica Militare Italiana che lo utilizzò per l’addestramento dei piloti delle nascenti aviazioni medio orientali all’impiego di velivoli da caccia Macchi MC. 205. Dal 1949 il Gino Lisa tornò ad essere meta di una delle tappe della manifestazione aerea sportiva per velivoli civili “Giro Aereo d’Italia” che ospitò con qualche interruzione fine agli anni settanta. Nel 1951 l’aeroporto divenne sede iniziale della S.C.O.T. (Scuola Caccia Ogni Tempo) e contemporaneamente venne aperto anche al traffico aereo civile e nel 1953 vi fu fondato l’Aero Club di Foggia “Vito Petruzzell i”. L’anno successivo l’A.M.1. vi fondò la prestigiosa S.C.I.V. (Scuola Centrale Istruttori Volo) che rimase operativa sul Gino Lisa fino al 1957. Dal 1958 l’aeroporto fu utilizzato come supporto alle attività di volo della Scuola Aviogetti di Amendola e negli anni settanta gli americani vi realizzarono un centro per le telecomunicazioni e radio ascolti destinato a raccogliere informazioni di intelligence sull’est europa. Nel 1968 sul Gino Lisa fu costituita la sezione di Foggia del Nucleo Elicotteri Carabinieri che rimase sull‘aeroporto foggiano fino al 1976 anno in cui fu trasferito a Bari – Palese. Verso la fine degli anni sessanta l‘aeroporto venne ceduto per l‘esclusivo uso civile, le ultime attrezzature militari presenti in loco vennero smantellate e sostituite da una nuova aerostazione, dei nuovi piazzali e fabbricati.

FONTI. USSMA, Direzione Tecnica dell’Aviazione Militare- Reparto Ediliiza, Relazione n° 122, Progetto di impianto della Scuola di Aviazione di Foggia. Cadetto William Lacey, Diario personale; Cadetto George Harold Croning, Diario personale; CA Ferrandini – M. Andreàni, La carovana alata. Il Giro Aereo d’Italia fra cronaca e storia 1930 -1984, Milano, Giorgio Apostolo Editore, 1985; Gazzetta Ufficiale, anno 1925, p. 521; 6.L. lacomino, L’aeronautica Militare …………………………………… , op. cit.; USSMA, Relazione Aeroporto di Foggia, fascicolo 457; BAMA Friburgo, RL 18/184, KTB Anlage 130,1942; Giovanni Massimello, 6 ottobre 1943: due assi nel cielo di Roma, “Rivista Storia Militare”, novembre 1995; K.C. Rust, Fifteenth Air Force Story, Historical Aviation Album, Tempie City, Califomia, 1976; C. e G. Genta, Il Nucleo Elicotteri Carabinieri, “Aerei”, maggio 1977, p. 17. 

 

CHI ERA GINO LISA

(da Wikipedia)

Gerolamo "Gino" Lisa (Torino, 19 agosto 1896 – Monte Summano, 15 novembre 1917) è stato un aviatore e ufficiale italiano.  Nacque a Torino il 19 agosto del 1896, da una famiglia di origini arignanesi. Dopo aver conseguito il titolo di studio all'istituto "Lagrange", intraprese lo studio delle lingue, nella prospettiva di seguire le orme paterne nel campo del commercio. Alla vigilia della Grande Guerra, sulla giovane personalità di Gino Lisa fecero presa le parole di Gabriele D'Annunzio, forte sostenitore dell'interventismo italiano nel conflitto bellico. Fu quindi naturale che all'entrata in guerra dell'Italia, lui che si dichiarava interventista, si arruolasse. Lo fece nel Battaglione Volontario Aviatori Civili, appena costituito dall'onorevole Carlo Montù. Venne trasferito alla scuola volo dell'Esercito, dove venne addestrato a pilotare i bombardieri Caproni e dove venne nominato sottotenente. Dopo avere conseguito il brevetto di pilota aviatore militare nel febbraio del 1916, viene assegnato prima all'8ª squadriglia e successivamente all'Arma del Genio nel 14º gruppo aeroplani 2ª squadriglia Caproni. Destinato a prestare servizio in Trentino-Alto Adige, sostenne numerosi duelli aerei sopra i cieli del Carso e dell'Istria. Il 15 novembre 1917, nel corso della sua 59ª missione di guerra, il bombardamento di Caldonazzo, l'apparecchio del sottotenente Gino Lisa venne colpito da aerei nemici, schiantandosi con tutto l'equipaggio sul Monte Summano in Val d'Astico. A lui è stato intitolato l'Aeroporto di Torino-Mirafiori e attualmente quello di Foggia, nonché una via nel quartiere Madonna di Campagna a Torino. Il simbolo distintivo che portava Gino Lisa sulla carlinga del suo apparecchio era un "Asso di fiori".

