L'Editoriale

Martedì 26 Settembre 2017

Uomini e imprese della nostra terra

Emanuele Blandamura, il sioux lucano della box originario di Cerignola

Il nonno, Felice, di Cerignola, va in servizio a Ferrandina e lì conosce e sposa Isabella. Poi il trasferimento della famiglia a Roma, dove Blandamura è cresciuto con i nonni paterni e la ferrandinese Isabella ha sempre mantenuto stretti legami con la Lucania

Emanuele Blandamura, il sioux lucano della box originario di Cerignola

Il pugile lucano, cerignolano d'origine, Emanuele Blandamura

Oggi, 5 marzo, Emanuele sarà a Potenza. Prima incontrerà le ragazze ed i ragazzi della Boxe Potenza del maestro Giuseppe Gruosso quale ospite di onore al Round e Sound sabato 5 marzo al teatro Don Bosco alle 19,30 alla presentazione del libro “Il Biondo - un pugno alla guerra l’altro alla speranza” di Gianmarco Blasi sulla vita del primo pugile lucano Franco Blasi.

E’ il numero tre delle classifiche europeo dei pesi medi; è stato campione europeo; pugile di immenso carattere e ottima tecnica. Il suo sogno è di ritornare presto campione del Vecchio Continente e perché no, un sogno mondiale .
Si fa chiamare Sioux; perché ama gli indiani di America ed il loro coraggio; la loro storia, il loro rispetto verso la Natura e gli animali. “Popoli pieni di saggezza e in armonia con il mondo, mentre noi civilizzati abbiamo perso il contatto con la natura – spiega Emanuele Blandamura – una cultura che ammiro quella dei pellerossa. Fieri; guerrieri ma generosi. Cacciavano solo per cibarsi ma non ammazzavano per puro divertimento gli animali”. E saluta i suoi fan con Hoka Hey il grido di Cavallo Pazzo, il condottiero dei sioux Oglala, il vincitore del generale Custer a Litle Bighorn.
Ma è un sioux lucano, regione alla quale è affezionato e ci ritorna spesso. L’amato nonno Felice è di Cerignola, carabiniere va in servizio a Ferrandina e lì conosce e sposa Isabella; una ragazza del posto. Nasce anche il papà di Emanuele; poi il trasferimento a Roma. Blandamura è cresciuto con i nonni paterni e la ferrandinese Isabella ha sempre mantenuto stretti legami con la Lucania. A Ferrandina si andava sempre a trovare i parenti, così come a Miglionico e Matera. Anche Emanuele ci andava e ci ritorna spesso. E sarà a Potenza ; prima incontrerà le ragazze ed i ragazzi della Boxe Potenza del maestro Giuseppe Gruosso quale ospite di onore al Round e Sound sabato 5 marzo al teatro Don Bosco alle 19,30 alla presentazione del libro “Il Biondo- un pugno alla guerra l’altro alla speranza” di Gianmarco Blasi sulla vita del primo pugile lucano Franco Blasi. Un libro di boxe i cui orizzonti vanno oltre la noble art; dal bombardamento di Potenza del 8 settembre 1943 alla ricostruzione, al miracolo di Silvio Nocera che dal nulla cresce dei campioni di pugilato; alla amicizia con Rocco Mazzola, all’emigrazione in Francia dove combatteva fingendo di essere muto e sotto falso nome francese al ritorno in Basilicata. Un libro che parla di amicizia, di speranza, di privazioni, di affetti e di memoria storica. Un libro che è anche un inno alla lucanità quello del giovane Gianmarco Blasi; nipote del Biondo. Quella lucanità di cui va fiero anche Sioux Blandamura. Con Sioux è un piacere dialogare ed ecco una mia intervista con il pugile e l'amico.

