Mercoledì 07 Dicembre 2016

Almanacco dauno

Oggi, 11 novembre 1999, la più grossa tragedia del dopoguerra a Foggia: il crollo di Viale Giotto

In 19 secondi una palazzina di sei piani implode seppellendo 67 persone. Non è mai stato trovato un colpevole

Oggi, 11 novembre 1999, la più grossa tragedia del dopoguerra a Foggia: il crollo di Viale Giotto

Oggi, 11 novembre 1999, nel cuore della notte in Viale Giotto a Foggia una palazzina di sei piani implode in 19 secondi: 67 morti e 19 feriti. Dodici anni dopo la Fondazione Banca del Monte inaugura il monumento "Cuore della memoria", realizzato dal designer Silvano Pellegrini*

 

(dall'Agenda 2014 della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Progetto editoriale: Filippo Santigliano. Ricerca e testi: Davide Grittani. Editing e curatela: Saverio Russo, Filippo Santigliano)

 

QUELLA TRAGEDIA CONSUMATA IN 19 SECONDI

(Da manganofoggia.it)

La mattina dell’11 novembre una notizia tuonò drammatica e sconvolgente in tutto il mondo: l’emittente CNN, attraverso i suoi cronisti, raccontava così: - Le autorità hanno riferito che circa 80 persone potrebbero essere intrappolate dopo il crollo prima dell'alba nella città meridionale di Foggia. I corpi di due vittime sono stati recuperati, un altro corpo è stato identificato tra le macerie; altre dichiarazioni ufficiali dicono che si aspettano molti altri corpi da recuperare. E' stata una pesante tragedia per Foggia, una città di 150mila abitanti situata a 200 miglia a sud est di Roma, nella regione della Puglia. Nove sopravvissuti, compresi due ragazzi, sono stati recuperati vivi dalle macerie e sono stati trasportati velocemente all'ospedale. I sopravvissuti sono stati trovati in buone condizioni. E' stato riferito che i sopravvissuti evacuati erano gli abitanti dei piani alti del palazzo. Una famiglia ha sentito il palazzo cigolare ed è scappata prima che crollasse. L'agenzia di stampa ANSA ha riferito che la famiglia che è sfuggita ha suonato i citofoni dei vicini, cercando di avvisarli del pericolo. Ma il palazzo si è ridotto ad una nuvola di polvere prima che qualcun'altro riuscisse a uscire. Le ambulanze risuonavano sul palazzo crollato mentre i soccorritori lavoravano alla ricerca di altri sopravvisuti. Il sindaco Paolo Agostinacchio ha dichiarato che i tecnici sospettano della presenza di problemi strutturali nel palazzo di 26 appartamenti che aveva circa 30 anni. Nessuna esplosione è stata riferita prima del crollo, ha detto il sindaco. Per questo motivo le autorità stanno considerando la possibilità che il crollo sia stato causato da problemi strutturali. «Qualcuno dovrà spiegare che cosa è accaduto» ha detto il sindaco. Gli ingegneri sono sul posto. I tecnici stanno anche ricercando sul luogo con cani da fiuto e strumenti in grado di "ascoltare" i sopravvissuti seppelliti sotto le macerie. Il ministro degli Interni Rosa Russo Iervolino sta arrivando a Foggia per verificare l'efficienza dei soccorsi. Le autorità hanno detto che saranno esaminate le concessioni edilizie al fine di verificare se siano state fatte alterazioni o modifiche al palazzo. Le autorità hanno riferito che le scavatrici non hanno fatto irruzione sul sito; avevano timore che le pesanti macchine potessero causare ulteriori danni, diminuendo la possibilità di recupero di ulteriori sopravvissuti. I soccorritori stanno tenendo d'occhio anche le condizioni atmosferiche. Sebbene durante i precedenti due giorni abbia piovuto, il cielo, giovedì, rimane nuvoloso, ma non sono state segnalate pesanti precipitazioni. Il corrispondente Gayle Young e The Associated Press hanno contribuito a questa notizia.

