Venerdì 09 Dicembre 2016

Almanacco dauno

Oggi, 31 Ottobre 1998, Peschici si scopre milionaria con una vincita record da 63 miliardi al Superenalotto

Oggi, 31 Ottobre 1998, Peschici si scopre milionaria con una vincita record da 63 miliardi al Superenelotto

Oggi, 31 Ottobre 1998, viene realizzata a Peschici una vincita record al Superenalotto; un maxisistema frutta oltre 63 miliardi di lire*

(dall'Agenda 2014 della Fondazione Banca del Monte di Foggia. Progetto editoriale: Filippo Santigliano. Ricerca e testi: Davide Grittani. Editing e curatela: Saverio Russo, Filippo Santigliano)

* E COSI' PESCHICI OTTENNE IL GUINESS DEI PRIMATI

(Glr | Askanews – mer 28 ott 2015)

"Quella vincita del 1998 è entrata nella storia, la ricordo molto bene. In quei giorni Peschici era diventata il centro del mondo, con giornalisti e tv provenienti da ogni Paese. Abbiamo avuto un'esposizione mediatica incredibile e ancora adesso, a distanza di 17 anni, se ne parla ancora". Il ricordo della vincita da 63 miliardi di lire, realizzata con un maxisistema del Superenalotto che premiò 100 giocatori del posto, è ancora vivo nella mente di Francesco Tavaglione, sindaco di Peschici, che ha raccontato ad Agimeg l'incredulità e la festa di quei giorni che portarono il piccolo centro in provincia di Foggia, 4mila anime sul Gargano, al centro delle cronache italiane e mondiali. Mai, fino a quel 31 ottobre 1998, un gioco aveva fatto vincere una cifra del genere. "Furono 100 le quote vincenti, ma alcune erano state giocate tra due-tre amici quindi le persone che hanno vinto sono state almeno il doppio - ha rivelato il sindaco -. In percentuale, almeno il 5% dell'intera popolazione di Peschici fu baciata dalla fortuna con quella vincita storica, numero che sale in modo esponenziale se si calcola i componenti familiari interessati. Alcuni sperperarono i soldi, ma la maggior parte li investì in attività economiche o appartamenti e ancora adesso, a distanza di anni, hanno una vita agiata. La cosa positiva è che non hanno tenuto quel denaro in banca, ma lo hanno utilizzato per valorizzare e investire nel territorio. Si è trattato di un evento unico, irripetibile, che coinvolse un'intera comunità". Tavaglione, che ha ricoperto l'incarico di sindaco per due mandati consecutivi (1998-2003 e 2003-2008) e che dopo cinque anni di 'pausa di riflessione' (2008-2013) ha vinto nuovamente la competizione amministrativa nel maggio 2013 con la lista civica "Progetto Peschici", è la memoria storica del paese e ha assistito ai cambiamenti sociali ed economici apportati dal diffondersi del gioco. "Un tempo si giocava per coltivare un sogno, come fu nel caso di quella vincita con il Superenalotto del 1998 - ha ricordato il sindaco -. Si giocavano poche lire, ora invece l'offerta di gioco è ovunque. Come amministrazione comunale, anche se ci ha dato tanta visibilità, cerchiamo di regolare in maniera equilibrata il gioco nel nostro territorio. Il nostro Comune aderisce al manifesto della legalità contro la ludopatia. Il gioco deve rimanere tale, anche perché proprio la nostra vincita ha dimostrato che si possono raggiungere grandi risultati con una spesa minima e un pizzico di fortuna", ha concluso il sindaco.

