Sabato 22 Gennaio 2022

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14/10/2016

Evento culturale straordinario

"Questi fantasmi" aprono il sipario della stagione teatrale del "Giordano" a Foggia

Domani, 15 ottobre, alle 21 e domenica 16 ottobre alle 18, la celebre commedia di Eduardo De Filippo inaugura, fuori abbonamento, il cartellone di prosa allestito con il Teatro Pubblico Pugliese.

"Questi fantasmi" aprono il sipario della stagione teatrale del "Giordano" a Foggia

Il regista e i due attori principali di "Questi fantasmi"

La rappresentazione è un'anteprima nazionale della compagnia teatrale, dopo la scomparsa di Luca De Filippo: segno della grande attenzione che il "Giordano" sta richiamando sulla scena culturale italiana. Per informazioni: Tel. 0881.792908, oppure su www.teatrogiordano.it

Il Teatro “Giordano” di Foggia ospita una anteprima nazionale! Accade di nuovo, dopo tanti anni, a riprova dell’importanza che lo storico “Comunale” di Foggia sta riacquistando dopo la prolungata chiusura e grazie all’impegno che l’Amministrazione profonde, attraverso l’Assessorato alla Cultura, per una precisa strategia del Sindaco Franco Landella che conta molto proprio sulla Cultura, tra gli altri fattori, per una ripresa civile e materiale della comunità foggiana.

Sabato 15 alle 21 e domenica 16 ottobre alle 18, sarà il celebre “Questi Fantasmi” di Eduardo De Filippo, ad aprire fuori abbonamento la stagione di prosa del “Giordano”, allestita in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese.

Da mercoledì scorso la produzione è a Foggia con tutti gli attori e Marco Tullio Giordana –regista di questo allestimento- per mettere a punto lo spettacolo attraverso ripetute prove.
«Abbiamo voluto fortemente portare nel capoluogo questa compagnia storica, -sottolinea il sindaco Franco Landella- ospitandone le prove e il debutto nazionale, per tornare a dare il senso del valore storico ed artistico del nostro teatro. A causa dei tanti e lunghi periodi di chiusura che il “Giordano” ha dovuto vivere negli ultimi decenni, cominciava ad affievolirsi quel prestigio che aveva saputo guadagnarsi nei 187 anni di vita e nella sempre pregevole attività, che aveva portato sul palcoscenico foggiano artisti di valore assoluto e titoli di indiscutibile qualità. Venire a recitare o cantare a Foggia, nel teatro che fu a lungo il secondo, per importanza, del Regno di Napoli, dopo il San Carlo della capitale, era ritenuto un privilegio e un piacere e stiamo riuscendo nell’ardua impresa di far tornare il “Giordano” ai livelli che la sua grande tradizione merita. Siamo orgogliosi della prima nazionale -che fa il paio con quella che Vittorio Sgarbi proporrà con il suo spettacolo su Giotto- e siamo certi di aver proposto anche quest’anno un cartellone che può rivaleggiare con quello di altri grandi teatri di tradizione italiani».

A settant’anni dalla prima rappresentazione (avvenuta il 7 gennaio 1946 al Teatro “Eliseo” di Roma) e a circa un anno dalla prematura scomparsa di Luca De Filippo, la Elledieffe, la compagnia teatrale che porta il nome del grande attore e regista, oggi diretta da Carolina Rosi, mette dunque in scena il capolavoro edoardiano, in un’edizione affidata a uno dei più rigorosi e autorevoli registi italiani.
Nel cast, che unisce diverse generazioni di attori, ci sono Gianfelice Imparato, nel ruolo di Pasquale Lojacono, affiancato da Carolina Rosi (Maria, la moglie) e da Nicola Di Pinto, Massimo Di Matteo, Giovanni Allocca, Paola Fulciniti, Gianni Cannavacciuolo, fino ai giovanissimi Carmen Annibale, Federica Altamura, Andrea  Cioffi, Viola Forestiero. La scenografia e le luci sono di Gianni Carluccio, i costumi di Francesca Livia Sartori, le musiche di Andrea Farri. Dopo il debutto foggiano, lo spettacolo sarà allestito in prima nazionale, il 18 ottobre, al “Teatro della Pergola” di Firenze.