LA MEDAGLIA D'ORO AL VALOR MILITARE. «Volontario di guerra, pilota da bombardamento arditissimo e di eccezionale valore, sempre animato da alto sentimento e da fede immutabile nella sorte della nostra Patria e delle nostre armi, fu per due anni di guerra esempio mirabile di costante valore. Più volte, in aspri e difficili combattimenti, ebbe ragione dell’avversario, quantunque con l’apparecchio gravemente avariato dai colpi nemici e due volte ritornò con la carlinga macchiata del sangue del proprio equipaggio. Il 15 novembre 1917, dopo aver condotto a termine un’azione di bombardamento per la quale si era offerto volontario, mentre riprendeva la via del ritorno, visto un altro apparecchio nazionale assalito da numerosi avversari, generosamente si slanciava in suo soccorso. Attaccato a sua volta da quattro caccia, dopo aver sostenuto lungo ed emozionante combattimento, venuto a mancare dell’azione di un mitragliere, sbalzato fuori dell’apparecchio per le arditissime manovre, cadeva nell’impari lotta e, precipitando col resto dell’equipaggio sulle balze del Trentino, consacrava alla gloria la sua giovane esistenza interamente votata alla Patria. Cielo di Caldonazzo e della Val d’Astico, 15 novembre 1917

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Papa Francesco, con la sua visita a Isernia, ha solcato in maniera indelebile la storia della nostra città. Un ricordo emozionante, intenso, l’eco del quale non si è spento nei cuori e nelle menti di quanti hanno avuto il privilegio di poterlo vedere da vicino e di ascoltare il suo messaggio d’amore, speranza, fratellanza, solidarietà per i più deboli. Questo libro vuol essere un omaggio a Sua Santità e un dono per quanti, quel giorno, non hanno potuto viverlo lasciandosi trasportare dal fervido affetto di cui è stato portatore Papa Francesco. (Luigi Brasiello, Sindaco di Isernia)

 
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Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
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Un fotoracconto di Foggia, dei suoi cittadini e dei momenti salienti che la città ha vissuto negli ultimi anni. Dai paesaggi di rara bellezza, all'impegno civico, al mondo della cultura e del teatro, Sepalone racconta attraverso i suoi scatti cos'è Foggia attraverso le sue infinite sfaccettature

 
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La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
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«Per Filippo e Rita il passato, ricostruito e metabolizzato, è il punto di partenza per una nuova fase. Chi, come me, c’era confronta il proprio percorso con il loro, prova a capire cosa si è perso o guadagnato, cosa è stato importante o secondario, cosa è rimasto uguale o è cambiato. I più giovani, nati negli anni dell’innovazione tecnologica, rimarranno sorpresi per le numerose domande che questo scritto genererà soprattutto in loro, che prima non c’erano. A tutti voi che vi apprestate a gustare queste pagine lievi, un avvertimento: sentirete forte la voglia di cercare al più presto qualche risposta. Non datevene troppe: le troverete semplicemente vivendo».

 
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di Pino Autunno

Curioso che uno stadio di calcio ricordi un pioniere del basket locale. Accade a Foggia con Pino Zaccheria, morto al fronte in Albania il 4 aprile del ’41 durante il secondo conflitto bellico, ed alla cui memoria è stato intitolato l’impianto di viale Ofanto nel 1946. In molti lo hanno ribattezzato Zac, forse per un vezzo, forse per rimarcare che nel glorioso ground di via Ascoli inaugurato il 22 novembre del ’25 ed ormai prossimo ai 90 anni si sono disputate epiche battaglie. E che spesso gli avversari ci hanno rimesso le penne. Trafitti dalle acuminate lame degli irriducibili nero-rossi di Capitanata. Zac!

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

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Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
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RaccontiAMO

di P. Grillo, V.M.V. Francillotti, F. Del Vecchio

Viviamo in mezzo alle storie e bisogna raccontarle bene, con rispetto. E’ un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. non soltanto per trasmettere sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente. 

