Giovedì 08 Dicembre 2016

Almanacco dauno

Oggi, 3 Ottobre 1943, la morte eroica di Vincenzo e Luigi Biondi (19 e 16 anni): i fratelli foggiani che si opposero alla crudeltà dei nazisti

Oggi, 3 Ottobre 1943, la morte eroica di Vincenzo e Luigi Biondi (19 e 16 anni): i fratelli foggiani che si opposero alla crudeltà dei nazisti

Il 3 Ottobre del 1943 segna, per Foggia, una data storica: la morte di due giovani fratelli, Vincenzo e Luigi Biondi, non ancora ventenni che ebbero il coraggio di contrastare la ferocia dei nazisti contro i partigiani. Vincenzo e Luigi Biondi cadono entrambi il 3 ottobre 1943 sul Colle San Marco di Ascoli Piceno. Forse il luogo più preciso è in località Pagliericcio, comune di Civitella del Tronto alle pendici della Montagna dei Fiori.

LA VITA EROICA DI DUE RAGAZZI FOGGIANI NEPPURE VENTENNI

di Raffaele De Seneen (da manganofoggia)

Foggia luglio-agosto 1943. La città viene sottoposta a feroci bombardamenti aerei da parte degli angloamericani, buona parte delle costruzioni civili e non viene rasa al suolo, i morti si contano a migliaia, oltre 20.000 si dice. Chi non è già sfollato nei paesi del Subappenino dauno, nelle campagne limitrofe alla città o nelle regioni confinanti, si appresta a farlo, fra questi il nostro concittadino Biondi Andrea, operaio alle dipendenze del Comune di Foggia, con i figli più piccoli; un altro figlio, Peppino (Giuseppe), sicuramente il più grande, è stato fatto prigioniero in Sicilia dalle truppe alleate appena sbarcate, i restanti due,  Vincenzo e Luigi, invece, per ora restano ancora a Foggia.

8 settembre 1943 - Ore 19,30

L'Armistizio, ma "la guerra continua"

Bari 9 settembre 1943. Militari e civili si uniscono per difendere il porto, il palazzo delle Poste ed altre strutture che i militari tedeschi cercano di occupare e minare. Si verificano scontri, 6 morti.

La scia di sangue, di orrore e di dolore che le truppe tedesche in ritirata si lasceranno alle spalle, sarà enorme. I prodromi di quella che poi sarà la Resistenza organizzata nel Centro e nel Nord Italia, nascono al Sud; agli eccidi dei tedeschi si oppongono quelle forme di rivolta popolare che a volte trovano collegamento con reparti dell'esercito, carabinieri e sbandati in un Paese dove regna il caos. A volte è la rabbia dei singoli che esplode nel coraggio di attaccare i soldati tedeschi: Manfredonia, Alberona, Carlantino, Vieste, Celenza, Candela conteranno i propri caduti.

San Severo 9 settembre 1943. Scontri fra militari italiani e tedeschi

Barletta 12 settembre 1943.Undici vigili urbani e due netturbini, avevano anche loro una "divisa" addosso, vengono fucilati dai soldati tedeschi

Cerignola 25 settembre 1943. Eccidio di valle Cannella, undici trucidati di cui quattro rimarranno ignoti, e poi Murgetta Rossa a Spinazzola

Impugnano le armi contro i tedeschi a: Matera 21 settembre 1943, Teramo 25/28 settembre 1943, Ascoli Satriano 26 settembre 1943 (15 caduti), Nola 26/29 settembre 1943, Napoli 27/30 settembre 1943 (562 caduti), Scafati 28 settembre 1943, Serracapriola 1° ottobre 1943 (7 caduti)

LA STORIA BREVE DI DUE GIOVANI EROI

E' in questo quadro che i fratelli Vincenzo e Luigi Biondi, nati a Foggia, rispettivamente il 28 agosto 1924 e il 7 gennaio 1927, la cui madre, Cupo Antonietta è prematuramente morta nel cuore della loro infanzia, decidono di prendere la via del Nord, pare, senza una meta precisa, non altrettanto per lo scopo che si prefiggono. Non è dato sapere con precisione quando partono, come viaggiano e come si sostengono in un'Italia spezzata in due, con vie e mezzi di comunicazione ridotti al minimo.

