L'Editoriale

Domenica 24 Marzo 2019

Il lucano Boccia era considerato il peggior regista italiano mai esistito

Tanio da Potenza, l'Ed Wood Italiano

I suoi film invece sono stati rivalutati

Tanio da Potenza, l'Ed Wood Italiano

Memorabile la battuta di Alberto Sordi che Fellini ha ricordato, dopo aver ricevuto la notizia del suo quarto premio Oscar con Amarcord, fu chiamato da Alberto Sordi che gli disse: «Federico, non t'hanno premiato, questa volta è toccato a Tanio Boccia!». Nell'intervista, commentò quello scherzo soffermandosi sulla fama quasi leggendaria di Tanio Boccia, regista di pochi mezzi e tanta voglia di fare

Firmava le sceneggiature e girava i film con lo pseudonimo di Amerigo Anton, ma i più buoni lo chiamavano l’ Ed Wood italiano i più cattivi lo deridevano come il peggior regista italiano.

Memorabile la battuta di Alberto Sordi che Fellini ha ricordato, dopo aver ricevuto la notizia del suo quarto premio Oscar con Amarcord, fu chiamato da Alberto Sordi che gli disse: «Federico, non t'hanno premiato, questa volta è toccato a Tanio Boccia!». Nell'intervista, commentò quello scherzo soffermandosi sulla fama quasi leggendaria di Tanio Boccia, regista di pochi mezzi e tanta voglia di fare.

 

 Tanio Boccia- all’anagrafe Camillo Tanio- nato a Potenza in Basilicata il 4 aprile 1912 in realtà girò una trentina di film, spaziando  tra i diversi generi : dal peplum allo spaghetti western, sotto lo pseudonimo di Amerigo Anton.

In realtà Boccia iniziò bene a Cinecittà, seppur in ritardo scoprì il cinema a 40 anni, nel periodo d’oro di Cinecittà degli anni 60, quando tra grandi nomi anche d’oltreoceano girava un sottobosco di registi che seppur con pochi mezzi avevano il genio dell’inventiva e della bizzarria nel inventare improbabili sceneggiature o artifici tecnici per sopperire alla mancanza di fondi, pellicole, risorse anche per pagare le comparse. Tanio Boccia era uno di questi, di lui si raccontano incredibili aneddoti come la scena di un western dove erano previste sei  ballerine, ma non avendo soldi poté avere solo 3 comparse e risolse tutto utilizzando uno specchio per raddoppiarle, oppure in un altro western- spaghetti mentre giravano una scena d’amore il carrello ebbe un sobbalzo brusco ed inaspettato, ma Boccia a corto come al solito di soldi non voleva ne poteva sprecare altra pellicola disse di continuare che ci avrebbe pensato di risolvere al doppiaggio: infatti invece di far dire  “cara, ti amo”, fece dire all’attore “è mezzogiorno, sta passando il treno”. 

Era cos’ il lucano, imprevedibile, surreale, bizzarro e frenetico : sceneggiature scritte a tempo di record, ma anche pragmatico, sapendo che non avrebbe mai avuto un produttore o finanziatore  riciclava  scenografie di terza mano, dove hanno appena finito di lavorare registi di fama. Raccoglie le briciole cascate dal tavolo altrui, e non se ne vergogna. Ma quando la lavorazione comporta tagli economici e corse contro il tempo Boccia dirige in modo talmente veloce e pressappochista che sono frequentissimi nei suoi film scivoloni in una comicità ampiamente involontaria. Come ha scritto Kezich indignandosi, rappresentano “una successione di eventi senza capo né coda, con costumi da carnevale povero, trucchi goffi e boati fastidiosi".