Allora Sioux, parliamo un po’ di te
Sono nato il 19 dicembre 1979 ad Udine mia madre era di Tricesimo e mio padre trovò lavoro lì in banca, si sono conosciuti per aver fatto un incidente stradale, assurdo ma vero; fanno un incidente e nasce il colpo di fulmine ,si fidanzano, si sposano presto e arrivo io il . Purtroppo nacquero problemi tra i due;poi mia madre se ne andò; era giovanissima e considerò crescere un figlio come un ostacolo ; non so dirti. Fatto sta che mi lasciò a mio padre e sparì. Fatto sta ne feci io le spese già da neonato. Mio padre cerco di accudirmi provò di tutto; baby sitter, con qualche compagna ma non ci riuscì. Chiese aiuto a ai nonni Felice e Isabella. Mio nonno era maresciallo dei carabinieri e la sua ultima sede di lavoro era Roma, così all’età di 8 mesi vengo affidato ai nonni a Roma e li sono rimasto per tutta la Vita . A pensarci; c’erano problemi di documenti; mia madre non si trovava; vivevo quasi da clandestino. Iniziai a scuola dalle suore alla Sacra Famiglia, in collegio. 5 anni di elementari e uno di medie dove fui bocciato perché ero un discolo, anzi no un vandalo e facevo danni. Poi le pubbliche appena messo i documenti apposta e iniziai un percorso normale. Con mio padre di vedevo solo una volta all’anno; così è andata per anni. con mia madre non mi sono visto mai mai. Ho avuto sue notizie solo a 27 anni; quando mi decisi di andarla cercare; dopo una infanzia traumatica per il suo abbandono ma volevo conoscere ormai adulto la mia madre biologica.


La boxe come arrivò?
Avevo praticato molti sport, poi approdai alla palestra del maestro Fiermonte.
Solo questo?
E’ stato l’uomo che mi ha indirizzato al pugilato. Ma prima fu devo parlarti di una persona importante. Giovanni Capranica, il padre del famoso musicista e direttore d’orchestra Federico che per anni ha diretto l’orchestra a Sanremo. Giovanni era fidanzato con una amica di mia nonno. Mi ha cambiato la vita; ero un bulletto di periferia, anche se ho sempre lavorato. Studiavo; insomma andavo scuola e poi a lavorare; anche al mercato di frutta e verdura a fare pulizie. Mi comprai il primo motorino a 17 anni. Poi a 18 anni appena finita la scuola andai in marina; sempre a lavorare. In quel periodo ci fu l’incontro con Guido Fiermonte ma fu parlando con Giovanni; anzi Nino che feci quella scelta: gli raccontavo delle mie risse; e lui mi disse ma se ti piace usare le mani; fai il pugilato, combatti sul ring e non per strada.

E cosa successe?
Siccome ero convinto della mia bravura; cercai una palestra ma non una qualunque; la migliore dove potessi imparare per bene e andai da Guido Fiermonte. Ricordo che c’era scritto sulla porta “Only for Lady e Gentlman”. Entrai con una sigaretta in bocca, spavaldo e mi accolse Fiermonte: mi vide con sigaretta; orecchini; occhiali da sole e mi disse secco: “Le iscrizioni sono chiuse”. Insistetti e Fiermonte secco : “le iscrizioni sono chiuse”. Mi cacciò.

E hai perso le speranze?
No, ne parlai con Nino Capranica, anzi dicendo anche brutte cose su Fiermonte. Nino mi guardò e disse “Ti sei presentato male. Vuoi imparare la boxe? Ritorna e fai la persona educata”. Una settimana ritornai dal maestro Fiermonte; ben vestito, senza orecchini ed educatamente gli dissi che volevo imparare il pugilato seriamente, ero disposto a pagare le lezioni; lo implorai e gli chiesi scusa del mio comportamento.
Ed il maestro Fiermonte che rispose?
Rispose : “Le iscrizioni sono aperte”. Così iniziò la mia carriera pugilistica.
Tornai da Nino e gli gridai “Nino, Nino mi ha accettato, mi ha accettato”. Però fumavo e Capranica mi consigliò di non fumare più; alle mie rimostranze che fumavo poco ; due tre al massimo.. ma non era vero Nino rispose “Ma scusa ma se te daje solo na martelatta sul dito o te ne dai cento t’e fai male lo stesso? “ “Eh sìì”. E Nino : “allora che fumi a fa..”. Smisi di fumare da allora ed a essere un boxer sul serio.

