Domenica 09 Agosto 2020

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Storie & Geografie

L'obiettore

Le mie ipocrisie, le mie verità calate dall’alto, i miei pregiudizi, erano solo paura. Sapevo bene quanto poco contasse il mio piccolo, piccolo mondo...

L'obiettore
Marco Scillitani

Marco Scillitani

Biografia: È nato nel 1967, il 23 novembre, giorno che gli ha consentito di festeggiare un compleanno indimenticabile con il terremoto del 1980. Fa l'avvocato non per vivere, ma perché lo trova interessante e, non avendo mai saputo usare le mani gli è parso il metodo più efficace per raddrizzare le cose storte. Insegna Magia e Formule all'Università, ma di nascosto. Chi lo ascolta crede che parli di Procedura penale. Solo il titolare della cattedra se ne è accorto ma fa finta di niente. Da piccolo ha cominciato a osservare quello che gli accadeva intorno, collezionando storie e territori immaginari. Quando qualcuno glielo chiede, le restituisce. Ma non si assume responsabilità.

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Chiamatemi Tommaso. Il cortile della parrocchia di Gesù e Maria è una allegoria della sorpresa. Sia che si acceda dalla sacrestia, sia che si entri dall’attiguo palazzo incastrato tra il portico e la chiesa, si presenta come uno spazio inaspettato, aprendosi da una porticina o da un sottoscala in uno slargo ampio quanto un campo di calcetto. In realtà, la destinazione iniziale doveva sicuramente essere quella di un campo di gioco poiché era circondato interamente da un alto sedile di cemento, distribuito su due gradoni. Lì stazionavamo nei periodi di bel tempo, muovendoci come la lancetta di un orologio lungo il perimetro del cortile, inseguendo il taglio dell’ombra che garantiva un minimo di frescura durante la canicola.
Dei vari gruppi che di volta in volta si muovevano come corpi autonomi, scambiandosi ogni tanto qualche cellula, a seconda della cordialità dei reciproci rapporti, noi eravamo il gruppo degli “obiettori”.  Mi trovavo con loro per comodità.  Oltre ad una sincera avversione per le armi da fuoco, non avevo particolari motivi per trovarmi proprio a Gesù e Maria. Non frequentavo con assiduità la chiesa e non era nemmeno la mia parrocchia. Ma mi ero presentato a padre Michele ed evidentemente ero stato preso in simpatia. Immediatamente la domanda di assegnazione era partita per il distretto militare e mi ero trovato a sostenere un colloquio con un maresciallo che non faceva mistero del disprezzo che nutriva nei confronti degli imboscati come me.
Il dialogo con il maresciallo sconfinava a tratti nel surreale.
– Così tu sei un pacifista? –
– No assolutamente – risposi pronto, d’istinto.
Il maresciallo (o ci sono sergenti nell’esercito? Mai saputo in verità) andò immediatamente fuori dei binari. La risposta andava al di là delle affermazioni previste dal suo protocollo.
– Ma non vuoi fare l’obiettore di coscienza? –e subito il macho in divisa si fece sentire – Mi stai prendendo per il culo? Credi che sia uno stronzo? – per fortuna si fermò alla seconda parolaccia.
– Certo maresciallo, ma questo non vuol dire che sono un pacifista. Solo, è che sono contro le armi da fuoco –
– E perché?? Sei non sei un pacifista che ti frega? –
– Perché così ammazzare qualcuno diventa facile, non hai responsabilità. Tiri un grilletto, premi un bottone e buonanotte. Chi sparge sangue invece si deve sporcare; deve prendersi la responsabilità di vedere spegnersi la vita che toglie –
– Io adesso ti faccio arrestare – Il verdetto uscì con calma dalla faccia di cemento che nel frattempo era venuta al maresciallo. –Ma non ti faccio arrestare perché sei un imboscato. Io ti voglio punire perché tu sei carne sprecata. Saresti stato un incursore modello –prese a parlare con sé stesso– ma adesso alla Patria non pensa più nessuno. Vai via, vai. Sparisci dalla mia vista! –
Non ebbi più notizie del maresciallo. Evidentemente non mi denunciò ed io passai l’intero anno tranquillo.