Le notizie più datate, forse le uniche e poche, che li riguardano più direttamente ce le ha lasciate, racchiuse in due pubblicazioni, il Sig. Aldo Pedretti, socialista foggiano, che conoscevo personalmente e che ho visto sfilare, finchè è vissuto, orgoglioso e impettito alla testa dei cortei cittadini del 25 Aprile, o della commemorazione dei Caduti in guerra, con al collo il fazzoletto dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia). E proprio da questi scritti si rileva che i due fratelli, Vincenzo e Luigi Biondi, <<ironici e beffardi, sono pronti a fischiettare "Bandiera rossa" quando i giovani fascisti si recano a prendere il loro fratello maggiore, Peppino, che si rifiuta di osservare all'obbligo della premilitare o delle adunanze del partito fascista>>.

Vincenzo e Luigi, componenti di una modesta e numerosa famiglia, un'infanzia poco felice, partono non certo  per motivi di studio o alla ricerca di lavoro, i tempi non sono certo ideali, lasciano la loro città natale, certo disastrata, ma prossima alla liberazione, in quanto Foggia è uno degli obiettivi principali dell'operazione Avalanche (Valanga) da parte degli alleati. Infatti, l'occupazione tedesca avrà fine il 27 settembre 1943 con l'ingresso in città dell'ottava armata inglese  al comando del Generale Bernard Law Montgomery.

Foggia è avara con i propri figli, poi questi, Vincenzo e Luigi Biondi, popolani, quasi adolescenti, addirittura Partigiani.

Ascoli Piceno 12 settembre 1943

Una colonna di soldati tedeschi entra nella città e subito viene fatta segno a colpi di fucile da alcune guardie forestali. Per tutta la giornata si avranno scontri fra i tedeschi e le truppe italiane di stanza in città, oltre che con gruppi di civili armati. Le alterne vicende portano i più temerari, soldati, civili, sbandati, a risalire le pendici del Colle San Marco per difendersi e attendere l'arrivo degli alleati che ritengono imminente.

Chi preme e organizza per questa soluzione è il sottotenente Spartaco Perini, figlio di un noto comunista, anch'egli comunista, in licenza-convalesceza dalla campagna di Russia, dove è arrivato dopo essere stato in Grecia. Qualcuno dirà di lui: <<è tornato con le pezze, tanta sofferenza e rabbia>>.

Vincenzo e Luigi Biondi, nel loro viaggio, sicuramente avventuroso, raggiungono Ascoli Piceno, circa 300 chilometri da Foggia, e lì, racconta il Pedretti <<trovano ospitalità e comprensione>>.

Gli sfollati non si allontanano tanto dalle loro città bombardate, c'è il desiderio di riunirsi con il resto delle proprie famiglie, Vincenzo e Luigi hanno ancora il padre ed alcuni fratelli, l'interesse per le proprie cose ed i propri beni, li porta a ritornare con una certa frequenza per verificare se la casa è ancora in piedi, se non è stata oggetto di atti di sciacallaggio. Ascoli Piceno, peraltro, non è sulla direttiva adriatica, è internata di circa 30 chilometri.

Non è stata una casualità quella che ha portato i due fratelli ad Ascoli Piceno, ci deve essere stato qualcosa per forza: un parente sul posto! Poco probabile. Delle amicizie! Troppo giovani loro. Forse una notizia, una informazione carpita chissà come durante il viaggio circa i preparativi che si facevano nella zona di Ascoli Piceno per opporsi e resistere ai tedeschi. Non lo sapremo mai, allora diciamo che l'orologio della storia aveva fissato per loro quell'appuntamento, e loro non si sono sottratti neanche quando "conoscono" il quadro della situazione.

<<Gli avvenimenti dell'8 settembre li trovano lì>>, ad Ascoli Piceno, racconta il Pedretti. Ma questa data, forse, è solo indicativa; le ricerche sul vasto mondo di internet  permettono solo di abbozzare una cornice intorno alla decisione maturata dai due fratelli Biondi, al loro coraggio e sacrificio finale.

Colle San Marco (AP) fine settembre 1943. La formazione partigiana "Bande Colle San Marco", sottovalutando la potenzialità numerica e d'armamento delle forze tedesche, fa alcune puntate alla periferia di Ascoli P. ingaggiando combattimenti a fuoco e ferendo alcuni soldati tedeschi. Vincenzo e Luigi sono già inseriti, a tutti gli effetti , nella formazione partigiana "Bande Colle San Marco" al comando del Capitano Tullio Pigoni e del sottotenente alpino Spartaco Perini.

