Martedì 11 Dicembre 2018

Almanacco dauno

Oggi, 23 Novembre 1941, nasce Franco Nero: quel Django dagli occhi di ghiaccio venuto da San Severo

Ecco chi è il grande attore italiano venuto dal nulla (viene al mondo a San Lazzaro Parmense, frazione del comune di Parma) che ha fatto parlare di sé per la sua proverbiale riservatezza

Oggi, 23 Novembre 1941, nasce Franco Nero: quel Django dagli occhi di ghiaccio venuto da San Severo

Franco Nero in Django (1966)

Francesco Clemente Giuseppe Sparanero, questo il vero nome dell'attore, è figlio di un maresciallo dei Carabinieri nato a San Severo. La città dell'alto Tavoliere, guidata dal sindaco Gianfranco Savino, il 16 Dicembre 2011 gli conferisce la cittadinanza onoraria, su iniziativa del Centro di ricerca e di documentazione per la storia della Capitanata.

Sono di San Severo gli occhi di ghiaccio più enigmatici del western italiano: quelli di Franco Nero, in un memorabile Django (1966, regia di Sergio Corbucci). Pochi sanno, infatti, che il bravo ed affascinante attore nato a San Lazzaro Parmense, frazione del comune di Parma, il 23 novembre 1941, all'anagrafe con il nome di Francesco Clemente Giuseppe Sparanero, è figlio di un maresciallo dei Carabinieri originario di San Severo. La città dell'alto Tavoliere, guidata dal sindaco Gianfranco Savino, il 16 Dicembre 2011 gli conferisce la cittadinanza onoraria, su iniziativa del Centro di ricerca e di documentazione per la storia della Capitanata.

Il conferimento della cittadinanza onoraria di San Severo

“Il nome me lo cambiò Luigi Luraschi, su consiglio di De Laurentiis. Arrivai a Nero dopo aver rischiato di chiamarmi Spano, Fraticelli e persino Franco Castello Romano, perché Dino, megalomane, aveva fondato Dinocittà proprio a Castel Romano”. Huston, Buñuel, Petri, Pietrangeli, Bellocchio e Fassbinder, ma anche Antonio Margheriti in arte Anthony M. Dawson, regista de I Diafanoidi vengono da Marte: “Un mago che faceva gli effetti speciali con la carta stagnola e portava a termine quattro diverse opere di fantascienza, con mezzi poverissimi, in neanche 12 settimane”., rivela l'attore in un'intervista a "Il Fatto Quotidiano" del 16 ottobre 2016.

LA CARRIERA

«Ford aveva John Wayne, Leone aveva Clint Eastwood, io ho Franco Nero», disse di lui Sergio Corbucci che lo rese famoso con "Django". «Per la sua prestanza fisica e il "cipiglio da valoroso" fin dagli esordi Nero ha incarnato «una bellezza maschile molto "americana"», segnalandosi infatti all'attenzione di John Huston che gli affida il ruolo di Abele nel kolossal La Bibbia (1965), cui seguirà la notorietà definitiva raggiunta con Un tranquillo posto di campagna (1968), primo di una serie di titoli da lui interpretati nel tempo in coppia con Vanessa Redgrave. In seguito ha interpretato numerosi film appartenenti al filone del giallo politico italiano (Il giorno della civetta, 1968; Il delitto Matteotti, 1973; Marcia trionfale, 1976; ecc.) e qualche western all'italiana (Django, 1966). Tra i suoi migliori titoli, Querelle de Brest (1982) di Rainer Werner Fassbinder, Il giovane Toscanini (1988) di Franco Zeffirelli, Diceria dell'untore (1990) di Beppe Cino, Fratelli e sorelle (1992) di Pupi Avati, Jonathan degli orsi (1994), che ha anche sceneggiato assieme al suo abituale collaboratore Lorenzo De Luca e al regista Castellari, nonché prodotto. Dopo essere apparso in 2012 - L'avvento del male (2001), ha recitato in diversi film sperimentali di Louis Nero, debuttando inoltre nella regia con Forever Blues (2006), nuovamente scritto assieme a Lorenzo De Luca. All'attività cinematografica affianca, fin dalla metà degli anni settanta, una notevole produzione televisiva che lo vede protagonista in decine di miniserie e fiction. Nel 2011 ha ricevuto una stella nella Italian Walk of Fame a Toronto, in Canada.

