L'Editoriale

Lunedì 25 Settembre 2017

Gli uomini che hanno fatto la storia del calcio

Oggi, 3 Aprile 2016, un altro grande del Foggia Calcio se ne va: Cesare Maldini

Allenatore dei rossoneri dal 1974 al 1976, poi sostituito da Balestri che portò la squadra in serie A, avrebbe allenato anche la nazionale italiana. Il suo esordio, il 2 febbraio 1975, ad Alessandria

Foggia calcio, un altro grande se ne va: Cesare Maldini

Maldini e Balestri durante un allenamento allo Zaccheria

Quell’anno partono uomini importanti che hanno fatto la storia del Foggia e cioè Trentini e Pavone (finito alla grande Inter); parte pure Bresciani che ritorna a Firenze mentre dal Cesena giungono gli attaccanti Bordon e Toschi, mentre dal Novara oltre a Del Neri (un ritorno) giunge un’altra punta e cioè Turella.

Campionato 1974/75 Dopo l’amarezza per la retrocessione dalla massima serie il Foggia, con il presidente Fesce in testa, decide di riconfermare sulla panchina il sergente di ferro Toneatto. Veramente la piazza non condivideva, preferiva una rifondazione vera per tentare subito la risalita ma, il direttivo del Foggia, sedutosi a tavolino con Toneatto cerca di puntellare l’organico per centrare la vittoria del campionato. E quindi restano in rossonero, nonostante le ripetute richieste, Pirazzini, Valente e Colla, mentre arriva dalla Fiorentina l’attaccante Carletto Bresciani, affiancato da un’altra punta Enzo prelevato dal Novara, dalla Sampdoria giunge l’esperto Lodetti, dal Rimini un centrocampista fantasioso, Lorenzetti, Doldi dall’Inter, Borgo e Inselvini dalla Lazio e Sali dalla Reggina. Quell’anno il Comune di Foggia aumenta la capienza dello stadio costruendo la gradinata in cemento sostituendo i vecchi tavoloni montati sui tubi Innocenti, per cui le partite di Coppa Italia si svolgono sul campo neutro.

La prima di campionato vede il Foggia in trasferta a Catanzaro dove riesce a strappare un pareggio importante considerata la caratura della compagine avversaria. La settimana successiva arriva il Pescara e i rossoneri ottengono la prima vittoria. Nelle gare successive il Foggia perde per 3-1 a Perugia, pareggia in casa con l’Avellino, pareggia a S.Benedetto del Tronto e non va oltre il pareggio interno nel derby interno contro il Taranto. A Palermo si perde ma poi il Foggia sembra prendere la strada giusta: batte prima in casa la Spal, pareggia a Parma, vince in casa con il Genoa, pareggia ad Arezzo e batte in casa il Verona. Il passo è sicuramente quello giusto ma in città sono scettici, ormai si è perso il feeling con l’allenatore e si aspetta il primo passo falso per riprendere i mugugni di inizio stagione. Sembra comunque che in effetti qualcosa si sia rotto nello spogliatoio e le perplessità dei tifosi sembrano avere un minimo di fondamenta. In casa con il Novara non si va oltre lo 0-0, a Como il Foggia perde, vince in casa con il Brindisi ma subito dopo, a Bergamo gli uomini di Toneatto ne prendono tre e in casa, contro il Brescia, il sergente di ferro sa di giocarsi la panchina: non va oltre il pareggio, il pubblico vuole la sua testa e Fesce dà il benservito al tecnico.