I REDUCI DEL SUPERENALOTTO

(Stefano Lorenzetto - Panorama)

A Peschici vorrebbero fare un omaggio ai Savoia in occasione del loro ritorno in Italia: ammazzare per la seconda volta Umberto I. Il regicidio supplementare dovrebbe avvenire cambiando in corso della Fortuna il nome della strada principale, oggi intitolata al sovrano che fu assassinato nel 1900 a Monza dall'anarchico Gaetano Bresci. In corso Umberto I è ubicata infatti l'edicola-cartoleria-ricevitoria Mille cose, dove il 31 ottobre 1998 venne messo a segno al Superenalotto il leggendario sei da quasi 64 miliardi di lire.Alla delibera, proposta in consiglio comunale a furor di popolo già nella scorsa legislatura, si oppone soltanto il sindaco Francesco Tavaglione (Forza Italia): «Non se ne parla nemmeno! Ho concesso che si scrivesse sulla segnaletica stradale "Peschici, paese del mare, del sole e... della fortuna". Con i puntini di sospensione. Più in là non posso andare». Non sa di rischiare grosso il primo cittadino. Da quattro anni i peschiciani hanno preso a dilettarsi di epigrafia. Non vedono altro. Sui muri dei ristoranti vanno forte persino le dediche di Francesco Giorgino, conduttore del Tg1, pugliese di Andria, che non sarà Walter Cronkite però ha il merito d'aver visitato il paese foggiano con una troupe nel quarto anniversario dell'evento. «Grazie al cielo la fortuna non è cieca» strillano i manifesti di Bancapulia incorniciati negli uffici pubblici. «Travolti da un insolito jackpot» commemora una lapide («Mille cose pose») murata accanto alla ricevitoria dei prodigi e ispirata da un titolo di Panorama. «La fortuna viene e va, ma da Peschici prima o poi ripasserà» promettono in rima le cartoline. «Mi ritorni in mente...» si legge sui sacchetti dei negozi, con riferimento, più che a Lucio Battisti, all'assegno-record riprodotto in copia anastatica. Il quale assegno, dell'importo di 63.601.317.318 lire, compare anche in una gigantografia marmorea sul corso Umberto I o della Fortuna. «La cifra non è nemmeno esatta, perché la Sisal sbagliò per difetto il calcolo degli interessi maturati al 31 dicembre, data di pagamento della vincita» eccepisce Raffaele Pinto, 33 anni, direttore dell'agenzia di Bancapulia che incassò la posta in palio per conto di 99 sistemisti. Pinto si mangia ancora le mani: «Era stata offerta una quota anche a me, ma siccome la settimana prima avevo fatto 11 al Totocalcio, scelsi di insistere nella caccia al 13 anziché puntare al Superenalotto».Da semplice impiegato Pinto è stato promosso direttore per meriti speciali: ha trattenuto in banca buona parte del malloppo collettivo. Comprensibile: 64 miliardi corrispondono più o meno al giro d'affari annuo dell'intera agenzia. «Qui guadagnano solo le banche, mentre metà degli edifici resta fuorilegge per piccoli abusi edilizi che non ci lasciano sanare neppure cacciando i soldi» si lamenta Giuseppe Tavaglione, proprietario del ristorante La Taverna, che a 53 anni è costretto ad abitare ancora con il fratello di 56, la sorella di 68 e la mamma di 92 e ammette d'aver lasciato sul conto corrente il bottino in attesa del momento buono per comprare finalmente una casa tutta per sé. Camilla De Nittis, 75 anni, cuoca del Piccolo paradiso con un'innata propensione per i traffici («Due pizze al costo di un pesce» reclamizza un ermetico cartello all'ingresso della trattoria), non è per nulla soddisfatta degli investimenti fatti: «In borsa ci ho rimesso 150 milioni» sospira. Quell'ottobre '98 l'anziana donna comprò di nascosto dai figli una quota da 24.900 lire. Da allora gli abitanti del Gargano hanno cercato in tutti