Lunedì 05 Dicembre 2016

Uomini e imprese della nostra terra

Emanuele Blandamura, il sioux lucano della box originario di Cerignola

Il nonno, Felice, di Cerignola, va in servizio a Ferrandina e lì conosce e sposa Isabella. Poi il trasferimento della famiglia a Roma, dove Blandamura è cresciuto con i nonni paterni e la ferrandinese Isabella ha sempre mantenuto stretti legami con la Lucania

Emanuele Blandamura, il sioux lucano della box originario di Cerignola

Il pugile lucano, cerignolano d'origine, Emanuele Blandamura

Oggi, 5 marzo, Emanuele sarà a Potenza. Prima incontrerà le ragazze ed i ragazzi della Boxe Potenza del maestro Giuseppe Gruosso quale ospite di onore al Round e Sound sabato 5 marzo al teatro Don Bosco alle 19,30 alla presentazione del libro “Il Biondo - un pugno alla guerra l’altro alla speranza” di Gianmarco Blasi sulla vita del primo pugile lucano Franco Blasi.

E’ il numero tre delle classifiche europeo dei pesi medi; è stato campione europeo; pugile di immenso carattere e ottima tecnica. Il suo sogno è di ritornare presto campione del Vecchio Continente e perché no, un sogno mondiale .
Si fa chiamare Sioux; perché ama gli indiani di America ed il loro coraggio; la loro storia, il loro rispetto verso la Natura e gli animali. “Popoli pieni di saggezza e in armonia con il mondo, mentre noi civilizzati abbiamo perso il contatto con la natura – spiega Emanuele Blandamura – una cultura che ammiro quella dei pellerossa. Fieri; guerrieri ma generosi. Cacciavano solo per cibarsi ma non ammazzavano per puro divertimento gli animali”. E saluta i suoi fan con Hoka Hey il grido di Cavallo Pazzo, il condottiero dei sioux Oglala, il vincitore del generale Custer a Litle Bighorn.
Ma è un sioux lucano, regione alla quale è affezionato e ci ritorna spesso. L’amato nonno Felice è di Cerignola, carabiniere va in servizio a Ferrandina e lì conosce e sposa Isabella; una ragazza del posto. Nasce anche il papà di Emanuele; poi il trasferimento a Roma. Blandamura è cresciuto con i nonni paterni e la ferrandinese Isabella ha sempre mantenuto stretti legami con la Lucania. A Ferrandina si andava sempre a trovare i parenti, così come a Miglionico e Matera. Anche Emanuele ci andava e ci ritorna spesso. E sarà a Potenza ; prima incontrerà le ragazze ed i ragazzi della Boxe Potenza del maestro Giuseppe Gruosso quale ospite di onore al Round e Sound sabato 5 marzo al teatro Don Bosco alle 19,30 alla presentazione del libro “Il Biondo- un pugno alla guerra l’altro alla speranza” di Gianmarco Blasi sulla vita del primo pugile lucano Franco Blasi. Un libro di boxe i cui orizzonti vanno oltre la noble art; dal bombardamento di Potenza del 8 settembre 1943 alla ricostruzione, al miracolo di Silvio Nocera che dal nulla cresce dei campioni di pugilato; alla amicizia con Rocco Mazzola, all’emigrazione in Francia dove combatteva fingendo di essere muto e sotto falso nome francese al ritorno in Basilicata. Un libro che parla di amicizia, di speranza, di privazioni, di affetti e di memoria storica. Un libro che è anche un inno alla lucanità quello del giovane Gianmarco Blasi; nipote del Biondo. Quella lucanità di cui va fiero anche Sioux Blandamura. Con Sioux è un piacere dialogare ed ecco una mia intervista con il pugile e l'amico.