IL GRANDE AMORE CON VANESSA REDGRAVE

(di Debora Attanasio su "Marieclaire" del 18/07/2018)

Galeotto fu quel film. La storia di Ginevra e Lancillotto, nella Divina Commedia, fa innamorare Paolo e Francesca. Secoli dopo, nel 1967, ha fatto scoppiare la passione fra Vanessa Redgrave e Franco Nero sul set britannico di Camelot, dove lei interpretava la famosa regina innamorata e lui il cavaliere della tavola rotonda. Non un flirt mordi e fuggi, né un legame da star tutto sbagliato: ne verrà fuori una delle storie d’amore più belle di sempre, che si deve raccontare. Quando Vanessa Redgrave è nata il 30 gennaio 1937 a Londra, suo padre, Sir Michael Redgrave, stava recitando in teatro. Alla fine della rappresentazione il suo co-protagonista, Laurence Olivier, che già aveva infilato una battuta nel testo non compresa nel copione (“Laerte ha una figlia”, e Laerte era interpretato da Redgrave) annunciò al pubblico in sala “signori, oggi è nata una grande attrice”. Sapeva il fatto suo. Primogenita di tre, Vanessa è infatti geneticamente impregnata di recitazione. Suo padre, Michael Redgrave, era figlio della star del cinema muto Roy Redgrave e dell’attrice Margareth Scudmore. La madre di Vanessa era l’attrice Rachel Kempson. Franco Nero nasce quattro anni dopo, il 23 novembre del 1941, e il suo vero cognome è Sparanero. Non ha attori in famiglia, non è nato in una grande città ma a San Prospero, un piccolo comune in provincia di Modena. Sulla carta non sembrava avessero molte probabilità di incontrarsi nella vita. Vanessa studia alla Central School of Music and Dance di Londra. E negli anni '50 frequenta l'Actors Studio. Il suo debutto sul palcoscenico risale al 1957. Il battesimo del set lo sostiene l’anno dopo con il padre, nel film, Behind the Mask. L’esperienza cinematografica la porta però a preferire il teatro, almeno fino gli anni '60. Franco Nero intanto si diploma e si iscrive alla facoltà di Economia e Commercio. L’idea di diventare un fiscalista non dura molto: forse in facoltà qualcuna gli ha fatto notare che i suoi occhi blu potevano bucare lo schermo, forse, semplicemente, si era accorto di avere dentro il fuoco sacro della recitazione. Franco lascia l’università è comincia a seguire i corsi del Piccolo di Milano. Fra i due, prima che si incontrino, ci sono quattro film per lei, tra cui Blow Up di Michelangelo Antonioni, e ben tredici per lui, compreso quel Django di Sergio Corbucci che gli regala la fama. Il primo incontro non è esattamente un colpo di fulmine. Anni dopo lui racconterà: "Ho visto arrivare questa donna con i jeans bucati, struccata, con gli occhiali e ho chiesto al regista: sei sicuro di aver fatto la scelta giusta?". Sì che lo era. Lei, di cui al tempo si vociferava un vecchio flirt con Warren Beatty, è sposata con Tony Richardson e ha due figlie, Natasha e Joely, che diventeranno a loro volta attrici. Tuttavia, una sera Vanessa invita a cena quel 24enne italiano con cui divideva il set, e lo costringe a cambiare idea su di lei. Franco si presenta infatti alla porta e quando una donna affascinante, elegante, e ben truccata lo accoglie, lui dice timidamente: “Sono stato invitato dalla signora Redgrave a cena”, e quella risponde: “sono io”. La relazione tra la svettante Vanessa Redgrave (è alta 180 cm!) e Franco Nero inizia forse la sera di quel fatidico invito, poco prima che si concluda quella già incrinata col regista Richardson, che la lascia per Jeanne Moreau. Vanessa e Franco diventano inseparabili. Si fanno vedere insieme al Festival di Cannes del 1967, alla cerimonia degli Oscar del 1969. A Londra, con la mamma di lei Rachel Kempson (è sempre un buon segno presentarsi le mamme). Il 14 gennaio 1969 Vanessa debutta al Manchester University Theatre con la commedia Daniel Deronda e fra gli spettatori ne trova uno inaspettato: è Franco, volato da Roma in segreto per venirla a vedere. I paparazzi li braccano a Roma, nei ristorantini di Trastevere, come due innamorati qualsiasi. È un amore grande quello che stanno vivendo, lei impara l’italiano così bene che quando nel 1983 accetterà di interpretare la regina Elisabetta in un cameo nel film commedia Sing Sing, di Corbucci, dirà al regista e a Enrico Montesano, con cui deve girare la scena: “Volete che faccia un po’ di accento inglese?”. Franco e Vanessa girano insieme un altro film, l'inquietante Un tranquillo posto di campagna, di Elio Petri. Nel 1969 nasce il loro unico figlio, Carlo. E subito dopo si conclude la loro storia d’amore, con gran dispiacere dei lettori di rotocalchi rosa. Ma è mai finita, davvero? Lei avrà una nuova storia importante e mediatica dal 1971 al 1986 con lo 007 Timothy Dalton, poi niente di ufficiale, pare. Lui, che intanto non ha più bisogno di essere paragonato a Paul Newman, viene accostato dalla stampa a Catherine Deneuve, con cui ha girato Tristana, a Carrol Baker nel 1972, e a Goldie Hawn. Nel 1987 lui ha un altro figlio, Franquito, da Mauricia Mena conosciuta mentre girava Grosso guaio a Cartagena. La vita professionale dei due ex prosegue e non si incrocia. Vanessa intraprende anche l’impegno civile e politico, si batte per il riconoscimento della Palestina, il Corriere della sera la definisce “la Jane Fonda sull’altra sponda dell’Atlantico”. Quella privata viene funestata prima dalla perdita della sorella Lynn, popolarissima attrice anche lei, e poi della figlia Natasha Richardson nel 2009, per un tragico incidente di scii. Solo nel 2010 scopriamo che se le star vogliono tenere nascosti i loro affari possono farlo tranquillamente.