Intendiamoci: “tranquillo” è un concetto forse esagerato. Non avevo troppe intenzioni di fare le notti, di assistere gli stranieri, insomma, di avere problemi. Per fortuna potevo vendermi la mia abilità nello smanettare al computer. Padre Michele ne approfittò subito ed io mi trovai a svolgere il mio servizio editando i foglietti delle messe domenicali. Il mio turno iniziava quando gli altri obiettori, quelli che io chiamavo “i samaritani” finivano il loro. Aprivano le camerate verso le otto di sera, tenevano l’ordine durante la notte, dormivano con un occhio solo. Eppure vedevo Paolo, Pachi, Gianni, certo distrutti dalla fatica, ma non erano insoddisfatti come capitava a me alla fine di una giornata passata al computer della sacrestia.
Ma pure notandolo, la cosa non bastava a farmi incuriosire. Io dovevo diventare qualcuno, non avevo nulla a che fare con questa gente. Monder, un tunisino talmente ghiotto di aglio, che nemmeno la doccia cancellava il suo odore di rancido. E si che si lavava in continuazione. Belgacem, l’algerino sempre tranquillo, mai alterato come spesso capitava agli altri. E poi Colby. Quello che avrei finito per chiamare il “grande” Colby ed al quale mi sarei affezionato oltre ogni previsione. Venivano da lontano, avevano un’altra cultura, non era certo razzismo, ma qualcosa di peggio: disinteresse.
Fino a quando, dopo pochissimi mesi, la mia routine ordinata andò in frantumi.
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L’inverno era arrivato piuttosto presto e a novembre già faceva freddo. Le licenze arrivarono anche per gli obiettori e il centro di accoglienza si ritrovò sguarnito.
– Devi andare tu per la prossima settimana – mi disse a malincuore Padre Michele
E così si spalancarono quelle che per me erano le porte del Purgatorio.
Aprire la camerata verso le otto di sera non è difficile. Il bello è tenere fuori gli ospiti in esubero. Cacciare i portoghesi –guarda caso il nome di una nazione europea per definire i clandestini– era spesso pericoloso. Specialmente quando l’escluso sa che l’alternativa, in inverno, è una panchina per strada. Quindici giorni era il tempo massimo di permanenza. Era un centro di prima accoglienza, non si poteva stare troppo tempo. Ma vallo a spiegare ad un disperato.
Per venti posti quaranta persone chiedevano di entrare e per tenere il conto il responsabile aveva fatto stampare delle schede rudimentali, senza foto, con il solo nome e la data di ingresso. Una specie di biglietto. Toccò a me scoprire che a volte veniva messo in vendita.
Verso le sette e mezzo di sera l’inverno già si fa sentire. Davanti ai cancelli la gente si assiepava dalle cinque, riscaldandosi l’uno con l’altro, ma comunque impotenti contro un vento freddo che tagliava la faccia.
– Permesso, permesso! –
Per guadagnare il cancello bisognava attraversare quella montagna di carne, e fare attenzione che nessuno sgattaiolasse dentro mentre ci assestavamo per controllare i passi. Con me c’era Pachi, che oramai era già un veterano. Ma io, come al solito, dovevo fare le cose per bene. E così, all’ottavo ospite mi venne in mente di perseguire gli interessi del centro.
– Tu non sei Belarbidhi Moussa. Moussa lo conosco, è venuto a ritirare il passi da me – fermai un maghrebino che si era presentato sorridente –
– Io Moussa! – reclamò l’ospite
– No, Belarbidhi sta là dietro, girato l’angolo, che vede se riesci ad entrare. E adesso ve ne andate tutti e due. Il passi è confiscato!–
– Ma che cazzo stai facendo? – sibilò sottovoce Pachi – sei impazzito? –
– Noi siamo qui per controllare … – iniziai a pontificare – ma non feci in tempo nemmeno a finire la frase. Moussa si era avvicinato attraversando la strada mentre l’infiltrato aveva cominciato a blaterare in arabo, sempre più agitato.
– State calmi! – il muro mi avrebbe ascoltato con più devozione
Nel frattempo Moussa aveva tirato fuori un coltello e stava quasi per avventarsi, non so se contro di me o contro l’acquirente del suo passi quando Pachi si mise in mezzo, proprio nella direzione tra me ed il coltello, se fosse partito. Per fortuna non partì e i due se ne andarono in direzioni opposte, sempre urlando.
– Bravo!–
– Senti Pachi, ma noi non dobbiamo fare le cose secondo ordine?–