La carriera dilettantistica?
Il primo match il 29 ottobre 1999 contro Andrea Pagnotta; feci un bel match ma persi; due volte ci ho combattuto contro e tutte e due mi hanno fregato la vittoria. Purtroppo Nino Capranica non c’era; morì venti giorni prima del mio esordio. Ogni volta che combatto alla vigilia di ogni incontro sono andato sempre a trovarlo…
All’angolo avevo il maestro Mancini; già campione italiano negli anni 60. Mi spronava , dicevo che avevo stoffa, talento ma sono sempre stato pragmatico; mi piacevano i fatti non le chiacchiere. Lasciammo la vecchia palestra Nuova Villata e andammo a quella di Casal Bruciato Zonfrillo e Federici e feci l’exploit.
Fui anche chiamato in nazionale, non mi sono affermato ma sono stato chiamato spesso; in Jugoslavia; anche contro la Russia, Francia, Inghilterra. Poi lasciai la boxe per quasi due anni e innamorato di uan ragazza tedesca emigrai in Germania, dove conobbi Mario Guedes,un grande maestro brasiliano e mi venne a trovare chiedendomi quanto guadagnavo. “1100euro risposi” e Guedes mi offrì 1000 euro per un match da dilettante, ma rifiutati perche ormai mi ero stufato della boxe. Ma ripresi. Feci i campionati italiani e ho combattuto la finale contro Di Corcia, dopo l’incontro entrò negli spogliatoi Francesco Damiani e mi disse “Ma Blandamura ma dove stavi? Da dove ti hanno tirato fuori? che fine avevi fatto”. Avevo perso ma contro un grande avversario e dopo una grande sfida


Dopo 44 incontri da dilettante, con 33 vittorie; 8 sconfitte e 3 pari diventi professionista
Si con i maestri Zonfrillo e Federici; manager Loreni per una decina di incontri; molti contro italiani di classifica nazionale. Poi per una serie di circostanze mi incontrati con Salvatore Cherchi e parlammo. Insomma passai con L’Opi 2000 . Per me fu un sogno; lo vedevo in tv con Parisi, Nardiello; Branco ed altri campioni. Vivevo una sorta di favola. Con Cherchi una serie di incontri importanti ed anche meno, ma il titolo non arrivava; scalpitavo per un titolo italiano invece arrivò a ottobre 2011 il titolo WBC del mediterraneo dei pesi medi contro Manuel Ernesti. Feci un match straordinario; feci una perfomance strabiliante. Lui era un amico ma sul ring no. Del resto Manuel andava a dire in giro che mi avrebbe steso in due riprese… ma il titolo lo vinse Sioux Blandamura. Lo misi giù al 9 round; anche se c’era in gioco solo un titoletto; oggi forse avrei preferito un titolo italiano ma dai meglio così perché poi arriva nel 2012 il titolo WBC International Silver dei medi che mi poteva mettere nei primi 15 del mondo; lo faccio a Frigene contro Luca Tassi; gran boxer dove diamo spettacolo, ci siamo scontrati a viso aperto. Luca era stato campione italiano dei supermedi e imbattuto in 15 incontri. Un incontro bellissimo. Vinsi per getto della spugna alla 10 ripresa