Vanessa Redgrave e Franco Nero nella loro casa di Chiswick, a Londra, con il figlio neonato Carlo Gabriel Redgrave Sparanero (Getty images)

Nel 2010 Franco Nero e Vanessa Redgrave annunciano infatti di essersi sposati segretamente nel 2006, 50 anni dopo il loro primo incontro. La notizia è accolta da chiunque con emozione, fa sognare tutti quelli che soffrono per una storia finita. Nel 2017 sono ospiti di Ballando con le stelle, nel ruolo di ballerini per una notte e nello stesso anno lei dirige Sea sorrow - Il dolore del mare, un film sul dramma dei rifugiati. La loro vita si divide fra la tenuta di lui, vicino Roma, e la casa di lei a Londra. In entrambe le situazioni si ritrovano spesso con tutto il clan cinematografico: il loro figlio Carlo, che fa lo sceneggiatore, la figlia di lei Joely con sua figlia Daisy Bevan (attrice, guarda un po’), i figli che la compianta Natasha ha avuto con Liam Neeson: Micheàl e Daniel. “Certamente”, ha detto Franco Nero al Telegraph che, un po’ come tutto il mondo, vuole soddisfare le curiosità della gente comune sull’epilogo meraviglioso di questa storia: “Gli uomini apprezzano sempre la bellezza. Ma invecchiando ti piacciono le donne più calme. Non le rompiballe”. No, un momento: da quando Vanessa Redgrave è una donna, noiosamente, tranquilla?

Il Castello Edizioni

Ciccio Patino

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Ciccio Patino

di Domenico Carella

Patino era un’ala di quelle di un tempo mai passato di moda che vivevano ai confini del rettangolo; quasi una sorta di reclusi dentro una striscia piccolissima di campo, per preparare poi gli scatti, i dribbling e gli allunghi, i cross per le teste dorate di Nocera e Oltramari, di Matteo Rinaldi che avanzava ad ogni calcio d’angolo come gli capitò di fare, tra l’incredulità collettiva, a Firenze nel debutto assoluto in serie A, segnando un gol che ammutolì lo stadio.

 
Premio Lupo 2016

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di AA.VV.