– No! Noi dobbiamo mantenerlo, l’ordine. Cosa credevi di fare? Non sei mica allo stadio. Questi non vengono a vedere una partita!! Qui la gente crepa di freddo e di fame. Non conta chi ha torto e chi ha ragione.–
– E tu cosa avresti fatto? –
– Lo sai quanti ne ho visti fare così? Li fai entrare. E poi, sopra, con calma, a stomaco pieno, gli spieghi che hai capito e che domani deve tornare il titolare del passi. Altrimenti se ne vanno tutti e due. A che serve fare come hai fatto tu? –
– Beh, Pachi, mi sa che hai ragione. Sono stato un idiota. A proposito, grazie. Potevi beccarti tu la coltellata. Ma perché lo hai fatto? –
– Non lo so. Mi è venuto. Se stavo a pensarci non lo facevo –
“se stavo a pensarci non lo facevo” tutto qua. Il gesto più da amico ricevuto nella mia vita fino a quel momento, e se stava a pensarci non lo faceva nemmeno. Chissà, forse gli amici sono quelli che fanno le cose senza pensarci.
Sopra, nel refettorio, pareva che nulla fosse successo. Gli ospiti si accomodavano, disciplinati, pronti per mangiare. Ma prima alcuni andavano a farsi la doccia. Proprio così, la doccia. C’erano solo tre gradi meno di fuori, e l’acqua calda nemmeno c’era, ma i neri, i senegalesi, gli ivoriani, i somali, non andavano a tavola senza prima essersi lavati.
Certo, se prima erano neri, poi uscivano blu per il freddo. Ma comunque lavati.
Non riuscivo davvero a capire. E non mi interessava. Dovevo solo finire il mio turno, il mio anno. La mia vita mi stava aspettando e non volevo farmi coinvolgere. Ma era sempre più difficile.
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Mentre io cercavo di mimetizzarmi, cercando di sembrare anche generoso e disponibile, il peggiore tra noi era invece Matteo, che non faceva mistero del suo disprezzo per chi era diverso.
– Sono tutti degli scrocconi – ripeteva. Dovrebbero andare a lavorare invece di infastidire le ragazze.
A chi cercava di fargli notare che ognuno degli ospiti, senza eccezione, si alzava per andare verso il duro lavoro alle quattro del mattino, e che mai nessuno aveva infastidito una ragazza, non opponeva alcun argomento logico, ma solo insulti. Per non parlare dei disabili. Carne buona solo per i forni nazisti. Poi gli toccò Rosiello.
Rosiello, lo conoscevamo solo per cognome. Viveva, sin da bambino, completamente paralizzato. Poteva muovere solo una mano e parlava con un quarto di bocca, sbiascicando le parole. Abbandonato dallo stato sociale, aveva chiesto aiuto in parrocchia e Padre Michele lo iscrisse nella lista degli obiettori.
Matteo si convinse ad andare solo quando il responsabile gli pose l’alternativa di lasciare il centro e tornare a fare il militare. Ma fin dal primo giorno minacciò di soffocare Rosiello con un cuscino, per mettere fine alle sue sofferenze ed alla rottura di scatole che gli era toccata. Matteo tornò dal primo turno stranamente silenzioso e due giorni dopo, rientrato il responsabile, si rifiutò di tornare in ufficio e restò con Rosiello.
Gianni Rosiello, scoprimmo dal manifesto il suo nome, morì nel corso del nostro anno. Al funerale io non andai. Era il mio giorno libero, capirete. Ma tutti mi raccontarono poi che Matteo piangeva come un disperato. Venimmo a sapere che il peggiore di noi, una volta staccato il servizio, passava tutto il tempo che poteva da Gianni Rosiello, dove aveva imparato a giocare a scacchi nel seminterrato umido e puzzolente dove gli era toccato in sorte di vivere e aveva avuto finalmente la fortuna di morire.
Ero a cinquanta metri da casa mia. Ero nato e cresciuto in quel quartiere. Eppure non avevo mai visto niente del genere passarmi sotto gli occhi. Ma continuavo a concentrarmi sulla mia vita. Con l’unica differenza che adesso cominciava a costarmi fatica il dovermi mimetizzare. Lo specchio mi rifletteva una immagine che la mia coscienza definiva senza mezzi termini come quella di un ipocrita.
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L’aria della città finalmente tornò a scaldarsi e senza far vedere un’ombra di primavera, a partire dalla fine di aprile arrivò direttamente un caldo torrido, che a giugno finì di asciugare le ossa degli abitanti di questo cosmo parallelo dove, senza riscaldamento ed aria condizionata, le stagioni ancora si misurano direttamente sulla pelle.