Poi arriva la vera occasione contro Marcos Nader
Si il titolo dell’Unione Europa a Stoccarda il 25 gennaio 2014 Faccio una grande preparazione con Agnuzzi, mi preparo con Giovanni De Carolis attuale campione mondiale dei Supermedi WBA; mi ha dato un grande aiuto. Arriviamo in Germania, ci vengono a prendere con una porche; ma non mi feci impressionare anche perché non capisco nulla di auto. Ma significava che in Germania e in Gran Bretagna c’è un gran rispetto per la boxe, in Italia non siamo nessuno noi pugili. Pensa che mentre passeggiavo c’erano persone che mi osservano; che salutavano.. Credevo che mi osservassero perchè ero incappucciato e incuriosivo.. Poi accendo la tv e capii: parlavano dell’incontro che dovevo sostenere, Qui in Italia mica capita; pure durante peso sembrava di essere nel castello di Cenerentola. Per il match ci vengono a prendere in pullman per portarci al Porche Arena; un gotha della boxe. Sembrava na favola; fotografi; giornalisti..

Un incontro difficile in terra straniera
Combattutissimo; fino alla fine. Il manager di Nader era impassibile; poi alla lettura dei cartellini abbassa lo sguardo e il mio grido di vittoria…Soiux Blandamura nuovo campione dell’Unione Europea dei pesi medi.

Poi la difesa contro Billy Joe Saunders attuale campione mondiale WBO dei medi.
A Casa sua; l’asta vinta da Frank Warren, una ottima borsa e per me si apre una nuova dimensione. Alla vigilia ero emozionato; a giocarmi una chance mondiale a casa di Warren.

Però hai avuto problemi. Sì; piccoli giochetti psicologici per innervosirci; dicevano una cosa e ne facevano un’altra; ma non ci sono riusciti. Alle operazioni di peso ricordo che Billy Joe aveva le mani tremolanti, non io. Ero sicuro di me.

Un incontro importante.
Sì, era considerata la semifinale per il campionato mondiale WBO e siccome Tyson Fury attuale campione mondiale dei massimi diede forfait il nostro fu l’incontro clou della serata Ho perso alla 8 ripresa, avevo un due punti di svantaggio ma ero a casa sua. Poi Billy Joe ha dimostrato il suo valore prima batte Chris Eubank Jr e poi anche Andy Lee per il mondiale WBO.
Comunque ho combattuto alla pari con l’attuale campione mondiale. Ho perso ma ho combattuto alla pari.

Sioux poi capitò qualcosa che ti colpito nella vita.
Purtroppo si; una cosa che ha segnato per sempre la mia vita ed ancora adesso è difficile non pensare a mio nonno. - Qui Blandamura si emoziona.. -Il 26 luglio perdo l’europeo; il 5 settembre mio nonno. Torno in Italia, faccio fare dei controlli medici a mio nonno e tranquillo parto in agosto per una vacanza. Mia zia, mio padre con il quale dopo i campionati dilettanti avevo ripreso maggiormente i rapporti stavano vicini al nonno. Ma mio nonno peggiora, ero ancora in vacanza con la mia ex ragazza ma stavo in pensiero; io volevo ritornare. Ma lei no voleva restare pur sapendo del mio legame strettissimo con nonno Felice. In ogni caso ritornammo prima anche se lei voleva restare ; ero preoccupatissimo anche se quando telefonavo a nonno mi tranquillizzava; ma avevo capito che qualcosa non andava… Il 5 settembre mio nonno se ne andò. Mio padre mi avvisò “Lele; nonno non c’è più”. Quella frase ancora la sento..