Sulla panchina rossonera viene chiamato Cesare Maldini che un giorno avrebbe allenato anche la Nazionale Italiana. Il suo esordio, il 2 febbraio 1975, non è dei più felici: perde infatti ad Alessandria e la settimana successiva, in casa, per l’ultima del girone di andata, non va oltre il pareggio contro la Reggiana. La prima metà del campionato il Foggia la conclude con 19 punti e ormai si capisce che questo non è sicuramente l’anno del riscatto anche perchè Perugia e Verona, ma anche Como Brescia e Catanzaro filano ad un‘altra velocità e sembrano non accettare più nessuno nel gruppo delle pretendenti alla promozione. Il girone di ritorno parte con una ottima vittoria contro il Catanzaro, la prima di Maldini, ma si rientra subito nella mediocrità estrema: si perde a Pescara, si pareggia in casa con il Perugia, si riperde ad Avellino, si vince con la Sambenedettese e si rimedia un’altra sconfitta a Taranto. A quel punto bisognava cominciare a guardarsi dietro perchè con 24 punti in classifica, con un ruolino di marcia mediocre e con dodici incontri ancora da disputare, il rischio di essere risucchiati nelle zone calde della classifica esisteva realmente. Ma, per fortuna, dalla sconfitta di Taranto, Maldini riesce ad inanellare otto risultati utili consecutivi: due pareggi con Palermo e Spal, il successo sul Parma, quattro pareggi con Genoa, Arezzo, Verona e Novara e la importante vittoria sul Como. Perde poi a Brindisi mentre pareggia prima a Brescia e poi in casa con l’Alessandria. Il campionato finisce a Reggio Emilia dove il Foggia incontra una squadra bisognosa di punti per evitare la retrocessione: la Reggiana vince 3-0 m dovrà poi battere l’Alessandria nello spareggio salvezza per restare ancorato alla serie B. Il Foggia chiuse all’ottavo posto con 38 punti, praticamente uno a gara mettendo a segno 31 gol e subendone 33. Il Foggia quell’anno non perse nemmeno una gara in casa ma perse il campionato raccogliendo molto poco in trasferta: non colse nemmeno un successo fuori dalle mure amiche. Il capocannoniere dei rossoneri fu Bresciani con 13 gol.

Campionato 1975/76 Fesce per prima cosa in questa stagione riconferma Maldini alla guida del Foggia e con lui cerca di impostare la squadra per la vittoria finale del campionato: quell’anno partono uomini importanti che hanno fatto la storia del Foggia e cioè Trentini e Pavone (finito alla grande Inter); parte pure Bresciani che ritorna a Firenze mentre dal Cesena giungono gli attaccanti Bordon e Toschi, mentre dal Novara oltre a Del Neri (un ritorno) giunge un’altra punta e cioè Turella. Dopo poche partite giungerà anche Maurizio Memo, portiere, dalla Reggiana a sostituire Fabris. Il Foggia fa l’esordio contro il Genoa in trasferta contro una diretta concorrente per la vittoria finale e dopo essere passato in vantaggio con uno splendido gol di Turella, ne prende tre e torna a casa senza punti. Ma la settimana successiva batte l’Avellino e incamera i primi due punti della stagione. Successivamente pareggia prima a Brescia e poi in casa con il Catania prima di tornare alla vittoria casalinga con il Varese. Durante la settimana successiva scoppia una polemica sul clima nello spogliatoio, fra tecnico e squadra e soprattutto si vocifera sulla bella vita e le conseguenti ore piccole fatte da alcuni calciatori del Foggia: arriva così inesorabile la sconfitta di Piacenza. Ma la squadra risponde alle polemiche sul campo prima battendo il Modena, pareggiando a Taranto, vincendo contro il Brindisi, pareggiando a Terni prima di subire un’altra sconfitta a Bergamo. 12 punti in 11 partite, la classifica non era male ma il clima non sembrava dei migliori soprattutto tra calciatori e tecnico: ne derivavano continue litigate durante gli allenamenti. Pare che in questa fase l’intervento di capitan Pirazzini, con il sua carisma riconosciuto dai compagni, fu decisivo a tirar avanti. E il campo dà ancora ragione ai rossoneri: vittoria in casa con la Spal e vittoria in trasferta a Reggio Emilia. Il 1976 non parte nei migliore dei modi: il Foggia pareggia in casa con il Palermo, perde a Pescara, e prende due punti frutto del pareggio in casa con la Sambenedettese e di quello a Vicenza. Tre punti in quattro partite possono sembrare l’ultima spiaggia per Maldini il quale, la domenica dopo batte il Catanzaro e ritorna a far sperare i tifosi nella promozione. A Novara si ottiene un ottimo pareggio ma, in casa, in una partita da non perdere contro il Genoa, Pirazzini e soci riescono a perdere per 2-0. Si ritorna a rumoreggiare: d’altra parte, per vincere un campionato, non si poteva concedere punti in casa soprattutto ad una concorrente come la squadra ligure. Ma Fesce va avanti con il suo tecnico contro la volontà popolare: sarà costretto a licenziare il tecnico quando, la domenica successiva, il Foggia perde ad Avellino. La squadra viene affidata all’allenatore in seconda Balestri il quale avrà alla fine il grande merito di ricompattare lo spogliatoio e di scuotere l’ambiente. Il nuovo allenatore parte con tre pareggi, uno in casa con il Brescia e due in trasferta con Varese e Catania. Il Foggia vince in casa con il Piacenza ma perde a Modena. Vince il derby con il Taranto e pareggia quello in trasferta con il Brindisi.