Questi fantasmi!, una delle prime commedie di Eduardo ad essere rappresentata all'estero (nel 1955 a Parigi, al “Théâtre de la Ville – Sarah Bernhardt”), ha raccolto unanimi consensi in tutte le sue diverse edizioni: un successo assoluto ascrivibile allo straordinario meccanismo di un testo che, nel perfetto equilibrio tra comico e tragico, propone uno dei temi centrali della drammaturgia eduardiana: quello della vita messa fra parentesi, sostituita da un’immagine, da un travestimento, da una maschera imposta agli uomini dalle circostanze.
“Eduardo è uno dei nostri grandi monumenti del ‘900 -sottolinea il regista Marco Tullio Giordana- conosciuto e rappresentato, insieme a Pirandello, nei teatri di tutto il mondo. Grandezza che non è sbiadita col tempo, non vale solo come testimone di un’epoca. Al contrario l’attualità di un testo come Questi fantasmi! è per me addirittura sconcertante. Emerge dal testo non solo la Napoli grandiosa e miserabile del dopoguerra, la vita grama, la presenza liberatrice/dominatrice degli Alleati, ma anche un sentimento che ritrovo intatto in questo tempo, un dolore che non ha mai abbandonato la città e insieme il suo controcanto gioioso, quello che Ungaretti chiamerebbe l’allegria del naufragio. Il tipo incarnato da Pasquale Lojacono – replicato nelle figure di Alfredo, di Gastone, del portiere Raffaele - con la sua inconcludenza, l’arte di arrangiarsi, la disinvoltura morale, l’opportunismo, i sogni ingenui e le meschinità, non è molto diverso dai connazionali d’oggi. La grandezza di Eduardo sta nel non ergersi a giudice, nel non sentirsi migliore di lui, di loro. Non condanna né assolve, semplicemente rappresenta quel mondo senza sconti e senza stizza. Il suo sguardo non teme la compassione, rifiuta la rigidità del moralista”.

Questi fantasmi! è una commedia in tre atti, scritta nel 1945 ed è la seconda, dopo Napoli Milionaria, a far parte della raccolta Cantata dei giorni dispari. Eduardo si ispirò probabilmente per la sua realizzazione a un episodio di cui fu protagonista suo padre, Eduardo Scarpetta. Racconta infatti quest’ultimo che la sua famiglia, in ristrettezze economiche, fu costretta a lasciare la propria abitazione da un giorno all’altro. Il padre riuscì a trovare in poco tempo una nuova sistemazione, all’apparenza eccezionale, in rapporto all'affitto ridottissimo da pagare. Dopo alcuni giorni si chiarì il mistero: la casa era frequentata da un'impertinente “monaciello”…

Sinossi
Pasquale Lojacono si trasferisce con la giovane moglie Maria in un appartamento all’ultimo piano di un palazzo seicentesco (in via Tribunali 176). Maria non sa che il marito ha ottenuto il fitto gratuito per cinque anni di quell’enorme casa (18 camere e 68 balconi) in cambio del compito di sfatare la leggenda sulla presenza di spiriti nella casa. Il portiere Raffaele spiega al nuovo inquilino cosa dovrà fare per ottemperare al suo impegno contrattuale: per dimostrare che non ci sono fantasmi dovrà mostrarsi ogni giorno, due volte al giorno, fuori tutti i 68 balconi, mostrando serenità e allegria. A tal scopo dovrà anche cantare ad alta voce (inizierà con Lucean le stelle, continuerà con Ah l’ammorre che fa fa)! Ascoltando però i racconti del portiere, della sorella di quest’ultimo e del “dirimpettaio” di casa, tal Professor Santanna, il nostro protagonista incomincia a credere all’esistenza degli spiriti; pertanto, quando s’imbatte in Alfredo, l’amante della moglie, lo scambia per un fantasma. La storia di Questi fantasmi! prosegue con Alfredo che fa pervenire sostanziosi aiuti economici alla famiglia Lojacono, aiuti che vengono interpretati da Pasquale come regali degli spiriti che l’avrebbero preso a ben volere! L’equivoco prosegue e il nostro protagonista è l’unico a non avvedersi di quello che sta realmente accadendo; dopo un’esilarante scena nella quale, per Pasquale, si consuma un litigio tra spiriti (in effetti i litiganti sono Alfredo, sua moglie, i suoi bambini e altri parenti), l’amante di Maria decide, apparentemente, di tornare in famiglia privando dei suoi regali il povero Pasquale. La storia si avvia alla conclusione: con un marchingegno Pasquale riesce a incontrare ancora Alfredo, chiedendogli un ulteriore e sostanzioso aiuto economico, spiegando allo “spirito” che i soldi gli servono per riconquistare la moglie di cui è perdutamente innamorato. Alfredo, commosso per la triste confessione, gli lascia un pacco di banconote e scompare dalla loro vita.