COLLE SAN MARCO (AP) 3-5 ottobre 1943. Nella mattinata del 3 ottobre, <<Era una giornata di nebbia, una nebbia terribile, che non si riusciva a vedere niente>>, racconta William Scalabroni, partigiano combattente a Colle San Marco, in un frammento di intervista rilasciata (Archivio della Resistenza), le truppe tedesche, fra i 400 e i 600 uomini, sferrano l'attacco ai partigiani che presidiano il colle, e che costituiscono una spina nel loro fianco. Meno di 200 sono i partigiani presenti in quel momento: militari, sbandati e civili, un gruppo di una trentina di prigionieri angloamericani liberati andrà via verso il Sud, incontro alle linee alleate, alle prime cannonate. I combattimenti, preceduti da un rastrellamento,  si inaspriscono verso le 13, ma continuano fino al giorno 5 allorchè la formazione partigiana viene completamente dispersa.

Vincenzo e Luigi Biondi cadono entrambi il 3 ottobre 1943 sul Colle San Marco di Ascoli Piceno. Forse il luogo più preciso è in località Pagliericcio, comune di Civitella del Tronto alle pendici della Montagna dei Fiori.

COLLE SAN MARCO (AP) 6 ottobre 1943. Si contano i morti. Partigiani caduti in combattimento: Serafino Cellini, Luigi Biondi, Vincenzo Biondi, Ignazio Cossù, Luigi Ferri, Pietro Marucci, Giacinto Neri, Alberto Paci, Alessandro Panichi, Francesco Paliotti, Adriano Rigante, Emilio Rozzi, Salvatore Spataro.

Partigiani catturati e poi fucilati: Carlo Grifi, Mario Carucci, Silvio Angelini, Dino Angelini, Emidio Bartolomei, Paolo Cagnetti, Nino Giabattoni, Natale Ciampini, Marcello Federici, Narciso Galliè, Marcello Giovannielli, Attilio Lelli, Pietro Pagliacci, Antonio Pagliacci.

 "E' con l'animo addolorato che in questo momento vi annuncio la morte dei vostri cari congiunti Luigi e Vincenzo Biondi, entrambi caduti il 3 ottobre 1943 sul Colle S. Marco di Ascoli Piceno mentre partecipavano volontariamente alla lotta contro i tedeschi. Li ammirai subito per il loro coraggio, per il loro elevato spirito di amor di patria e per le loro doti morali che li fecero distinguere tra i migliori partigiani del gruppo Bande "Colle S. Marco".

La loro attività in quel periodo fu senza soste, attivissimi, sempre pronti ad ogni prova, di esempio ai compagni che amavano. Si arrivò al 3 ottobre in cui fummo attaccati da forze rilevanti tedesche appoggiate da artiglieria e mortai. La lotta ineguale ma accanita si protrasse per tre giorni ma ormai le nostre posizioni erano state accerchiate, nei combattimenti durissimi più volte vedemmo l'indimenticabile Luigi incitare con l'esempio i compagni prodigandosi senza risparmio nella lotta in cui già i tedeschi avevano subito perdite gravi. Ma mentre più si accendeva la battaglia Luigi e Vincenzo cadevano da Eroi per la Patria che tanto avevano amato".

 

                                                    IL COMANDANTE

                                                     Spartaco Perini

 

Spartaco Perini fu insignito in vita della medaglia d'argento al valor militare.

Non sappiamo come e quando la notizia dell'olocausto dei fratelli Biondi arrivò a Foggia, la riproduzione della lettera di Spartaco Perini non porta data, ma le ricerche del Pedretti evidenziano che solo a distanza di circa tre anni, 9 aprile 1946 per Vincenzo e 10 aprile 1946 per Luigi, avverrà la registrazione della loro morte nei registri comunali di Foggia; mentre, alla loro memoria viene concesso "Diploma di medaglia Garibaldina", dati in Roma l'8 settembre 1947 a firma del Commissario Generale Secchia e del Comandante Generale Longo della Brigata d'Assalto "Garibaldi".

Il racconto del Pedretti, oltre che toccante, è più preciso, sicuramente per testimonianza diretta, circa il rientro a Foggia delle salme dei due giovani, richiesto al Comune di Ascoli Piceno dai familiari.