Quattro parole, “Facciamo un concorso letterario”. La sfida era stata aperta. “Lo chiameremo “Premio Lupo” - dissi, in onore del nostro territorio che, per similitudine, ha visto nello scorso secolo una netta diminuzione della presenza dei suoi abitanti e del braccato animale, migrati a fiotti altrove. Eravamo tutti perplessi e non solo per il nome del concorso... Ma per sfida o per incoscienza intraprendemmo un percorso che, pur essendo molto impegnativo, è ricco di grandi soddisfazioni. Seminare su terreno incolto è sempre impresa ardua, ne sanno qualcosa i nostri contadini, ma a volte loro stessi, scarpe grosse e cervello fino, ci hanno dimostrato di saper ottenere, da incolti e pascoli, grandi risultati. Tanto sta avvenendo per il progetto “Premio Lupo”. Impensabile concepire nel lontano 2006 il ‘raccolto’ del 2016...

 
Passando di là, gettate un fiore

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di G. Cipriani - A. Tedeschi - V. Vescera

In occasione del I°‭ ‬Centenario della Prima Guerra Mondiale si è voluto recuperare un episodio bellico che ne ha segnato l’incipit‭, ‬all’alba del 24‭ ‬maggio 1915‭: ‬l’affondamento‭, ‬al largo di Vieste‭, ‬del cacciatorpediniere‭ ‬‘Turbine’‭ ‬da parte dell’incrociatore austriaco Helgoland‭. 

 
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di Andrea Musio

Se un classico si riconosce - come affermava Calvino - anche perché «non ha mai finito di dire quel che ha da dire», cosa avviene quando il classico più vitale e rappresentativo della latinità incontra il linguaggio contemporaneo più diffuso e prolifico? Quali sono gli avvincenti processi di riscrittura intervenuti fra i versi virgiliani e la loro trasposizione sul grande schermo? 

 
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di AA.VV.

Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 
Premio Lupo 2015

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Premio Lupo 2015

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Il concorso letterario “Premio Lupo” nasce nel 2006 su iniziativa dell’Amministrazione comunale di Roseto Valfortore (FG), quando, al fine di generare novelle da utilizzarsi per la realizzazione di cortometraggi, si ritenne di promuovere un concorso letterario. Perché “Premio Lupo”? Si è voluto intestare il concorso al lupo, abitante supremo, austero e intelligente di questo territorio, in ragione di una comunanza rappresentativa delle diverse realtà presenti sui Monti Dauni (30 comuni).

 
Antiquam exquirite matrem

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Antiquam exquirite matrem

di AA.VV.

Da subito best-seller, alla pari del suo modello, l’Eneide si fa modello essa stessa, entrando nell’immaginario culturale e offrendosi quale inesauribile forziere di esemplarità, analogie, metafore, sentenze. Evidentemente, appartiene al ‘tesoro’ che ne deriva il titolo di questo nostro libro: antiquam exquirite matrem. L’emistichio è, notoriamente, stralciato dal comando del Timbreo a «cercar l’antica madre»: male inteso, l’oracolo fuorvia i Troiani, sicché, la trama che avrebbe potuto / dovuto essere svanisce a causa di (o semmai grazie a) questo fraintendimento, che genera errores e, con gli errores, la ‘vera’ storia del viaggio di Enea. Per altri versi, questa frase ci è parsa emblematica un po’ del lavoro esegetico, che ora spiega, ora tradisce il testo; un po’ di quello degli imitatori, che intendendo o fraintendendo, fanno comunque un testo nuovo.

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

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Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
Premio Lupo 2015 - Sezione Pittura

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Premio Lupo 2015 - Sezione Pittura

di AA.VV.

La pittura, in tutte le sue espressioni, rappresenta il linguaggio comune di tutte le arti attraverso il tempo della creatività umana. Se osserviamo i grandi capolavori, ci rendiamo conto che in essi troviamo tante suggestioni, emozioni, ricordi, nonché un forte senso di compattezza, una costante circolazione di idee sempre innovative e una enorme quantità di modelli figurativi...