Elledieffe - La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo  
Una nota di Carolina Rosi
L’improvvisa scomparsa di Luca è stata crudele e destabilizzante. Ho dovuto imparare a guardare la vita da un altro lato. Reagire al dolore di una perdita, una ferita profonda che non smetterà mai di sanguinare, ripensare il presente, innanzitutto, e immaginare un futuro possibile, e non solo per me. Tutto il mio mondo è saltato in un istante, negli affetti, a casa, nel lavoro. E’ umano, certo, e non esiste un addio che non sia struggente, ma perdere tutto così, all'improvviso, è qualcosa di indicibile.
Ho cercato una direzione, imponendomi una lucidità necessaria. L’ho trovata nel ricordo vivo di Luca, nella sua tenace ostinazione, nel rispetto per la vita e per gli altri, nell’amore profondo verso la famiglia e verso i suoi compagni di palcoscenico. Un pensiero che mi conforta, che mi spinge ad affrontare con forza nuove sfide.
A partire da quel prezioso scrigno di passione ed umanità che è la Elledieffe, la nostra compagnia, di cui ho assunto la responsabilità della direzione.
In questo terribile anno la Compagnia è restata unita, nella tournèe di “Non ti pago”, l’ultimo titolo portato in scena da Luca e che viene ripreso anche nella nuova stagione teatrale, ma anche nell’intenso lavoro di progettazione e costruzione, di ciò che adesso ci apprestiamo a presentare. Iniziamo con il debutto di “Questi fantasmi!” di Eduardo, nella preziosa ed attenta regia di Marco Tullio Giordana, al quale ho affidato questo testo perché sicura che ne avrebbe esaltato i valori ed i contenuti, che avrebbe abbracciato la compagnia e diretto la messinscena con lo stesso amore con il quale cura ogni fotogramma. Proseguiamo, pochi giorni dopo, con quello di “Bordello di mare con città” di Enzo Moscato affidato alla regia di Carlo Cerciello, di cui in seguito riprendiamo anche “Scannasurice” sempre di Moscato e, ancora, la nuova tournèe di Daniela Marazita con “Hai appena applaudito un criminale” con cui si ripropongono temi, sull’esclusione ed il disagio, cari sia ad Eduardo che a Luca.
Continueremo l’attento e rigoroso lavoro sul repertorio eduardiano, così da non disperdere il patrimonio culturale rappresentato da una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana, anche avviando, nell’immediato futuro, collaborazioni e con altri registi ed attori, “maestri della scena”, con cui sentiamo di poter avere una completa condivisione di intenti.
E’ il caso, ad esempio, del progetto proposto dal NEST di Napoli sull’allestimento de “Il sindaco del rione Sanità”, che coprodurremo insieme al Teatro Stabile di Torino, con la regia di Mario Martone.
Allo stesso tempo dedicheremo spazio ed impegno produttivo a tanti altri progetti, trasformando in lavoro una passione e una curiosità condivisa con Luca verso la drammaturgia contemporanea, in modo particolare verso quella napoletana, espressa da più generazioni di autori e scrittori.
Non è semplice, ma niente è semplice.
Carolina Rosi