i modi di farsi notare nuovamente dalla dea sbendata: «Sapesse li solde che hanno giocato! Eh, figghie mie, se credevene di vincere ancora, invece...». Tentare la sorte resta l'attività prevalente di Peschici, complice la stagione morta che condanna gli albergatori a un letargo di sei mesi l'anno. Qui c'è gente come Gianni Tavaglione, 42 anni, che gira col logo dell'Union de banques suisse ricamato sulla giacca a vento, capace d'investire come minimo 100 euro a settimana tra Superenalotto e Totogol. Certo, essendo uno dei 99 baciati dalla provvidenza, può permetterselo. «Ma io vivevo bene anche prima» ci tiene a precisare. «E 180 dei 640 milioni li ho regalati a fratelli, parenti e amici senza bisogno che venissero a chiedermeli». Il genio della stangata si chiama Fernando De Nittis, 45 anni. All'età di 20 già compilava a mano i sistemi. Oggi s'avvale di software e computer. «Per il 99 per cento è solo fortuna» si schermisce. «Io punto molto sui numeri ritardatari e sulla cadenza del 7: il 17, il 27, il 37...». Scienza pura. Di mestiere De Nittis farebbe il consulente del lavoro. In realtà lo si trova in pianta stabile nel negozio Mille cose, dove il cliente entra badando bene a calpestare quattro piastrelle decorate con quadrifogli verdi, un po' come Indiana Jones all'ultima crociata, che doveva posare il piede sulle pietre giuste per aprirsi la via d'accesso al Santo Graal. Alle 15.57, il profeta della Sisal schizza via tenendo in mano due banconote da 50 euro: «Scusate tanto, ma alle 16 mi chiude la corsa Tris». L'unica che si gioca al botteghino del lotto. Per il resto, da «Mille cose» si può puntare tutto il puntabile. Ogni settimana, a seconda della posta che il sei del Superenalotto mette in palio, De Nittis elabora fino a sei sistemi da 138 quote. Costo: 1.104 euro cadauno. Dopodiché con fantasiose blandizie cerca di ripartire tra i frequentatori dell'emporio i tagliandi da 8 euro. L'unione fa la forza, si sa. Naturalmente può capitare che non riesca a piazzare alcune delle 138 quote. In tal caso incamererà l'eventuale vincita. Per esempio, si favoleggia che nel '98 gli siano restate provvidenzialmente in saccoccia una quindicina di quote invendute. Ciò che gli avrebbe consentito di riscuotere una decina di miliardi di lire. «Mezza! Solo mezza quota ci è rimasta quella volta» svia i sospetti, anche a nome dei fratelli Tommaso e Michele e della sorella Graziella, che ha sposato Domenico Lamargese, detto Mimì, contitolare di Mille cose. Raffaele Pinto, 33 anni, direttore della filiale della Bancapulia a Peschici. Sta di fatto che il clan De Nittis, già proprietario dell'hotel Peschici, ha investito non meno di 5 miliardi nella costruzione del Residence M3, un villaggio turistico. «Ma no, solo un miliardo e mezzo, e con un mutuo acceso in banca» minimizza l'Einstein della scommessa. «Ma vi pare che se fossimo diventati ricchi staremmo ancora qui a vendere giornali e schedine?» si scalda il cognato Mimì, specializzato in pronostici onirici. Lamargese afferma di ricevere in sogno i numeri giusti dai defunti. «Meglio: ricevevo. Ora non più, purtroppo. Me li davano le buonanime dei miei clienti. Comunque sa quanto valiamo noi per la Sisal? Il doppio». Cioè? «Da quando Peschici ha vinto 63 miliardi, il volume delle puntate in Italia è raddoppiato». Ma anche il tenore di vita dei peschiciani ha fatto un bel balzo. Prendete Raffaele Ricci, 55 anni, muratore. Giura che continua a lavorare di malta e cazzuola, eppure lo trovi sempre a far flanella in ricevitoria. Non parliamo del trentenne Matteo D'Aprile. Nel '98 era fruttivendolo al mercato e