Diciannove secondi. Tanto è durata l'implosione del palazzo di Viale Giotto a Foggia, secondo i sismografi della "Specola Nigri". Diciannove secondi per cancellare vite umane e pilastri, letti matrimoniali e calcestruzzo, salotti e tramezzi. Si disse all’inizio che il crollo era stato causato dai lavori di allargamento dei box, dall’eventuale taglio di pilastri sempre nei sotteranei ma poi, tra carte, archiviazioni e ricorsi si è giunti alla conclusione che un palazzo costruito negli anni ’70 può cadere perchè mal costruito o meglio costruito con materiali scarsi. Questa purtroppo la amara verità per chi, magari, aveva speso i sacrifici di una vita per vivere in una casa dignitosa e proprio quella casa lo seppelliva in soli e maledetti 19 secondi: fosse successo di giorno forse la tragedia avrebbe avuto dimensioni minori ma comunque rimane il fatto che a Foggia venne giù un palazzo abbastanza recente e non una catapecchia fatisciente. Quella notte giunsero i Vigili del fuoco, i volontari organizzati e quei semplici cittadini che si misero a disposizione per cercare di salvare vite: scavarono tutta la notte, con le pale, con i picconi, o semplicemente con le mani. Erano tanti gli uomini che cercarono di estrarre dai detriti di un intero palazzo venuto giù come un castello di sabbia asciutta le 71 persone che ci abitavano. Le ricerche continuarono con i cani alla ricerca di un odore, con le sonde elettroniche, i geofoni, nella speranza di captare qualche rumore, qualche sospiro, qualche segno di vita. Andranno avanti ancora: c'era troppa gente, viva o morta, sotto quelle rovine. L'unica avvisaglia era stata uno scricchiolio: ma solo pochi hanno avuto l'impressione di un cedimento. L'amministratore dello stabile Luigi Lacontana, avvertito da un inquilino, si precipitò al citofono. "Scendete, qui sta per venire giù tutto", gridò, dopo aver allertato i Vigili del Fuoco. Ma era ormai troppo tardi per avvisare i condomini, per dare l'allarme. Sin dall’ agosto precedente alcuni degli inquilini dello stabile di viale Giotto avevano avvertito strani scricchiolii della struttura. È quanto sostenne Giacinto De Pasquale, cognato di Mario Guidone, estratto dalle macerie «In agosto – disse De Pasquale - ho raggiunto mio cognato da Milano ed ho soggiornato per una settimana circa in casa sua. Mario mi raccontò in diverse occasioni che durante il giorno avvertiva strani scricchiolii all' interno dell' abitazione. Salimmo sulla terrazza per sostituire un vetro ad una finestra e mi accorsi che la tapparella non scendeva regolarmente attraverso le guide. Non diedi molto peso a quello che mi disse mio cognato, ma gli consigliai comunque di fare verificare la struttura. Siamo distrutti per la tragedia perchè non abbiamo mai visto uno spettacolo simile. Mario mi ha raccontato di non essersi accorto di nulla al momento del crollo perchè è stato subito risucchiato da un vortice che lo ha scaraventato tra le macerie. Ma era da due anni che si parlava di problemi alla struttura del palazzo. Mario mi ha anche raccontato che nel palazzo c' era stata la visita di un perito, al termine della quale non era emerso nulla di grave. E invece le tapparelle ed alcuni infissi che non si chiudevano bene erano il segnale che il palazzo stava subendo gravi danni».