Questi fantasmi!
Nota di Marco Tullio Giordana
La prematura scomparsa di Luca De Filippo è stata per tutti quelli che lo amavano uno shock. A me reso ancor più insopportabile dal fatto che la nostra amicizia era appena nata, ancora verde, e non aveva potuto maturare ancora i suoi frutti. Per questo quando Carolina Rosi, la sua battagliera compagna in teatro come nella vita, mi ha chiesto di continuare i progetti che stavamo accarezzando, ho aderito con entusiasmo. Per me, più che raccogliere un’eredità, si tratta di continuare il lavoro che Luca ha svolto sul repertorio di Eduardo, un lavoro che definirei di precisione filologica e contemporaneamente di continuo aggiornamento. Questo non ha significato per Luca l’asserzione di un unico paradigma né lo sbarramento di altre strade (tant’è vero che le commedie di Eduardo sono sempre state a disposizione anche di altre compagnie), ma per lui, che l’aveva “nel sangue”, il mondo di Eduardo non poteva che rispettare le intenzioni dell’Autore, intenzioni di cui era stato addirittura testimone. Non potrò ovviamente fare la stessa cosa, ma per quel che mi sarà possibile intendo rimanere fedele al suo esempio. D’altronde Il manoscritto originale di Questi fantasmi!, datato 1945, dà indicazioni dettagliatissime. Assieme a Gianni Carluccio - che oltre alle scene cura le luci dello spettacolo – abbiamo inteso riprodurre l’ambiente e gli arredi descritti in modo così puntiglioso. Tuttavia non si tratta di una scena realistica (anche se non mancano i panni stesi e l’evocazione del palazzo “dello Spagnuolo”). Quinte, pareti, mobili, pavimento, è come fossero stati dilavati dal tempo, coperti da una polvere impalpabile. Uno spazio che tende al monocromatismo, che vuole evocare le immagini come se emergessero dalla memoria, labili e imprecisate come i fantasmi del titolo. In teatro, molto più che nel cinema, ci si può liberare dagli obblighi realistici addirittura nei materiali. Arredi e fondali possono esser costruiti con qualunque cosa o dipinti in modo da renderli simili a illusioni. E’ un vantaggio di cui cerco di approfittare il più possibile ogni volta che affronto un testo teatrale, anche nella scelta dei costumi, qui disegnati da Francesca Sartori, altra mia fedele collaboratrice, con evidente richiamo agli anni ‘40, ma completamente re-interpretati e quasi stilizzati – soprattutto nella scelta dei tessuti.
Eduardo è uno dei nostri grandi monumenti del ‘900, conosciuto e rappresentato, insieme a Pirandello, nei teatri di tutto il mondo. Grandezza che non è sbiadita col tempo, non vale solo come testimone di un’epoca. Al contrario l’attualità di un testo come Questi fantasmi! è per me addirittura sconcertante. Emerge dal testo non solo la Napoli grandiosa e miserabile del dopoguerra, la vita grama, la presenza liberatrice/dominatrice degli Alleati, ma anche un sentimento che ritrovo intatto in questo tempo, un dolore che non ha mai abbandonato la città e insieme il suo controcanto gioioso, quello che Ungaretti chiamerebbe l’allegria del naufragio. Il tipo incarnato da Pasquale Lojacono – replicato nelle figure di Alfredo, di Gastone, del portiere Raffaele - con la sua inconcludenza, l’arte di arrangiarsi, la disinvoltura morale, l’opportunismo, i sogni ingenui e le meschinità, non è molto diverso dai connazionali d’oggi. La grandezza di Eduardo sta nel non ergersi a giudice, nel non sentirsi migliore di lui, di loro. Non condanna né assolve, semplicemente rappresenta quel mondo senza sconti e senza stizza. Il suo sguardo non teme la compassione, rifiuta la rigidità del moralista. Sembra anzi identificarsi in Pasquale, riconoscersi perlomeno nelle sue qualità di visionario sognatore che non si arrende mai, nemmeno quando gli altri vedono in lui solo un fallito.
Altrimenti perché Maria starebbe con lui, perché non l’ha già lasciato? Per tornaconto, per vigliaccheria? E se avesse invece visto in lui qualcosa di commovente? Se ne avesse colto la voglia di vivere, di cacciare la testa fuori dall’acqua? La sua disperata vitalità?
Marco Tullio Giordana

Marco Tullio Giordana
Nel 1979 presenta a Cannes Maledetti vi amerò. Il lungometraggio vince il Pardo d’Oro al Festival di Locarno e segna il debutto dietro la macchina da presa di uno dei registi italiani tra i più attenti nell’affrontare tensioni e accadimenti fra i più drammatici del nostro Paese. Seguono nel 1981 la caduta degli angeli ribelli e nel 1988 Appuntamento a Liverpool. Nel 1995 realizza Pasolini, un delitto italiano, nel 2000 I cento passi, sulla vita di Peppino Impastato. Del 2003 è il pluripremiato La meglio gioventù che vince a Cannes la sezione Un certain regard.
Nel 2005 è nuovamente a Cannes con Quando sei nato non puoi più nasconderti e, nel 2007, con Sanguepazzo. Nel 2011 realizza Romanzo di una strage che ripercorre le tragiche vicende della strage di Piazza Fontana e della cosiddetta strategia della tensione. Nel 2015 ha girato il film Lea e, in questa estate del 2016, ha appena terminato le riprese de I due soldati. Nel 1990 ha realizzato per il Teatro Verdi di Trieste L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti. Dopo aver diretto in teatro gli allestimenti di Morte di Galeazzo Ciano (1997) di Enzo Siciliano, The Coast of Utopia (2012) di Tom Stoppard e Il testamento di Maria (2015) di Colm Tòibìn, affronta per la prima volta il repertorio di Eduardo con Questi fantasmi!.