(fonte http://colpidiscena.blogspot.it/2012/07/ricorre-oggi-il-trentennale-della-morte.html)

Ma allo stesso tempo aveva fiuto; sia nei generi dove imitando i colossal americani o le tendenze di registi più famosi riusciva a produrre si film a basso costo ma  che piacevano nelle sale di periferia ed anche nella scelta degli attori dove  film Boccia scritturava  di volta in volta attori sconosciuti o volti popolari, stelle sul viale del tramonto o probabili astri nascenti, come Ombretta Colli e Rosalba Neri, Anita Ekberg e Raffaella Carrà, ma anche Moira Orfei, Kirk Morris, Rik Battaglia, Andrea Aureli, Carlo Giuffrè, Fosco Giachetti, Massimo Serato e Richard Harris.

Insomma  non è un regista da Hollywood o da premio della critica da festival internazionale, ma il lucano Boccia nella sua attività di film di serie B fino alla sere Z, nel suo essere trash  come nel mitologico La valle dell' eco tonante, girato a Torcaldara  con improbabili  uomini-talpa che altro non erano che comparse con villosità naturale  alle quali aveva fatto mettere della ancor più bizzarre ed improbabili orecchione finte e con una surreale tattica per far scappare i nemici: suonare dei gong per assordali. Unico, come in alcuni suoi titoli:  Dio non paga il sabato, Studio Legale per un omicidio, Uccidi e muori o Agente X 1-7 Operazione oceano.

Tanio Boccia  con i suoi Maciste, Ursus,Cesare, Ivanhoe  facendo il verso ai Ford o a John Wayne, ispirandosi a Sergio Leone  divenne  quasi lo  zimbello di Cinecittà, trattato da macchietta del cinema, dovuto a un giudizio troppo severo e cinico, senza considerare gli scarsi mezzi tecnici e finanziari di cui disponeva e senza considerare un suo peculiare artigianato cinematografico e una cultura diciamo popolare che infondeva nei suoi film, anche se nessuno gli ha dedicato retrospettive alla fine è stato ricordato in un film a lui dedicato  Il caricatore  commedia in bianco e nero del 1996 scritta, diretta ed interpretata da Eugenio Cappuccio,Massimo Gaudioso e Fabio Nunziata protagonisti di un film nel film assieme a Gianluca Arcopinto, Vincenzo Marinese, Antonio Ricossa, Francesco Codacci, Silvia Mariotti, Antonio Pascucci, Daniele Pascucci. Il film è dedicato al regista Tanio Boccia.

Questa la trama: La casa di produzione Boccia Film è in grave crisi: ha un solo caricatore di pellicola e Fabio, il titolare, vuole a tutti i costi realizzare un cortometraggio. Nell'impresa coinvolge gli amici Massimo - patito di realismo - ed Eugenio, che invece adora il cinema americano. Reperito un piccolo capitale e coinvolto un misterioso produttore, appassionato di calcio ed incline a coinvolgere i propri artisti in agonistiche gare di pallone, i tre cinefili riescono a redigere la loro sceneggiatura che narra, appunto, delle difficoltà incontrate per realizzare un film. Il film termina in una piccola stazione dei Carabinieri dove, senza volerlo, l'appuntato fornisce loro lo spunto per il finale.

 

 

Un regista con poche luci e molte ombre, ma peccato che sia lasciato nell’oblio. Una delle sue rarissime foto è stata trovata da Roberto Zanni ed inserita nel suo blog http://cinemaitalianodatabase.blogspot.it/2016/10/il-volto-di-tanio-boccia.html si tratta di Luci del varietà girato nel 1950 da Fellini in coppia con Alberto Lattuada.. L’unico film dove Boccia appare, tra l’altro il maestro Fellini ed il lucano nella vita erano grandi amici.

 

La storia del bizzarro Tanio fa pur sempre parte della Storia del cinema italiano, sarebbe interessante se la Lucana Film Commission di Paride Leporace ricordi l’Ed Wood italiano con una retrospettiva, potrebbe essere anche l’occasione di discutere di del periodo d’oro di Cinecittà, dove accanto i capolavori uscivano nel sottobosco della produzione anche i b-movie o le pellicole di serie Z ma che attiravano il pubblico. Tanio Boccia a suo modo è stato il genio degli scarsi mezzi, il regista senza lire, il lucano arrivato per caso nella Hollywood italiana e che non sprecava un metro di pellicola. Prima sbeffeggiato e deriso da qualche tempo rivalutato. LìEd Wood italiano merita che si  parli di lui nella sua Potenza dai buoni esordi alle pellicole istrioniche con tre ballerine moltiplicate grazie ai giochi di specchi. Del resto il cinema è magia ed illusione.  Lanciamo un appello a Paride Leporace: ricordiamo il “peggior cineasta italiano”.