A complicare le operazioni di soccorso si sviluppò,in un deposito di materassi situato nei sotteranei dello stabile, un incendio di forte intensità e un fumo alto e acre avvolse tutta la zona dei soccorsi. A quel punto la possibilità che il fuoco avesse colpito qualche eventuale superstite o avesse contribuito a togliergli l'ossigeno necessario si fece sempre più alta
Fu anche accertato che la maggior parte delle persone travolte dal crollo del palazzo morirono per asfissia, nel giro di un paio di minuti: il responsabile del servizio di medicina legale dell'ospedale foggiano, Alberto Pedone, ispezionò i cadaveri e dichiarò "una compressione toracica dall' esterno che ha provocato l'impossibilità all'attività respiratoria". Poi la polvere e il fumo hanno fatto il resto. Tra le tante tristi storie di quelle ore ci fu quella di attesa e di dolore da parte di ragazzi e ragazze della quarta F e della quinta C dell'istituto tecnico Rosati che vegliarono davanti agli Ospedali Riuniti di Foggia, nella speranza che la loro compagna di scuola, Angela Alessandrino, di 18 anni, rappresentante di istituto, venisse estratta dalle macerie. Nella notte loro stessi videro arrivare il cadavere della giovane all'ospedale successivamente identificato dai familiari: "Abbiamo sperato fino all'ultimo – dissero in lacrime i ragazzi – ma non ce l'abbiamo fatta". La città rimase attonita, stordita, si seguivano i telegiornali, si cercava di avvicinarsi quanto più possibile alla zona del crollo non per semplice curiosità ma per condividere un dolore, per riuscire a mettere la mano sulla spalla a qualcuno, per aspettare di veder salvare una vita umana, per sentirsi “foggiani”: ecco in quei giorni ci siamo sentiti uniti, solidali, abbiamo capito la precarietà della vita, abbiamo forse imparato a volerci bene. Purtroppo quelle macerie, come era facile e terribile intuire restituirono solo cadaveri e da quel maladetto mese di novembre in poi si continuò a parlare delle varie ipotesi sulle cause del crollo.Si parlò anche della eventuale presenza di una falda acquifera sotto lo stabile ma con il tempo si fece sempre più strada l’ipotesi di una approssimazione riguardo i materiali e le tecniche utilizzate all'epoca del boom edilizio. Si veniva fuori dalla guerra, la città era stata praticamente "rasa al suolo"; i cantieri si moltiplicavano; muratori, carpentieri e cottimisti si trasformavano in costruttori; le case si vendevano appena messe le recinzioni e la qualità spesso andava a farsi benedire, non sempre per negligenza ma piuttosto per approssimazione. Antonio Delli Carri, il costruttore dell'edificio di Viale Giotto, era uno di questi: ci abitava, all'attico, insieme al fratello. Ex muratori che, nel '68, tirarono su tre edifici "gemelli" e poi abbandonarono l'attività. Anche l'ingegnere Inglese, all'epoca direttore dei lavori era morto prima che avvenisse la tragedia . Nessuno di loro, dunque, potè dire o essere chiamato a dire con quali tecniche e materiali costruirono. Ma si può giurare fossero le stesse che utilizzarono tutti i "pionieri" di una stagione dove lo sviluppo edilizio fu esplosivo. «Il "livello" era l'occhio; lo "squadro" era l'incrocio dei piedi», disse un geometra in quei giorni, alludendo alla precisione e all'economia che caratterizzava le attività edilizia fino agli anni '70. Il controllo dei pochissimi ingegneri dell'epoca non poteva che essere scarso: impegnati in 15-20 cantieri alla volta, non potevano seguire tutto lo stato di avanzamento dei lavori. Subito dopo il crollo giunse a Foggia anche il Presidente della Repubblica Ciampi che rivolto ai giornalisti dichiarò:«Certo, il paese non tollera più queste tragedie». Probabilmente il Presidente della Repubblica aveva deciso di non rilasciare dichiarazioni, ma poi si era incontrato prima con due familiari delle vittime che avevano chiesto a viva voce di parlare con lui e poi con i cronisti. Infatti, dopo la visita in ospedale Ciampi, che era accompagnato dalla moglie, stava lasciando la struttura per recarsi in comune e lungo il tragitto che lo separava dall'autovettura, alcuni familiari dei deceduti, gli urlarono: «Presidente, ci ascolti!», e ancora: «le dobbiamo parlare. Lei è una persona corretta e noi siamo cittadini che pagano le tasse. Noi abbiamo fratelli e nipoti sotto quelle macerie». Subito dopo Ciampi si intrattenne con loro per alcuni minuti. Quindi ai giornalisti disse: «Sono venuto qua per portare la partecipazione dell'Italia tutta a Foggia, a coloro che stanno soffrendo, a coloro che sono stati vittime di questa immane disgrazia, a quanti hanno i loro cari sotto le macerie. Questo è un evento che non ha nessuna spiegazione razionale, però, purtroppo, è accaduto e bisogna rendersi conto del perchè è avvenuto. Ora occorre portare avanti le operazioni di soccorso, e speriamo che siano ancora positive, che non siano perse le ultime speranze. Sono qua per portare sentimento di partecipazione piena degli italiani a questo gravissimo lutto che Foggia ha subito ». Purtroppo però le operazioni di soccorso non portarono notizie positive e Foggia dovette contare 67 morti, vittime innocenti di un modo approssimativo di operare nell’edilizia e penso sia giusto, a conclusione di questo scritto, render loro onore trascrivendo di seguito i loro nomi perchè anche i navigatori web possano riflettere sulle assurdità di questo avvenimento