I biglietti sono in vendita dal 7 ottobre scorso, nei punti vendita e on-line, presso Bookingshow. La rimanenza dei biglietti invenduti nei punti vendita del circuito Bookingshow potrà essere acquistata il giorno stesso dello spettacolo, fino ad esaurimento dei posti per le due serate, presso il botteghino del Teatro “Giordano”, che sarà aperto un’ora prima dell’orario di ingresso alla rappresentazione.

Per informazioni: Tel. 0881.792908 (Botteghino Teatro “Giordano”) – Siti web: www.teatrogiordano.it – www.teatropubblicopugliese.it – app teatrogiordano.

Il Castello Edizioni

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Multas per gentes: il confronto con l'altro

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La tv è fatta di riti, un po’ come il calcio. Ogni programma, come ogni partita, ha la sua liturgia, la sua scaletta da seguire e
rispettare. Lo spettatore conosce i tempi. Il rischio, però, è che quella scaletta diventi routine e tutte le puntate finiscano per assomigliarsi. In questo si può dire che Turista per calcio sia stato un’eccezione: impossibile dire che vista una puntata, le hai viste tutte.

 

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Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

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Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 

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La salute vien mangiando

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Patino era un’ala di quelle di un tempo mai passato di moda che vivevano ai confini del rettangolo; quasi una sorta di reclusi dentro una striscia piccolissima di campo, per preparare poi gli scatti, i dribbling e gli allunghi, i cross per le teste dorate di Nocera e Oltramari, di Matteo Rinaldi che avanzava ad ogni calcio d’angolo come gli capitò di fare, tra l’incredulità collettiva, a Firenze nel debutto assoluto in serie A, segnando un gol che ammutolì lo stadio.

 

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Metamorfosi di metamorfosi

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In occasione del bimillenario della morte di Ovidio, si è tenuto a Foggia un convegno dedicato alle ‘meraviglie letterarie’ che il poeta delle "Metamorfosi" ha compiuto e, attraverso la penna di altri autori, continua ancora a compiere. Questo volume ne raccoglie i frutti: un viaggio affascinante, alla scoperta del potere generativo e trasformativo della scrittura, per ascoltare, ancora una volta, la voce di un Classico e non dimenticare.

 

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Il carme su San Michele Arcangelo di Flodoardo di Reims

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Il poeta francese condensa gli elementi più significativi della leggenda micaelica di matrice garganica, seguendo l’ordine in cui essa viene narrata nel cosiddetto "Liber de apparitione sancti Michaelis in monte Gargano": l’anonima operetta agiografica che, narrando soprattutto le manifestazioni dell’Arcangelo sul promontorio dauno, rappresenta la leggenda di fondazione del più antico dei luoghi alti dell’Occidente europeo a lui dedicati

 

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Le storie dei SIAN

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Interviste ai direttori del Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione a margine del III Seminario Nazionale "Integrazione tra sicurezza alimentare e nutrizionale" (Foggia, 5-7 maggio 2016)

 

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Scienze umane tra ricerca e didattica vol. II

di Giovanni Cipriani - Antonella Cagnolati (a cura di)

«Orbene, vedo trasfigurarsi ai miei occhi tutte le figure dei miei colleghi e amici e tutte le loro personalità in una grande e maestosa biblioteca: ognuna/ognuno di loro costituisce uno scaffale di libri a sé, ma al contempo confinante, orizzontalmente e verticalmente, con gli altri scaffali, dando vita a una straordinaria enciclopedia dei saperi umanistici, fonte di documentazione, ispirazione, eredità, trasmissione di quanto è stato scoperto e depositato da altri e di quanto è stato scoperto e messo a disposizione da loro stessi, in una continuità incessante di conoscenze, riflessioni, acquisizioni. Sono orgoglioso di farne parte, ma sono ancor più felice se penso che quello che abbiamo fatto in questi quasi vent’anni continuerà, grazie alla ricerca e alla didattica, a crescere e a diffondersi, in virtù di quella che i Latini avrebbero definito giustamente industria felix» (G. Cipriani)

 

Prezzo di vendita 40,00

Vocabolario Italiano-Foggiano

di Michele Frattulino

«La ricerca di un ponte fra i lemmi della lingua madre e i termini dialettali che possono trovare molteplici rappresentazioni nella traduzione: a volte buffe, a volte incentrate sull’uso di un vernacolo che, come tutto il resto, ha subito trasformazioni o nella raffinata ricercatezza di un termine arcaico, dimenticato, che ancora riesce come nessun altro a colpire nel segno. Che dire? Sorprendente come sempre. Magico come mai» (Stella Katia Iorio)

 

Prezzo di vendita 15,00

Ama ciò che fai

di Michele F. Panunzio

Il cuore è la sede dell’intelligenza, la tavola quella dell’amore e della condivisione. E quando il cuore incontra la tavola tutto assume un sapore nuovo: il cibo, l’amicizia, l’amore e la salute. Il nostro rapporto con il cibo nasconde una dimensione spirituale che, quando trova un suo giusto equilibrio, nutre corpo e anima. Ama ciò che fai. La prevenzione nutrizionale dal cuore alla tavola è un libro per tutti. In borsa o a lavoro, a casa o in ufficio, non importa: chiunque merita di averlo con sé ovunque sia.