 

FILMOGRAFIA tratta da http://colpidiscena.blogspot.it/2012/07/ricorre-oggi-il-trentennale-della-morte.html

 Dramma sul Tevere (drammatico, 1952) 

Con Renato Baldini, Bianca Doria , Aldo Fiorelli, Zina Rachewski

Anna, perdonami (drammatico, 1953)

Sceneggiatura di Alberto Albani Barbieri e Mario Moroni. Con Aldo Fiorelli, Maria Frau, Silvana Jachino, Tamara Lees, Marisa Merlini. Produz. Videor Film. 

Traguardi di gloria (documentario, 1957)

Film di montaggio sulle vittorie italiane nel corso dei giochi olimpici

Arriva la banda (drammatico, 1959)

Con Carlo Giuffrè, Maria Fiore Matteo Spinola

Il conquistatore d’oriente (avventura, 1960)

Con Rik Battaglia, Gianna Maria Canale, Giulio Donnini, Tatiana Farnese, Fosco Giachetti, Irène Tunc

Il trionfo di Maciste (avventura, 1961, 90’)

Sceneggiatura di Arpad DeRiso e Nino Scolaro. Con Kirk Morris, Liuba Bodine, Cathia Caro 

I predoni della steppa (avventura, 1962)

Con Kirk Morris, Moira Orfei, Daniele Vargas 

Giulio Cesare, conquistatore delle Gallie (avventura, 1963, 103’)

Con Rik Battaglia, Cameron Mitchell, Dominique Williams, Raffaella Carrà, Nerio Bernardi 

Sansone contro i pirati (avventura, 1963) 

Sceneggiatura di Guido Malatesta. Con Kirk Morris, Tullio Altamura, Margaret Lee, Daniele Vargas, Aldo Buffi Landi

Maciste alla corte dello zar (avventura, 1964)

Sceneggiatura di Mario Moroni e Alberto De Rossi. Musiche di Carlo Rustichelli. Fotografia di Aldo Giordani. Con Kirk Morris, Ombretta Colli, Gloria Milland, Massimo Serato, Tom Felleghi, Giulio Donnini, Dada Gallotti. Prod. CineLuxor

Il dominatore del deserto (avventura, 1964, 92’)

Sceneggiatura di Mario Moroni. Con Kirk Morris, Hélène Chanel, Paul Müller, Rosalba Neri

La valle dell’eco tonante (avventura, 1964, 90’)

Sceneggiatura di Mario Moroni. Con Kirk Morris, Rosalba Neri, Hélène Chanel, Spela Rozin 

La rivincita di Ivanhoe (avventura, 1965)
Con Andrea Aureli, Gilda Lousek, Duilio Marzio, Clyde Rogers

Ivanhoe, a fianco dei ribelli sassoni, combatte per sposare Rowena e rovesciare gli Hastings, usurpatori feudali appoggiati dal reggente Giovanni, fratello del re Riccardo Cuor di Leone (1189-99) partito per la terza crociata. Ivanhoe (1830), famoso romanzo di Walter Scott, ha dato origine a molti figli cinematografici più o meno bastardi. Quello di Anton (pseudonimo di Tanio Boccia) non è dei peggiori, nonostante i pochi mezzi. (Morandini)


Agente X 1-7 Operazione oceano (spionaggio, 1966)

Sceneggiatura di Mario Moroni. Con Eleonora Bianchi, Aurora De Alba, Lang Jeffries

Uccidi e muori (western, 1967)