 

FOGGIA 20 ottobre 1947

Giuseppe Imperiale Sindaco, "è il tardo pomeriggio del 20 ottobre 1947. Il cielo plumbeo avvolge la città di Foggia di malinconia. Ai lenti rintocchi delle campane del Duomo, due carri ammantati dal tricolore, si muovono in mezzo alla folla che, silenziosa e mesta, fa ala al passaggio. Le salme dei due Caduti si avviano  all'ultima dimora. Apre il corteo il glorioso Vessillo della Brigata Garibaldina <<Colle S. Marco>> scortato dal valoroso comandante Spartaco Perini, dal Gonfalone della città di Foggia, da un folto gruppo di autorità civili e militari di Ascoli Piceno e della Daunia", così nei ricordi trascritti dal Pedretti.

E sarà lo stesso Pedretti, nel 1963, con una lettera pubblicata da "La Gazzetta di Foggia" a <<far osservare, a chi di competenza, che, mentre in Italia tutta si celebra la ricorrenza del XX Anniversario della Resistenza, Foggia che annovera antifascisti convinti, patrioti ed eroici Caduti, fa passare, pressocchè inosservata questa storica ricorrenza>>.

 L'Amministrazione comunale di Foggia, Sindaco Avv. Carlo Forcella, Vice Sindaco il prof. Salvatore Imbimbo, accoglie l'appello e nella seduta del 30 settembre 1963, <<sono le 19,30, i Consiglieri Comunali sono in aula, lo spazio riservato al pubblico è gremitissimo>> ricorda il Pederetti, continuando con le parole introduttive del Sindaco <<all'inizio di questa seduta di Consiglio credo doveroso ricordare che in questi giorni ricorre il ventesimo anniversario dell'inizio della Resistenza. In questi giorni ricorrono sopratturro le 4 Giornate di Napoli....>> (interruzione).

 Le interruzioni e le rimostranze ostruzionistiche saranno più di una decina, fino a che i Consiglieri del MSI (Movimento Sociale Italiano) e del PDIUM (Partito Democratico di Unità Monarchica) non abbandonano l'aula e il Sindaco può riprendere la commemorazione così concludendo <<.... ma abbiamo anche un avvenimento interno, nostro. Noi in quel momento avevamo abbandonato la nostra città a causa dei tremendi bombardamenti bellici, i tedeschi andarono via da Foggia velocemente, ci fu qualcuno di noi che diede il suo sangue in quei giorni in nome di questi ideali, di questa Resistenza, ed è stato ricordato un poco qua e là dalla stampa, si tratta dei fratelli Vincenzo e Luigi Biondi.... (vi sono applausi) in quel momento a Civitella del Tronto ....... omissis ....... Io credo che il Consiglio ha doverosamente fermato per un attimo la propria attività per ricordare questo sacrificio forse ignorato da tanti ...... omissis ....... io credo che sia doveroso che ai due fratelli Biondi e alla loro famiglia  vada ancora oggi il tributo della riconoscenza  del Consiglio Comunale, come sarà opportuno che nel nome di questi due fratelli sia intestato un cippo, in modo che il loro sacrificio sia ricordato, come abbiamo fatto in altri casi e come sembra doveroso fare in questo caso proponendolo al Consiglio>> (applausi)

(Dal verbale del Consiglio comunale - Seduta del 30 settembre 1963)

 ll Sud non può conoscere la Resistenza per ragioni politiche e militari, se non per alcuni atti, come quelli sopra citati, individuali o collettivi a cui gli storici danno più la valenza di sommossa popolare; peraltro solo di recente su queste storie e  micro-storie si è appuntato un interesse maggiore. E chissà quante rimarranno nell'oblio. Ma non è così per la gente del Sud, la sua presenza nel fenomeno resistenziale del Centro e Nord Italia è stimata nell'ordine del 20-40%. Troppa la gente non tornata a casa dai vari fronti di guerra esterni ed interni, dai lager, dal lavoro coatto nella Germania nazista, dai campi di prigionia sparsi per il mondo, troppi i "dispersi" che non potranno mai raccontare la loro storia.

 Vogliamo esprimere su questi aspetti, per astratto, un giudizio di sufficienza, se questo fosse possibile rispetto al sacrificio di una sola vita umana? Insufficiente, resta comunque il riconoscimente che si ha nei confronti dei resistenti, in generale e dei nostri in particolare, nel perpetuare il ricordo della memoria e del sacrifiicio per un Paese migliore e diverso. Abbiamo un "debito di riconoscenza" nei loro confronti.