Allora Sioux, parliamo un po’ di te
Sono nato il 19 dicembre 1979 ad Udine mia madre era di Tricesimo e mio padre trovò lavoro lì in banca, si sono conosciuti per aver fatto un incidente stradale, assurdo ma vero; fanno un incidente e nasce il colpo di fulmine ,si fidanzano, si sposano presto e arrivo io il . Purtroppo nacquero problemi tra i due;poi mia madre se ne andò; era giovanissima e considerò crescere un figlio come un ostacolo ; non so dirti. Fatto sta che mi lasciò a mio padre e sparì. Fatto sta ne feci io le spese già da neonato. Mio padre cerco di accudirmi provò di tutto; baby sitter, con qualche compagna ma non ci riuscì. Chiese aiuto a ai nonni Felice e Isabella. Mio nonno era maresciallo dei carabinieri e la sua ultima sede di lavoro era Roma, così all’età di 8 mesi vengo affidato ai nonni a Roma e li sono rimasto per tutta la Vita . A pensarci; c’erano problemi di documenti; mia madre non si trovava; vivevo quasi da clandestino. Iniziai a scuola dalle suore alla Sacra Famiglia, in collegio. 5 anni di elementari e uno di medie dove fui bocciato perché ero un discolo, anzi no un vandalo e facevo danni. Poi le pubbliche appena messo i documenti apposta e iniziai un percorso normale. Con mio padre di vedevo solo una volta all’anno; così è andata per anni. con mia madre non mi sono visto mai mai. Ho avuto sue notizie solo a 27 anni; quando mi decisi di andarla cercare; dopo una infanzia traumatica per il suo abbandono ma volevo conoscere ormai adulto la mia madre biologica.


La boxe come arrivò?
Avevo praticato molti sport, poi approdai alla palestra del maestro Fiermonte.
Solo questo?
E’ stato l’uomo che mi ha indirizzato al pugilato. Ma prima fu devo parlarti di una persona importante. Giovanni Capranica, il padre del famoso musicista e direttore d’orchestra Federico che per anni ha diretto l’orchestra a Sanremo. Giovanni era fidanzato con una amica di mia nonno. Mi ha cambiato la vita; ero un bulletto di periferia, anche se ho sempre lavorato. Studiavo; insomma andavo scuola e poi a lavorare; anche al mercato di frutta e verdura a fare pulizie. Mi comprai il primo motorino a 17 anni. Poi a 18 anni appena finita la scuola andai in marina; sempre a lavorare. In quel periodo ci fu l’incontro con Guido Fiermonte ma fu parlando con Giovanni; anzi Nino che feci quella scelta: gli raccontavo delle mie risse; e lui mi disse ma se ti piace usare le mani; fai il pugilato, combatti sul ring e non per strada.

E cosa successe?
Siccome ero convinto della mia bravura; cercai una palestra ma non una qualunque; la migliore dove potessi imparare per bene e andai da Guido Fiermonte. Ricordo che c’era scritto sulla porta “Only for Lady e Gentlman”. Entrai con una sigaretta in bocca, spavaldo e mi accolse Fiermonte: mi vide con sigaretta; orecchini; occhiali da sole e mi disse secco: “Le iscrizioni sono chiuse”. Insistetti e Fiermonte secco : “le iscrizioni sono chiuse”. Mi cacciò.

E hai perso le speranze?
No, ne parlai con Nino Capranica, anzi dicendo anche brutte cose su Fiermonte. Nino mi guardò e disse “Ti sei presentato male. Vuoi imparare la boxe? Ritorna e fai la persona educata”. Una settimana ritornai dal maestro Fiermonte; ben vestito, senza orecchini ed educatamente gli dissi che volevo imparare il pugilato seriamente, ero disposto a pagare le lezioni; lo implorai e gli chiesi scusa del mio comportamento.
Ed il maestro Fiermonte che rispose?
Rispose : “Le iscrizioni sono aperte”. Così iniziò la mia carriera pugilistica.
Tornai da Nino e gli gridai “Nino, Nino mi ha accettato, mi ha accettato”. Però fumavo e Capranica mi consigliò di non fumare più; alle mie rimostranze che fumavo poco ; due tre al massimo.. ma non era vero Nino rispose “Ma scusa ma se te daje solo na martelatta sul dito o te ne dai cento t’e fai male lo stesso? “ “Eh sìì”. E Nino : “allora che fumi a fa..”. Smisi di fumare da allora ed a essere un boxer sul serio.