Con Elina De Witt, Robert Mark, Fabrizio Moroni

Dio non paga il sabato (western, 1968, 92’) Musica di Angelo Francesco Lavagnino. Con Max Dean, Vivi Gioi, Robert Mark, Larry War

Sapevano solo uccidere (western, 1968)

sceneggiatura di Mario Moroni. Musica di Angelo Francesco Lavagnino.  Con Dada Gallotti, Kirk Morris, Alan Steel, Larry Ward

Crepuscolo di fuoco (anche Guerra sul fronte est, guerra, 1970, 92’)

Con Renato De Carmine, Gianni Dei, Katherine Kendall, Roberto Maldera

La lunga cavalcata della vendetta (western, 1972, 92’)

Con Rik Battaglia, Anita Ekberg, Richard Harrison

Studio legale per una rapina (drammatico, 1973)

Con Kay Fisher, Gisella Pardi, Brigitte Skay, George Wang 

 

Il Castello Edizioni

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di Mara Cinquepalmi

 
Ciccio Patino

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Ciccio Patino

di Domenico Carella

Patino era un’ala di quelle di un tempo mai passato di moda che vivevano ai confini del rettangolo; quasi una sorta di reclusi dentro una striscia piccolissima di campo, per preparare poi gli scatti, i dribbling e gli allunghi, i cross per le teste dorate di Nocera e Oltramari, di Matteo Rinaldi che avanzava ad ogni calcio d’angolo come gli capitò di fare, tra l’incredulità collettiva, a Firenze nel debutto assoluto in serie A, segnando un gol che ammutolì lo stadio.

 
I miti dei mitici alunni della I D

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I miti dei mitici alunni della I D

di AA.VV.

«So che ogni interpretazione impoverisce il mito e lo soffoca: coi miti non bisogna aver fretta; è meglio lasciarli depositare nella memoria, fermarsi a meditare su ogni dettaglio, ragionarci sopra senza uscire dal loro linguaggio d’immagini. La lezione che possiamo trarre da un mito sta nella letteralità del racconto, non in ciò che vi aggiungiamo noi dal di fuori».

Italo Calvino

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

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Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
Virgilio sul set

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Virgilio sul set

di Andrea Musio

Se un classico si riconosce - come affermava Calvino - anche perché «non ha mai finito di dire quel che ha da dire», cosa avviene quando il classico più vitale e rappresentativo della latinità incontra il linguaggio contemporaneo più diffuso e prolifico? Quali sono gli avvincenti processi di riscrittura intervenuti fra i versi virgiliani e la loro trasposizione sul grande schermo? 

 
Il carme su San Michele Arcangelo di Flodoardo di Reims

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Il carme su San Michele Arcangelo di Flodoardo di Reims

di Francesca Sivo


Il poeta francese condensa gli elementi più significativi della leggenda micaelica di matrice garganica, seguendo l’ordine in cui essa viene narrata nel cosiddetto "Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano": l’anonima operetta agiografica che, narrando soprattutto le manifestazioni dell’Arcangelo sul promontorio dauno, rappresenta la leggenda di fondazione del più antico dei luoghi alti dell’Occidente europeo a lui dedicati

 
Un invito, poi un viaggio

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Un invito, poi un viaggio

di Alessia Roberta Scopece

Quattro ragazzi che insieme, con i loro strumenti, hanno suonato in tre continenti e condiviso il palcoscenico con alcune delle più famose band mondiali riescono a portare oltre 200 giovani in Terra Santa. Otto giorni di meraviglia, amicizia e nuove consapevolezze trascorsi in uno dei luoghi più ricchi di Storia del pianeta vengono raccontati con ironia e profondità riflessiva nelle pagine di questa graphic novel.

 
Son'io, Marina

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Son'io, Marina

di Michele Sisbarra

Marina aveva sempre concepito la vita come un frammento di concretezza nell’immaterialità del nulla. Sì, il nulla, quello che la precede e che sarà dopo di lei, dopo ognuno di noi. Un peso che inconsapevolmente si portava dietro da troppo tempo

 
VelEni

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VelEni

di Fabio Amendolara

Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

Prezzo di vendita 40,00

Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

di AA.VV.