– No caldo così Morocco! – esclamava Ahmed ogni pomeriggio alle quattro, preciso come un orologio svizzero. Io ormai mi ero abituato ai ritmi del centro di accoglienza. Mi ripetevo che la notte univa due turni di fila e il giorno dopo ero libero, ma poi rimanevo sempre nel cortile, anche se non ero obbligato. Da noi era sbarcato da poco Gemalì Giaupi, un albanese grasso e tanto biondo da sembrare albino. Aveva fatto un corso da infermiere nel suo paese ed era diventato il primo soccorso del centro. Suturava piccole ferite, raddrizzava spalle lussate, insomma, due mani d’oro che lo avevano portato ad un permesso allungato.
Un giorno lo trovai sui gradoni, da solo, che piangeva guardandosi le mani.
– Gemalì, che c’è? – non era di queste persone mostrare debolezza. Non se lo potevano permettere.
– Guarda mie mani! Sono mesi che sposto rottami di ferro. Guarda i calli. Non potrò più suonare se continua così! –
Scoprii così che Gemalì aveva fatto il corso da infermiere, certo, ma il suo lavoro era un altro. Era un violoncellista. Lo portai a comprare mezza dozzine di birre fresche e ce le scolammo tutte mentre mi raccontava i successi che aveva avuto fin da piccolo. Fino a quando chiusero il teatro per mancanza di fondi e lui, pure dotato, non era abbastanza bravo per passare da orchestrale a solista.
– Ma ti immagini come ero con frac? – mi diceva ridendo, ormai brillo – un vero pinguino, con tutto questo grasso addosso.
– Allegro Gemalì: domani ti porto in campagna e ti metto le mani a mollo nell’olio – ridevo anch’io, ormai completamente andato – così vedrai come i calli se ne vanno –
Ma intanto, pur affogando il dispiacere nella birra, il problema del più sommo talento sorto altrove da qui, e finito a raccogliere pomodori o a spostare rottami, per quel pomeriggio rimase irrisolto.
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Padre Michele intanto si era rassegnato a perdere il mio aiuto nella sacrestia. All’ultimo foglietto della messa avevo aggiunto un passo della seconda lettera di San Paolo Apostolo al cognato. Era una lista della spesa e stava quasi per andare in stampa. Padre Michele si era incazzato così tanto che credevo gli venisse un infarto. Poi aveva decretato la sua punizione.
– Tu torni a fare le notti –
E così il gioco era fatto.
Ma il mio anno era quasi giunto al termine e finalmente potevo tornare alle mie occupazioni, senza perdere le mie giornate ad aprire il cancello, servire a tavola, passare la notte con … non li chiamavo più “sfigati” da mesi. Come facevo a definire Belgacem uno sfigato? Un ingegnere specializzato in fisica nucleare, che maneggiava macchinari per prospezioni minerarie nel Sahara, che mi ha dimostrato che il deserto era una foresta, milioni di anni fa, e che una sera venne licenziato in tronco perché aveva rotto un piatto.
Dovevo ammetterlo. Più si avvicinava il mio congedo e più ero nervoso.
Volevo tornare al mio lavoro. Mettere mano ai miei progetti più ambiziosi e “volare alto”. Ma ormai mi guardavo dentro, e comprendevo come suonasse ridicola e stupida una frase del genere. Fossi anche diventato un grande, in qualunque cosa, di fronte all’ultimo ospite del centro sarei rimasto un minuscolo uomo con la strada in discesa.
Certo, sarei tornato nel cortile qualche volta, ma già mi vedevo come un estraneo, qualcuno che gli altri obiettori avrebbero guardato dall’alto in basso mentre raccontavo le mie storielle da reduce. Alla fine avevo capito. Le mie ipocrisie, le mie verità calate dall’alto, i miei pregiudizi, erano solo paura. Sapevo bene quanto poco contasse il mio piccolo, piccolo mondo di fronte al resto del pianeta che stava chiedendo il mio aiuto.
E così, due settimane dopo il congedo, andai a cercare il responsabile del centro per pregarlo di farmi sapere di cosa aveva bisogno.
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Ora ve lo posso dire. Il mio vero nome è un altro, non Tommaso.
Però chiamatemi Tommaso.
Perché ho visto.
Ed ora ci credo.