Angela Alessandrino

Lorenzo Alessandrino

Antonio Caldarulo

Maria Di Iorio

Daniela Caldarulo

Anna Milena Caldarulo

Maria Assunta Criscio

Fernando Capitaneo

Rocco Casarella

Francesca Siena

Valentina D´Angelo

Paolo D´Angelo

Maria Rosaria Sponsillo

Maria Giovanna D´Angelo

Palmina De Cosimo

Raffaele Del Grande

Michele Scopece

Assunta Grotta

Mattia Trotta

Matteo Ferri

Raffaele Delli Carri

Antonio Delli Carri

Addolorata Tirella

Aldo Altomare

Savino Urbano

Giovina Urbano

Domenico Zezza

Luigi Zezza

Maria A. Zezza

Aldo Guidone

Michele Taronna

Marianna Taronna

Addolorata Zichella

Walter Iammarino

Vincenzo Iammarino

Nina D´Amico

Michele Lombardi

Norina De Polis

Antonio D´Agnone

Lucia Ungaro

Piersilvio D´Agnone

Daniele D´Agnone

Savino Pedone

Maria Romito

Pasquale Pedone

Roberto Pedone

Margherita Cesareo

Maria Pedone

Giovanni Pedone

Leonardo Pompa

Maria Ferri

Dario Felice

Sabrina Padalino

Luciana Padalino

Pino Gramazio

Michela Curcetti

Pasquale Gramazio

Alfredo Gramazio

Matteo Ricucci

Pasquina Scarano

Marilina Ricucci

Michele Ricucci

Antonio Ricucci

Francesco Capitaneo

Valentina Capitaneo

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Luisa Andreano

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L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
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di G. Cipriani - G.M. Masselli - R. Verdone

Un itinerario che va dall’Antichità agli Anni ’50-’70 del Secolo scorso sul modello di gestione della fase delicata del parto.

 
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Un fotoracconto di Foggia, dei suoi cittadini e dei momenti salienti che la città ha vissuto negli ultimi anni. Dai paesaggi di rara bellezza, all'impegno civico, al mondo della cultura e del teatro, Sepalone racconta attraverso i suoi scatti cos'è Foggia attraverso le sue infinite sfaccettature

 
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Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
Premio Lupo 2015

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Premio Lupo 2015

di AA. VV.

Il concorso letterario “Premio Lupo” nasce nel 2006 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Roseto Valfortore (FG), quando, al fine di generare novelle da utilizzarsi per la realizzazione di cortometraggi, si ritenne di promuovere un concorso letterario. Perché “Premio Lupo”? Si è voluto intestare il concorso al lupo, abitante supremo, austero e intelligente di questo territorio, in ragione di una comunanza rappresentativa delle diverse realtà presenti sui Monti Dauni (30 comuni).

 
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di AA.VV.

Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 
Premio Lupo, Rassegna di pittura

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Premio Lupo, Rassegna di pittura

di AA.VV.

«La pittura è un viaggio circolare, nel labirinto dell’anima, dell’ispirazione, dell’espressione che ci regala libertà di stimoli e sensazioni, ci proietta nella dimensione poetica avvincente, che ci avvince ogni giorno», scrive Lina Franza nella presentazione di questo catalogo che raccoglie le opere artistiche per la prima volta in consorso al "Premio Lupo", giunto alla sua settima edizione.