La carriera dilettantistica?
Il primo match il 29 ottobre 1999 contro Andrea Pagnotta; feci un bel match ma persi; due volte ci ho combattuto contro e tutte e due mi hanno fregato la vittoria. Purtroppo Nino Capranica non c’era; morì venti giorni prima del mio esordio. Ogni volta che combatto alla vigilia di ogni incontro sono andato sempre a trovarlo…
All’angolo avevo il maestro Mancini; già campione italiano negli anni 60. Mi spronava , dicevo che avevo stoffa, talento ma sono sempre stato pragmatico; mi piacevano i fatti non le chiacchiere. Lasciammo la vecchia palestra Nuova Villata e andammo a quella di Casal Bruciato Zonfrillo e Federici e feci l’exploit.
Fui anche chiamato in nazionale, non mi sono affermato ma sono stato chiamato spesso; in Jugoslavia; anche contro la Russia, Francia, Inghilterra. Poi lasciai la boxe per quasi due anni e innamorato di uan ragazza tedesca emigrai in Germania, dove conobbi Mario Guedes,un grande maestro brasiliano e mi venne a trovare chiedendomi quanto guadagnavo. “1100euro risposi” e Guedes mi offrì 1000 euro per un match da dilettante, ma rifiutati perche ormai mi ero stufato della boxe. Ma ripresi. Feci i campionati italiani e ho combattuto la finale contro Di Corcia, dopo l’incontro entrò negli spogliatoi Francesco Damiani e mi disse “Ma Blandamura ma dove stavi? Da dove ti hanno tirato fuori? che fine avevi fatto”. Avevo perso ma contro un grande avversario e dopo una grande sfida


Dopo 44 incontri da dilettante, con 33 vittorie; 8 sconfitte e 3 pari diventi professionista
Si con i maestri Zonfrillo e Federici; manager Loreni per una decina di incontri; molti contro italiani di classifica nazionale. Poi per una serie di circostanze mi incontrati con Salvatore Cherchi e parlammo. Insomma passai con L’Opi 2000 . Per me fu un sogno; lo vedevo in tv con Parisi, Nardiello; Branco ed altri campioni. Vivevo una sorta di favola. Con Cherchi una serie di incontri importanti ed anche meno, ma il titolo non arrivava; scalpitavo per un titolo italiano invece arrivò a ottobre 2011 il titolo WBC del mediterraneo dei pesi medi contro Manuel Ernesti. Feci un match straordinario; feci una perfomance strabiliante. Lui era un amico ma sul ring no. Del resto Manuel andava a dire in giro che mi avrebbe steso in due riprese… ma il titolo lo vinse Sioux Blandamura. Lo misi giù al 9 round; anche se c’era in gioco solo un titoletto; oggi forse avrei preferito un titolo italiano ma dai meglio così perché poi arriva nel 2012 il titolo WBC International Silver dei medi che mi poteva mettere nei primi 15 del mondo; lo faccio a Frigene contro Luca Tassi; gran boxer dove diamo spettacolo, ci siamo scontrati a viso aperto. Luca era stato campione italiano dei supermedi e imbattuto in 15 incontri. Un incontro bellissimo. Vinsi per getto della spugna alla 10 ripresa