Il Castello Edizioni

Antiquam exquirite matrem

Prezzo di vendita 25,00

Antiquam exquirite matrem

di AA.VV.

Da subito best-seller, alla pari del suo modello, l’Eneide si fa modello essa stessa, entrando nell’immaginario culturale e offrendosi quale inesauribile forziere di esemplarità, analogie, metafore, sentenze. Evidentemente, appartiene al ‘tesoro’ che ne deriva il titolo di questo nostro libro: antiquam exquirite matrem. L’emistichio è, notoriamente, stralciato dal comando del Timbreo a «cercar l’antica madre»: male inteso, l’oracolo fuorvia i Troiani, sicché, la trama che avrebbe potuto / dovuto essere svanisce a causa di (o semmai grazie a) questo fraintendimento, che genera errores e, con gli errores, la ‘vera’ storia del viaggio di Enea. Per altri versi, questa frase ci è parsa emblematica un po’ del lavoro esegetico, che ora spiega, ora tradisce il testo; un po’ di quello degli imitatori, che intendendo o fraintendendo, fanno comunque un testo nuovo.

 
Scienze umane tra ricerca e didattica vol. I

Prezzo di vendita 35,00

Scienze umane tra ricerca e didattica vol. I

di Giovanni Cipriani - Antonella Cagnolati (a cura di)

«Orbene, vedo trasfigurarsi ai miei occhi tutte le figure dei miei colleghi e amici e tutte le loro personalità in una grande e maestosa biblioteca: ognuna/ognuno di loro costituisce uno scaffale di libri a sé, ma al contempo confinante, orizzontalmente e verticalmente, con gli altri scaffali, dando vita a una straordinaria enciclopedia dei saperi umanistici, fonte di documentazione, ispirazione, eredità, trasmissione di quanto è stato scoperto e depositato da altri e di quanto è stato scoperto e messo a disposizione da loro stessi, in una continuità incessante di conoscenze, riflessioni, acquisizioni. Sono orgoglioso di farne parte, ma sono ancor più felice se penso che quello che abbiamo fatto in questi quasi vent’anni continuerà, grazie alla ricerca e alla didattica, a crescere e a diffondersi, in virtù di quella che i Latini avrebbero definito giustamente industria felix» (G. Cipriani)

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

Prezzo di vendita 20,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
In nome dell'olio italiano

Prezzo di vendita 25,00

In nome dell'olio italiano

di Colomba Mongiello

 
Ciccio Patino

Prezzo di vendita 20,00

Ciccio Patino

di Domenico Carella

Patino era un’ala di quelle di un tempo mai passato di moda che vivevano ai confini del rettangolo; quasi una sorta di reclusi dentro una striscia piccolissima di campo, per preparare poi gli scatti, i dribbling e gli allunghi, i cross per le teste dorate di Nocera e Oltramari, di Matteo Rinaldi che avanzava ad ogni calcio d’angolo come gli capitò di fare, tra l’incredulità collettiva, a Firenze nel debutto assoluto in serie A, segnando un gol che ammutolì lo stadio.

 
Son'io, Marina

Prezzo di vendita 15,00

Son'io, Marina

di Michele Sisbarra

Marina aveva sempre concepito la vita come un frammento di concretezza nell’immaterialità del nulla. Sì, il nulla, quello che la precede e che sarà dopo di lei, dopo ognuno di noi. Un peso che inconsapevolmente si portava dietro da troppo tempo

 
Eroi, dèi, condottieri

Prezzo di vendita 40,00

Eroi, dèi, condottieri

di Grazia Maria Masselli - Francesca Sivo (a cura di)

Terreno privilegiato di ‘intertestualità’ e di ‘multimedialità’, il mito costituisce il campo di indagine che, più di ogni altro, consente una fruizione comparativa dei testi classici: il confronto con opere (non soltanto letterarie) distanti fra loro nel tempo e nello spazio stimola, infatti, la ricerca delle “permanenze” quale viatico indispensabile per interpretare le variazioni subìte da uno stesso thema nel passaggio da un’epoca all’altra, da un’area geografica all’altra, da un linguaggio all’altro, creando occasioni di arricchimento multidisciplinare e di approfondimento dei meccanismi regolativi della cosiddetta “traduzione intersemiotica”.

