L'Editoriale

Sabato 16 Ottobre 2021

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terremoto irpinia e basilicata

23/11/1980 - 23/11/2020: Un sindaco di Fierro nella Potenza spezzata

«Era domenica ed i ritmi della città, in virtù del giorno festivo, scorrevano più lentamente. Io mi ero insediato alcuni mesi prima del terremoto e mai avrei immaginato quello che di lì a poco sarebbe accaduto, non solo per quanto riguarda la mia azione amministrativa ma soprattutto per quanto riguarda la città di Potenza e la mia comunità. Bucaletto la migliore risposta agli sfollati»

23/11/1980 - 23/11/2020: Un sindaco di Fierro per una Potenza spezzata

Sono trascorsi quarant'anni dalla scossa del 1980 che dalle 19.30 con il suo carico di distruzione travolse i territori dell'Irpinia e della Basilicata. In un contesto drammatico, abbiamo approfondito gli “anni difficili” con l'allora sindaco di Potenza, Gaetano Fierro, nome storico legato al capoluogo lucano che ha gestito nel decennio 1980-1990 sia la prima fase post sismica legata all'emergenza abitativa, sia parte della successiva ricostruzione e parte degli strumenti posti in essere con la nota legge 219.


“Fate presto” è la storica prima pagina de il “Mattino di Napoli.” E' il 24 novembre 1980. Cosa successe nelle ore immediatamente successive alla prima scossa delle e durante il successivo sciame sismico?

«Il terremoto è per ovvie ragioni una forza distruttrice imprevedibile. Era domenica ed i ritmi della città, in virtù del giorno festivo, scorrevano più lentamente. Io mi ero insediato alcuni mesi prima del terremoto e mai avrei immaginato quello che di lì a poco sarebbe accaduto, non solo per quanto riguarda la mia azione amministrativa ma soprattutto per quanto riguarda la città di Potenza e la mia comunità. In qualità di amministratore mi sono, con non poche difficoltà, recato immediatamente presso la sede municipale di piazza Matteotti. Il palazzo era gravemente danneggiato, per cui mi sono trovato doppiamente in difficoltà: organizzare la primissima macchina organizzativa senza un luogo operativo. Giunto nel cuore del centro storico lo scenario era drammatico, tra confusione e macerie la città era irriconoscibile. Mi raggiunsero nei minuti successivi altri amministratori e l'ingegnere capo Riviello, il quale disse che non era assolutamente opportuno sia entrare nel palazzo del municipio, sia sostare nelle vicinanze. Emotivamente è stata una situazione molto dura soprattutto quando iniziarono a filtrare le notizie delle prime vittime. Il rigido inverno potentino era alle porte. Io, la mia giunta ed il consiglio facemmo ricorso a tanta forza d'animo in quanto non conoscevamo come gestire un evento così drammatico e come indirizzare le prime azioni amministrative. Dopo il primo momento di smarrimento, di buon grado ci mettemmo a lavoro, predisponendo le prime iniziative per gestire l'emergenza. Il comune era danneggiato e noi facevamo le giunte in luoghi di fortuna, presso dei locali della chiesa di Betlemme o nei locali del Consorzio idrico Alto Basento. Mi ricollego alla domanda iniziale: abbiamo cercato di fare presto, ma ovviamente il titolo della testata giornalistica si riferiva anche e soprattutto alla politica romana. La Democrazia Cristiana allora guidata da Flaminio Piccoli lanciò lo slogan "Ricostruzione e Sviluppo." Oltre a dare una risposta all'emergenza abitativa, il sisma del 1980 poteva essere l'occasione per intervenire concretamente a vantaggio di un Mezzogiorno mortificato dalla storia»

Sulla legge 219 si è detto molto da un punto di vista tecnico, giudiziario ed ovviamente politico. A distanza di quarant’anni le aspettative sono state disattese?