 
Premio Lupo 2015 - Sezione Pittura

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Premio Lupo 2015 - Sezione Pittura

di AA.VV.

La pittura, in tutte le sue espressioni, rappresenta il linguaggio comune di tutte le arti attraverso il tempo della creatività umana. Se osserviamo i grandi capolavori, ci rendiamo conto che in essi troviamo tante suggestioni, emozioni, ricordi, nonché un forte senso di compattezza, una costante circolazione di idee sempre innovative e una enorme quantità di modelli figurativi...

 
Grafologia e Letteratura

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Grafologia e Letteratura

di Mario D'Ascanio

Da Parini all'Alfieri, da Leopardi a Carducci, a Pascoli, D'Annunzio, Gozzano, Ungaretti, Novaro: ecco cosa ci "mostrano", attraverso la Grafologia, alcuni grandi autori della Letteratura

 
Maria, la canzone triste

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Maria, la canzone triste

di Sofia Pia Annarelli

 «Maria, la canzone triste sviluppa, senza lamentosi pietismi, la vicenda di Maria, orfana di una giovane coppia morta durante la strage di Capaci, rimasta segnata nel fisico e nell’animo, e della sua crescita verso una sofferta consapevolezza di sé. Quello che sorprende è il modo con cui Sofia Pia Annarelli modula lo stile con l’alternare vari piani narrativi e registri stilistici e con un’attenta contestualizzazione della storia» (Mariolina Cicerale).

 
Ti ho amata per sempre

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Ti ho amata per sempre

di Michele Sisbarra

Dopo le raccolte di poesie, l’autore decide di cimentarsi con un lungo racconto su un tema mai così attuale come quello dell’amore tra un uomo e un donna vittima della violenza che tante donne spesso subiscono e la difficoltà ad emanciparsi dall’aguzzino. L’incontro, in una di “quelle parti del Sud che ti colorano l’anima rendendola gaudente tra le mille difficoltà di vite aspre” dell’amore adolescenziale al quale lei si aggrappa per fuggire dalla prigione.

 
Fortunato, anatomia di un Santo

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Fortunato, anatomia di un Santo

di Cristoforo Pomara

Un viaggio tra fede e razionalità, tra trattati di medicina e perquisizioni della storia. Perché, come diceva Indro Montanelli, «in America Latina e in Italia, le storie migliori sono sepolte insieme alla verità».

 
Vernacolo in musica 2

Prezzo di vendita 25,00

Vernacolo in musica 2

di Alfredo Amatruda - Sereno Labbozzetta

Questo secondo volume di raccolta di canzoni in dialetto foggiano completa il primo "Vernacolo in Musica" e ha ancora una volta il merito di mettere in mostra pregevoli testi dei poeti dialettali Marisa Amatruda, Osvaldo Anzivino, Alfredo Ciannameo, Giuseppe Esposto, Raffaele Lepore, Urbano Marano, Guido Mucelli, Raffaele Pagliara, Ottavio De Stefano, Amelia Rabbaglietti, Raffaele Ventura, nonché - oltre ovviamente a Sereno Labbozzetta e Alfredo Amatruda - i compositori Ferdinando e Rico Garofalo e la stessa Mariateresa Labbozzetta. Un vero patrimonio culturale che abbraccia ormai un secolo e che va aggiornato e rivalutato.

 
Il Maestro Rotelli

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Il Maestro Rotelli

di a cura di Rosa Labriola

ù"Il Maestro Rotelli" vuole essere un omaggio ad un conterraneo artigiano del linguaggio, ad un’artista del verso che, come altri della sua generazione, scrive per dovere morale. È concepito per celebrare l’eclettismo, la mitopoiesi e soprattutto l’onestà e il coraggio di un poeta e di un uomo d’altri tempi, vissuto a Torremaggiore.

 
I miti dei mitici alunni della I D

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I miti dei mitici alunni della I D

di AA.VV.

«So che ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio d’immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori».

Italo Calvino

 
Verba puerpera

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Verba puerpera

di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
Mare Omnium

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Mare Omnium

di AA.VV.

Il mare è di tutti. Personaggi, racconti e vite vere lo attraversano, nutrendosi di cultura o pagando lo scotto delle ingiustizie della storia. Lì è la nostra origine, lì il nostro approdo: «il tutto o il niente, come un grande mare, circonda l’isola di naufraghi che è la vita» (Fernando Pessoa).