 
Ti ho amata per sempre

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di Michele Sisbarra

Dopo le raccolte di poesie, l’autore decide di cimentarsi con un lungo racconto su un tema mai così attuale come quello dell’amore tra un uomo e un donna vittima della violenza che tante donne spesso subiscono e la difficoltà ad emanciparsi dall’aguzzino. L’incontro, in una di “quelle parti del Sud che ti colorano l’anima rendendola gaudente tra le mille difficoltà di vite aspre” dell’amore adolescenziale al quale lei si aggrappa per fuggire dalla prigione.

 
Il Maestro Rotelli

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Il Maestro Rotelli

di a cura di Rosa Labriola

ù"Il Maestro Rotelli" vuole essere un omaggio ad un conterraneo artigiano del linguaggio, ad un’artista del verso che, come altri della sua generazione, scrive per dovere morale. È concepito per celebrare l’eclettismo, la mitopoiesi e soprattutto l’onestà e il coraggio di un poeta e di un uomo d’altri tempi, vissuto a Torremaggiore.

 

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Il singhiozzo dell'albero assetato

di Giovanna Irmici

 
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Foggiani

di Gioacchino Rosa Rosa

«Quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita  nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta». Olivier Clerc, "Storia di una ranocchia"

 

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Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
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Maria, la canzone triste

di Sofia Pia Annarelli

 «Maria, la canzone triste sviluppa, senza lamentosi pietismi, la vicenda di Maria, orfana di una giovane coppia morta durante la strage di Capaci, rimasta segnata nel fisico e nell’animo, e della sua crescita verso una sofferta consapevolezza di sé. Quello che sorprende è il modo con cui Sofia Pia Annarelli modula lo stile con l’alternare vari piani narrativi e registri stilistici e con un’attenta contestualizzazione della storia» (Mariolina Cicerale).

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

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Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di Antonio Blasotta

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I miti dei mitici alunni della I D

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I miti dei mitici alunni della I D

di AA.VV.

«So che ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio d’immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori».

Italo Calvino

 
Mare Omnium

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Il mare è di tutti. Personaggi, racconti e vite vere lo attraversano, nutrendosi di cultura o pagando lo scotto delle ingiustizie della storia. Lì è la nostra origine, lì il nostro approdo: «il tutto o il niente, come un grande mare, circonda l’isola di naufraghi che è la vita» (Fernando Pessoa).

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

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Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
Fortunato, anatomia di un Santo

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Fortunato, anatomia di un Santo

di Cristoforo Pomara

Un viaggio tra fede e razionalità, tra trattati di medicina e perquisizioni della storia. Perché, come diceva Indro Montanelli, «in America Latina e in Italia, le storie migliori sono sepolte insieme alla verità».

 
I racconti del cortile

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I racconti del cortile

di Alberto Mangano

 Quanto tempo abbiamo trascorso sotto casa, chi in un cortile, chi in mezzo alla strada! Quante giornate ci son sembrate noiose perché esattamente l’una uguale all’altra! Eppure proprio quelle giornate sono risultate fondamentali per la nostra crescita, quella che ci ha permesso di arrivare ad essere come quegli adulti che allora osservavamo con distacco e ammirazione al tempo stesso.

 
Un invito, poi un viaggio

Prezzo di vendita 15,00

Un invito, poi un viaggio

di Alessia Roberta Scopece

Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 
Premio Lupo 2015 - Sezione Pittura

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Premio Lupo 2015 - Sezione Pittura

di AA.VV.

La pittura, in tutte le sue espressioni, rappresenta il linguaggio comune di tutte le arti attraverso il tempo della creatività umana. Se osserviamo i grandi capolavori, ci rendiamo conto che in essi troviamo tante suggestioni, emozioni, ricordi, nonché un forte senso di compattezza, una costante circolazione di idee sempre innovative e una enorme quantità di modelli figurativi...

 
Il lumicino della Speranza

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Il lumicino della Speranza

di Piero Cicolella

La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
Risonanze

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di AA.VV.

"Risonanze" è finalizzato allo studio delle forme di presenza dei miti classici nelle letterature di età successive, come anche nelle arti figurative e nella musica.