«La legge 219 è stata una legge consociativa approvata dalla maggioranza del governo ma con l'astensione del partito comunista, il quale ha sempre sostenuto gli interventi legislativi ma in fase di votazione, per ragioni di opportunità politica si asteneva per marcare una sorta di differenza. Con questa legge si puntava al recupero delle abitazioni e degli edifici pubblici e privati e contestualmente ha puntato sull'industrializzazione. La competenza delle attività produttive era regionale previo accordo con lo Stato, mentre ai comuni era stata decentrata tutta la materia ricostruttiva legata al recupero del patrimonio immobiliare pubblico e privato. Ovviamente bisogna premettere che la ricostruzione di alcuni immobili era affidata anche alla provincia. La legge 219 attraverso alcuni emendamenti prevedeva tre aree: quella del cratere, quella gravemente danneggiata e quella danneggiata o lievemente danneggiata. Tale legge ha avuto lo spirito di demandare, attraverso numerose deleghe, le responsabilità alle amministrazioni territoriali e questa è stata una grande intuizione del commissario Zamberletti, al quale mi lega un ricordo molto profondo ed un rapporto di affetto e di stima: la 219 è stata approvata nel 1981 ma è diventata operativa nel 1984 perciò è stato Zamberletti a metterci in condizione di poter lavorare con l'ordinanza del 1980 e provvedere rapidamente alla gestione dell'emergenza mettendoci in condizione di non essere degli improvvisatori. A potenza dopo il natale del 1980 le scuole elementari erano già funzionali e fu un segnale importantissimo per la vitalità della comunità che lentamente poteva tornare ad una quotidianità, nonostante le numerose difficoltà. Sulla 219 sicuramente ci sono state delle ombre ma a distanza di quarant'anni vedo anche tante luci con un notevole dinamismo. Questo denaro diede ossigeno e favorì la ripresa dell'economia meridionale nonostante i problemi delle zone industriali e della gestione romana già ampiamente dibattuta e nonostante un’ordinanza dell’allora ministro Scotti avesse sancito che il cinquanta per cento degli appalti doveva essere destinato alle imprese locali. Non dimentichiamo, infine, l'istituzione dell'Università degli Studi della Basilicata. L’opera di ammodernamento della Basilicata avvenuta in quegli anni convinse la Fiat guidata da Cesare Romiti a preparare gli investimenti nel polo di Melfi. Certamente un progetto che poco aveva a che fare con il sisma del 1980 ma che rientrava negli obiettivi di sviluppo della Basilicata. L’”Azienda Italia” ha portato tecnologia, strategie e management ma poca occupazione a causa di un habitat che non c’è».

Bucaletto fu la migliore risposta all'emergenza abitativa?

«La cittadella di Bucaletto con i suoi 750 prefabbricati è stata l'operazione migliore che potessimo predisporre per gli sfollati. Prima del terremoto, non molti hanno memoria, le amministrazioni precedenti alla mia sono state oggetto di numerose pressioni da parte di chi non aveva una casa. A Potenza c'era un profondo disagio abitativo, erano frequenti le occupazioni degli edifici come avvenne, ad esempio, nello stabile dove attualmente vi è la sede del comune a Sant'Antonio la Macchia: ben prima del terremoto c'era l'emergenza abitativa nella città di Potenza. Bucaletto è costata 25 miliardi ed è stata una grande operazione realizzata da un ufficio tecnico fortemente rimaneggiato: un ingegnere e quattro geometri. Ha ospitato novemila famiglie, i primi 750 nuclei familiari erano tutti terremotati. Oltre a Bucaletto sono stati costruiti numerosi alloggi nella zona di Malvaccaro, in via Iorio, a Macchia Romana e a Macchia Giocoli per un totale di circa mille alloggi. Abbiamo cercato di soddisfare l'esigenza abitativa e dare delle risposte. Inoltre, non appena la legge 219 è diventata operativa, durante il mio secondo mandato (1985-1990) abbiamo recuperato il Teatro Stabile, gli impianti sportivi, il Conservatorio di musica, Palazzo Loffredo ed il nostro centro storico che - torno a ripetere - ben prima del terremoto viveva una situazione allarmante con la mancanza dei servizi essenziali. Il prof. Lugli, eccelso architetto e progettista, fece un ottimo lavoro: non abbiamo predisposto un piano di recupero bensì un piano particolareggiato dividendo il centro storico in otto comparti tutelando la pietra, i portoni e le facciate. Tutelando sostanzialmente la cultura del centro storico potentino. Ad oggi credo sia sotto gli occhi di tutti un centro storico dignitoso e accogliente. La macchina amministrativa è stata spedita ed abbiamo ottenuto dei risultati positivi».

Ci può raccontare qualche aneddoto o qualche momento particolarmente significativo?