Da lì cambia la tua vita; giusto?
Sì, lascio la mia ragazza, lascio anche l’allenatore e vado a allenarmi a Civitavecchia da Mario Massai e poco dopo sono nominato di nuovo sfidante europeo contro Soro; la mia organizzazione vince l’asta, il mio manager fa uno sforzo economico incredibile per tutto, anche io accetto una borsa minore per fare economia. Inutile dire si sa; perdo con Soro. Ritorna il buio nella mia vita, vado in crisi. Ma conosco una ragazza che mi porta ottimismo; e pii ho perso con il numero 3 del mondo, non contro uno qualunque. Ed adesso sono di nuovo in lizza per l’europeo; ho superato la morte di nonno; sono diventato anche più uomo e a capire che la vita non è solo la boxe; ma c’è altro. Poi dopo tanti traumi psicologici da quando ho deciso di andare a cercare mia madre che trovo e da lì ad oggi stiamo costruendo un bel rapporto. Mio padre sempre stato presente con le sue lacune di uomo e di padre un infanzia difficile con lui; ma oggi i rapporti sono buoni e stiamo costruendo insieme quelo che è mancato in passato. Ma i miei eroi sono Nonno Felice Nonna Isabella – la nonna lucana che ha cresciuto Sioux- mia zia e poi anche mio zio successivamente ora loro sono sposati e hanno una figlia mia cugina Giulia una ragazza vivace e tanto tenera.

Adesso sei ritornato con Agnuzzi?
Si avevamo avuto incomprensioni; ora di nuovo assieme. Verremo come andrà.

Sei attivo con i giovanissimi
Un progetto contro il bullismo; la boxe è rispetto dell’avversario e si se stessi; non è violenza.. Uno sport duro, anzi durissimo ma dove ci vuole disciplina; rispetto di se stessi e rispetto per gli altri.
Un messaggio contro la violenza attraverso l’allenamento; divertendosi e facendo comprendere che fa bene semmai fare a cazzotti con regole e per gioco; senza farsi male. E soprattutto rispettare chi non può difendersi. Il debole è il bullo; il vero debole è chi calpesta le dignità degli altri. Caro Leo poi il valore di un uomo lo si capisce non da cosa ha ma da cosa dà agli altri .Amico mio la boxe mi ha dato e mi sta dando tanto. I legami e la stima che puoi costruirti, con questo sport sono innumerevoli. Ma è più grande la gloria che deriva dalle virtù umane,di quella che deriva dal patrimonio economico.

Il Castello Edizioni

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Da subito best-seller, alla pari del suo modello, l’Eneide si fa modello essa stessa, entrando nell’immaginario culturale e offrendosi quale inesauribile forziere di esemplarità, analogie, metafore, sentenze. Evidentemente, appartiene al ‘tesoro’ che ne deriva il titolo di questo nostro libro: antiquam exquirite matrem. L’emistichio è, notoriamente, stralciato dal comando del Timbreo a «cercar l’antica madre»: male inteso, l’oracolo fuorvia i Troiani, sicché, la trama che avrebbe potuto / dovuto essere svanisce a causa di (o semmai grazie a) questo fraintendimento, che genera errores e, con gli errores, la ‘vera’ storia del viaggio di Enea. Per altri versi, questa frase ci è parsa emblematica un po’ del lavoro esegetico, che ora spiega, ora tradisce il testo; un po’ di quello degli imitatori, che intendendo o fraintendendo, fanno comunque un testo nuovo.

 
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«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
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La pittura, in tutte le sue espressioni, rappresenta il linguaggio comune di tutte le arti attraverso il tempo della creatività umana. Se osserviamo i grandi capolavori, ci rendiamo conto che in essi troviamo tante suggestioni, emozioni, ricordi, nonché un forte senso di compattezza, una costante circolazione di idee sempre innovative e una enorme quantità di modelli figurativi...

 
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Dopo le raccolte di poesie, l’autore decide di cimentarsi con un lungo racconto su un tema mai così attuale come quello dell’amore tra un uomo e un donna vittima della violenza che tante donne spesso subiscono e la difficoltà ad emanciparsi dall’aguzzino. L’incontro, in una di “quelle parti del Sud che ti colorano l’anima rendendola gaudente tra le mille difficoltà di vite aspre” dell’amore adolescenziale al quale lei si aggrappa per fuggire dalla prigione.