Antonio Russo (Presidenza Nazionale ACLI)

 

Prezzo di vendita 20,00

Premio Lupo 2016

di AA.VV.

Quattro parole, “Facciamo un concorso letterario”. La sfida era stata aperta. “Lo chiameremo “Premio Lupo” - dissi, in onore del nostro territorio che, per similitudine, ha visto nello scorso secolo una netta diminuzione della presenza dei suoi abitanti e del braccato animale, migrati a fiotti altrove. Eravamo tutti perplessi e non solo per il nome del concorso... Ma per sfida o per incoscienza intraprendemmo un percorso che, pur essendo molto impegnativo, è ricco di grandi soddisfazioni. Seminare su terreno incolto è sempre impresa ardua, ne sanno qualcosa i nostri contadini, ma a volte loro stessi, scarpe grosse e cervello fino, ci hanno dimostrato di saper ottenere, da incolti e pascoli, grandi risultati. Tanto sta avvenendo per il progetto “Premio Lupo”. Impensabile concepire nel lontano 2006 il ‘raccolto’ del 2016...

 

Prezzo di vendita 20,00

Forever 2018

di Michele F. Panunzio


«La prevenzione nutrizionale è la più potente medicina, ma non ama la solitudine; ancelle le sono tutte le altre discipline mediche. Si accontenta di stare in disparte, ma in cuor suo sa di essere la padrona di casa per accogliere tutti. Non è esclusiva, né ha la puzza sotto il naso. La collettività e l’individuo, il gruppo e il singolo, i sani e i malati, la prevenzione nutrizionale è per tutti ed è per sempre»

 

Prezzo di vendita 18,00

Donne di carta

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Prezzo di vendita 20,00

Rico Garofalo, una vita per la musica

di Marcello e Riccardo Garofalo

 


«Il suo rapporto con il piano era una straordinaria relazione d’amore: nelle mani del Maestro il piano subiva una trasfigurazione figurale, da oggetto inanimato ad essere vivente, da strumento musicale a confidente, ad interlocutore, testimone attento delle sue ricerche continue per ottenere brillanti esecuzioni».

Gaetano Zenga

 

Prezzo di vendita 20,00

Virgilio sul set

di Andrea Musio

Se un classico si riconosce - come affermava Calvino - anche perché «non ha mai finito di dire quel che ha da dire», cosa avviene quando il classico più vitale e rappresentativo della latinità incontra il linguaggio contemporaneo più diffuso e prolifico? Quali sono gli avvincenti processi di riscrittura intervenuti fra i versi virgiliani e la loro trasposizione sul grande schermo? 

 

Prezzo di vendita 20,00

Alfieri e il volgarizzamento dell'Eneide

di Giovanni Cipriani - Noemi Corlito - Grazia Maria Masselli

Nelle vesti di cultore dei Classici e meticoloso filologo, Vittorio Alfieri, alle prese con la traduzione della contesa verbale tra Enea e Didone nel IV libro dell’Eneide, si affida, nelle sue scelte lessicali e nella ricostruzione di un persuasivo ordo verborum, ai commenti che corredano le edizioni virgiliane in suo possesso e, in particolare, all’esegesi del grammaticus Mauro Servio Onorato e del rhetor Tiberio Claudio Donato.

 

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Catilina duplex

di Antonella Tedeschi

Il presente lavoro, composto da quattro saggi, prende le mosse dalla ben nota consonanza tra actio rhetorica e actio scaenica, sottolineata dai retori antichi, esercitata nella pratica oratoria e sublimata nella prassi scolastica mediante l’esercizio dell’etopea, per ripercorrerne gli esiti generativi nel teatro moderno.

 

Prezzo di vendita 25,00

Presenze del classico tra Tarda Antichità e Medioevo

di Marisa Squillante

Nel volume rifluiscono sette studi che indagano testi legati da un comune filo conduttore, costituito dalla riflessione sul massiccio riuso del classico operato, in modalità differenti, dai secoli della tarda antichità e dell’alto Medioevo.