«Quasi casualmente mi sono ritrovato nell'ascensore dell'ospedale San Carlo con il Santo Padre Woytila diretti al secondo piano con il presidente Verrastro. Eravamo in silenzio ed io ero molto emozionato, con un gesto quasi fraterno mi mise una mano sulla spalla. Fu un dialogo gestuale molto profondo. Non posso non dimenticare la visita di Nilde Iotti, presidente della Camera, nella cittadella di Bucaletto, la quale rimase impressionata per la qualità e la funzionalità dell'opera. Zamberletti è stata una persona straordinaria, umile e preparata. Con lui ho avuto un rapporto molto profondo che infastidiva anche alcuni parlamentari locali. Le visite di Bettino Craxi, Arnaldo Forlani, Flaminio Piccoli ed il Presidente della Repubblica Sandro Pertini che si precipitò immediatamente nelle zone terremotate creando anche dei problemi ai soccorritori. Sono stati momenti molto significativi ed hanno sottolineato le attenzioni dello Stato nei riguardi delle comunità disastrate. Al Palazzo di città, quotidianamente vedevamo arrivare corrieri di aiuti da tutte le parti d'Italia e d'Europa. Dal Veneto alla Cecoslovacchia con credenziali vistate dall'Ufficio Speciale della Ricostruzione con sede a Napoli».

Il Castello Edizioni

Ama ciò che fai

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di Michele F. Panunzio

Il cuore è la sede dell’intelligenza, la tavola quella dell’amore e della condivisione. E quando il cuore incontra la tavola tutto assume un sapore nuovo: il cibo, l’amicizia, l’amore e la salute. Il nostro rapporto con il cibo nasconde una dimensione spirituale che, quando trova un suo giusto equilibrio, nutre corpo e anima. Ama ciò che fai. La prevenzione nutrizionale dal cuore alla tavola è un libro per tutti. In borsa o a lavoro, a casa o in ufficio, non importa: chiunque merita di averlo con sé ovunque sia.

Antonio Russo (Presidenza Nazionale ACLI)

 
La salute vien mangiando

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di Michele F. Panunzio

«La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine; ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. La collettività e l'individuo, il gruppo e il singolo, i sani e i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre».

 
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Se un classico si riconosce - come affermava Calvino - anche perché «non ha mai finito di dire quel che ha da dire», cosa avviene quando il classico più vitale e rappresentativo della latinità incontra il linguaggio contemporaneo più diffuso e prolifico? Quali sono gli avvincenti processi di riscrittura intervenuti fra i versi virgiliani e la loro trasposizione sul grande schermo? 

 
Processo farsa: un'invenzione di Terenzio e Molière

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di Antonella Tedeschi

L’indagine relativa agli aspetti strutturali, linguistici e tematici delle sezioni della fabula terenziana, che maggiormente hanno influenzato la stesura di Molière, gettano luce sulla fucina dove ha lavorato il commediografo francese, che sapientemente ha adattato molteplici elementi e ha ‘confuso’ echi antichi e moderni, dotandoli di stilemi comici personalissimi.

 
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di G. M. Masselli - F. Sivo (a cura di)

In occasione del bimillenario della morte di Ovidio, si è tenuto a Foggia un convegno dedicato alle ‘meraviglie letterarie’ che il poeta delle "Metamorfosi" ha compiuto e, attraverso la penna di altri autori, continua ancora a compiere. Questo volume ne raccoglie i frutti: un viaggio affascinante, alla scoperta del potere generativo e trasformativo della scrittura, per ascoltare, ancora una volta, la voce di un Classico e non dimenticare.

 
Scienze umane tra ricerca e didattica vol. I

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di Giovanni Cipriani - Antonella Cagnolati (a cura di)

«Orbene, vedo trasfigurarsi ai miei occhi tutte le figure dei miei colleghi e amici e tutte le loro personalità in una grande e maestosa biblioteca: ognuna/ognuno di loro costituisce uno scaffale di libri a sé, ma al contempo confinante, orizzontalmente e verticalmente, con gli altri scaffali, dando vita a una straordinaria enciclopedia dei saperi umanistici, fonte di documentazione, ispirazione, eredità, trasmissione di quanto è stato scoperto e depositato da altri e di quanto è stato scoperto e messo a disposizione da loro stessi, in una continuità incessante di conoscenze, riflessioni, acquisizioni. Sono orgoglioso di farne parte, ma sono ancor più felice se penso che quello che abbiamo fatto in questi quasi vent’anni continuerà, grazie alla ricerca e alla didattica, a crescere e a diffondersi, in virtù di quella che i Latini avrebbero definito giustamente industria felix» (G. Cipriani)