Non si può non convenire sul fatto che l’analisi del Fortleben dei classici nel loro impiego scolastico costituisce una ulteriore occasione di riflessione sulla capacità impressionante degli antichi di precorrere i tempi anche in una sfera nevralgica e quanto mai attuale come quella didattica.

 
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di Michele Panunzio

Questo libro è il frutto di un serio corteggiamento: tra Michele Panunzio, l'autore, e i suoi tantissimi e attentissimi lettori che ogni domenica mattina lo aspettano al varco di internet per leggere un suo nuovo post del blog "Forever" che tiene su "Il Mattino di Foggia"

 
In nome dell'olio italiano

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In nome dell'olio italiano

di Colomba Mongiello

 
Multas per gentes: il confronto con l'altro

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Multas per gentes: il confronto con l'altro

di AA.VV.

«A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; [...] quando questo avviene, [...] allora, al termine della catena, sta il Lager» (Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947).

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

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di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
TraPassato&Presente

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TraPassato&Presente

di AA.VV.

Le diverse forme intellettuali della cultura moderna sono debitrici verso la grande esperienza della civiltà antica. Eppure, il modello culturale a centralità umanistica viene ripetutamente esposto al rischio di essere emarginato dalla scuola, poi dall’università, e infine dalla coscienza comune della nazione.

 
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di Natale Labia

«Salvatore, mio fratello, la parte migliore di me, il superamento di me stesso, è sindaco di Cerignola» Pinuccio Tatarella (Cerignola 10.12.1993)

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

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di Sergio Audano - Giovanni Cipriani (a cura di)

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Passando di là, gettate un fiore

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Passando di là, gettate un fiore

di G. Cipriani - A. Tedeschi - V. Vescera

In occasione del I°‭ ‬Centenario della Prima Guerra Mondiale si è voluto recuperare un episodio bellico che ne ha segnato l’incipit‭, ‬all’alba del 24‭ ‬maggio 1915‭: ‬l’affondamento‭, ‬al largo di Vieste‭, ‬del cacciatorpediniere‭ ‬‘Turbine’‭ ‬da parte dell’incrociatore austriaco Helgoland‭. 

 
Rico Garofalo, una vita per la musica

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Rico Garofalo, una vita per la musica

di Marcello e Riccardo Garofalo

 


«Il suo rapporto con il piano era una straordinaria relazione d’amore: nelle mani del Maestro il piano subiva una trasfigurazione figurale, da oggetto inanimato ad essere vivente, da strumento musicale a confidente, ad interlocutore, testimone attento delle sue ricerche continue per ottenere brillanti esecuzioni».

Gaetano Zenga

 
Le storie dei SIAN

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Le storie dei SIAN

di AA.VV.

Interviste ai direttori del Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione a margine del III Seminario Nazionale "Integrazione tra sicurezza alimentare e nutrizionale" (Foggia, 5-7 maggio 2016)

 
La grandezza dei nani

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La grandezza dei nani

di Raffaele di Mauro

 
Verba puerpera

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Verba puerpera

di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

Prezzo di vendita 25,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

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Vocabolario Italiano-Foggiano

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Vocabolario Italiano-Foggiano

di Michele Frattulino

«La ricerca di un ponte fra i lemmi della lingua madre e i termini dialettali che possono trovare molteplici rappresentazioni nella traduzione: a volte buffe, a volte incentrate sull’uso di un vernacolo che, come tutto il resto, ha subito trasformazioni o nella raffinata ricercatezza di un termine arcaico, dimenticato, che ancora riesce come nessun altro a colpire nel segno. Che dire? Sorprendente come sempre. Magico come mai» (Stella Katia Iorio)

 
Il Foggia del '76

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Il Foggia del '76

di Giuseppe Baldassarre - Domenico Carella

«Di quel campionato vinto dal Foggia di Balestri ricordo due promettenti giovani della primavera: Corrado Tamalio, lanciato in casa contro la Reggiana, che fece esplodere lo Zaccheria con un gol superbo all’esordio, e Moreno Grilli, che firmò a La Favorita il gol che valse l’1-1 contro il Palermo. Due ragazzi, Tamalio e Grilli, che Roberto Balestri aveva allevato con la mollichella al Florio, centro di allenamento della formazione Primavera. Entrambi hanno fatto una buona carriera e io li ricordo con molto affetto».