 
Processo farsa: un'invenzione di Terenzio e Molière

Prezzo di vendita 15,00

Processo farsa: un'invenzione di Terenzio e Molière

di Antonella Tedeschi

L’indagine relativa agli aspetti strutturali, linguistici e tematici delle sezioni della fabula terenziana, che maggiormente hanno influenzato la stesura di Molière, gettano luce sulla fucina dove ha lavorato il commediografo francese, che sapientemente ha adattato molteplici elementi e ha ‘confuso’ echi antichi e moderni, dotandoli di stilemi comici personalissimi.

 
Foggia, 28 aprile 1898

Prezzo di vendita 15,00

Foggia, 28 aprile 1898

di Raffele De Seneen

«Verso le 9 e mezza del 28 aprile una folla di persone si agglomerò dinanzi alla panetteria di certo Altieri con l’intenzione d’impossessarsi del pane. Ma intervenuto il Sindaco, comm. Perrone, la folla si allontanò da quel posto e, ingrossandosi, seguì il Sindaco che si era diretto alla Prefettura...»

 
VelEni

Prezzo di vendita 13,00

VelEni

di Fabio Amendolara

Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
Premio Lupo 2016 - Sezione pittura

Prezzo di vendita 25,00

Premio Lupo 2016 - Sezione pittura

di AA. VV.

«L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto». (Papa Benedetto XVI)

 
In nome dell'olio italiano

Prezzo di vendita 25,00

In nome dell'olio italiano

di Colomba Mongiello

Un prodotto agroalimentare assolutamente tipico dell'Italia: l'olio. Una parlamentare appassionata e caparbia: Colomba Mongiello. 5 anni di lavoro per una giusta causa: tutelare la qualità e l'identità dell'extravergine made in Italy.

 
Verba puerpera

Prezzo di vendita 20,00

Verba puerpera

di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
Metamorfosi di metamorfosi

Prezzo di vendita 25,00

Metamorfosi di metamorfosi

di G. M. Masselli - F. Sivo (a cura di)

In occasione del bimillenario della morte di Ovidio, si è tenuto a Foggia un convegno dedicato alle ‘meraviglie letterarie’ che il poeta delle "Metamorfosi" ha compiuto e, attraverso la penna di altri autori, continua ancora a compiere. Questo volume ne raccoglie i frutti: un viaggio affascinante, alla scoperta del potere generativo e trasformativo della scrittura, per ascoltare, ancora una volta, la voce di un Classico e non dimenticare.

 
Follia d'amore

Prezzo di vendita 20,00

Follia d'amore

di Francesca Sivo

In che modo bisogna amare? Perché mai l’essere umano è spinto ad andare alla ricerca di una passione erotica che gli provoca sofferenza e che la ragione, invece, senza appello condanna?

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

Prezzo di vendita 20,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di Sergio Audano - Giovanni Cipriani (a cura di)

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Ama ciò che fai

Prezzo di vendita 15,00

Ama ciò che fai

di Michele F. Panunzio

Il cuore è la sede dell’intelligenza, la tavola quella dell’amore e della condivisione. E quando il cuore incontra la tavola tutto assume un sapore nuovo: il cibo, l’amicizia, l’amore e la salute. Il nostro rapporto con il cibo nasconde una dimensione spirituale che, quando trova un suo giusto equilibrio, nutre corpo e anima. Ama ciò che fai. La prevenzione nutrizionale dal cuore alla tavola è un libro per tutti. In borsa o a lavoro, a casa o in ufficio, non importa: chiunque merita di averlo con sé ovunque sia.

Antonio Russo (Presidenza Nazionale ACLI)

 
Premio Lupo 2016

Prezzo di vendita 20,00

Premio Lupo 2016

di AA.VV.