 
Scienze umane tra ricerca e didattica vol. II

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Scienze umane tra ricerca e didattica vol. II

di Giovanni Cipriani - Antonella Cagnolati (a cura di)

«Orbene, vedo trasfigurarsi ai miei occhi tutte le figure dei miei colleghi e amici e tutte le loro personalità in una grande e maestosa biblioteca: ognuna/ognuno di loro costituisce uno scaffale di libri a sé, ma al contempo confinante, orizzontalmente e verticalmente, con gli altri scaffali, dando vita a una straordinaria enciclopedia dei saperi umanistici, fonte di documentazione, ispirazione, eredità, trasmissione di quanto è stato scoperto e depositato da altri e di quanto è stato scoperto e messo a disposizione da loro stessi, in una continuità incessante di conoscenze, riflessioni, acquisizioni. Sono orgoglioso di farne parte, ma sono ancor più felice se penso che quello che abbiamo fatto in questi quasi vent’anni continuerà, grazie alla ricerca e alla didattica, a crescere e a diffondersi, in virtù di quella che i Latini avrebbero definito giustamente industria felix» (G. Cipriani)

 
Le storie dei SIAN

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di AA.VV.

Interviste ai direttori del Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione a margine del III Seminario Nazionale "Integrazione tra sicurezza alimentare e nutrizionale" (Foggia, 5-7 maggio 2016)

 
In nome dell'olio italiano

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di Michele Panunzio

Questo libro è il frutto di un serio corteggiamento: tra Michele Panunzio, l'autore, e i suoi tantissimi e attentissimi lettori che ogni domenica mattina lo aspettano al varco di internet per leggere un suo nuovo post del blog "Forever" che tiene su "Il Mattino di Foggia"

 
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Verba puerpera

di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 
Foggia, 28 aprile 1898

Prezzo di vendita 15,00

Foggia, 28 aprile 1898

di Raffele De Seneen

«Verso le 9 e mezza del 28 aprile una folla di persone si agglomerò dinanzi alla panetteria di certo Altieri con l’intenzione d’impossessarsi del pane. Ma intervenuto il Sindaco, comm. Perrone, la folla si allontanò da quel posto e, ingrossandosi, seguì il Sindaco che si era diretto alla Prefettura...»

 
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Son'io, Marina

di Michele Sisbarra

Marina aveva sempre concepito la vita come un frammento di concretezza nell’immaterialità del nulla. Sì, il nulla, quello che la precede e che sarà dopo di lei, dopo ognuno di noi. Un peso che inconsapevolmente si portava dietro da troppo tempo

 
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di Mara Cinquepalmi

 
Vocabolario Italiano-Foggiano

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Vocabolario Italiano-Foggiano

di Michele Frattulino

«La ricerca di un ponte fra i lemmi della lingua madre e i termini dialettali che possono trovare molteplici rappresentazioni nella traduzione: a volte buffe, a volte incentrate sull’uso di un vernacolo che, come tutto il resto, ha subito trasformazioni o nella raffinata ricercatezza di un termine arcaico, dimenticato, che ancora riesce come nessun altro a colpire nel segno. Che dire? Sorprendente come sempre. Magico come mai» (Stella Katia Iorio)

 
Premio Lupo 2016

Prezzo di vendita 20,00

Premio Lupo 2016

di AA.VV.

Quattro parole, “Facciamo un concorso letterario”. La sfida era stata aperta. “Lo chiameremo “Premio Lupo” - dissi, in onore del nostro territorio che, per similitudine, ha visto nello scorso secolo una netta diminuzione della presenza dei suoi abitanti e del braccato animale, migrati a fiotti altrove. Eravamo tutti perplessi e non solo per il nome del concorso... Ma per sfida o per incoscienza intraprendemmo un percorso che, pur essendo molto impegnativo, è ricco di grandi soddisfazioni. Seminare su terreno incolto è sempre impresa ardua, ne sanno qualcosa i nostri contadini, ma a volte loro stessi, scarpe grosse e cervello fino, ci hanno dimostrato di saper ottenere, da incolti e pascoli, grandi risultati. Tanto sta avvenendo per il progetto “Premio Lupo”. Impensabile concepire nel lontano 2006 il ‘raccolto’ del 2016...

 
Follia d'amore

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Follia d'amore

di Francesca Sivo

In che modo bisogna amare? Perché mai l’essere umano è spinto ad andare alla ricerca di una passione erotica che gli provoca sofferenza e che la ragione, invece, senza appello condanna?