 
Quattro amici al bar

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Quattro amici al bar

di Domenico Farina

20 anni di vita politica a Cerignola e in Capitanata, senza trascurare una dimensione più ampia: quella regionale e quella nazionale vissute con i protagonisti di allora.

 
Premio Lupo, Rassegna di pittura

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Premio Lupo, Rassegna di pittura

di AA.VV.

«La pittura è un viaggio circolare, nel labirinto dell’anima, dell’ispirazione, dell’espressione che ci regala libertà di stimoli e sensazioni, ci proietta nella dimensione poetica avvincente, che ci avvince ogni giorno», scrive Lina Franza nella presentazione di questo catalogo che raccoglie le opere artistiche per la prima volta in consorso al "Premio Lupo", giunto alla sua settima edizione.

 
Il Foggia del '76

Prezzo di vendita 15,00

Il Foggia del '76

di Giuseppe Baldassarre - Domenico Carella

«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
Vaffankulo Bridget Jones

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Vaffankulo Bridget Jones

di Alessandro Maselli del Giudice

Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.

 

Prezzo di vendita 20,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Foggiani

Prezzo di vendita 15,00

Foggiani

di Gioacchino Rosa Rosa

«Quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita  nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta». Olivier Clerc, "Storia di una ranocchia"

 
Il figlio di NessuNo

Prezzo di vendita 20,00

Il figlio di NessuNo

di Gino, Paolo e Vittorio Frattulino

Mino Capocollo nel momento della morte del padre Amleto viene a conoscenza di un terribile segreto: coloro che credeva i suoi genitori in realtà sono dei perfetti estranei

 
Risonanze

Prezzo di vendita 35,00

Risonanze

di AA.VV.

"Risonanze" è finalizzato allo studio delle forme di presenza dei miti classici nelle letterature di età successive, come anche nelle arti figurative e nella musica.

 
In punta di piedi

Prezzo di vendita 15,00

In punta di piedi

di G. Cipriani - G.M. Masselli - R. Verdone

Un itinerario che va dall’Antichità agli Anni ’50-’70 del Secolo scorso sul modello di gestione della fase delicata del parto.

 
I racconti del cortile

Prezzo di vendita 15,00

I racconti del cortile

di Alberto Mangano

 Quanto tempo abbiamo trascorso sotto casa, chi in un cortile, chi in mezzo alla strada! Quante giornate ci son sembrate noiose perché esattamente l’una uguale all’altra! Eppure proprio quelle giornate sono risultate fondamentali per la nostra crescita, quella che ci ha permesso di arrivare ad essere come quegli adulti che allora osservavamo con distacco e ammirazione al tempo stesso.

 
TraPassato&Presente

Prezzo di vendita 35,00

TraPassato&Presente

di AA.VV.

Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 

Prezzo di vendita 15,00

Il singhiozzo dell'albero assetato

di Giovanna Irmici

 
Passando di là, gettate un fiore

Prezzo di vendita 15,00

Passando di là, gettate un fiore

di G. Cipriani - A. Tedeschi - V. Vescera

In occasione del I°‭ ‬Centenario della Prima Guerra Mondiale si è voluto recuperare un episodio bellico che ne ha segnato l’incipit‭, ‬all’alba del 24‭ ‬maggio 1915‭: ‬l’affondamento‭, ‬al largo di Vieste‭, ‬del cacciatorpediniere‭ ‬‘Turbine’‭ ‬da parte dell’incrociatore austriaco Helgoland‭. 

 
Storia della Letteratura Latina

Prezzo di vendita 80,00

Storia della Letteratura Latina

di Giovanni Cipriani

Una letteratura che non porti visibili i segni dell’evoluzione culturale di un popolo (in termini di ideologie, religioni, folclore, ambiente, architettura, arte e lingua) equivale - ci si perdoni il gioco di parole - a una letteratura ‘senza storia’. È indispensabile, dunque, ‘tornare indietro’ a sentire le voci di quegli uomini, senza penalizzanti distinzioni o esclusioni, e a percepire le loro ansie in termini di imitatio e aemulatio, prima di godere in piena consapevolezza della loro conseguita coscienza di impegnati esponenti culturali e prima di indagare le cause del loro successo fino a noi.