Poi arriva la vera occasione contro Marcos Nader
Si il titolo dell’Unione Europa a Stoccarda il 25 gennaio 2014 Faccio una grande preparazione con Agnuzzi, mi preparo con Giovanni De Carolis attuale campione mondiale dei Supermedi WBA; mi ha dato un grande aiuto. Arriviamo in Germania, ci vengono a prendere con una porche; ma non mi feci impressionare anche perché non capisco nulla di auto. Ma significava che in Germania e in Gran Bretagna c’è un gran rispetto per la boxe, in Italia non siamo nessuno noi pugili. Pensa che mentre passeggiavo c’erano persone che mi osservano; che salutavano.. Credevo che mi osservassero perchè ero incappucciato e incuriosivo.. Poi accendo la tv e capii: parlavano dell’incontro che dovevo sostenere, Qui in Italia mica capita; pure durante peso sembrava di essere nel castello di Cenerentola. Per il match ci vengono a prendere in pullman per portarci al Porche Arena; un gotha della boxe. Sembrava na favola; fotografi; giornalisti..

Un incontro difficile in terra straniera
Combattutissimo; fino alla fine. Il manager di Nader era impassibile; poi alla lettura dei cartellini abbassa lo sguardo e il mio grido di vittoria…Soiux Blandamura nuovo campione dell’Unione Europea dei pesi medi.

Poi la difesa contro Billy Joe Saunders attuale campione mondiale WBO dei medi.
A Casa sua; l’asta vinta da Frank Warren, una ottima borsa e per me si apre una nuova dimensione. Alla vigilia ero emozionato; a giocarmi una chance mondiale a casa di Warren.

Però hai avuto problemi. Sì; piccoli giochetti psicologici per innervosirci; dicevano una cosa e ne facevano un’altra; ma non ci sono riusciti. Alle operazioni di peso ricordo che Billy Joe aveva le mani tremolanti, non io. Ero sicuro di me.

Un incontro importante.
Sì, era considerata la semifinale per il campionato mondiale WBO e siccome Tyson Fury attuale campione mondiale dei massimi diede forfait il nostro fu l’incontro clou della serata Ho perso alla 8 ripresa, avevo un due punti di svantaggio ma ero a casa sua. Poi Billy Joe ha dimostrato il suo valore prima batte Chris Eubank Jr e poi anche Andy Lee per il mondiale WBO.
Comunque ho combattuto alla pari con l’attuale campione mondiale. Ho perso ma ho combattuto alla pari.

Sioux poi capitò qualcosa che ti colpito nella vita.
Purtroppo si; una cosa che ha segnato per sempre la mia vita ed ancora adesso è difficile non pensare a mio nonno. - Qui Blandamura si emoziona.. -Il 26 luglio perdo l’europeo; il 5 settembre mio nonno. Torno in Italia, faccio fare dei controlli medici a mio nonno e tranquillo parto in agosto per una vacanza. Mia zia, mio padre con il quale dopo i campionati dilettanti avevo ripreso maggiormente i rapporti stavano vicini al nonno. Ma mio nonno peggiora, ero ancora in vacanza con la mia ex ragazza ma stavo in pensiero; io volevo ritornare. Ma lei no voleva restare pur sapendo del mio legame strettissimo con nonno Felice. In ogni caso ritornammo prima anche se lei voleva restare ; ero preoccupatissimo anche se quando telefonavo a nonno mi tranquillizzava; ma avevo capito che qualcosa non andava… Il 5 settembre mio nonno se ne andò. Mio padre mi avvisò “Lele; nonno non c’è più”. Quella frase ancora la sento..