si alzava all'alba. Adesso è mezzogiorno e al caffè del Corso, che ha inaugurato nella piazza del municipio con i proventi della fortuna, ancora non l'hanno visto. «È a caccia» informa l'attempato barista che sgobba al posto suo. Da caccia se ne torna bel bello, sul far del tramonto, anche Matteo D'Amato, 45 anni, 100 dipendenti, erede della dinastia che gestisce l'omonimo albergo di Peschici e l'hotel Sole di San Menaio. «Visto che siamo chiusi, non mi resta che sparare ai tordi. La vincita? M'è servita per innalzare da tre a quattro stelle l'albergo e per acquistarmi una Porsche». D'Amato assicura d'aver fatto anche un'offerta ai frati di San Giovanni Rotondo per la nuova chiesa di Padre Pio. Tasto da non toccare, quello della beneficenza. Ogni vincitore aveva versato qualcosa per consentire a una ragazza leccese malata di cuore di sottoporsi a un intervento chirurgico negli Stati Uniti. «Manco una telefonata di ringraziamento è arrivata. Per cui la prossima volta non daremo niente a nessuno» avverte indignato De Nittis, il sistemista. A dirla tutta, non è che l'autotassazione avesse brillato per generosità: la somma finale, mantenuta sul vago dai sottoscrittori, pare fosse inferiore ai 40 milioni. Circa 400 mila lire a testa. Lo 0,06 per cento della manna piovuta su Peschici. Splendori e miserie. Ne sanno qualcosa Domenico Cilenti, 30 anni, e Mario Fasanella, 33, paroliere e compositore del gruppo rock Farmacia Agricola, che sull'onda della favolosa vincita erano finalmente riusciti a incidere il loro primo cd. «Finanzio tutto io» aveva garantito uno dei componenti del complesso, miracolato dalla buona stella. Conclusione: amico dileguato, fatture in sospeso. Di quegli epici giorni resta il brano La ballata dei desideri, che ovviamente ha per protagonista lei, la fortuna: «Io sono l'acqua che riempie il tuo mare / io sono l'onda che arriva alla riva / sono il delfino che salta e sa amare / sono la notte che dopo il giorno arriva». Maurizio Trocano, medico di base, non è stato sfiorato né dall'acqua, né dall'onda, né dal delfino. Ciò nonostante fatale gli fu la notte del '98 in cui il paese si radunò esultante davanti alla ricevitoria dei De Nittis. «Stavo lì a festeggiare uno dei 99, il mio amico Domenico Tavaglione, macellaio, e così da quel momento hanno cominciato a vociferare che ero fra i beneficiati. Il Corriere della sera ha fatto il resto scrivendo che detenevo due quote. Altri giornali me ne hanno attribuite addirittura tre. S'immagini le telefonate dei miei quattro fratelli abitanti a Roma... Ancor oggi mi guardano storto». Sospetti rafforzati dal fatto che Trocano è appena rientrato da una vacanza a Santo Domingo e già si prepara a partire per le Maldive a febbraio. «Non scherziamo» minaccia querele. «È una vita che viaggio: fa fede il passaporto». Ma i mutuati almeno sono più felici dopo la pioggia di miliardi? «Spiace dirlo, però quasi tutti hanno speso male i soldi, continuando a giocare, per cui non mi pare che il tasso di serenità sia aumentato» rileva il medico, che è anche assessore ai servizi sociali. «Se la sorte mi premia un'altra volta, non ritiro nemmeno la vincita» medita Fernando De Nittis. «Troppe responsabilità, troppi problemi. Da quel 31 ottobre non vivo più. Prima non avevo tutti questi pensieri». Dei 99, il solo a non avere più pensieri risulta l'impresario edile Giovanni Ranieri: è morto lo scorso anno. Prima di chiudere gli occhi, però, ha potuto vedere i 12 figli radunati, ognuno nel proprio appartamento, in un'unica palazzina ultimata grazie al Superenalotto. Nella sfortuna, fortunato fino all'ultimo.  