 
Passando di là, gettate un fiore

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Passando di là, gettate un fiore

di G. Cipriani - A. Tedeschi - V. Vescera

In occasione del I°‭ ‬Centenario della Prima Guerra Mondiale si è voluto recuperare un episodio bellico che ne ha segnato l’incipit‭, ‬all’alba del 24‭ ‬maggio 1915‭: ‬l’affondamento‭, ‬al largo di Vieste‭, ‬del cacciatorpediniere‭ ‬‘Turbine’‭ ‬da parte dell’incrociatore austriaco Helgoland‭. 

 
Quattro amici al bar

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Quattro amici al bar

di Domenico Farina

20 anni di vita politica a Cerignola e in Capitanata, senza trascurare una dimensione più ampia: quella regionale e quella nazionale vissute con i protagonisti di allora.

 
Premio Lupo 2014

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Premio Lupo, settima edizione

di AA.VV.

«Alla giuria del premio letterario quest’anno sono arrivati 75 racconti e 36 dipinti per raffigurare “paesaggi, monumenti, luoghi, persone dell’Appennino Dauno”. Nel passato il Premio Lupo ha registrato la partecipazione di oltre 700 scrittori di tutta Italia: mille racconti e 6 milioni di parole per raccontare i Monti Dauni e per parlare di lui, il nostro lupo pre-appenninico, descrivere un singolare paesaggio umano in un territorio ricco di cultura e di antichissima storia» (Giuseppe Trincucci, presidente della Commissione del Concorso Letterario)

 
Integrazione Sicurezza Alimentare e Nutrizionale

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Integrazione Sicurezza Alimentare e Nutrizionale

di Aa.Vv.

Il libro racchiude gli abstract forniti dai medici partecipanti al convegno omonimo, in programma il 19 e 20 marzo 2015 presso l'Aula Magna "Valeria Spada" dell'Università Degli Studi di Foggia.

 
Grafologia e Letteratura

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Grafologia e Letteratura

di Mario D'Ascanio

Da Parini all'Alfieri, da Leopardi a Carducci, a Pascoli, D'Annunzio, Gozzano, Ungaretti, Novaro: ecco cosa ci "mostrano", attraverso la Grafologia, alcuni grandi autori della Letteratura

 
Il Foggia del '76

Prezzo di vendita 15,00

Il Foggia del '76

di Giuseppe Baldassarre - Domenico Carella

«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
Da quel momento in poi...

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Da quel momento in poi...

di Rita Colucci - Filippo Fedele

«Per Filippo e Rita il passato, ricostruito e metabolizzato, è il punto di partenza per una nuova fase. Chi, come me, c’era confronta il proprio percorso con il loro, prova a capire cosa si è perso o guadagnato, cosa è stato importante o secondario, cosa è rimasto uguale o è cambiato. I più giovani, nati negli anni dell’innovazione tecnologica, rimarranno sorpresi per le numerose domande che questo scritto genererà soprattutto in loro, che prima non c’erano. A tutti voi che vi apprestate a gustare queste pagine lievi, un avvertimento: sentirete forte la voglia di cercare al più presto qualche risposta. Non datevene troppe: le troverete semplicemente vivendo».

 
Vernacolo in musica 2

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Vernacolo in musica 2

di Alfredo Amatruda - Sereno Labbozzetta

Questo secondo volume di raccolta di canzoni in dialetto foggiano completa il primo "Vernacolo in Musica" e ha ancora una volta il merito di mettere in mostra pregevoli testi dei poeti dialettali Marisa Amatruda, Osvaldo Anzivino, Alfredo Ciannameo, Giuseppe Esposto, Raffaele Lepore, Urbano Marano, Guido Mucelli, Raffaele Pagliara, Ottavio De Stefano, Amelia Rabbaglietti, Raffaele Ventura, nonché - oltre ovviamente a Sereno Labbozzetta e Alfredo Amatruda - i compositori Ferdinando e Rico Garofalo e la stessa Mariateresa Labbozzetta. Un vero patrimonio culturale che abbraccia ormai un secolo e che va aggiornato e rivalutato.