 
Vernacolo in musica 2

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Vernacolo in musica 2

di Alfredo Amatruda - Sereno Labbozzetta

Questo secondo volume di raccolta di canzoni in dialetto foggiano completa il primo "Vernacolo in Musica" e ha ancora una volta il merito di mettere in mostra pregevoli testi dei poeti dialettali Marisa Amatruda, Osvaldo Anzivino, Alfredo Ciannameo, Giuseppe Esposto, Raffaele Lepore, Urbano Marano, Guido Mucelli, Raffaele Pagliara, Ottavio De Stefano, Amelia Rabbaglietti, Raffaele Ventura, nonché - oltre ovviamente a Sereno Labbozzetta e Alfredo Amatruda - i compositori Ferdinando e Rico Garofalo e la stessa Mariateresa Labbozzetta. Un vero patrimonio culturale che abbraccia ormai un secolo e che va aggiornato e rivalutato.

 
Donne di carta

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Donne di carta

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Un prodotto agroalimentare assolutamente tipico dell'Italia: l'olio. Una parlamentare appassionata e caparbia: Colomba Mongiello. 5 anni di lavoro per una giusta causa: tutelare la qualità e l'identità dell'extravergine made in Italy.

 
Follia d'amore

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Follia d'amore

di Francesca Sivo

In che modo bisogna amare? Perché mai l’essere umano è spinto ad andare alla ricerca di una passione erotica che gli provoca sofferenza e che la ragione, invece, senza appello condanna?

 
Processo farsa: un'invenzione di Terenzio e Molière

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Processo farsa: un'invenzione di Terenzio e Molière

di Antonella Tedeschi

L’indagine relativa agli aspetti strutturali, linguistici e tematici delle sezioni della fabula terenziana, che maggiormente hanno influenzato la stesura di Molière, gettano luce sulla fucina dove ha lavorato il commediografo francese, che sapientemente ha adattato molteplici elementi e ha ‘confuso’ echi antichi e moderni, dotandoli di stilemi comici personalissimi.

 
I racconti del cortile

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di Alberto Mangano

 Quanto tempo abbiamo trascorso sotto casa, chi in un cortile, chi in mezzo alla strada! Quante giornate ci son sembrate noiose perché esattamente l’una uguale all’altra! Eppure proprio quelle giornate sono risultate fondamentali per la nostra crescita, quella che ci ha permesso di arrivare ad essere come quegli adulti che allora osservavamo con distacco e ammirazione al tempo stesso.

 
Premio Lupo 2016 - Sezione pittura

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Premio Lupo 2016 - Sezione pittura

di AA. VV.

«L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto». (Papa Benedetto XVI)

 
Le storie dei SIAN

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di AA.VV.

Interviste ai direttori del Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione a margine del III Seminario Nazionale "Integrazione tra sicurezza alimentare e nutrizionale" (Foggia, 5-7 maggio 2016)

 
Multas per gentes: il confronto con l'altro

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Multas per gentes: il confronto con l'altro

di AA.VV.

«A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; [...] quando questo avviene, [...] allora, al termine della catena, sta il Lager» (Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947).

 
Il figlio di NessuNo

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Il figlio di NessuNo

di Gino, Paolo e Vittorio Frattulino

Mino Capocollo nel momento della morte del padre Amleto viene a conoscenza di un terribile segreto: coloro che credeva i suoi genitori in realtà sono dei perfetti estranei

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

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Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
RaccontiAMO

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RaccontiAMO

di P. Grillo, V.M.V. Francillotti, F. Del Vecchio

Viviamo in mezzo alle storie e bisogna raccontarle bene, con rispetto. E’ un compito civile, come quello del panettiere qua sotto. Io ho bisogno di lui e lui di me. Gli uomini hanno bisogno di storie. non soltanto per trasmettere sapere. Ogni storia è la custodia della speranza che questa vita non sia l’unica, che se uno volesse potrebbe avere un’esistenza differente. 

 
Rico Garofalo, una vita per la musica

Prezzo di vendita 20,00

Rico Garofalo, una vita per la musica

di Marcello e Riccardo Garofalo

 


«Il suo rapporto con il piano era una straordinaria relazione d’amore: nelle mani del Maestro il piano subiva una trasfigurazione figurale, da oggetto inanimato ad essere vivente, da strumento musicale a confidente, ad interlocutore, testimone attento delle sue ricerche continue per ottenere brillanti esecuzioni».

Gaetano Zenga

 
Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

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Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

di AA.VV.

Non si può non convenire sul fatto che l’analisi del Fortleben dei classici nel loro impiego scolastico costituisce una ulteriore occasione di riflessione sulla capacità impressionante degli antichi di precorrere i tempi anche in una sfera nevralgica e quanto mai attuale come quella didattica.