 
In nome dell'olio italiano

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In nome dell'olio italiano

di Colomba Mongiello

Un prodotto agroalimentare assolutamente tipico dell'Italia: l'olio. Una parlamentare appassionata e caparbia: Colomba Mongiello. 5 anni di lavoro per una giusta causa: tutelare la qualità e l'identità dell'extravergine made in Italy.

 
Premio Lupo 2016 - Sezione pittura

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Premio Lupo 2016 - Sezione pittura

di AA. VV.

«L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto». (Papa Benedetto XVI)

 
Eroi, dèi, condottieri

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di Grazia Maria Masselli - Francesca Sivo (a cura di)

Terreno privilegiato di ‘intertestualità’ e di ‘multimedialità’, il mito costituisce il campo di indagine che, più di ogni altro, consente una fruizione comparativa dei testi classici: il confronto con opere (non soltanto letterarie) distanti fra loro nel tempo e nello spazio stimola, infatti, la ricerca delle “permanenze” quale viatico indispensabile per interpretare le variazioni subìte da uno stesso thema nel passaggio da un’epoca all’altra, da un’area geografica all’altra, da un linguaggio all’altro, creando occasioni di arricchimento multidisciplinare e di approfondimento dei meccanismi regolativi della cosiddetta “traduzione intersemiotica”.

 
Salvatore Tatarella

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Salvatore Tatarella

di Natale Labia

«Salvatore, mio fratello, la parte migliore di me, il superamento di me stesso, è sindaco di Cerignola» Pinuccio Tatarella (Cerignola 10.12.1993)

 
Il lumicino della Speranza

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Il lumicino della Speranza

di Piero Cicolella

La storia d’amore tra Mattia e Carol è sconvolta da un evento lieto ma allo stesso tempo tragico, che ne cambierà radicalmente la vita sentimentale. Solo grazie alla forza della speranza e al loro grande amore i due protagonisti riusciranno ad affrontare e superare le avversità della vita.

 
Alfieri e il volgarizzamento dell'Eneide

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Alfieri e il volgarizzamento dell'Eneide

di Giovanni Cipriani - Noemi Corlito - Grazia Maria Masselli

Nelle vesti di cultore dei Classici e meticoloso filologo, Vittorio Alfieri, alle prese con la traduzione della contesa verbale tra Enea e Didone nel IV libro dell’Eneide, si affida, nelle sue scelte lessicali e nella ricostruzione di un persuasivo ordo verborum, ai commenti che corredano le edizioni virgiliane in suo possesso e, in particolare, all’esegesi del grammaticus Mauro Servio Onorato e del rhetor Tiberio Claudio Donato.

 
Non domini nostri sed duces

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Non domini nostri sed duces

di Andrea Musio - Tiziana Ragno - Antonella Tedeschi

«I rapporti di forza tra antico e moderno sembrano pendere in favore della modernità o, per meglio dire, della sua capacità di rifarsi ai modelli modificandone contenuti e connotati. Il presente, insomma, condiziona – è ovvio – la percezione del passato. E, questo, anche in vista della costruzione di identità e immaginari comuni: il ricorso a paradigmi già noti garantisce – o, dovremmo dire, dovrebbe garantire – che si realizzi un’immagine coerente e condivisa dell’attualità. 

 
Il carme su San Michele Arcangelo di Flodoardo di Reims

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Il carme su San Michele Arcangelo di Flodoardo di Reims

di Francesca Sivo


Il poeta francese condensa gli elementi più significativi della leggenda micaelica di matrice garganica, seguendo l’ordine in cui essa viene narrata nel cosiddetto "Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano": l’anonima operetta agiografica che, narrando soprattutto le manifestazioni dell’Arcangelo sul promontorio dauno, rappresenta la leggenda di fondazione del più antico dei luoghi alti dell’Occidente europeo a lui dedicati

 
Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

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Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 
Antiquam exquirite matrem

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Antiquam exquirite matrem

di AA.VV.