Quattro parole, “Facciamo un concorso letterario”. La sfida era stata aperta. “Lo chiameremo “Premio Lupo” - dissi, in onore del nostro territorio che, per similitudine, ha visto nello scorso secolo una netta diminuzione della presenza dei suoi abitanti e del braccato animale, migrati a fiotti altrove. Eravamo tutti perplessi e non solo per il nome del concorso... Ma per sfida o per incoscienza intraprendemmo un percorso che, pur essendo molto impegnativo, è ricco di grandi soddisfazioni. Seminare su terreno incolto è sempre impresa ardua, ne sanno qualcosa i nostri contadini, ma a volte loro stessi, scarpe grosse e cervello fino, ci hanno dimostrato di saper ottenere, da incolti e pascoli, grandi risultati. Tanto sta avvenendo per il progetto “Premio Lupo”. Impensabile concepire nel lontano 2006 il ‘raccolto’ del 2016...

 
La grandezza dei nani

Prezzo di vendita 7,00

La grandezza dei nani

di Raffaele di Mauro

 
Non domini nostri sed duces

Prezzo di vendita 20,00

Non domini nostri sed duces

di Andrea Musio - Tiziana Ragno - Antonella Tedeschi

«I rapporti di forza tra antico e moderno sembrano pendere in favore della modernità o, per meglio dire, della sua capacità di rifarsi ai modelli modificandone contenuti e connotati. Il presente, insomma, condiziona – è ovvio – la percezione del passato. E, questo, anche in vista della costruzione di identità e immaginari comuni: il ricorso a paradigmi già noti garantisce – o, dovremmo dire, dovrebbe garantire – che si realizzi un’immagine coerente e condivisa dell’attualità. 

 
Foggiani

Prezzo di vendita 15,00

Foggiani

di Gioacchino Rosa Rosa

«Quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita  nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta». Olivier Clerc, "Storia di una ranocchia"

 
Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

Prezzo di vendita 40,00

Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

di AA.VV.

Non si può non convenire sul fatto che l’analisi del Fortleben dei classici nel loro impiego scolastico costituisce una ulteriore occasione di riflessione sulla capacità impressionante degli antichi di precorrere i tempi anche in una sfera nevralgica e quanto mai attuale come quella didattica.

 
FOREVER

Prezzo di vendita 15,00

FOREVER

di Michele Panunzio

Questo libro è il frutto di un serio corteggiamento: tra Michele Panunzio, l'autore, e i suoi tantissimi e attentissimi lettori che ogni domenica mattina lo aspettano al varco di internet per leggere un suo nuovo post del blog "Forever" che tiene su "Il Mattino di Foggia"

 
Multas per gentes: il confronto con l'altro

Prezzo di vendita 20,00

Multas per gentes: il confronto con l'altro

di AA.VV.

«A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; [...] quando questo avviene, [...] allora, al termine della catena, sta il Lager» (Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947).

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

Prezzo di vendita 25,00

Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
Il carme su San Michele Arcangelo di Flodoardo di Reims

Prezzo di vendita 20,00

Il carme su San Michele Arcangelo di Flodoardo di Reims

di Francesca Sivo


Il poeta francese condensa gli elementi più significativi della leggenda micaelica di matrice garganica, seguendo l’ordine in cui essa viene narrata nel cosiddetto "Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano": l’anonima operetta agiografica che, narrando soprattutto le manifestazioni dell’Arcangelo sul promontorio dauno, rappresenta la leggenda di fondazione del più antico dei luoghi alti dell’Occidente europeo a lui dedicati

 
Rico Garofalo, una vita per la musica

Prezzo di vendita 20,00

Rico Garofalo, una vita per la musica

di Marcello e Riccardo Garofalo

 


«Il suo rapporto con il piano era una straordinaria relazione d’amore: nelle mani del Maestro il piano subiva una trasfigurazione figurale, da oggetto inanimato ad essere vivente, da strumento musicale a confidente, ad interlocutore, testimone attento delle sue ricerche continue per ottenere brillanti esecuzioni».

Gaetano Zenga

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

Prezzo di vendita 25,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Donne di carta

Prezzo di vendita 18,00

Donne di carta

di Mara Cinquepalmi

 
Il lumicino della Speranza

Prezzo di vendita 12,00

Il lumicino della Speranza

di Piero Cicolella

La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
Forever 2018

Prezzo di vendita 20,00

Forever 2018

di Michele F. Panunzio


«La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine; ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. La collettività e l’individuo, il gruppo e il singolo, i sani e i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre»

 
Le storie dei SIAN

Prezzo di vendita 15,00

Le storie dei SIAN

di AA.VV.