 

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Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di AA.VV.

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 

Prezzo di vendita 20,00

Aspetti della Fortuna dell'Antico nella Cultura Europea

di Sergio Audano - Giovanni Cipriani (a cura di)

Si avverte oggi il bisogno urgente di una concreta proposta culturale, etica, politica che contribuisca a ricostruire il tessuto connettivo di una società troppo sfilacciata e angosciata. Può questo volume offrire un contributo in questa direzione? È un tentativo. Ogni momento di crisi apre grandi interrogativi che coinvolgono in radice l’esistenza umana, nelle sue problematiche e nelle sue dinamiche: vale, quindi, la pena intensificare il dialogo tra noi, che viviamo questa fase complessa del XXI secolo, e la civiltà antica attraverso le tante mediazioni ed esperienze che sono state elaborate nel corso del tempo.

 

Prezzo di vendita 25,00

Antiquam exquirite matrem

di AA.VV.

Da subito best-seller, alla pari del suo modello, l’Eneide si fa modello essa stessa, entrando nell’immaginario culturale e offrendosi quale inesauribile forziere di esemplarità, analogie, metafore, sentenze. Evidentemente, appartiene al ‘tesoro’ che ne deriva il titolo di questo nostro libro: antiquam exquirite matrem. L’emistichio è, notoriamente, stralciato dal comando del Timbreo a «cercar l’antica madre»: male inteso, l’oracolo fuorvia i Troiani, sicché, la trama che avrebbe potuto / dovuto essere svanisce a causa di (o semmai grazie a) questo fraintendimento, che genera errores e, con gli errores, la ‘vera’ storia del viaggio di Enea. Per altri versi, questa frase ci è parsa emblematica un po’ del lavoro esegetico, che ora spiega, ora tradisce il testo; un po’ di quello degli imitatori, che intendendo o fraintendendo, fanno comunque un testo nuovo.

 

Prezzo di vendita 20,00

Non domini nostri sed duces

di Andrea Musio - Tiziana Ragno - Antonella Tedeschi

«I rapporti di forza tra antico e moderno sembrano pendere in favore della modernità o, per meglio dire, della sua capacità di rifarsi ai modelli modificandone contenuti e connotati. Il presente, insomma, condiziona – è ovvio – la percezione del passato. E, questo, anche in vista della costruzione di identità e immaginari comuni: il ricorso a paradigmi già noti garantisce – o, dovremmo dire, dovrebbe garantire – che si realizzi un’immagine coerente e condivisa dell’attualità. 

 

Prezzo di vendita 15,00

Son'io, Marina

di Michele Sisbarra

Marina aveva sempre concepito la vita come un frammento di concretezza nell’immaterialità del nulla. Sì, il nulla, quello che la precede e che sarà dopo di lei, dopo ognuno di noi. Un peso che inconsapevolmente si portava dietro da troppo tempo

 

Prezzo di vendita 20,00

Follia d'amore

di Francesca Sivo

In che modo bisogna amare? Perché mai l’essere umano è spinto ad andare alla ricerca di una passione erotica che gli provoca sofferenza e che la ragione, invece, senza appello condanna?

 

Prezzo di vendita 25,00

Premio Lupo 2016 - Sezione pittura

di AA. VV.

«L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno al di là del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto». (Papa Benedetto XVI)

 

Prezzo di vendita 40,00

Il ruolo della Scuola nella tradizione dei classici latini

di AA.VV.

Non si può non convenire sul fatto che l’analisi del Fortleben dei classici nel loro impiego scolastico costituisce una ulteriore occasione di riflessione sulla capacità impressionante degli antichi di precorrere i tempi anche in una sfera nevralgica e quanto mai attuale come quella didattica.

 

Prezzo di vendita 15,00

Processo farsa: un'invenzione di Terenzio e Molière

di Antonella Tedeschi

L’indagine relativa agli aspetti strutturali, linguistici e tematici delle sezioni della fabula terenziana, che maggiormente hanno influenzato la stesura di Molière, gettano luce sulla fucina dove ha lavorato il commediografo francese, che sapientemente ha adattato molteplici elementi e ha ‘confuso’ echi antichi e moderni, dotandoli di stilemi comici personalissimi.