 
Multas per gentes: il confronto con l'altro

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«A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; [...] quando questo avviene, [...] allora, al termine della catena, sta il Lager» (Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947).

 
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In occasione del I°‭ ‬Centenario della Prima Guerra Mondiale si è voluto recuperare un episodio bellico che ne ha segnato l’incipit‭, ‬all’alba del 24‭ ‬maggio 1915‭: ‬l’affondamento‭, ‬al largo di Vieste‭, ‬del cacciatorpediniere‭ ‬‘Turbine’‭ ‬da parte dell’incrociatore austriaco Helgoland‭. 

 
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di Fabio Amendolara

Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
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ù"Il Maestro Rotelli" vuole essere un omaggio ad un conterraneo artigiano del linguaggio, ad un’artista del verso che, come altri della sua generazione, scrive per dovere morale. È concepito per celebrare l’eclettismo, la mitopoiesi e soprattutto l’onestà e il coraggio di un poeta e di un uomo d’altri tempi, vissuto a Torremaggiore.

 
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Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.

 
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Cosa spinge una persona a scrivere del proprio paese? Senz’altro l’amore che nutre per la sua comunità dove è nato, cresciuto e continua, pur con grandi sacrifici, a vivere. Ma non è solo questo.

 
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 Quanto tempo abbiamo trascorso sotto casa, chi in un cortile, chi in mezzo alla strada! Quante giornate ci son sembrate noiose perché esattamente l’una uguale all’altra! Eppure proprio quelle giornate sono risultate fondamentali per la nostra crescita, quella che ci ha permesso di arrivare ad essere come quegli adulti che allora osservavamo con distacco e ammirazione al tempo stesso.

 
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di Antonella Tedeschi

L’indagine relativa agli aspetti strutturali, linguistici e tematici delle sezioni della fabula terenziana, che maggiormente hanno influenzato la stesura di Molière, gettano luce sulla fucina dove ha lavorato il commediografo francese, che sapientemente ha adattato molteplici elementi e ha ‘confuso’ echi antichi e moderni, dotandoli di stilemi comici personalissimi.

 
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Il mare nostrum è bacino di miti, che viaggiano nel tempo e nello spazio. Veleggiando sulle ali del mito, celebri eroine toccano approdi lontani, attraversando terree culture del Mediterraneo.

 
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Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
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Il mare è di tutti. Personaggi, racconti e vite vere lo attraversano, nutrendosi di cultura o pagando lo scotto delle ingiustizie della storia. Lì è la nostra origine, lì il nostro approdo: «il tutto o il niente, come un grande mare, circonda l’isola di naufraghi che è la vita» (Fernando Pessoa).

 
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«L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto». (Papa Benedetto XVI)

 
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Patino era un’ala di quelle di un tempo mai passato di moda che vivevano ai confini del rettangolo; quasi una sorta di reclusi dentro una striscia piccolissima di campo, per preparare poi gli scatti, i dribbling e gli allunghi, i cross per le teste dorate di Nocera e Oltramari, di Matteo Rinaldi che avanzava ad ogni calcio d’angolo come gli capitò di fare, tra l’incredulità collettiva, a Firenze nel debutto assoluto in serie A, segnando un gol che ammutolì lo stadio.

 
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«So che ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio d’immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori».

Italo Calvino

 
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L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

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Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

di AA.VV.

Non si può non convenire sul fatto che l’analisi del Fortleben dei classici nel loro impiego scolastico costituisce una ulteriore occasione di riflessione sulla capacità impressionante degli antichi di precorrere i tempi anche in una sfera nevralgica e quanto mai attuale come quella didattica.

 
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Maria, la canzone triste

di Sofia Pia Annarelli

 «Maria, la canzone triste sviluppa, senza lamentosi pietismi, la vicenda di Maria, orfana di una giovane coppia morta durante la strage di Capaci, rimasta segnata nel fisico e nell’animo, e della sua crescita verso una sofferta consapevolezza di sé. Quello che sorprende è il modo con cui Sofia Pia Annarelli modula lo stile con l’alternare vari piani narrativi e registri stilistici e con un’attenta contestualizzazione della storia» (Mariolina Cicerale).