Da subito best-seller, alla pari del suo modello, l’Eneide si fa modello essa stessa, entrando nell’immaginario culturale e offrendosi quale inesauribile forziere di esemplarità, analogie, metafore, sentenze. Evidentemente, appartiene al ‘tesoro’ che ne deriva il titolo di questo nostro libro: antiquam exquirite matrem. L’emistichio è, notoriamente, stralciato dal comando del Timbreo a «cercar l’antica madre»: male inteso, l’oracolo fuorvia i Troiani, sicché, la trama che avrebbe potuto / dovuto essere svanisce a causa di (o semmai grazie a) questo fraintendimento, che genera errores e, con gli errores, la ‘vera’ storia del viaggio di Enea. Per altri versi, questa frase ci è parsa emblematica un po’ del lavoro esegetico, che ora spiega, ora tradisce il testo; un po’ di quello degli imitatori, che intendendo o fraintendendo, fanno comunque un testo nuovo.

 
Rico Garofalo, una vita per la musica

Prezzo di vendita 20,00

Rico Garofalo, una vita per la musica

di Marcello e Riccardo Garofalo

 


«Il suo rapporto con il piano era una straordinaria relazione d’amore: nelle mani del Maestro il piano subiva una trasfigurazione figurale, da oggetto inanimato ad essere vivente, da strumento musicale a confidente, ad interlocutore, testimone attento delle sue ricerche continue per ottenere brillanti esecuzioni».

Gaetano Zenga

 
Foggiani

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Foggiani

di Gioacchino Rosa Rosa

«Quando un cambiamento avviene in un modo sufficientemente lento, sfugge alla coscienza e non suscita  nella maggior parte dei casi alcuna reazione, alcuna opposizione, alcuna rivolta». Olivier Clerc, "Storia di una ranocchia"

 
Multas per gentes: il confronto con l'altro

Prezzo di vendita 20,00

Multas per gentes: il confronto con l'altro

di AA.VV.

«A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico”. Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; [...] quando questo avviene, [...] allora, al termine della catena, sta il Lager» (Primo Levi, Se questo è un uomo, 1947).

 
Turista per calcio (e non per caso)

Prezzo di vendita 10,00

Turista per calcio (e non per caso)

di Mara Cinquepalmi

La tv è fatta di riti, un po’ come il calcio. Ogni programma, come ogni partita, ha la sua liturgia, la sua scaletta da seguire e
rispettare. Lo spettatore conosce i tempi. Il rischio, però, è che quella scaletta diventi routine e tutte le puntate finiscano per assomigliarsi. In questo si può dire che Turista per calcio sia stato un’eccezione: impossibile dire che vista una puntata, le hai viste tutte.

 
VelEni

Prezzo di vendita 13,00

VelEni

di Fabio Amendolara

Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

Prezzo di vendita 20,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di Sergio Audano - Giovanni Cipriani (a cura di)

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

Prezzo di vendita 25,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Il socialista

Prezzo di vendita 30,00

Il socialista

di Gioacchino Albanese

Che importa la differenza tra amore e rivoluzione, se si viene ugualmente trascinati per passione da uno o da entrambi tanto da dedicarvi la vita. Il giovanissimo Peppino Di Vittorio e la sua compagna Lina, lui quindici, lei tredici anni, braccianti e figli di braccianti, pervasi da un giovanilissimo senso di giustizia sociale e da una voglia innata di cambiare il mondo, attuano un’istintiva ribellione verso le convenzioni sociali in un momento storico in cui, soprattutto nel meridione, la volontà di cambiamento è a rischio di repressione da parte dello Stato liberale che per reazione mette in atto eccidi proletari. 

 
Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

Prezzo di vendita 40,00

Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

di AA.VV.

Non si può non convenire sul fatto che l’analisi del Fortleben dei classici nel loro impiego scolastico costituisce una ulteriore occasione di riflessione sulla capacità impressionante degli antichi di precorrere i tempi anche in una sfera nevralgica e quanto mai attuale come quella didattica.

 
Forever 2018

Prezzo di vendita 20,00

Forever 2018

di Michele F. Panunzio


«La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine; ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. La collettività e l’individuo, il gruppo e il singolo, i sani e i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre»

 
Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

Prezzo di vendita 20,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 
Ciccio Patino

Prezzo di vendita 20,00

Ciccio Patino

di Domenico Carella

Patino era un’ala di quelle di un tempo mai passato di moda che vivevano ai confini del rettangolo; quasi una sorta di reclusi dentro una striscia piccolissima di campo, per preparare poi gli scatti, i dribbling e gli allunghi, i cross per le teste dorate di Nocera e Oltramari, di Matteo Rinaldi che avanzava ad ogni calcio d’angolo come gli capitò di fare, tra l’incredulità collettiva, a Firenze nel debutto assoluto in serie A, segnando un gol che ammutolì lo stadio.