 

 
Non domini nostri sed duces

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Non domini nostri sed duces

di Andrea Musio - Tiziana Ragno - Antonella Tedeschi

«I rapporti di forza tra antico e moderno sembrano pendere in favore della modernità o, per meglio dire, della sua capacità di rifarsi ai modelli modificandone contenuti e connotati. Il presente, insomma, condiziona – è ovvio – la percezione del passato. E, questo, anche in vista della costruzione di identità e immaginari comuni: il ricorso a paradigmi già noti garantisce – o, dovremmo dire, dovrebbe garantire – che si realizzi un’immagine coerente e condivisa dell’attualità. 

 
Follia d'amore

Prezzo di vendita 20,00

Follia d'amore

di Francesca Sivo

In che modo bisogna amare? Perché mai l’essere umano è spinto ad andare alla ricerca di una passione erotica che gli provoca sofferenza e che la ragione, invece, senza appello condanna?

 
Metamorfosi di metamorfosi

Prezzo di vendita 25,00

Metamorfosi di metamorfosi

di G. M. Masselli - F. Sivo (a cura di)

In occasione del bimillenario della morte di Ovidio, si è tenuto a Foggia un convegno dedicato alle ‘meraviglie letterarie’ che il poeta delle "Metamorfosi" ha compiuto e, attraverso la penna di altri autori, continua ancora a compiere. Questo volume ne raccoglie i frutti: un viaggio affascinante, alla scoperta del potere generativo e trasformativo della scrittura, per ascoltare, ancora una volta, la voce di un Classico e non dimenticare.

 
Processo farsa: un'invenzione di Terenzio e Molière

Prezzo di vendita 15,00

Processo farsa: un'invenzione di Terenzio e Molière

di Antonella Tedeschi

L’indagine relativa agli aspetti strutturali, linguistici e tematici delle sezioni della fabula terenziana, che maggiormente hanno influenzato la stesura di Molière, gettano luce sulla fucina dove ha lavorato il commediografo francese, che sapientemente ha adattato molteplici elementi e ha ‘confuso’ echi antichi e moderni, dotandoli di stilemi comici personalissimi.

 
Premio Lupo 2016 - Sezione pittura

Prezzo di vendita 25,00

Premio Lupo 2016 - Sezione pittura

di AA. VV.

«L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto». (Papa Benedetto XVI)

 
Forever 2018

Prezzo di vendita 20,00

Forever 2018

di Michele F. Panunzio


«La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine; ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. La collettività e l’individuo, il gruppo e il singolo, i sani e i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre»

 
Antiquam exquirite matrem

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Antiquam exquirite matrem

di AA.VV.

Da subito best-seller, alla pari del suo modello, l’Eneide si fa modello essa stessa, entrando nell’immaginario culturale e offrendosi quale inesauribile forziere di esemplarità, analogie, metafore, sentenze. Evidentemente, appartiene al ‘tesoro’ che ne deriva il titolo di questo nostro libro: antiquam exquirite matrem. L’emistichio è, notoriamente, stralciato dal comando del Timbreo a «cercar l’antica madre»: male inteso, l’oracolo fuorvia i Troiani, sicché, la trama che avrebbe potuto / dovuto essere svanisce a causa di (o semmai grazie a) questo fraintendimento, che genera errores e, con gli errores, la ‘vera’ storia del viaggio di Enea. Per altri versi, questa frase ci è parsa emblematica un po’ del lavoro esegetico, che ora spiega, ora tradisce il testo; un po’ di quello degli imitatori, che intendendo o fraintendendo, fanno comunque un testo nuovo.