La serie positiva continua con il doppio successo casalingo con Ternana e Atalanta e a Ferrara, contro la Spal, il Foggia perde l’ultima partita di quel campionato. La domenica successiva batte di misura la Reggiana con un gol del foggiano Corrado Tamalio capace di segnare dopo soli 20 secondi dall’esordio, pareggia a Palermo e batte allo Zaccheria il Pescara con gol di Pirazzini. Contro la Sambenedettese in trasferta il Foggia si fa recuperare su rigore nel finale, mentre tra le mure amiche si torna al successo contro il Vicenza. Mancano due partite e i rossoneri sanno di giocarsi un intero campionato insieme al Genoa, al Catanzaro, al Brescia, al Novara e al Varese. Tra l’altro in questi due incontri vi sono numerosi scontri diretti ed è difficile fare pronostici. Il Foggia affronta la difficile trasferta di Catanzaro dove riesce ad imporre lo 0-0: adesso, taccuino alla mano, basterà vincere l’altro scontro diretto con il Novara e la A può tornare in Capitanata.

Ci pensano Turella di testa nel primo tempo e Memo con una spettacolare parata all’incrocio dei pali nel finale a regalare la quarta storica promozione nella massima serie: è il 20 giugno 1976. La squadra raggiunge 45 punti e la serie A in compagnia di Genoa e Catanzaro. Quell’anno la squadra segnò poco (28 gol) ma vinse per 1-0 ben 11 delle 15 partite vinte.

Di contro, ovviamente, subì anche pochi gol (23). I tifosi, ubriachi di gioia parteciparono in massa alla festa promozione organizzata davanti al Palazzo di Città ed manifestarono la propria gratitudine alla squadra e al suo capitano Pirazzini eleggendolo consigliere comunale nelle file della Democrazia Cristiana. Capocannoniere del Foggia quell’anno Bordon con 9 reti. I calciatori che quell’anno contribuirono alla magnifica cavalcata furono, in ordine di presenza, i seguenti: Pirazzini, Memo, Colla, Bordon, Del Neri, Bruschini, Lodetti, Sali, Fumagalli, Toschi, Turella, Inselvini, Nicoli, Fabbian, Grilli, Verdiani, Tamalio, Lorenzetti, Golin, Fabris, Ieluzzi.

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«L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto». (Papa Benedetto XVI)

 

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«So che ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio d’immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori».

Italo Calvino

 
Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

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Non si può non convenire sul fatto che l’analisi del Fortleben dei classici nel loro impiego scolastico costituisce una ulteriore occasione di riflessione sulla capacità impressionante degli antichi di precorrere i tempi anche in una sfera nevralgica e quanto mai attuale come quella didattica.