 
Son'io, Marina

Prezzo di vendita 15,00

Son'io, Marina

di Michele Sisbarra

Marina aveva sempre concepito la vita come un frammento di concretezza nell’immaterialità del nulla. Sì, il nulla, quello che la precede e che sarà dopo di lei, dopo ognuno di noi. Un peso che inconsapevolmente si portava dietro da troppo tempo

 
Salvatore Tatarella

Prezzo di vendita 15,00

Salvatore Tatarella

di Natale Labia

«Salvatore, mio fratello, la parte migliore di me, il superamento di me stesso, è sindaco di Cerignola» Pinuccio Tatarella (Cerignola 10.12.1993)

 
Vernacolo in musica 2

Prezzo di vendita 25,00

Vernacolo in musica 2

di Alfredo Amatruda - Sereno Labbozzetta

Questo secondo volume di raccolta di canzoni in dialetto foggiano completa il primo "Vernacolo in Musica" e ha ancora una volta il merito di mettere in mostra pregevoli testi dei poeti dialettali Marisa Amatruda, Osvaldo Anzivino, Alfredo Ciannameo, Giuseppe Esposto, Raffaele Lepore, Urbano Marano, Guido Mucelli, Raffaele Pagliara, Ottavio De Stefano, Amelia Rabbaglietti, Raffaele Ventura, nonché - oltre ovviamente a Sereno Labbozzetta e Alfredo Amatruda - i compositori Ferdinando e Rico Garofalo e la stessa Mariateresa Labbozzetta. Un vero patrimonio culturale che abbraccia ormai un secolo e che va aggiornato e rivalutato.

 
Le storie dei SIAN

Prezzo di vendita 15,00

Le storie dei SIAN

di AA.VV.

Interviste ai direttori del Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione a margine del III Seminario Nazionale "Integrazione tra sicurezza alimentare e nutrizionale" (Foggia, 5-7 maggio 2016)

 
TraPassato&Presente

Prezzo di vendita 35,00

TraPassato&Presente

di AA.VV.

Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 
Il lumicino della Speranza

Prezzo di vendita 12,00

Il lumicino della Speranza

di Piero Cicolella

La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
Foggiani

Prezzo di vendita 15,00

Foggiani

di Gioacchino Rosa Rosa

«Quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita  nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta». Olivier Clerc, "Storia di una ranocchia"

 
Quattro amici al bar

Prezzo di vendita 12,00

Quattro amici al bar

di Domenico Farina

20 anni di vita politica a Cerignola e in Capitanata, senza trascurare una dimensione più ampia: quella regionale e quella nazionale vissute con i protagonisti di allora.

 
Premio Lupo 2016

Prezzo di vendita 20,00

Premio Lupo 2016

di AA.VV.

Quattro parole, “Facciamo un concorso letterario”. La sfida era stata aperta. “Lo chiameremo “Premio Lupo” - dissi, in onore del nostro territorio che, per similitudine, ha visto nello scorso secolo una netta diminuzione della presenza dei suoi abitanti e del braccato animale, migrati a fiotti altrove. Eravamo tutti perplessi e non solo per il nome del concorso... Ma per sfida o per incoscienza intraprendemmo un percorso che, pur essendo molto impegnativo, è ricco di grandi soddisfazioni. Seminare su terreno incolto è sempre impresa ardua, ne sanno qualcosa i nostri contadini, ma a volte loro stessi, scarpe grosse e cervello fino, ci hanno dimostrato di saper ottenere, da incolti e pascoli, grandi risultati. Tanto sta avvenendo per il progetto “Premio Lupo”. Impensabile concepire nel lontano 2006 il ‘raccolto’ del 2016...