Il Comune di Foggia si ricorderà dei suoi figli, Vincenzo e Luigi Biondi, con un altorilievo in bronzo su pietra di Apricena, dal 1964 collocato nella Villa Comunale, opera dello scultore Salvatore Postiglione (San Severo 1905 -Foggia 1996) anch'egli deportato nei campi di concentramento nazisti a causa del suo rifiuto di aderire, dopo l'8 settembre, alla Repubblica di Salò, autore anche del monumento ai Caduti dei lager tedeschi (Cimitero di Foggia). Una targa, più tardi posta al lato dell'altorilievo, ricorda gli eroici fratelli Biondi, descrive l'opera e parla dell'autore. Tutto il complesso risulta da tempo imbrattato, se pur già restaurato, "la madre dei cretini non finisce mai di partorire".

Più di recente, una via cittadina è stata dedicata ai fratelli Biondi, morti combattendo il 3 ottobre 1943 alle pendici della Montagna dei Fiori (AP). Non sono gli unici partigiani foggiani, ce ne sono stati altri, si conoscono i nomi.

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Curioso che uno stadio di calcio ricordi un pioniere del basket locale. Accade a Foggia con Pino Zaccheria, morto al fronte in Albania il 4 aprile del ’41 durante il secondo conflitto bellico, ed alla cui memoria è stato intitolato l’impianto di viale Ofanto nel 1946. In molti lo hanno ribattezzato Zac, forse per un vezzo, forse per rimarcare che nel glorioso ground di via Ascoli inaugurato il 22 novembre del ’25 ed ormai prossimo ai 90 anni si sono disputate epiche battaglie. E che spesso gli avversari ci hanno rimesso le penne. Trafitti dalle acuminate lame degli irriducibili nero-rossi di Capitanata. Zac!

 
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«Per Filippo e Rita il passato, ricostruito e metabolizzato, è il punto di partenza per una nuova fase. Chi, come me, c’era confronta il proprio percorso con il loro, prova a capire cosa si è perso o guadagnato, cosa è stato importante o secondario, cosa è rimasto uguale o è cambiato. I più giovani, nati negli anni dell’innovazione tecnologica, rimarranno sorpresi per le numerose domande che questo scritto genererà soprattutto in loro, che prima non c’erano. A tutti voi che vi apprestate a gustare queste pagine lievi, un avvertimento: sentirete forte la voglia di cercare al più presto qualche risposta. Non datevene troppe: le troverete semplicemente vivendo».

 
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Il mare nostrum è bacino di miti, che viaggiano nel tempo e nello spazio. Veleggiando sulle ali del mito, celebri eroine toccano approdi lontani, attraversando terree culture del Mediterraneo.

 
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Un itinerario che va dall’Antichità agli Anni ’50-’70 del Secolo scorso sul modello di gestione della fase delicata del parto.

 
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Una letteratura che non porti visibili i segni dell’evoluzione culturale di un popolo (in termini di ideologie, religioni, folclore, ambiente, architettura, arte e lingua) equivale - ci si perdoni il gioco di parole - a una letteratura ‘senza storia’. È indispensabile, dunque, ‘tornare indietro’ a sentire le voci di quegli uomini, senza penalizzanti distinzioni o esclusioni, e a percepire le loro ansie in termini di imitatio e aemulatio, prima di godere in piena consapevolezza della loro conseguita coscienza di impegnati esponenti culturali e prima di indagare le cause del loro successo fino a noi.

 
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Dopo le raccolte di poesie, l’autore decide di cimentarsi con un lungo racconto su un tema mai così attuale come quello dell’amore tra un uomo e un donna vittima della violenza che tante donne spesso subiscono e la difficoltà ad emanciparsi dall’aguzzino. L’incontro, in una di “quelle parti del Sud che ti colorano l’anima rendendola gaudente tra le mille difficoltà di vite aspre” dell’amore adolescenziale al quale lei si aggrappa per fuggire dalla prigione.

 
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Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.

 

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«Alla giuria del premio letterario quest’anno sono arrivati 75 racconti e 36 dipinti per raffigurare “paesaggi, monumenti, luoghi, persone dell’Appennino Dauno”. Nel passato il Premio Lupo ha registrato la partecipazione di oltre 700 scrittori di tutta Italia: mille racconti e 6 milioni di parole per raccontare i Monti Dauni e per parlare di lui, il nostro lupo pre-appenninico, descrivere un singolare paesaggio umano in un territorio ricco di cultura e di antichissima storia» (Giuseppe Trincucci, presidente della Commissione del Concorso Letterario)

 
Premio Lupo, Rassegna di pittura

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Premio Lupo, Rassegna di pittura

di AA.VV.