Interviste ai direttori del Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione a margine del III Seminario Nazionale "Integrazione tra sicurezza alimentare e nutrizionale" (Foggia, 5-7 maggio 2016)

 
Scienze umane tra ricerca e didattica vol. II

Prezzo di vendita 35,00

Scienze umane tra ricerca e didattica vol. II

di Giovanni Cipriani - Antonella Cagnolati (a cura di)

«Orbene, vedo trasfigurarsi ai miei occhi tutte le figure dei miei colleghi e amici e tutte le loro personalità in una grande e maestosa biblioteca: ognuna/ognuno di loro costituisce uno scaffale di libri a sé, ma al contempo confinante, orizzontalmente e verticalmente, con gli altri scaffali, dando vita a una straordinaria enciclopedia dei saperi umanistici, fonte di documentazione, ispirazione, eredità, trasmissione di quanto è stato scoperto e depositato da altri e di quanto è stato scoperto e messo a disposizione da loro stessi, in una continuità incessante di conoscenze, riflessioni, acquisizioni. Sono orgoglioso di farne parte, ma sono ancor più felice se penso che quello che abbiamo fatto in questi quasi vent’anni continuerà, grazie alla ricerca e alla didattica, a crescere e a diffondersi, in virtù di quella che i Latini avrebbero definito giustamente industria felix» (G. Cipriani)

 
La salute vien mangiando

Prezzo di vendita 15,00

La salute vien mangiando

di Michele F. Panunzio

«La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine; ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. La collettività e l'individuo, il gruppo e il singolo, i sani e i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre».

 
Il socialista

Prezzo di vendita 30,00

Il socialista

di Gioacchino Albanese

Che importa la differenza tra amore e rivoluzione, se si viene ugualmente trascinati per passione da uno o da entrambi tanto da dedicarvi la vita. Il giovanissimo Peppino Di Vittorio e la sua compagna Lina, lui quindici, lei tredici anni, braccianti e figli di braccianti, pervasi da un giovanilissimo senso di giustizia sociale e da una voglia innata di cambiare il mondo, attuano un’istintiva ribellione verso le convenzioni sociali in un momento storico in cui, soprattutto nel meridione, la volontà di cambiamento è a rischio di repressione da parte dello Stato liberale che per reazione mette in atto eccidi proletari. 

 
Turista per calcio (e non per caso)

Prezzo di vendita 10,00

Turista per calcio (e non per caso)

di Mara Cinquepalmi

La tv è fatta di riti, un po’ come il calcio. Ogni programma, come ogni partita, ha la sua liturgia, la sua scaletta da seguire e
rispettare. Lo spettatore conosce i tempi. Il rischio, però, è che quella scaletta diventi routine e tutte le puntate finiscano per assomigliarsi. In questo si può dire che Turista per calcio sia stato un’eccezione: impossibile dire che vista una puntata, le hai viste tutte.

 
Virgilio sul set

Prezzo di vendita 20,00

Virgilio sul set

di Andrea Musio

Se un classico si riconosce - come affermava Calvino - anche perché «non ha mai finito di dire quel che ha da dire», cosa avviene quando il classico più vitale e rappresentativo della latinità incontra il linguaggio contemporaneo più diffuso e prolifico? Quali sono gli avvincenti processi di riscrittura intervenuti fra i versi virgiliani e la loro trasposizione sul grande schermo? 

 
Vocabolario Italiano-Foggiano

Prezzo di vendita 40,00

Vocabolario Italiano-Foggiano

di Michele Frattulino

«La ricerca di un ponte fra i lemmi della lingua madre e i termini dialettali che possono trovare molteplici rappresentazioni nella traduzione: a volte buffe, a volte incentrate sull’uso di un vernacolo che, come tutto il resto, ha subito trasformazioni o nella raffinata ricercatezza di un termine arcaico, dimenticato, che ancora riesce come nessun altro a colpire nel segno. Che dire? Sorprendente come sempre. Magico come mai» (Stella Katia Iorio)

 
I miti dei mitici alunni della I D

Prezzo di vendita 15,00

I miti dei mitici alunni della I D

di AA.VV.

«So che ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio d’immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori».

Italo Calvino

 
Salvatore Tatarella

Prezzo di vendita 15,00

Salvatore Tatarella

di Natale Labia

«Salvatore, mio fratello, la parte migliore di me, il superamento di me stesso, è sindaco di Cerignola» Pinuccio Tatarella (Cerignola 10.12.1993)