 
Salvatore Tatarella

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Salvatore Tatarella

di Natale Labia

«Salvatore, mio fratello, la parte migliore di me, il superamento di me stesso, è sindaco di Cerignola» Pinuccio Tatarella (Cerignola 10.12.1993)

 
La grandezza dei nani

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La grandezza dei nani

di Raffaele di Mauro

 
Forever 2018

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Forever 2018

di Michele F. Panunzio


«La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine; ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. La collettività e l’individuo, il gruppo e il singolo, i sani e i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre»

 
Sono solo uno che fa click

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Sono solo uno che fa click

di Michele Sepalone

Un fotoracconto di Foggia, dei suoi cittadini e dei momenti salienti che la città ha vissuto negli ultimi anni. Dai paesaggi di rara bellezza, all'impegno civico, al mondo della cultura e del teatro, Sepalone racconta attraverso i suoi scatti cos'è Foggia attraverso le sue infinite sfaccettature

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

Prezzo di vendita 20,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di Sergio Audano - Giovanni Cipriani (a cura di)

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Verba puerpera

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Verba puerpera

di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
VelEni

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VelEni

di Fabio Amendolara

Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
Un invito, poi un viaggio

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Un invito, poi un viaggio

di Alessia Roberta Scopece

Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 
FOREVER

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FOREVER

di Michele Panunzio

Questo libro è il frutto di un serio corteggiamento: tra Michele Panunzio, l'autore, e i suoi tantissimi e attentissimi lettori che ogni domenica mattina lo aspettano al varco di internet per leggere un suo nuovo post del blog "Forever" che tiene su "Il Mattino di Foggia"

 
Non domini nostri sed duces

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Non domini nostri sed duces

di Andrea Musio - Tiziana Ragno - Antonella Tedeschi

«I rapporti di forza tra antico e moderno sembrano pendere in favore della modernità o, per meglio dire, della sua capacità di rifarsi ai modelli modificandone contenuti e connotati. Il presente, insomma, condiziona – è ovvio – la percezione del passato. E, questo, anche in vista della costruzione di identità e immaginari comuni: il ricorso a paradigmi già noti garantisce – o, dovremmo dire, dovrebbe garantire – che si realizzi un’immagine coerente e condivisa dell’attualità. 

 
Il lumicino della Speranza

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Il lumicino della Speranza

di Piero Cicolella

La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
Il Foggia del '76

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Il Foggia del '76

di Giuseppe Baldassarre - Domenico Carella

«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
I miti dei mitici alunni della I D

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I miti dei mitici alunni della I D

di AA.VV.

«So che ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio d’immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori».

Italo Calvino

 
Son'io, Marina

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Son'io, Marina

di Michele Sisbarra

Marina aveva sempre concepito la vita come un frammento di concretezza nell’immaterialità del nulla. Sì, il nulla, quello che la precede e che sarà dopo di lei, dopo ognuno di noi. Un peso che inconsapevolmente si portava dietro da troppo tempo

 
Maria, la canzone triste

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Maria, la canzone triste

di Sofia Pia Annarelli

 «Maria, la canzone triste sviluppa, senza lamentosi pietismi, la vicenda di Maria, orfana di una giovane coppia morta durante la strage di Capaci, rimasta segnata nel fisico e nell’animo, e della sua crescita verso una sofferta consapevolezza di sé. Quello che sorprende è il modo con cui Sofia Pia Annarelli modula lo stile con l’alternare vari piani narrativi e registri stilistici e con un’attenta contestualizzazione della storia» (Mariolina Cicerale).

 

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di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Metamorfosi di metamorfosi

Prezzo di vendita 25,00

Metamorfosi di metamorfosi

di G. M. Masselli - F. Sivo (a cura di)

In occasione del bimillenario della morte di Ovidio, si è tenuto a Foggia un convegno dedicato alle ‘meraviglie letterarie’ che il poeta delle "Metamorfosi" ha compiuto e, attraverso la penna di altri autori, continua ancora a compiere. Questo volume ne raccoglie i frutti: un viaggio affascinante, alla scoperta del potere generativo e trasformativo della scrittura, per ascoltare, ancora una volta, la voce di un Classico e non dimenticare.