Da lì cambia la tua vita; giusto?
Sì, lascio la mia ragazza, lascio anche l’allenatore e vado a allenarmi a Civitavecchia da Mario Massai e poco dopo sono nominato di nuovo sfidante europeo contro Soro; la mia organizzazione vince l’asta, il mio manager fa uno sforzo economico incredibile per tutto, anche io accetto una borsa minore per fare economia. Inutile dire si sa; perdo con Soro. Ritorna il buio nella mia vita, vado in crisi. Ma conosco una ragazza che mi porta ottimismo; e pii ho perso con il numero 3 del mondo, non contro uno qualunque. Ed adesso sono di nuovo in lizza per l’europeo; ho superato la morte di nonno; sono diventato anche più uomo e a capire che la vita non è solo la boxe; ma c’è altro. Poi dopo tanti traumi psicologici da quando ho deciso di andare a cercare mia madre che trovo e da lì ad oggi stiamo costruendo un bel rapporto. Mio padre sempre stato presente con le sue lacune di uomo e di padre un infanzia difficile con lui; ma oggi i rapporti sono buoni e stiamo costruendo insieme quelo che è mancato in passato. Ma i miei eroi sono Nonno Felice Nonna Isabella – la nonna lucana che ha cresciuto Sioux- mia zia e poi anche mio zio successivamente ora loro sono sposati e hanno una figlia mia cugina Giulia una ragazza vivace e tanto tenera.

Adesso sei ritornato con Agnuzzi?
Si avevamo avuto incomprensioni; ora di nuovo assieme. Verremo come andrà.

Sei attivo con i giovanissimi
Un progetto contro il bullismo; la boxe è rispetto dell’avversario e si se stessi; non è violenza.. Uno sport duro, anzi durissimo ma dove ci vuole disciplina; rispetto di se stessi e rispetto per gli altri.
Un messaggio contro la violenza attraverso l’allenamento; divertendosi e facendo comprendere che fa bene semmai fare a cazzotti con regole e per gioco; senza farsi male. E soprattutto rispettare chi non può difendersi. Il debole è il bullo; il vero debole è chi calpesta le dignità degli altri. Caro Leo poi il valore di un uomo lo si capisce non da cosa ha ma da cosa dà agli altri .Amico mio la boxe mi ha dato e mi sta dando tanto. I legami e la stima che puoi costruirti, con questo sport sono innumerevoli. Ma è più grande la gloria che deriva dalle virtù umane,di quella che deriva dal patrimonio economico.

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Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
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Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.

 
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La pittura, in tutte le sue espressioni, rappresenta il linguaggio comune di tutte le arti attraverso il tempo della creatività umana. Se osserviamo i grandi capolavori, ci rendiamo conto che in essi troviamo tante suggestioni, emozioni, ricordi, nonché un forte senso di compattezza, una costante circolazione di idee sempre innovative e una enorme quantità di modelli figurativi...

 
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La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
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L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
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di Giovanni Cipriani

Una letteratura che non porti visibili i segni dell’evoluzione culturale di un popolo (in termini di ideologie, religioni, folclore, ambiente, architettura, arte e lingua) equivale - ci si perdoni il gioco di parole - a una letteratura ‘senza storia’. È indispensabile, dunque, ‘tornare indietro’ a sentire le voci di quegli uomini, senza penalizzanti distinzioni o esclusioni, e a percepire le loro ansie in termini di imitatio e aemulatio, prima di godere in piena consapevolezza della loro conseguita coscienza di impegnati esponenti culturali e prima di indagare le cause del loro successo fino a noi.

 
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di G. Cipriani - A. Tedeschi - V. Vescera

In occasione del I°‭ ‬Centenario della Prima Guerra Mondiale si è voluto recuperare un episodio bellico che ne ha segnato l’incipit‭, ‬all’alba del 24‭ ‬maggio 1915‭: ‬l’affondamento‭, ‬al largo di Vieste‭, ‬del cacciatorpediniere‭ ‬‘Turbine’‭ ‬da parte dell’incrociatore austriaco Helgoland‭. 

 
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Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 
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Dopo le raccolte di poesie, l’autore decide di cimentarsi con un lungo racconto su un tema mai così attuale come quello dell’amore tra un uomo e un donna vittima della violenza che tante donne spesso subiscono e la difficoltà ad emanciparsi dall’aguzzino. L’incontro, in una di “quelle parti del Sud che ti colorano l’anima rendendola gaudente tra le mille difficoltà di vite aspre” dell’amore adolescenziale al quale lei si aggrappa per fuggire dalla prigione.