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Italo Calvino

 
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Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
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Ecco come la nostra nazione e la sua storia possono essere paragonate alla vita di un qualunque adolescente che affronta il suo processo di crescita, ossia la ricerca di se stesso per affermarsi ed emanciparsi.

 
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Dopo le raccolte di poesie, l’autore decide di cimentarsi con un lungo racconto su un tema mai così attuale come quello dell’amore tra un uomo e un donna vittima della violenza che tante donne spesso subiscono e la difficoltà ad emanciparsi dall’aguzzino. L’incontro, in una di “quelle parti del Sud che ti colorano l’anima rendendola gaudente tra le mille difficoltà di vite aspre” dell’amore adolescenziale al quale lei si aggrappa per fuggire dalla prigione.

 
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Viviamo in mezzo alle storie e bisogna raccontarle bene, con rispetto. E’ un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. non soltanto per trasmettere sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente. 

 
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«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
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Un fotoracconto di Foggia, dei suoi cittadini e dei momenti salienti che la città ha vissuto negli ultimi anni. Dai paesaggi di rara bellezza, all'impegno civico, al mondo della cultura e del teatro, Sepalone racconta attraverso i suoi scatti cos'è Foggia attraverso le sue infinite sfaccettature

 

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Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
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Il concorso letterario “Premio Lupo” nasce nel 2006 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Roseto Valfortore (FG), quando, al fine di generare novelle da utilizzarsi per la realizzazione di cortometraggi, si ritenne di promuovere un concorso letterario. Perché “Premio Lupo”? Si è voluto intestare il concorso al lupo, abitante supremo, austero e intelligente di questo territorio, in ragione di una comunanza rappresentativa delle diverse realtà presenti sui Monti Dauni (30 comuni).

 
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 «Maria, la canzone triste sviluppa, senza lamentosi pietismi, la vicenda di Maria, orfana di una giovane coppia morta durante la strage di Capaci, rimasta segnata nel fisico e nell’animo, e della sua crescita verso una sofferta consapevolezza di sé. Quello che sorprende è il modo con cui Sofia Pia Annarelli modula lo stile con l’alternare vari piani narrativi e registri stilistici e con un’attenta contestualizzazione della storia» (Mariolina Cicerale).

 
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Il mare nostrum è bacino di miti, che viaggiano nel tempo e nello spazio. Veleggiando sulle ali del mito, celebri eroine toccano approdi lontani, attraversando terree culture del Mediterraneo.

 
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Cosa spinge una persona a scrivere del proprio paese? Senz’altro l’amore che nutre per la sua comunità dove è nato, cresciuto e continua, pur con grandi sacrifici, a vivere. Ma non è solo questo.

 
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Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 
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20 anni di vita politica a Cerignola e in Capitanata, senza trascurare una dimensione più ampia: quella regionale e quella nazionale vissute con i protagonisti di allora.

 
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Una letteratura che non porti visibili i segni dell’evoluzione culturale di un popolo (in termini di ideologie, religioni, folclore, ambiente, architettura, arte e lingua) equivale - ci si perdoni il gioco di parole - a una letteratura ‘senza storia’. È indispensabile, dunque, ‘tornare indietro’ a sentire le voci di quegli uomini, senza penalizzanti distinzioni o esclusioni, e a percepire le loro ansie in termini di imitatio e aemulatio, prima di godere in piena consapevolezza della loro conseguita coscienza di impegnati esponenti culturali e prima di indagare le cause del loro successo fino a noi.

 
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Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.

 
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«Per Filippo e Rita il passato, ricostruito e metabolizzato, è il punto di partenza per una nuova fase. Chi, come me, c’era confronta il proprio percorso con il loro, prova a capire cosa si è perso o guadagnato, cosa è stato importante o secondario, cosa è rimasto uguale o è cambiato. I più giovani, nati negli anni dell’innovazione tecnologica, rimarranno sorpresi per le numerose domande che questo scritto genererà soprattutto in loro, che prima non c’erano. A tutti voi che vi apprestate a gustare queste pagine lievi, un avvertimento: sentirete forte la voglia di cercare al più presto qualche risposta. Non datevene troppe: le troverete semplicemente vivendo».