 
Il lumicino della Speranza

Prezzo di vendita 12,00

Il lumicino della Speranza

di Piero Cicolella

La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
Foggiani

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Foggiani

di Gioacchino Rosa Rosa

«Quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita  nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta». Olivier Clerc, "Storia di una ranocchia"

 
Premio Lupo 2016

Prezzo di vendita 20,00

Premio Lupo 2016

di AA.VV.

Quattro parole, “Facciamo un concorso letterario”. La sfida era stata aperta. “Lo chiameremo “Premio Lupo” - dissi, in onore del nostro territorio che, per similitudine, ha visto nello scorso secolo una netta diminuzione della presenza dei suoi abitanti e del braccato animale, migrati a fiotti altrove. Eravamo tutti perplessi e non solo per il nome del concorso... Ma per sfida o per incoscienza intraprendemmo un percorso che, pur essendo molto impegnativo, è ricco di grandi soddisfazioni. Seminare su terreno incolto è sempre impresa ardua, ne sanno qualcosa i nostri contadini, ma a volte loro stessi, scarpe grosse e cervello fino, ci hanno dimostrato di saper ottenere, da incolti e pascoli, grandi risultati. Tanto sta avvenendo per il progetto “Premio Lupo”. Impensabile concepire nel lontano 2006 il ‘raccolto’ del 2016...

 
In nome dell'olio italiano

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In nome dell'olio italiano

di Colomba Mongiello

Un prodotto agroalimentare assolutamente tipico dell'Italia: l'olio. Una parlamentare appassionata e caparbia: Colomba Mongiello. 5 anni di lavoro per una giusta causa: tutelare la qualità e l'identità dell'extravergine made in Italy.

 
Vernacolo in musica 2

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Vernacolo in musica 2

di Alfredo Amatruda - Sereno Labbozzetta

Questo secondo volume di raccolta di canzoni in dialetto foggiano completa il primo "Vernacolo in Musica" e ha ancora una volta il merito di mettere in mostra pregevoli testi dei poeti dialettali Marisa Amatruda, Osvaldo Anzivino, Alfredo Ciannameo, Giuseppe Esposto, Raffaele Lepore, Urbano Marano, Guido Mucelli, Raffaele Pagliara, Ottavio De Stefano, Amelia Rabbaglietti, Raffaele Ventura, nonché - oltre ovviamente a Sereno Labbozzetta e Alfredo Amatruda - i compositori Ferdinando e Rico Garofalo e la stessa Mariateresa Labbozzetta. Un vero patrimonio culturale che abbraccia ormai un secolo e che va aggiornato e rivalutato.

 
La salute vien mangiando

Prezzo di vendita 15,00

La salute vien mangiando

di Michele F. Panunzio

«La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine; ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. La collettività e l'individuo, il gruppo e il singolo, i sani e i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre».

 
Il socialista

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Il socialista

di Gioacchino Albanese

Che importa la differenza tra amore e rivoluzione, se si viene ugualmente trascinati per passione da uno o da entrambi tanto da dedicarvi la vita. Il giovanissimo Peppino Di Vittorio e la sua compagna Lina, lui quindici, lei tredici anni, braccianti e figli di braccianti, pervasi da un giovanilissimo senso di giustizia sociale e da una voglia innata di cambiare il mondo, attuano un’istintiva ribellione verso le convenzioni sociali in un momento storico in cui, soprattutto nel meridione, la volontà di cambiamento è a rischio di repressione da parte dello Stato liberale che per reazione mette in atto eccidi proletari. 

 
Foggia, 28 aprile 1898

Prezzo di vendita 15,00

Foggia, 28 aprile 1898

di Raffele De Seneen

«Verso le 9 e mezza del 28 aprile una folla di persone si agglomerò dinanzi alla panetteria di certo Altieri con l’intenzione d’impossessarsi del pane. Ma intervenuto il Sindaco, comm. Perrone, la folla si allontanò da quel posto e, ingrossandosi, seguì il Sindaco che si era diretto alla Prefettura...»