 
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Roman Jones, programmatore insoddisfatto che sogna di produrre t-shirt con i disegni da lui realizzati, il 9 agosto 2014 compirà quarant’anni. Non ha legami stabili né li ha mai cercati, ma la caccia all'autore di un sms anonimo lo condurrà a scoprire realmente chi sono le persone che lo circondano e quali sono i sentimenti che provano nei suoi confronti.

 
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Mino Capocollo nel momento della morte del padre Amleto viene a conoscenza di un terribile segreto: coloro che credeva i suoi genitori in realtà sono dei perfetti estranei

 
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Viviamo in mezzo alle storie e bisogna raccontarle bene, con rispetto. E’ un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. non soltanto per trasmettere sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente. 

 
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Antiquam exquirite matrem

di AA.VV.

Da subito best-seller, alla pari del suo modello, l’Eneide si fa modello essa stessa, entrando nell’immaginario culturale e offrendosi quale inesauribile forziere di esemplarità, analogie, metafore, sentenze. Evidentemente, appartiene al ‘tesoro’ che ne deriva il titolo di questo nostro libro: antiquam exquirite matrem. L’emistichio è, notoriamente, stralciato dal comando del Timbreo a «cercar l’antica madre»: male inteso, l’oracolo fuorvia i Troiani, sicché, la trama che avrebbe potuto / dovuto essere svanisce a causa di (o semmai grazie a) questo fraintendimento, che genera errores e, con gli errores, la ‘vera’ storia del viaggio di Enea. Per altri versi, questa frase ci è parsa emblematica un po’ del lavoro esegetico, che ora spiega, ora tradisce il testo; un po’ di quello degli imitatori, che intendendo o fraintendendo, fanno comunque un testo nuovo.

 
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Salvatore Tatarella

di Natale Labia

«Salvatore, mio fratello, la parte migliore di me, il superamento di me stesso, è sindaco di Cerignola» Pinuccio Tatarella (Cerignola 10.12.1993)

 
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Un invito, poi un viaggio

di Alessia Roberta Scopece

Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 
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di Domenico Farina

20 anni di vita politica a Cerignola e in Capitanata, senza trascurare una dimensione più ampia: quella regionale e quella nazionale vissute con i protagonisti di allora.

 
Premio Lupo 2015

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Premio Lupo 2015

di AA. VV.

Il concorso letterario “Premio Lupo” nasce nel 2006 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Roseto Valfortore (FG), quando, al fine di generare novelle da utilizzarsi per la realizzazione di cortometraggi, si ritenne di promuovere un concorso letterario. Perché “Premio Lupo”? Si è voluto intestare il concorso al lupo, abitante supremo, austero e intelligente di questo territorio, in ragione di una comunanza rappresentativa delle diverse realtà presenti sui Monti Dauni (30 comuni).

 
Sono solo uno che fa click

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Sono solo uno che fa click

di Michele Sepalone

Un fotoracconto di Foggia, dei suoi cittadini e dei momenti salienti che la città ha vissuto negli ultimi anni. Dai paesaggi di rara bellezza, all'impegno civico, al mondo della cultura e del teatro, Sepalone racconta attraverso i suoi scatti cos'è Foggia attraverso le sue infinite sfaccettature

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

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Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di Sergio Audano - Giovanni Cipriani (a cura di)

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Il Foggia del '76

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Il Foggia del '76

di Giuseppe Baldassarre - Domenico Carella

«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
TraPassato&Presente

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TraPassato&Presente

di AA.VV.

Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 
Verba puerpera

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Verba puerpera

di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
FOREVER

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FOREVER

di Michele Panunzio

Questo libro è il frutto di un serio corteggiamento: tra Michele Panunzio, l'autore, e i suoi tantissimi e attentissimi lettori che ogni domenica mattina lo aspettano al varco di internet per leggere un suo nuovo post del blog "Forever" che tiene su "Il Mattino di Foggia"

 
Son'io, Marina

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Son'io, Marina

di Michele Sisbarra

Marina aveva sempre concepito la vita come un frammento di concretezza nell’immaterialità del nulla. Sì, il nulla, quello che la precede e che sarà dopo di lei, dopo ognuno di noi. Un peso che inconsapevolmente si portava dietro da troppo tempo