 
Vernacolo in musica 2

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Vernacolo in musica 2

di Alfredo Amatruda - Sereno Labbozzetta

Questo secondo volume di raccolta di canzoni in dialetto foggiano completa il primo "Vernacolo in Musica" e ha ancora una volta il merito di mettere in mostra pregevoli testi dei poeti dialettali Marisa Amatruda, Osvaldo Anzivino, Alfredo Ciannameo, Giuseppe Esposto, Raffaele Lepore, Urbano Marano, Guido Mucelli, Raffaele Pagliara, Ottavio De Stefano, Amelia Rabbaglietti, Raffaele Ventura, nonché - oltre ovviamente a Sereno Labbozzetta e Alfredo Amatruda - i compositori Ferdinando e Rico Garofalo e la stessa Mariateresa Labbozzetta. Un vero patrimonio culturale che abbraccia ormai un secolo e che va aggiornato e rivalutato.

 
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Il mare è di tutti. Personaggi, racconti e vite vere lo attraversano, nutrendosi di cultura o pagando lo scotto delle ingiustizie della storia. Lì è la nostra origine, lì il nostro approdo: «il tutto o il niente, come un grande mare, circonda l’isola di naufraghi che è la vita» (Fernando Pessoa).

 
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Il figlio di NessuNo

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Mino Capocollo nel momento della morte del padre Amleto viene a conoscenza di un terribile segreto: coloro che credeva i suoi genitori in realtà sono dei perfetti estranei

 

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Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Premio Lupo 2015 - Sezione Pittura

Prezzo di vendita 25,00

Premio Lupo 2015 - Sezione Pittura

di AA.VV.

La pittura, in tutte le sue espressioni, rappresenta il linguaggio comune di tutte le arti attraverso il tempo della creatività umana. Se osserviamo i grandi capolavori, ci rendiamo conto che in essi troviamo tante suggestioni, emozioni, ricordi, nonché un forte senso di compattezza, una costante circolazione di idee sempre innovative e una enorme quantità di modelli figurativi...

 
Premio Lupo 2014

Prezzo di vendita 25,00

Premio Lupo, settima edizione

di AA.VV.

«Alla giuria del premio letterario quest’anno sono arrivati 75 racconti e 36 dipinti per raffigurare “paesaggi, monumenti, luoghi, persone dell’Appennino Dauno”. Nel passato il Premio Lupo ha registrato la partecipazione di oltre 700 scrittori di tutta Italia: mille racconti e 6 milioni di parole per raccontare i Monti Dauni e per parlare di lui, il nostro lupo pre-appenninico, descrivere un singolare paesaggio umano in un territorio ricco di cultura e di antichissima storia» (Giuseppe Trincucci, presidente della Commissione del Concorso Letterario)

 
Integrazione Sicurezza Alimentare e Nutrizionale

Prezzo di vendita 10,00

Integrazione Sicurezza Alimentare e Nutrizionale

di Aa.Vv.

Il libro racchiude gli abstract forniti dai medici partecipanti al convegno omonimo, in programma il 19 e 20 marzo 2015 presso l'Aula Magna "Valeria Spada" dell'Università Degli Studi di Foggia.

 
Un invito, poi un viaggio

Prezzo di vendita 15,00

Un invito, poi un viaggio

di Alessia Roberta Scopece

Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 
Premio Lupo, Rassegna di pittura

Prezzo di vendita 15,00

Premio Lupo, Rassegna di pittura

di AA.VV.

«La pittura è un viaggio circolare, nel labirinto dell’anima, dell’ispirazione, dell’espressione che ci regala libertà di stimoli e sensazioni, ci proietta nella dimensione poetica avvincente, che ci avvince ogni giorno», scrive Lina Franza nella presentazione di questo catalogo che raccoglie le opere artistiche per la prima volta in consorso al "Premio Lupo", giunto alla sua settima edizione.

 
Verba puerpera

Prezzo di vendita 20,00

Verba puerpera

di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.