 
Viaggio nella terra degli ultimi

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Viaggio nella terra degli ultimi

di AA.VV.

Papa Francesco, con la sua visita a Isernia, ha solcato in maniera indelebile la storia della nostra città. Un ricordo emozionante, intenso, l’eco del quale non si è spento nei cuori e nelle menti di quanti hanno avuto il privilegio di poterlo vedere da vicino e di ascoltare il suo messaggio d’amore, speranza, fratellanza, solidarietà per i più deboli. Questo libro vuol essere un omaggio a Sua Santità e un dono per quanti, quel giorno, non hanno potuto viverlo lasciandosi trasportare dal fervido affetto di cui è stato portatore Papa Francesco. (Luigi Brasiello, Sindaco di Isernia)

 
Per sempre Zaccheria

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Per sempre Zaccheria

di Pino Autunno

Curioso che uno stadio di calcio ricordi un pioniere del basket locale. Accade a Foggia con Pino Zaccheria, morto al fronte in Albania il 4 aprile del ’41 durante il secondo conflitto bellico, ed alla cui memoria è stato intitolato l’impianto di viale Ofanto nel 1946. In molti lo hanno ribattezzato Zac, forse per un vezzo, forse per rimarcare che nel glorioso ground di via Ascoli inaugurato il 22 novembre del ’25 ed ormai prossimo ai 90 anni si sono disputate epiche battaglie. E che spesso gli avversari ci hanno rimesso le penne. Trafitti dalle acuminate lame degli irriducibili nero-rossi di Capitanata. Zac!

 
Ricordare...

Prezzo di vendita 12,00

Ricordare...

di Claudia Di Dio

Cosa spinge una persona a scrivere del proprio paese? Senz’altro l’amore che nutre per la sua comunità dove è nato, cresciuto e continua, pur con grandi sacrifici, a vivere. Ma non è solo questo.

 
Il figlio di NessuNo

Prezzo di vendita 20,00

Il figlio di NessuNo

di Gino, Paolo e Vittorio Frattulino

Mino Capocollo nel momento della morte del padre Amleto viene a conoscenza di un terribile segreto: coloro che credeva i suoi genitori in realtà sono dei perfetti estranei

 
RaccontiAMO

Prezzo di vendita 10,00

RaccontiAMO

di P. Grillo, V.M.V. Francillotti, F. Del Vecchio

Viviamo in mezzo alle storie e bisogna raccontarle bene, con rispetto. E’ un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. non soltanto per trasmettere sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente. 

 
Vaffankulo Bridget Jones

Prezzo di vendita 15,00

Vaffankulo Bridget Jones

di Alessandro Maselli del Giudice

Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.

 
Donne del Mediterraneo

Prezzo di vendita 35,00

Donne del Mediterraneo

di AA.VV.


Il mare nostrum è bacino di miti, che viaggiano nel tempo e nello spazio. Veleggiando sulle ali del mito, celebri eroine toccano approdi lontani, attraversando terree culture del Mediterraneo.

 
La riconquista di Roma

Prezzo di vendita 20,00

La riconquista di Roma

di Francesco Bochicchio

Ecco come la nostra nazione e la sua storia possono essere paragonate alla vita di un qualunque adolescente che affronta il suo processo di crescita, ossia la ricerca di se stesso per affermarsi ed emanciparsi.

 
Storia della Letteratura Latina

Prezzo di vendita 80,00

Storia della Letteratura Latina

di Giovanni Cipriani

Una letteratura che non porti visibili i segni dell’evoluzione culturale di un popolo (in termini di ideologie, religioni, folclore, ambiente, architettura, arte e lingua) equivale - ci si perdoni il gioco di parole - a una letteratura ‘senza storia’. È indispensabile, dunque, ‘tornare indietro’ a sentire le voci di quegli uomini, senza penalizzanti distinzioni o esclusioni, e a percepire le loro ansie in termini di imitatio e aemulatio, prima di godere in piena consapevolezza della loro conseguita coscienza di impegnati esponenti culturali e prima di indagare le cause del loro successo fino a noi.