 
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di Pino Autunno

Curioso che uno stadio di calcio ricordi un pioniere del basket locale. Accade a Foggia con Pino Zaccheria, morto al fronte in Albania il 4 aprile del ’41 durante il secondo conflitto bellico, ed alla cui memoria è stato intitolato l’impianto di viale Ofanto nel 1946. In molti lo hanno ribattezzato Zac, forse per un vezzo, forse per rimarcare che nel glorioso ground di via Ascoli inaugurato il 22 novembre del ’25 ed ormai prossimo ai 90 anni si sono disputate epiche battaglie. E che spesso gli avversari ci hanno rimesso le penne. Trafitti dalle acuminate lame degli irriducibili nero-rossi di Capitanata. Zac!

 
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Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 
RaccontiAMO

Prezzo di vendita 10,00

RaccontiAMO

di P. Grillo, V.M.V. Francillotti, F. Del Vecchio

Viviamo in mezzo alle storie e bisogna raccontarle bene, con rispetto. E’ un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. non soltanto per trasmettere sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente. 

 
La riconquista di Roma

Prezzo di vendita 20,00

La riconquista di Roma

di Francesco Bochicchio

Ecco come la nostra nazione e la sua storia possono essere paragonate alla vita di un qualunque adolescente che affronta il suo processo di crescita, ossia la ricerca di se stesso per affermarsi ed emanciparsi.

 
Viaggio nella terra degli ultimi

Prezzo di vendita 15,00

Viaggio nella terra degli ultimi

di AA.VV.

Papa Francesco, con la sua visita a Isernia, ha solcato in maniera indelebile la storia della nostra città. Un ricordo emozionante, intenso, l’eco del quale non si è spento nei cuori e nelle menti di quanti hanno avuto il privilegio di poterlo vedere da vicino e di ascoltare il suo messaggio d’amore, speranza, fratellanza, solidarietà per i più deboli. Questo libro vuol essere un omaggio a Sua Santità e un dono per quanti, quel giorno, non hanno potuto viverlo lasciandosi trasportare dal fervido affetto di cui è stato portatore Papa Francesco. (Luigi Brasiello, Sindaco di Isernia)

 
Il Maestro Rotelli

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Il Maestro Rotelli

di a cura di Rosa Labriola

ù"Il Maestro Rotelli" vuole essere un omaggio ad un conterraneo artigiano del linguaggio, ad un’artista del verso che, come altri della sua generazione, scrive per dovere morale. È concepito per celebrare l’eclettismo, la mitopoiesi e soprattutto l’onestà e il coraggio di un poeta e di un uomo d’altri tempi, vissuto a Torremaggiore.

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

Prezzo di vendita 20,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di Antonio Blasotta

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Premio Lupo, Rassegna di pittura

Prezzo di vendita 15,00

Premio Lupo, Rassegna di pittura

di AA.VV.

«La pittura è un viaggio circolare, nel labirinto dell’anima, dell’ispirazione, dell’espressione che ci regala libertà di stimoli e sensazioni, ci proietta nella dimensione poetica avvincente, che ci avvince ogni giorno», scrive Lina Franza nella presentazione di questo catalogo che raccoglie le opere artistiche per la prima volta in consorso al "Premio Lupo", giunto alla sua settima edizione.

 

Prezzo di vendita 15,00

Il singhiozzo dell'albero assetato

di Giovanna Irmici

 
Premio Lupo 2015

Prezzo di vendita 20,00

Premio Lupo 2015

di AA. VV.

Il concorso letterario “Premio Lupo” nasce nel 2006 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Roseto Valfortore (FG), quando, al fine di generare novelle da utilizzarsi per la realizzazione di cortometraggi, si ritenne di promuovere un concorso letterario. Perché “Premio Lupo”? Si è voluto intestare il concorso al lupo, abitante supremo, austero e intelligente di questo territorio, in ragione di una comunanza rappresentativa delle diverse realtà presenti sui Monti Dauni (30 comuni).