 

Prezzo di vendita 20,00

Verba puerpera

di Giovanni Cipriani

 


L’inventario delle situazioni che controllano il momento del parto in Roma antica si sostanzia in uno stupefacente deposito di superstizioni e di ricette, in cui la magia spadroneggia con i suoi principi di carattere analogico e simpatetico e di cui il folklore locale conserva vivida traccia; non mancano altresì le specifiche ‘parole del parto’, connotate - ieri come oggi - da un sofferto intreccio di paura e di fede, com’è naturale nei delicati ‘riti di passaggio’.

 

Prezzo di vendita 15,00

FOREVER

di Michele Panunzio

Questo libro è il frutto di un serio corteggiamento: tra Michele Panunzio, l'autore, e i suoi tantissimi e attentissimi lettori che ogni domenica mattina lo aspettano al varco di internet per leggere un suo nuovo post del blog "Forever" che tiene su "Il Mattino di Foggia"

 

Prezzo di vendita 13,00

VelEni

di Fabio Amendolara

Poteri forti, fortissimi, che muovono soldi, faccendieri e barbe finte, che decidono le sorti energetiche ed economiche del Paese, e che hanno potere di vita e di morte. Un intrigo tutto italiano che ha sullo sfondo l’ombra della mafia siciliana. Personaggi di primo piano della Prima Repubblica, rimasti più o meno nascosti, muovono le pedine su uno scacchiere alla cui base ci sono potere e petrolio; figure importanti, poi annoverate tra i martiri dello Stato, mostrano un’altra faccia e intellettuali considerati tutti d’un pezzo si lasciano condizionare da un padrone o dal denaro. Un testimone importante viene ignorato, con molta probabilità conosceva una parte della storia che è rimasta segreta e che forse lo rimarrà per sempre.

 

Prezzo di vendita 40,00

Eroi, dèi, condottieri

di Grazia Maria Masselli - Francesca Sivo (a cura di)

Terreno privilegiato di ‘intertestualità’ e di ‘multimedialità’, il mito costituisce il campo di indagine che, più di ogni altro, consente una fruizione comparativa dei testi classici: il confronto con opere (non soltanto letterarie) distanti fra loro nel tempo e nello spazio stimola, infatti, la ricerca delle “permanenze” quale viatico indispensabile per interpretare le variazioni subìte da uno stesso thema nel passaggio da un’epoca all’altra, da un’area geografica all’altra, da un linguaggio all’altro, creando occasioni di arricchimento multidisciplinare e di approfondimento dei meccanismi regolativi della cosiddetta “traduzione intersemiotica”.

 

Prezzo di vendita 15,00

Foggia, 28 aprile 1898

di Raffele De Seneen

«Verso le 9 e mezza del 28 aprile una folla di persone si agglomerò dinanzi alla panetteria di certo Altieri con l’intenzione d’impossessarsi del pane. Ma intervenuto il Sindaco, comm. Perrone, la folla si allontanò da quel posto e, ingrossandosi, seguì il Sindaco che si era diretto alla Prefettura...»

 

Prezzo di vendita 35,00

Scienze umane tra ricerca e didattica vol. I

di Giovanni Cipriani - Antonella Cagnolati (a cura di)

«Orbene, vedo trasfigurarsi ai miei occhi tutte le figure dei miei colleghi e amici e tutte le loro personalità in una grande e maestosa biblioteca: ognuna/ognuno di loro costituisce uno scaffale di libri a sé, ma al contempo confinante, orizzontalmente e verticalmente, con gli altri scaffali, dando vita a una straordinaria enciclopedia dei saperi umanistici, fonte di documentazione, ispirazione, eredità, trasmissione di quanto è stato scoperto e depositato da altri e di quanto è stato scoperto e messo a disposizione da loro stessi, in una continuità incessante di conoscenze, riflessioni, acquisizioni. Sono orgoglioso di farne parte, ma sono ancor più felice se penso che quello che abbiamo fatto in questi quasi vent’anni continuerà, grazie alla ricerca e alla didattica, a crescere e a diffondersi, in virtù di quella che i Latini avrebbero definito giustamente industria felix» (G. Cipriani)

 

Prezzo di vendita 25,00

Filologia e letteratura in san Gerolamo (nel XVI centenario della morte)

di Fabio Gasti (a cura di)

Nel solco della consuetudine delle Giornate Ghisleriane, che hanno visto succedersi incontri a tema e altri dedicati a una singola figura di letterato, quella del 2020 intendeva celebrare il sedicesimo centenario della morte di Gerolamo, emblematica figura di Padre della Chiesa e insieme di filologo, attivo e polemico nel dibattito dottrinale non meno che in quello relativo alla problematica ricezione e divulgazione dei testi fondamentali del magistero cristiano in lingua greca.