 
Ciccio Patino

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Ciccio Patino

di Domenico Carella

Patino era un’ala di quelle di un tempo mai passato di moda che vivevano ai confini del rettangolo; quasi una sorta di reclusi dentro una striscia piccolissima di campo, per preparare poi gli scatti, i dribbling e gli allunghi, i cross per le teste dorate di Nocera e Oltramari, di Matteo Rinaldi che avanzava ad ogni calcio d’angolo come gli capitò di fare, tra l’incredulità collettiva, a Firenze nel debutto assoluto in serie A, segnando un gol che ammutolì lo stadio.

 
Mare Omnium

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Mare Omnium

di AA.VV.

Il mare è di tutti. Personaggi, racconti e vite vere lo attraversano, nutrendosi di cultura o pagando lo scotto delle ingiustizie della storia. Lì è la nostra origine, lì il nostro approdo: «il tutto o il niente, come un grande mare, circonda l’isola di naufraghi che è la vita» (Fernando Pessoa).

 
Il Maestro Rotelli

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Il Maestro Rotelli

di a cura di Rosa Labriola

ù"Il Maestro Rotelli" vuole essere un omaggio ad un conterraneo artigiano del linguaggio, ad un’artista del verso che, come altri della sua generazione, scrive per dovere morale. È concepito per celebrare l’eclettismo, la mitopoiesi e soprattutto l’onestà e il coraggio di un poeta e di un uomo d’altri tempi, vissuto a Torremaggiore.

 
Passando di là, gettate un fiore

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Passando di là, gettate un fiore

di G. Cipriani - A. Tedeschi - V. Vescera

In occasione del I°‭ ‬Centenario della Prima Guerra Mondiale si è voluto recuperare un episodio bellico che ne ha segnato l’incipit‭, ‬all’alba del 24‭ ‬maggio 1915‭: ‬l’affondamento‭, ‬al largo di Vieste‭, ‬del cacciatorpediniere‭ ‬‘Turbine’‭ ‬da parte dell’incrociatore austriaco Helgoland‭. 

 
Ricordare...

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Ricordare...

di Claudia Di Dio

Cosa spinge una persona a scrivere del proprio paese? Senz’altro l’amore che nutre per la sua comunità dove è nato, cresciuto e continua, pur con grandi sacrifici, a vivere. Ma non è solo questo.

 
Donne del Mediterraneo

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Donne del Mediterraneo

di AA.VV.


Il mare nostrum è bacino di miti, che viaggiano nel tempo e nello spazio. Veleggiando sulle ali del mito, celebri eroine toccano approdi lontani, attraversando terree culture del Mediterraneo.

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

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Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
Premio Lupo 2016

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Premio Lupo 2016

di AA.VV.

Quattro parole, “Facciamo un concorso letterario”. La sfida era stata aperta. “Lo chiameremo “Premio Lupo” - dissi, in onore del nostro territorio che, per similitudine, ha visto nello scorso secolo una netta diminuzione della presenza dei suoi abitanti e del braccato animale, migrati a fiotti altrove. Eravamo tutti perplessi e non solo per il nome del concorso... Ma per sfida o per incoscienza intraprendemmo un percorso che, pur essendo molto impegnativo, è ricco di grandi soddisfazioni. Seminare su terreno incolto è sempre impresa ardua, ne sanno qualcosa i nostri contadini, ma a volte loro stessi, scarpe grosse e cervello fino, ci hanno dimostrato di saper ottenere, da incolti e pascoli, grandi risultati. Tanto sta avvenendo per il progetto “Premio Lupo”. Impensabile concepire nel lontano 2006 il ‘raccolto’ del 2016...

 
Multas per gentes: il confronto con l'altro

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Multas per gentes: il confronto con l'altro

di AA.VV.

«A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; [...] quando questo avviene, [...] allora, al termine della catena, sta il Lager» (Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947).