«La pittura è un viaggio circolare, nel labirinto dell’anima, dell’ispirazione, dell’espressione che ci regala libertà di stimoli e sensazioni, ci proietta nella dimensione poetica avvincente, che ci avvince ogni giorno», scrive Lina Franza nella presentazione di questo catalogo che raccoglie le opere artistiche per la prima volta in consorso al "Premio Lupo", giunto alla sua settima edizione.

 
La riconquista di Roma

Prezzo di vendita 20,00

La riconquista di Roma

di Francesco Bochicchio

Ecco come la nostra nazione e la sua storia possono essere paragonate alla vita di un qualunque adolescente che affronta il suo processo di crescita, ossia la ricerca di se stesso per affermarsi ed emanciparsi.

 
TraPassato&Presente

Prezzo di vendita 35,00

TraPassato&Presente

di AA.VV.

Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 
Il Foggia del '76

Prezzo di vendita 15,00

Il Foggia del '76

di Giuseppe Baldassarre - Domenico Carella

«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
Un invito, poi un viaggio

Prezzo di vendita 15,00

Un invito, poi un viaggio

di Alessia Roberta Scopece

Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 
Fortunato, anatomia di un Santo

Prezzo di vendita 15,00

Fortunato, anatomia di un Santo

di Cristoforo Pomara

Un viaggio tra fede e razionalità, tra trattati di medicina e perquisizioni della storia. Perché, come diceva Indro Montanelli, «in America Latina e in Italia, le storie migliori sono sepolte insieme alla verità».

 
Viaggio nella terra degli ultimi

Prezzo di vendita 15,00

Viaggio nella terra degli ultimi

di AA.VV.

Papa Francesco, con la sua visita a Isernia, ha solcato in maniera indelebile la storia della nostra città. Un ricordo emozionante, intenso, l’eco del quale non si è spento nei cuori e nelle menti di quanti hanno avuto il privilegio di poterlo vedere da vicino e di ascoltare il suo messaggio d’amore, speranza, fratellanza, solidarietà per i più deboli. Questo libro vuol essere un omaggio a Sua Santità e un dono per quanti, quel giorno, non hanno potuto viverlo lasciandosi trasportare dal fervido affetto di cui è stato portatore Papa Francesco. (Luigi Brasiello, Sindaco di Isernia)

 
Grafologia e Letteratura

Prezzo di vendita 15,00

Grafologia e Letteratura

di Mario D'Ascanio

Da Parini all'Alfieri, da Leopardi a Carducci, a Pascoli, D'Annunzio, Gozzano, Ungaretti, Novaro: ecco cosa ci "mostrano", attraverso la Grafologia, alcuni grandi autori della Letteratura

 
Ricordare...

Prezzo di vendita 12,00

Ricordare...

di Claudia Di Dio

Cosa spinge una persona a scrivere del proprio paese? Senz’altro l’amore che nutre per la sua comunità dove è nato, cresciuto e continua, pur con grandi sacrifici, a vivere. Ma non è solo questo.

 
I racconti del cortile

Prezzo di vendita 15,00

I racconti del cortile

di Alberto Mangano

 Quanto tempo abbiamo trascorso sotto casa, chi in un cortile, chi in mezzo alla strada! Quante giornate ci son sembrate noiose perché esattamente l’una uguale all’altra! Eppure proprio quelle giornate sono risultate fondamentali per la nostra crescita, quella che ci ha permesso di arrivare ad essere come quegli adulti che allora osservavamo con distacco e ammirazione al tempo stesso.

 
Maria, la canzone triste

Prezzo di vendita 10,00

Maria, la canzone triste

di Sofia Pia Annarelli

 «Maria, la canzone triste sviluppa, senza lamentosi pietismi, la vicenda di Maria, orfana di una giovane coppia morta durante la strage di Capaci, rimasta segnata nel fisico e nell’animo, e della sua crescita verso una sofferta consapevolezza di sé. Quello che sorprende è il modo con cui Sofia Pia Annarelli modula lo stile con l’alternare vari piani narrativi e registri stilistici e con un’attenta contestualizzazione della storia» (Mariolina Cicerale).

 
Quattro amici al bar

Prezzo di vendita 12,00

Quattro amici al bar

di Domenico Farina

20 anni di vita politica a Cerignola e in Capitanata, senza trascurare una dimensione più ampia: quella regionale e quella nazionale vissute con i protagonisti di allora.

 
VelEni

Prezzo di vendita 13,00

VelEni

di Fabio Amendolara

Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.